Il Blog di Luca C.

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GITE IN MONTAGNA E RIFUGI PROVATI PER VOI

Altra gita molto vicina a Torino, di durata breve (circa mezz’ora e ci si può andare in un pomeriggio), ma a mio parere non per tutti è quella che porta a Punta Serena nelle Valli di Lanzo. Da Torino raggiungete Lanzo seguendo le “non” indicazioni per Chiaves: praticamente non entrate in Lanzo, non seguite le indicazioni “Valli di Lanzo”, non percorrete la galleria, ma attraversate il passaggio a livello a ridosso della stazione. Colgo l’occasione per invitare il sindaco di Lanzo a far mettere qualche indicazione stradale in più. Una volta raggiunta Chiaves, arrivate in piazza, svoltate nella stradina stretta a sinistra ignorando le due discesine ripide sulla destra. Giunti poco dopo sul piazzale a sinistra posteggiate l’auto e imboccate la mulattiera che porta a Punta Serena. Il sentiero è molto ripido e conviene avere le pedule e i bastoni. Terminato il bosco il percorso diventerà più pianeggiante non per questo semplice: la mulattiera è più stretta e passa in mezzo ad alcune rocce. Insomma, è un sentiero un po’ impervio, ma giunti a destinazione sul piazzale erboso potrete godere di uno splendido panorama verso Venaria e Torino. Si tratta solo di trenta minuti, ma che fatica!

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N.B.: i post soprastanti potrebbero essere un po’ datati: vi invito ad aggiornali nella sezione commenti.

GITE IN MONTAGNA E RIFUGI PROVATI PER VOI

Se volete fare una gita in montagna senza troppi sbattimenti (levatacce al mattino, molte ora in auto, percorsi escursionistici e così via) vi propongo due semplici gite nella Val di Susa a due passi da Torino, in cui vi troverete immersi in meravigliosi boschi tanto da godervi il fresco, il verde, la natura e il meritato riposo.

RIFUGIO G.E.A.T. VAL GRAVIO

Dalla SS24 raggiungete San Giorio seguendo poi le indicazioni per Balma-Pognant-Città. Da qui in poi si sale con tanti tornanti fino alla Borgata Città dove si trova un bivio con dei cartelli di legno, quindi svoltate a destra e proseguite ancora per poco posteggiate in località Cortavetto: qui la strada è interrotta da una sbarra e iniziano vari percorsi tra cui quello che porta al Rifugio G.E.A.T, Val Gravio lungo il Sentiero dei Franchi. Il percorso è molto facile, con poco dislivello ed è immerso nei boschi. Il silenzio, il verde degli alberi e la frescura rilassano tantissimo. Dopo un’ora di cammino avrete raggiunto il rifugio in cui avete la possibilità di mangiare nella struttura, seduti al tavolo, anche il vostro pranzo portato da casa al un costo di tre euro, oppure sdraiati sui prati all’ombra degli alberi. A poche decine di metri dal rifugio potete ammirare la cascata seduti su un pietrone che sembra che sia stato messo lì apposta: fate solo attenzione!

Info: https://www.caitorino.it/rifugi/geat-val-gravio/

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RIFUGIO COLLE DEL LYS – RIFUGIO PORTIA

Raggiungete Almese e proseguite per Rubiana e Col del Lys. Dopo molti tornati con la strada stretta si arriva al piazzale in cui c’è, oltre al rifugio, il museo della Resistenza. Controllate anticipatamente che non vi siano manifestazioni in onore dei Partigiani e degli Alpini per non rimanere fermi in auto per interminabili minuti. Dal piazzale partono alcuni sentieri. Imboccate il sentiero dei Partigiani, quello largo e sterrato, proseguendo verso Colle Portia per circa un’ora di cammino. L’ultimo breve tratto immerso nel bosco di larici è un po’ più impegnativo ed in salita, ma ne vale la pena perché vi si aprirà un enorme prato dall’erba soffice. Godetevi il panorama sulle Valli di Lanzo. Unico neo è l’esposizione soleggiata, ma potete rinfrescarvi all’interno del piccolo rifugio Portia.

