Il Blog di Luca C.

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Oggi vi parlerò di una festa di quartiere, o meglio di borgo, tenutasi il 14 ottobre in via Bologna, via Maddalene e piazza Abba a Torino. Ciò che ci ha colpito, leggendo Torino7, è stato il tema trattato, cioè gli anni ’50. Infatti, la festa era intitolata Roch’nd Ciock ed è alla sua prima edizione. Oltre alle solite bancarelle e i negozi aperti addobbati a tema (alcune vetrine molto interessanti), quello che veniva presentata era la moda degli anni ’50. A fare da traino alla festa è stata soprattutto la scuola Honky Tonk che propone interessanti corsi di ballo e di musica inirenti alla cultura americana anni ’50, ma non solo. Come dicevo, ogni vetrina era addobbata con oggetti d’epoca, radio, dischi, scatole metalliche, divise, vestiti e i commessi anche loro vestiti in tema. E’ stato un evento abbastanza interessante con esibizioni di danza e di musica, ma anche con cenni storici sulla Manifattura Tabacchi e sui quartieri di Torino Nord. A tal proposito è stata allestita una mostra fotografica presso l’Eco museo. Di grande importanza è l’attuale cambiamento e riqualificazione dell’area perché in futuro passerà anche la linea 2 della metropolitana. Già alcune vie vicine a via Bologna sono state pedonalizzate e aggraziate. In questo modo è stato possibile notare alcuni locali, innazitutto quelli in cui si mangia, molto invitanti. Peccato che in via Maddalene la famosa birreria Capolinea 8 (una volta transitava il tram numero 8) era chiusa: siccome è un locale noto per i concerti jazz, avrebbe potuto tenere aperto e partecipare all’evento. Ma ritorniamo un attimo al nome della festa: il rock c’era, ma era il ciock che scarseggiava. Solo nel tardo pomeriggio durante l’esibizione di un ballo su Grease della scuola Isadorabile ho visto servire qualche sigaro di cioccolato, ma nient’altro. Più che il cioccolato venivano proposte a €1,50 le ottime bibite dell’azienda Macario dalle confezioni molto retrò. Sarebbero state da collezionare tutte. Alla sera fino alle ore 21.00 invece il gruppo musicale The Twisters proponevano musiche a tema sicuramente con un buon ritmo per ballare, ma ahimé ha inziato a piovere e comuqnue saremmo dovuti ritornare a casa. Peccato che la Manifattura Tabacchi fosse chiusa al pubblico: una visita sarebbe stata interessante. Quello che adesso importa è che siamo venuti a conoscenza della scuola Honky Tonk e della possibilità di imparare qualche ballo, forse in maniera un po’ migliore dell’anno scorso. Siccome per problemi di orario sia il rock’n’ roll, sia il charleston quasi sicuramente non siamo in grado di seguirli perché hanno determinate cadenze, ci siamo interessati di più al corso di tip tap, dove i corsi sono sempre “attivi”. Ci informeremo sul significato del termine “attivo” e poi vi faremo sapere. Un ultimo appunto sulle magliette sui cui era stampato il logo della festa: meravigliose!

Per info:

https://www.facebook.com/events/405405842859954/

http://honky-tonk.it

http://macariocompany.it

http://www.capolinea8.com/

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Castello della Manta

Sala delle Grottesche

Sala Baronale

Ingresso alle cantine

Con l’avvicinamento della primavera e le temperature più miti risulta più interessante leggere su Torino7 gli appuntamenti fuori Torino. Così, approfittando della domenica in comune con Elena, ho proposto di andare a visitare il Castello della Manta, vicino a Saluzzo. L’edificio inizialmente era di proprietà del signore feudale Valerano e dopo di lui, di Michele Antonio. Il castello è ora proprietà del FAI il quale, oltre a far visitare l’interno, ha dato l’opportunità di assistere alle danze rinascimentali curate dalla compagnia Gaia di Torino. All’interno della Sala Baronale in cui gli affreschi sono conservati egregiamente, i ballerini vestiti a tema hanno danzato su due coreografie: una ispirata alla leggiadria femminile e l’altra di tema guerresco. Nel salone delle Grottesche (più recente di costruzione) abbiamo assistito a danze di coppia e di gruppo. Non è mancata la spiegazione di abili ciceroni anche sulle pregiate ceramiche prodotte nel saluzzese. Al termine della visita ci è stato consigliato di visitare le cucine del castello in cui era stata predisposta la visione dei lavori di tessitura di Mia Dvorak, specializzata nell’arte antica del merletto. Ritornati, invece, al punto di partenza, ovvero alle cantine del castello, un piccolissimo assaggio (un cucchiaino di marmellata all’albicocca accompagnato da un minuscolo biscottino e un bicchierino di succo di mela) a cura dell’agriturismo “Il Baco da seta”. Penso che abbiamo fatto bene a prenotare la visita per telefono perché tutti gli ingressi fino alle ore 16.30 erano già stati chiusi. Forse nemmeno chi ha organizzato l’evento l’evento non si aspettava così tanta affluenza, tanto da dover aggiungere l’ultimo ingresso al castello alle ore 17.30, cioè dopo il nostro. Non mi stupisco, quindi, che la degustazione dei prodotti dell’agriturismo fosse ridotta al minimo. Il costo del biglietto è stato di 9 euro (€7,50 per i tesserati Torino Musei), ma ne è valsa veramente la pena. Una nota negativa la devo sempre aggiungere perché altrimenti non sono contento: una volta usciti dall’autostrada Torino-Pinerolo i cartelli stradali di indicazione per Saluzzo sono praticamente assenti e quei pochi che ci sono sono maltenuti. E’ stata un’impresa raggiungere il castello, ma anche riprendere la strada del ritorno. Penso che sia più semplice percorrere l’autostrada Torino-Savona e uscire per Saluzzo, anche se si allunga di molti chilometri e si paga di più. E’ un peccato che ci siano questi disguidi perché non permettono di valorizzare i tesori che abbiamo in Piemonte.

