Il Blog di Luca C.

Posts Tagged ‘forze dell’ordine

Questa volta non scriverò qualcosa sulla mia città o sulla mia regione, ma su Napoli. Scrivo questo post a pochi giorni dalla morte del ragazzo di Napoli, Davide Bifolco, che insieme ai suoi due amici non si è fermato al posto di blocco dei carabinieri. Immagino che potrei ricevere commenti di vario genere, offensivi oppure critiche costruttive o semplicemente altri modi di vedere le cose. Certamente dispiace quando muore un ragazzo, un bambino o comunque un essere umano, però… Innanzitutto individuiamo il contesto in cui è avvenuto l’inseguimento: siamo a Napoli in un quartiere che a giudicare dai servizi dei telegiornali è frequentato da spacciatori, è gestito dai boss della camorra, in cui il tasso di disoccupazione è alto, la gente è abbastanza povera e soprattutto vive nell’ignoranza. La percentuale di analfabetismo è alta. Insomma, si tratta di un quartiere difficile. Immagino che le forze dell’ordine in servizio in questo quartiere debbano avere un’ottima preparazione a gestire ogni eventuale infrazione della legge e suppongo che non sia un mestiere facile. Bisogna avere sangue freddo, occhi a trecentosessanta gradi, forza fisica e soprattutto non bisogna avere paura. Paura di poter morire ogni giorno in un agguato per poche migliaia di euro al mese. Aggiungete il malcontento di questa fascia di lavoratori che si trovano anche loro in una situazione di crisi: pochi mezzi, pochi uomini e magari quando arrestano un delinquente (che sia italiano o straniero) se lo vedono uscire dalla questura dopo una “ramanzina” perché le carceri sono piene ed il personale delle forze dell’ordine è ridotto al minimo. Io sono dell’idea che quando un agente alzi la paletta ci si debba fermare e che se scappi allora hai qualcosa da nascondere. I tre ragazzi erano tutti e tre su un motorino senza assicurazione, senza patentino e senza casco: in pratica dei pirati della strada e un pericolo per se stessi e per gli altri. Il guidatore del motorino anziché fermarsi ha accelerato per scappare. E’ ovvio che gli agenti partono con l’inseguimento e con le armi in mano perché è un loro dovere e diritto. Di sicuro non stanno lì fermi a dire “eh vabbuò, so’ scugnizzi”. Eh no, perché la legge è la legge e va rispettata. In teoria, per quel che so io, gli agenti in situazioni del genere dovrebbero sparare prima in aria. Comunque i tre ragazzini erano in pieno torto. Adesso non so come siano andati i fatti. Non so se i carabinieri hanno speronato il motorino per fermare i ragazzi e dopo uno di loro sia scappato (il guidatore che per altro sembra avere già avuto guai con la giustizia). Sta di fatto che in queste situazioni estreme immagino gli agenti con la pistola in mano pronti a perquisire i fuggitivi ed eventualmente a difendersi perché come ho spiegato prima siamo in un quartiere pericoloso e non si può mai sapere con chi hai a che fare. Anche se minorenni, ma non più bambini piccoli, questi ragazzi avrebbero potuto essere dei delinquenti, anzi ora lo sono per i motivi citati poco fa. Alla fine è partito un colpo di pistola. Purtroppo ha perso la vita un ragazzo e spero che il colpo sia partito accidentalmente e non di proposito. Con questo non voglio giustificare un carabiniere che ora avrà sulla coscienza la morte un adolescente. Non penso e non voglio credere che le nostre forze dell’ordine siano formate tutte da persone che si divertono ad uccidere e a far del male come avviene negli Stati Uniti o come purtroppo è avvenuto durante il G8 di Genova nel lontano 2001. Ritengo anche sbagliate e controproducenti le manifestazioni che si sono susseguite al tragico inseguimento. Manifestazioni svolte da persone che si lamentano che lo Stato è assente, ma che poi quando c’è da far rispettare le leggi si voltano dall’altra parte e bruciano tre auto della polizia. Spero proprio che il colpo sia partito per sbaglio, ma avete pensato se il carabiniere durante l’inseguimento avesse mirato ai copertoni del motorino? Allora ci sarebbero stati ben tre feriti gravi se non morti. A volte mi sembra che Napoli sia una città in cui le regole basilari per vivere civilmente vengono interpretate “a capocchia” anziché essere rispettate e poi ci si lamenta che avvengono queste tragedie. E se si sente la mancanza dello Stato perché non rimboccarsi le maniche e poi, magari, protestare per qualcosa di giusto per ottenere un lavoro, più legalità, magari una bella biblioteca e una sala concerti o delle scuole migliori? Rimango dell’idea che i tre ragazzini erano in torto sia prima che il carabiniere avesse alzato la paletta e sia dopo. Rispetto comunque il dolore dei genitori del ragazzino, ma perché prendersela con le forze dell’ordine anziché farsi un esame di coscienza e chiedersi come hanno educato loro figlio?

