Il Blog di Luca C.

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Per festeggiare i quattro anni da quando ci siamo conosciuti ci siamo concessi una serata al ristorante greco La taverna greca. Per fortuna ho prenotato due giorni prima non essendo a conoscenza di quanto sia frequentato il locale e devo dire che ho fatto bene: l’unico tavolo libero era il nostro, mentre alcune persone stavano fuori ad aspettare che si liberassero dei posti. Ed era solo giovedì. Il ristorante è gestito da greci, forse una famiglia, forse amici, non lo so. Questo è stato già un possibile buon segno sulla qualità e tipicità della cucina. Il locale non è molto grande, ma è ben curato e vivace sia per le decorazioni all’interno (quadri, foto, colori) , sia per la clientela. Di sicuro non si viene a mangiare qui se ci si aspetta una cena a lume di candela, con luci soffuse e gente che parla a bassa voce: in effetti, il nome del ristorante lo fa intendere bene, si tratta di taverna. Il menù è vario e tipicamente greco con predominanza di piatti di carne (suina, bovina ed ovina), ma non ho notato la presenza di pesce. Tra gli antipasti non manca lo tzatziki (yogurt greco, cetrioli e aglio), tra i piatti “unici” non manca la moussaka (diciamo una varietà di melanzane alla parmigiana) e tra i dolci lo yogurt greco con noci e miele. Insomma, il menù prometteva molto anche per la carta dei vini, rigorosamente greci. Per iniziare abbiamo ordinato come antipasto i dolmadakia, ossia piccoli involtini di riso avvolti da una foglia di vite accompagnati da sottilissime fette di limone e pita (pane arabo). Avendoli già assaggiati a Rodi ho potuto comparare i sapori e ammetto che erano cucinati veramente bene, ma il piatto forte che ha seguito era la moussaka (da anni che la desideravo) accompagnata da un po’ di patate al forno e pita. Abbiamo ascoltato il consiglio della cameriera di aspettare ad ordinare il dolce perché la moussaka fa da piatto più che unico e sazia molto. Ottima anche questa portata, come l’originale, ma forse era un po’ troppo. Per fortuna il tutto era accompagnato da un buon vino bianco macedone “Makedonikos” (una bottiglia da 375 ml. va benissimo per due persone, anzi alla fine solo per me). Nonostante la sazietà non abbiamo rinunciato al dolce e così abbiamo ordinato un dessert in due ovvero una sfoglia con crema di cui non ricordo il nome. Quest’ultima non l’abbiamo gustata proprio bene a causa degli stomaci pieni ed è stato più che altro un atto di ingordigia. Ma io avrei voluto concludere con un’altra ordinazione che secondo me avrebbe aiutato a digerire l’abbondante cena: una buona tazza di caffè greco, ma ahimè non era contemplato nel menù perché la stragrande maggioranza dei “non greci” non gradisce. Ma come è possibile che piaccia solo a me? E’ ottimo! Quindi, dopo ben due ore trascorse in allegria, abbiamo chiesto il conto e siamo usciti felici, contenti, sazi e con le pance enormi come due palloncini gonfiati con l’elio. E qualche soldino in meno: il rapporto qualità prezzo è buono, calcolando la velocità del servizio servizio, la qualità della cucina e, soprattutto, le porzioni molto generose. Abbiamo speso 42,50 euro per due antipasti da €3,50, due piatti da €9,50, due bottigliette d’acqua da ml.500 da €1,50, una bottiglia di vino da ml.375 da €6,00, un dolce da €3,50 e due coperti da €2,00. In conclusione penso che ne è valsa la pena di mangiare alla Taverna greca e sicuramente ci ritorneremo per assaporare altre portate. Se posso darvi un consiglio, o ordinate un giro di antipasti o ordinate solo un piatto unico già accompagnato da piccoli contorni di tzatziki, patate al forno o pezzi di feta per poi completare con il dessert. Se non siete astemi non fatevi mancare una bottiglia di vino. Finalmente un po’ di Grecia a Torino e tutto sommato vicino casa! E le note negative? Beh, a parte la mancanza del caffè greco, bisogna non dimenticarsi la ricevuta fiscale. Ma questa volta chiudiamo un occhio…