Info: http://www.caicvl.eu/rifugio_portia.htm

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GITE IN MONTAGNA E RIFUGI PROVATI PER VOI

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Mappa percorso “Anello del Torcetto”

Va bene, non si tratta solo di montagna… Se volete passeggiare tranquillamente in mezzo ad una stupenda campagna ecco una gita che va bene per tutti. Approfittando del bel tempo e consultando Torino7 abbiamo scoperto che l’associazione Cibinbici organizza interessanti gite in biciletta con soste enograstronomiche. Ovviamente le escursioni sono a pagamento e, a mio parere, al costo di 20/30 euro si possono fare delle belle esperienze in mezzo alla natura, ma data la situazione attuale abbiamo scelto di arrangiarci per conto nostro. Dopo avere consultato alcuni siti Internet e qualche cartina, il dado è stato tratto: si parte per percorrere a piedi “L’Anello del Torcetto“. Si inizia dallo splendido Castello di Agliè, scendendo per il viale alberato che porta al posteggio sottostante. Giunti al primo incrocio svoltate a sinistra. Una leggera salita vi porterà alla Cascina La Mandria. Proseguite costeggiando il muro di cinta del parco del Castello di Agliè fino a quando finisce la strada sterrata; svoltate a sinistra e al primo bivio a destra seguendo le indicazioni per Villa Meleto, la residenza estiva di Gozzano. Per evitare il traffico prendete la stradina per la località Ruggie ed infine proseguite diritto. Il lungo viale alberato vi porterà nei luoghi frequentati da Gozzano fino alla sua villa che è visitabile al costo di 5 euro a persona. Due simpatici coniugi, custodi della villa, vi accompagneranno nelle stanze in cui vissero i componenti della famiglia Gozzano raccontandovi vari aneddoti. Gli arredi sono all’80% originali riacquistati dal compratore della villa, che ne ha fatto poi il museo. Terminata la vista proseguite per la Strada del Meleto verso la Chiesa Madonna delle Grazie (noterete le tre guglie) costeggiando i vigneti e delle belle ville di campagna. Al termine della strada svoltate a destra ed entrerete nei boschi. Osservate le segnalazioni con due freccine rosse seguendo le indicazioni per Torre Canavese. Terminato il sentiero avrete davanti a voi la strada asfaltata e una villa con mattoni a vista con a destra un piccolo arco che introduce al vicolo La Viassa. A quel punto entrate nel paese e godetevi le stradine ornate con dipinti a muro di vari pittori, specialmente russi. Giungerete alla torre del ricetto per iniziare la discesa. L’associazione Cibinbici aveva previsto il pranzo presso La Piola d’la Tur in cui si organizzano pranzi e/o cene medievali invitando i commensali a vestire abiti dell’epoca. Usciti da Torre Canavese non siamo riusciti ad individuare il percorso segnato sulla cartina, quindi abbiamo imboccato la provinciale SP41 per Bairo e Agliè (vedere correzione in rosso sulla cartina soprastante) per poi riprendere il percorso all’altezza delle segnalazioni per il Maneggio Rolanda. La stradina è poco frequentata e facilmente riconoscibile perché è dipinta in giallo la corsia per le biciclette. Raggiunto il maneggio, in cui potete fare una sosta, proseguite dritti fin dove la strada ritorna sterrata e svoltate a sinistra. Continuate diritto, costeggiando il canale alla vostra sinistra, attraversando la strada provinciale SP41 e raggiungendo la fabbrica tessile, poi diventata Olivetti ed infine abbandonata con tutto il suo amianto. Ebbene, siete ritornati ad Agliè: costeggiate la fabbrica, il cimitero e rientrate nel centro storico del paese su Via Gozzano. Complimenti avete camminato per 14 chilometri! Ma alla fine questi torcetti? Appena dopo via Gozzano c’è la panetteria pasticceria Il Piccolo Forno (via IV Novembre) in cui preparano i buonissimi torcetti di Agliè famosi in tutto il Canavese.

Per info:

http://collinecanavesane.it/percorso/anello-del-torcetto/

http://collinecanavesane.it/download/Torcetto.pdf

https://www.facebook.com/Cibinbici/

http://www.comune.aglie.to.it/agl/mangiare_e_bere

N.B. Le foto seguono l’ordine dei luoghi incontrati durante il percorso.