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Cosa sta succedendo? La gente sembra impazzita! Capisco l’insoddisfazione, la rabbia, la delusione di chi ha perso il lavoro perso, per la classe politica che fin’ora non ha fatto il suo dovere a parte rubare e contrattare con le mafie, per la grave crisi economica e le banche che vengono aiutate dallo Stato e non aiutano ad aprire piccole imprese, per le multinazionali che hanno investito nel mondo e adesso ci lasciano per strada perché non gli conviene più… Insomma, nel pentolone di roba marcia ne bolle e anche tanta, però anche se c’è molta disperazione giustificata ciò non deve farci perdere la dignità e soprattutto non ci deve permettere di scaricare la rabbia verso il prossimo. Che senso ha andare in giro per strada a prendere a picconate persone innocenti. Per non parlare della nuova moda di gettare acidi corrosivi sul corpo e sul viso. Che senso ha? Perché? Bisogna fare molta attenzione a chi ci sta intorno di questi tempi. In questo momento della Storia mi sembra di essere sul Titanic che affonda, nel momento del “si salvi chi può”. Siamo tutti nella stessa barca che sta naufragando, ma adesso ognuno pensa egoisticamente solo alla propria sopravvivenza perdendo di vista gli altri  (un po’ di sano egoismo ci sta sempre bene, ma adesso si esagera). Siamo diventati lo “Schettino” della situazione, scappiamo, vorremmo scappare, vorremmo abbandonare questa Costa Concordia che si inclina sempre più e abbandoniamo anche gli altri senza chiederci se possiamo fare qualcosa per loro, anzi meglio che anneghino nella merda, tanto a noi che ci interessa? Qualcosa di piccolo magari, dargli almeno una speranza in più. Secondo me le soluzioni ci sono, bisogna avere la voglia, il coraggio e l’umiltà di attuarle. Non dico di avere la soluzione in mano, dico che una buona parte della popolazione mondiale che sta veramente bene o che detiene un po’ di potere può fare qualcosa, mettersi una mano sulla coscienza e abbandonare per un po’ tutti gli agi in cui vive senza chiedere nulla in cambio. Una volta lessi che con tutti gli sprechi alimentari del mondo “civilizzato” ci si potrebbe sfamare tutto il terzo mondo e forse ne avanza ancora. Ma ci sono troppi interessi economici, troppa corruzione, troppa cattiveria e menefreghismo. Forse sto generalizzando e andando fuori tema perché avrei voluto parlare di queste persone che vanno in giro a provocare disastri, sui ritardi dei soccorsi e sull’omertà della gente. Un sabato notte tornando a casa un ragazzo grosso e muscoloso (avete presente Ralph spaccatutto?) , ubriaco o strafatto di droga, con lo sguardo assente e perso nel vuoto, ha iniziato a camminare pericolosamente sulla carreggiata a sei corsie (tre per ogni senso di marcia) fermando le auto in corsa mettendosi davanti e colpendo con i pugni con una forza incredibile il cofano e gli specchietti retrovisori delle stesse. Inutili i tentativi di chi era all’interno dell’abitacolo di divincolarsi dall’uomo. Una, due, tre, quattro e più auto fermate in questo modo. Bidoni dell’immondizia buttati a terra (quelli grossi di metallo per la raccolta differenziata), un