Per info:

http://www.ristotavernagreca.it/index.html

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Oggi avrei voluto pubblicare la terza lezione su “I preparativi per il giorno più importante”, ma ho deciso di cambiare argomento, dato che si avvicina un giorno ben più importante, ovvero il 27 gennaio, il giorno della memoria. Vi avviso che con questo post, potrei scatenare nuovamente polemiche e potrei fare nuovamente generalizzazioni, ma non mi va di stare zitto. Gradirei, quindi, per ovviare alle mie generalizzazioni, ricevere i commenti di Uno (senza ironia), con il quale si è aperto un interessante dibattito sulla riqualificazione della ex ditta Snia e del centro sociale Gabrio. Il fatto si riferisce a ieri, quando un mio conoscente ha condiviso su Facebook la foto con su scritto LAVORO AGLI ITALIANI E NON ALLO STRANIERO! postata  domenica 20 gennaio 2013. La pagina dalla quale arrivano questa immagine, e altre immagini e scritte offensive (che non allego assolutamente sul mio blog), è “Italia fascista”, di cui di seguito il link: http://facebook.com/pages/Italia-Fascista/180861201937139. Purtroppo questa pagina vanta ben 32545 “Mi piace”, che stanno aumentando. Direi che è vergognoso, vuole dire che dalla Storia non abbiamo proprio imparato nulla e continuiamo ad essere ignoranti. Riguardo alla scritta sopracitata che incita all’odio verso gli stranieri voglio semplicemente ribadire che il problema non sono gli stranieri. Purtroppo in momenti di grave crisi economica, dove tutti sono più poveri, sfiduciati e incazzati, è più semplice prendersela con i più deboli e con gli stranieri. Basta vedere cosa succede in Grecia dove la disperazione ha portato al successo il partito xenofobo, ma osservando bene, la Grecia ospita ogni estate moltissimi turisti stranieri che amano quella nazione. Non è un controsenso? In tempi di crisi come questi le popolazioni cercano un leader che sia forte, che prometta loro gloria e successo, ma se andate a vedere un po’ i libri di storia, guarda caso sono nate le dittature. Un esempio per gli ignoranti che hanno messo “mi piace”: Mussolini, Hitler, Stalin e Salazar. Vogliamo fare un esempio su Hitler? Come si fa a venerare un pazzo che desiderava la pulizia etnica e la creazione della razza ariana perfetta alta, bionda e forte mentre proprio lui era brutto e basso, con i capelli e gli occhi neri? Oppure Mussolini, che avrà introdotto molte innovazioni tecnologiche e sociali, ma a discapito della libertà di pensiero, di stampa, di espressione, o ancora Salazar, professore d’economia portoghese che ha evitato di portare in guerra la sua nazione (sul lastrico), ma ha instaurato una dittatura in stile fascista fino al 1974. Tutto questo per dimostrare che in tempi cupi, come quelli che stiamo vivendo attualmente, conviene utilizzare la testa e avere un minimo di coscienza. E’ vero che forse in Italia ci sono tanti immigrati clandestini, ma ce ne sono altrettanti regolari che sognano una vita migliore e si adattano a svolgere mestieri umili, sgobbano come muli e molte volte sono sottopagati, senza protezioni e sfruttati dagli Italiani. Fatevi magari una simpatica gita nelle campagne attorno a Foggia e scoprirete un Italia ben diversa. Vorrei sottolineare che la parola umile è ben diversa da umiliante, perché non c’è nessun lavoro umiliante, semmai è la nostra società ormai abituata al benessere (che non c’è più) a considerare umiliante un lavoro come pulire i cessi o stare chinato ore ed ore a raccogliere pomodori. Non abbiamo ancora capito che gli immigrati possono essere una ricchezza economica e culturale per il nostro paese allo sfascio. Il momento storico che stiamo vivendo sta portando alla disperazione molte persone, anche per colpa dei malgoverni precedenti, di quei politici che non hanno intenzione di lasciare il loro posto e non stanno facendo nulla per l’Italia (con tanti comizi che ci sono in giro, nessuno parla di lavoro – leggetevi gli articoli su Linus di gennaio 2013 di Stefano Feltri Lavoro cercasi e di Marco Esposito Le idee oltre i cento giorni), con l’ingresso di movimenti nati da sentimenti di rabbia e insoddisfazione (sempre su Linus, l’articolo di Massimo Cirri Sotto il cielo di 5 Stelle). Il governo tecnico è stato voluto perché la nostra situazione è nera e il sig. Monti, secondo me, ha cercato in tutti i modi di fare quadrare i conti, e rendere l’Italia quantomeno una nazione ri-credibile. Non è riuscito al 100% nel suo intento (su Linus l’articolo di Steano Fantacone Il cane si è morso la coda e ha fatto indigestione…). Insomma, facciamo attenzione a non ricadere negli errori del passato perché la situazione è molto critica non solo in Italia. Alle prossime elezioni votiamo con coscienza, evitando l’astensionismo, i voti di protesta, le schede bianche e nulle. Votiamo, ma chi? Votiamo almeno quello che per noi rappresenta il male minore. Vi invito a visitare la pagina “Italia Fascista” su Facebook e ad osservare gli slogan che inneggiano a Mussolini e a Hitler, che sono offensivi verso le altre parti politiche e purtroppo anche verso gli stranieri, verso i musulmani e gli Ebrei (su un’immagine si può vedere un registratore di cassa con su scritto “pianoforte per Ebrei”). Un dato allarmante è che molti aderenti alla pagina sono giovanissimi. Qua non si parla più di politica, economia e benessere per tutti, qua si istiga alla violenza e al razzismo. Forse esistono molti altri siti internet, giornali e quant’altro legati al fascismo e alla xenofobia. Iniziamo a segnalare agli amministratori di facebook la presenza di questa triste pagina: http://facebook.com/pages/Italia-Fascista/180861201937139: io l’ho già fatto, fatelo anche voi!