Per info:

http://www.fondoambiente.it/beni/castello-della-manta-beni-del-fai.asp

http://www.florasarzotti.it/

http://miadvorak.com/

Esattamente un anno fa facemmo una lezione prova di tango vicino a casa nostra, ma a causa di mancanza di persone che partecipassero alle ore 22.00, il corso fu spostato in un’altra sede a noi sconveniente, così lasciammo correre i mesi in attesa di qualcosa di più propizio. Inoltre, ad Elena il tango non garbava più di tanto e anche se si tratta di un ballo passionale la prima cosa che deve piacere è ovviamente la musica. Decidemmo di evitare i balli caraibici perché non ne posso più di salsa e bachata. Optammo per un corso di boogie-woogie e rock’n’roll, ma le scuole che propongono queste danze sono rare. Passò tutto il 2010 e gran parte del 2011 e finalmente a ottobre un’e-mail del Cus Torino mi ha avvisato che sarebbero iniziate le prove e i corsi di ballo tra cui il rock’n’roll. Non abbiamo aspettato altro che fare la lezione prova che si è tenuta all’interno della grande palestra della sede di via Braccini e a cui hanno assistito molte persone. Al termine della prova eravamo esausti e sudatissimi; non avrei mai pensato a 35 anni di non riuscire a stare dietro una canzone rock’n’roll per cinque minuti di seguito. Anche se mi sono un po’ impigrito, ho sempre cercato di mantere il fisico facendo nuoto (che quest’anno sostituirò con la sala pesi) oppure facendo corse d’estate, ma seguire i passi veloci di boogie boogie e rock’n’roll è più faticoso dei balli caraibici; sicuramente è più entusiasmante. Abbiamo così deciso di iscriverci subito per non perdere l’occasione perché i corsi sono a numero chiuso. Ieri abbiamo partecipato alla prima lezione e per fortuna la palestra era fresca grazie all’aria condizionata. Il bravo e paziente istruttore ci ha accompagnato gradualmente nell’eseguire i primi passi di rock’n’roll (diversi da quelli del boogie-woogie), all’inizio molto accentuati e ridicoli per farci seguire il ritmo, come se si trattase di una marcia militare. In seguito questi movimenti dovranno essere più snelli, più veloci, con l’aggiunta dei “calci” e per di più svolti in coppia. Per darvi un’idea vi spiego come si fa il movimento che deve eseguire l’uomo. Innanzitutto il tempo è scandito in questo modo: 1, 2, 3, 4, 5, 6 e si parte con la gamba sinistra. Le gambe sono leggermente divaricate e i piedi paralleli lungo una linea immaginaria. Si alza la gamba sinistra con il ginocchio verso l’alto due volte sul posto (1 e 2), poi si passa alla gamba destra che anch’essa si alza con il ginocchio verso l’alto una volta (3) e una seconda volta, ma questa volta il piede destro indietreggia (4). La punta del piede destro deve stare all’altezza del tallone del piede sinistro. Adesso il piede sinitro indietreggia all’altezza del piede destro (5) e poi il piede destro avanza di un passo in avanti, in pratica dov’era prima (6). Il destro avanza anch’esso dov’era prima (1) ricominciando da capo. Vi ricordo che bisogna sempre alzare un po’ le gambe perché poi vi si dovrà aggiungere il “calcio” o meglio lo slancio delle gambe e che i passi non devono essere troppo ampi altrimenti sorgono problemi di stabilità soprattutto quando si balla in coppia. Inoltre, per iniziare ad ammorbidire e velocizzare i movimenti appoggiate a terra sempre le punte dei piedi e mai  tutta la pianta dei piedi. Quando si è in coppia l’uomo deve muovere le gambe all’esterno per evitare di calciare la compagna. D’altro canto anche la donna deve stare molto attenta a come muove le gambe per ovvi motivi. Infine, la donna dovrà fare i movimenti speculari all’uomo, come se fosse davanti ad uno specchio. Questo è tutto, anche se in verità abbiamo già fatto il giro con il cambio posto (quello che vedrete nel video, anche se i passi sono stati ancor più semplificati) e aggiunto l’accenno di spinta che l’uomo dà alla donna per farla girare su stessa. Per adesso penso che sia già tanto quello che ho scritto. Alla prossima lezione!

Per info:

http://www.custorino.it/danza/

http://www.custorino.it/

 


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