motorino posteggiato preso di mira per sfogare i suoi impulsi violenti, i bidoni con la base di cemento alla fermata dell’autobus divelti e lanciati sull’asfalto. Insomma, una furia umana. Va bene la paura, ma possibile che tra tutte quelle persone “aggredite” e tutte quelle che hanno assistito non c’è stata una volontà di unirsi per fermare il pazzo? Auto con cinque persone a bordo: se avessero voluto avrebbero potuto fermare la furia umana? E soprattutto come? Buttando a terra il pazzo colpendolo con l’auto rischiando di fargli male e passare poi dalla parte del torto? Perché in Italia funziona così, purtroppo: se ti difendi, ma qualcosa va storto, poi diventi tu il “cattivo”. Un colpo improvviso di acceleratore e freno, almeno per fargli perdere l’equilibrio, se lo sarebbe proprio meritato. Noi abbiamo cercato di girare intorno all’enorme e pericoloso ostacolo e intanto abbiamo chiamato i soccorsi. Il 113 non rispondeva, il 112 era occupato, allora ho richiamato il 113 che ha risposto e ci ha messo in contatto con il 112 che ha tardato a rispondere. Tanto sapevano già tutto e stavano per intervenire. Tutti secondi persi inutilmente perché il pazzo furioso intanto è andato via con dei suoi amici che stavano immobili ad assistere allo “spettacolo”. E se ci fossero scappati dei feriti, se non peggio? Chissà se poi è giunta una volante dei carabinieri, perché io non ho sentito una sirena. Ho il presentimento che se le forze dell’ordine intervengono,  intervengono quando ormai è troppo tardi e cioè quando ci sono feriti e morti. Finché non ce ne sono si chiude un occhio. Vorrei che non fosse così. Intanto, una buona parte degli agenti di Polizia e dei Carabinieri viene spesso usata per scortare i bus dei tifosi in trasferta per evitare disordini negli stadi prima, durante e dopo le partite di calcio e, addirittura, per fare la guardia presso i negozi ufficiali delle squadre da calcio, chiudendo le strade al traffico e immobilizzando una città intera. Ma si può? Io una soluzione ce l’avrei per tutti i tifosi buoni (mi dispiace per loro, ma a mali estremi estremi rimedi) e cattivi: giocare le partite a porte chiuse e chi vuole assistere all’evento paga l’abbonamento a qualche canale televisivo e se lo guarda comodamente a casa senza rompere i coglioni. Eh, ma non è la stessa cosa senza tifosi allo stadio, mi direte voi! Altra soluzione: con la computer grafica si fanno miracoli! Dio quante cose da cambiare! Dio che rabbia! Stiamo proprio degenerando, stiamo cadendo sempre più in basso, stiamo diventando peggio delle bestie, stiamo perdendo valori, cultura, rispetto e pace. Sta diventando una situazione insostenibile, un ingigantirsi di negatività che prima o poi esploderà con violenza inaudita come un pallone gonfiato al limite del possibile. Ci vorrebbe un bel reset, uno scandisk e un defrag! Invece siamo nel bel mezzo di un crescendo rossiniano di violenza, menefreghismo, omertà, egoismo, cattiveria, odio, razzismo, intolleranza, rabbia, insofferenza. Spesso mi ritrovo ad alzare lo sguardo al cielo ed esclamare un Ma che… Ooooooh!!!

germano_mosconi


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