Chissà se quest’anno riusciremo ad organizzare una vacanza estiva, nonostante la crisi economica? Sono proprio amareggiato: è aumentato tutto, e anche troppo (tranne gli stipendi). Se penso che lo scorso anno abbiamo trascorso ben due settimane a Rodi, in Grecia, in una struttura all inclusive con pensione completa, biancheria da bagno e da letto, animazione, piscina, navetta da/per il mare, trasferimento da/per l’aeroporto e aggiungendo il noleggio auto per una settimana, la benzina, il mangiare fuori, i souvenir per noi e i parenti, scroccando un po’ le spiagge a pagamento, circa €700,00 a testa! E forse abbiamo pagato leggermente di meno. Dimenticavo: tasse di agenzia, tasse aeroportuali, aumento carburante inclusi nella cifra! Quest’anno è raddoppiato tutto: alla faccia della crisi! Secondo me stanno sbagliando tutti; mi riferisco a chi ci governa non solo in Italia, ma in tutta Europa. E’ vero che stiamo attraversando un periodo difficile per l’economia mondiale, con le crisi in Nord Africa, con alcuni paesi dell’Europa (unita?) in difficoltà come la Grecia, però pagare il 50% in più per una settimana, esclusi noleggio auto, tasse varie, e tesseramento obbligatorio presso la struttura mi sembra veramente un furto. Penso che le agenzie di viaggio quest’anno siano in seria difficoltà e sperano nei last minute. Persone come noi con uno stipendio normale da impiegato di 4° livello, con le spese che ci sono, devono fare dei sacrifici. Inoltre, è aumentata l’inflazione e Poste Italiane Spa ha eliminato pure quell’1% di interessi sui conti corrente, proponendo ai suoi clienti BancoPosta Più in cui le spese annuali sono eliminate se: 1.fai addebitare le bollette sul conto, 2.fai accreditare lo stipendio sul conto, 3. se spendi almeno €4.800 in anno, 4. c’è altro? A questo punto mi tengo i soldi sotto il materasso e faccio prima. Inoltre, viene da pensare che se la Grecia è in crisi abbasserà i prezzi nelle strutture turistiche; e invece no, li aumenta! Perché? Perché, come mi hanno riferito in agenzia, nessuno prenota le vacanze in Egitto! Ma cosa c’entra? Ho letto su Linus, la famosa rivista mensile di fumetti e attualità, quella di Snoopy per intenderci, che se la Grecia (e l’Europa) vogliono salvarsi potrebbero abbassare il costo della vita (di tutti i prodotti) nei Paesi con gravi problemi economici, pur mantenendo la moneta euro. Così facendo il Paese in crisi esporterebbe di più all’estero, sarebbe una meta turistica per molte persone, di conseguenza si creerebbero nuove attività, la gente ricomincerebbe ad arricchirsi e via di seguito, fino a ristabilirsi. Tutto questo spiegato in maniera molto semplificata, sperando di avere capito bene il testo. E invece che fanno? A Bruxelles continuano a prestare milioni, miliardi di euro ai Paesi in crisi indebitandoli sempre di più (è ovvio che i soldi devono ritornare indietro con gli interessi), rischiando di farli uscire dalla moneta unica. Con questo scenario si creerebbe un effetto domino che andrà a sfaldare tutti le nazioni europee già in crisi, e addio all’Europa Unita. Che poi… tutta questa unità dov’è? Basta vedere come è stata gestita l’emergenza dei profughi libici e si è detto tutto! E poi bisogna sperare che chi ci governa sia onesto, ma qui si aprirebbe un altro capitolo… C’è crisi, c’è grossa crisi!


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