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GITE IN MONTAGNA E RIFUGI PROVATI PER VOI

E ricomincio a scrivere il blog partendo da una rubrica con la quale vorrei che tutti possano avere delle indicazioni utili, ma anche rispondere, aggiungere, cambiare, correggere, suggerire… L’argomento trattato è: Gite in montagna e rifugi provati per voi con sosta nei rifugi. Si tratta di passeggiate che abbiamo fatto in compagnia o solo noi due, sicuramente adatte a tutti perché non siamo esperti montagnini. Ovviamente è importante avere sempre con un po’ di attrezzatura buona a partire dalle scarpe: io ultimamente ho acquistato le pedule Berghaus in saldo a 119 euro, però sono comodissime e il piede non suda, o almeno non si inzuppa di sudore. Eventualmente ci sono i bastoni, gli zaini, le borracce. Ma non voglio assillarvi perché ritengo che siate tutti bravi nel capire i vostri limiti, le vostre abitudini e le vostre capacità. Torniamo all’ultima gita che ci ha visto raggiungere la splendida Valle d’Aosta. In auto partendo da Torino imboccate l’autostrada TO-AO fino ad Aosta. Usciti ad Aosta seguite le indicazioni per Gignod sulla SS27, ovvero per il tunnel del Gran San Bernardo. Se tutto va bene attraverserete un lungo tunnel di circa 5 km. Dopo Gignod seguite le indicazioni per Buthier (incrocio a sinistra). Sbagliare è difficile perché ci sono anche le indicazioni turistiche (quelle marroni) per il Rifugio Chaligne. Qui la strada comincia a salire e potrete godere dei panorami che Valle d’Aosta offre. Continuate su questa strada finché non diventa sterrata. A questo punto posteggiate. Qui comincia la passeggiata della durate di un’ora se siete veloci, o un’ora e un quarto se siete tranquilli come noi. Potete scegliere se seguire la strada sterrata su cui transitano anche alcune auto oppure il percorso a3 (scritto in un cerchio giallo) che vi permetterà di addentrarvi in nella pineta e stare anche all’ombra. Le tempistiche sono giuste e dopo poco più di un’oretta vi troverete il Rifugio Chaligne, ottimamente ristrutturato, in cui potrete trascorrere qualche giorno nelle stanze messe a disposizione, oltre a mangiare gustosissime pietanze, dal lardo d’Arnad con burro all’acacia, ai taglieri con formaggi della regione, alla classica polenta concia con fontina d’Aosta e una spolverata di cannella, a quella con il Bleu d’Aosta fino ai dolci. Diciamo che i prezzi possono essere un pochino alti, ma nemmeno tanto viste le porzioni (10 euro il tagliere, 10 euro la polenta, i dolci a partire da 3,50 euro, 3 euro il quartino di vino, 1,50 il caffé): pane e acqua inclusi. In due ve la cavate con 45 euro. Fuori dal rifugio sono sistemati tavoli e sedie a sdraio ed è presente anche la sauna per chi volesse ulteriormente sudare. Per chi non è contento ci sono altre gite che partono dal rifugio e portano in cima (?) o verso altre mete con due ore di cammino in più. Ma noi, poco allenati oramai alle escursioni, ci siamo fermati qui. Per il momento ci siamo gustati il fresco (25°C) dei 1935 mt. rispetto ai 36°C di Torino. Ma soprattutto abbiamo goduto del silenzio della natura in un lunedì di questo caldissimo e afoso luglio 2015, dato che con il mio lavoro tutte le domeniche e tutte le sante feste sono rinchiuso dentro ad uno dei tantissimi centri commerciali. Che questo post sia di suggerimento a tutte quelle persone che non hanno idee migliori che trascorrere i week-end nel modo più triste possibile: provate altro nella vita! Vi potrebbe capitare anche di vedere uno stambecco e una marmotta che vi attraversano la strada a pochi metri come è successo a noi! Non ho foto dei meravigliosi posti che abbiamo visto. Li lascio scoprire a voi.

Per info:

http://www.chaligne.com/

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Varie in breve

Ovviamente sono un po’ datati; vi invito ad aggiornali.

Finalmente, per la prima volta in quest’anno, siamo riusciti ad andare a fare una gita in montagna. Siamo stati fortunati perché il tempo è stato ottimo per tutta la giornata; era anche lunedì e non abbiamo trovato folla e code. Ci voleva proprio un giorno completo di “riposo”, tra virgolette, perché abbiamo camminato circa novanta minuti all’andata e novanta minuti al ritorno. Si tratta di una gita abbastanza semplice, non troppo faticosa, adatta a tutti. La nostra meta era il rifugio Selleries nel bel mezzo del Parco Naturale Orsiera Rocciavrè a 2023 metri sul livello del mare. Eh sì, ci siamo goduti un po’ di fresco lontani dall’afa della città. Per arrivarci non ci vuole molto tempo sempre che non troviate code, perché di solito le strade che portano nella Val Chisone sono trafficate nella fine settimana. Partendo da Torino imboccate l’autostrada per Pinerolo A55 e da Pinerolo seguite le indicazioni per Villar Perosa, Perosa Argentina verso Pragelato. Seguendo sempre questa strada attraverserete molte borgate e quando state per entrare in località Depot svoltate subito a destra imboccando la strada montana per Pra Catinat. Quest’ultima strada richiede un po’ di attenzione perché è stretta, sale rapidamente, ci sono molti tornanti e ogni tanto mancano le protezioni. A Pra Catinat c’è il centro soggiorno Agnelli che non so se è ancora in funzione, ma quando vedete queste due grandi strutture rosa che ricordano molto un ospedale siete quasi arrivati. Ancora qualche centinaio di metri e troverete un bivio a sinistra per Puy, ma voi dovete continuare sempre dritto finché, proseguendo lentamente, non troverete sulla vostra destra un cartello di legno che indica Rifugio Selleries. A questo punto cercate un posteggio e imboccate la strada sterrata che vi porterà al Rifugio. E’ consigliabile avere delle pedule, ma vanno bene anche delle buone scarpe da ginnastica con un po’ di carro armato nella suola. Attraverserete boschi di conifere e se non vi piace camminare potete fermarvi subito nei prati pianeggianti dopo quindici minuti dall’inizio del percorso. Se invece siete curiosi di degustare le prelibatezze del Rifugio Selleries dovrete fare un bel po’ di strada. Il percorso, come ho citato all’inizio del post, non è impegnativo, sale molto lentamente da un’altitudine di 1763 metri fino a 2023 metri; in tutto un dislivello di 260 metri. Sarete quasi arrivati alla meta quando i boschi di conifere andranno sempre più a diradarsi lasciando spazio ad ampi prati e qualche cespuglio basso. Incontrete sul percorso mandrie di mucche che pascolano, pecore e anche cavalli a Berg. del Jouglard. Da questo punto manca una manciata di metri al Rifugio Selleries dove protrete anche acquistare formaggi e burro prodotti in loco. Il rifugio dovrebbe essere aperto tutto l’anno e propone un menù completo molto sostanzioso dall’antipasto al dolce a 17 euro (bevande escluse), ma potete scegliere alla carta, o ancora meglio ordinare un menù completo in due. Noi abbiamo scelto questa opzione consigliataci dal simpatico cameriere veneto e abbiamo degustato prosciutto crudo e pancetta con pane, due barchette con crema di funghi, melanzane grigliate al verde, polenta concia, polenta accompagnata con salsiccia la sugo, spezzatino di cervo al cioccolato e crema calda di gorgonzola, torta di albicocche con crema pasticcera, due caffé e un quartino di vino Barbera e acqua fresca a volontà dalla fontana. Mi pare di non avere dimenticato nulla. Alla fine abbiamo pagato solo 11,50 euro a testa perché abbiamo dovuto aggiungere un dolce in più, due caffé e il quartino di vino. Dopo un pranzo del genere conviene riposarsi per aspettare di scendere a valle, ma l’unico problema che abbiamo riscontrato e la mancanza di alberi per stare all’ombra: o si sta all’ombra del rifugio nel cortiletto adiacente il ristorante o portate con voi una tenda o continuate la gita verso il lago Laus, ma il percorso diventa troppo impegnativo. Un altra nota negativa che vorrei riportare è che la strada dal 1° giugno al 31 ottobre è aperta alle auto e la maggior parte delle persone anziché camminare predilige l’uso dell’auto o di altri mezzi a motore sollevando molta polvere lungo il percorso. Spero di avervi consigliato un bel posto: a noi è piaciuto. Alla prossima gita! That’s all folks!

Per info:

www.rifugioselleries.it

info@rifugioselleries.it

Telefono +390121842664

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