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Twist And Shout! Home of 50's and 60's

Grazie a un cambio turno per una volta ho potuto godere di una domenica a casa. Quale migliore occasione per organizzare una serata tra amici il sabato sera senza doversi preoccupare di guardare in continuazione l’orologio? Grazie al suggerimento della cognata ci siamo recati alla discoteca Patio che non frequentavo più da circa 20 anni. La prima volta che sono andato al Patio siamo stati accompagnati dai genitori dopo che a me e ai miei amici non ci avevano fatto entrare al Big (altra storica discoteca di Torino, in cui adesso ha preso posto una delle tanto tristi sale bingo). Forse era il 31 ottobre del 1994, la festa di Halloween. Era una notte piovosa, avevamo gli inviti, ma nonostante ciò ci hanno dato l’illusione di entrare, ci hanno strappato l’invito e ci hanno fatto uscire da una porta secondaria facendoci ritrovare di nuovo sul marciapiede davanti al locale. Quindi la decisione dei nostri genitori, stupiti dal gesto, di accompagnarci al Patio. Era già la mezzanotte. Almeno qui ci hanno fatto entrare. Non ho un ricordo nitido della serata, non mi sembra che ci fosse tanta gente, ma la musica era quella che mi piaceva. Quello che mi attrae molto nelle discoteche (può essere stupido, ma è così) è l’uso delle luci psichedeliche, stroboscopiche e del fumo. Se è di mio gusto è possibile un ritorno in quella discoteca. Mi ricordo esattamente quando il dj ha inserito un brano che all’epoca ha avuto un enorme successo: Outside wolrd di Sunbeam. Una scarica potente di fumo, la sala illuminata con fasci di luce bianchissima che si muovevano lentamente  in modo circolare ed infine un’esplosione di strobo da non stare in piedi. Le frequenze acute facevano vibrare i timpani e la cassa in quattro quarti scuoteva gli organi interni. Mi sono recato al Patio anche alcuni sabato pomeriggio, classica uscita tamarra, una volta con i compagni di scuola e un’altra con il cugino. Era già il 1995. Sempre di sabato pomeriggio sono andato ad assistere con il mio migliore amico alla presentazione dei dischi di due dui (duo al maschile?), insomma il quartetto formato da gruppi che hanno fatto la Storia della Musica italiana: niente popò di meno che i Jalisse (Fiumi di parole) e Paola e Chiara (Amici come prima)! Abbiamo anche trascorso un capodanno al Patio, ma non ricordo se era il 1995 o il 1996: a pensarci adesso abbastanza stancante. Insomma, al Patio sono andato molte volte in passato e dopo vent’anni ci sono ritornato due settimane fa in occasione del Twist and Shout! A 50’s and 60’s Night un evento organizzato dalla scuola di ballo Honky Tonk e dal gruppo che ha dato nome all’evento Twist And Shout! Home of 50’s and 60’s. Praticamente una serata all’insegna della musica da ballo americana anni ’50 e ’60 e quindi molto rock’n’roll. La serata è iniziata alle 21.30 con possibilità alle ragazze di farsi truccare seguendo lo stile dell’epoca. Inoltre, era consigliato vestirsi seguendo la moda di quegli anni. Un’oretta dopo sono stati insegnati in maniera molto chiara i passi base del rock’n’roll in modo da iniziare le danze. Gli insegnanti sono stati molto bravi nello spiegare in quanto non disponevano di un’occhio di bue che li illuminasse e le persone erano tante. Eravamo praticamente al buio. Subito dopo è stato presentato un gruppo musicale Henry Wolfabilly and the Silvery Moon, molto bravo anch’esso, che per due ore ha suonato cover famose e meno famose. Ci siamo comunque divertiti anche se però in fondo in fondo io preferisco il dj che mette sui piatti i brani originali e opto sempre per una diversificazione dei generi musicali durante la serata (tutto sommato un po’ di unz unz lo avrei gradito volentieri). Penso che la musica sia tutta bella ed interessante però una serata basata solo su un genere musicale a me, dopo qualche ora, annoia. In fin dei conti ogni genere musicale ha il suo stile, fateci caso: il blues ha quasi sempre un suo giro melodico, come succede per il rock’n’roll, per il country, per la musica irlandese o per la dance anni ’70. Per la musica house e il rap più che un giro melodico si tratta di percussioni e ritmi sempre uguali e ripetuti e poi spesso vengono usati gli stessi suoni usati in brani che in precedenza hanno avuto successo (ad esempio la fisarmonica di Danza Kuduro è stata riproposta in molti altri brani successivi). Quindi ascoltare e ballare un solo genere di musica è bello per un po’, ma poi mi piace cambiare ritmi e suoni. Comunque ritornare indietro negli anni, sia musicalmente, sia con i ricordi è stato particolarmente interessante. Anche il proprietario (sempre che si tratti del proprietario, ma di sicuro è stato il direttore dell’associazione delle sale da ballo a Torino) è sempre lo stesso, solo invecchiato di vent’anni e dall’aspetto più stanco. Peccato per la discoteca che per come me la ricordo io ora sembra molto trascurata e abbandonata a se stessa.

Per info:

http://www.patioclub.it/

https://www.facebook.com/HenryWolfabillyAndTheSilveryMoon

http://www.honky-tonk.it/

https://www.facebook.com/twistandshout.50sand60s

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Oggi vi parlerò di una festa di quartiere, o meglio di borgo, tenutasi il 14 ottobre in via Bologna, via Maddalene e piazza Abba a Torino. Ciò che ci ha colpito, leggendo Torino7, è stato il tema trattato, cioè gli anni ’50. Infatti, la festa era intitolata Roch’nd Ciock ed è alla sua prima edizione. Oltre alle solite bancarelle e i negozi aperti addobbati a tema (alcune vetrine molto interessanti), quello che veniva presentata era la moda degli anni ’50. A fare da traino alla festa è stata soprattutto la scuola Honky Tonk che propone interessanti corsi di ballo e di musica inirenti alla cultura americana anni ’50, ma non solo. Come dicevo, ogni vetrina era addobbata con oggetti d’epoca, radio, dischi, scatole metalliche, divise, vestiti e i commessi anche loro vestiti in tema. E’ stato un evento abbastanza interessante con esibizioni di danza e di musica, ma anche con cenni storici sulla Manifattura Tabacchi e sui quartieri di Torino Nord. A tal proposito è stata allestita una mostra fotografica presso l’Eco museo. Di grande importanza è l’attuale cambiamento e riqualificazione dell’area perché in futuro passerà anche la linea 2 della metropolitana. Già alcune vie vicine a via Bologna sono state pedonalizzate e aggraziate. In questo modo è stato possibile notare alcuni locali, innazitutto quelli in cui si mangia, molto invitanti. Peccato che in via Maddalene la famosa birreria Capolinea 8 (una volta transitava il tram numero 8) era chiusa: siccome è un locale noto per i concerti jazz, avrebbe potuto tenere aperto e partecipare all’evento. Ma ritorniamo un attimo al nome della festa: il rock c’era, ma era il ciock che scarseggiava. Solo nel tardo pomeriggio durante l’esibizione di un ballo su Grease della scuola Isadorabile ho visto servire qualche sigaro di cioccolato, ma nient’altro. Più che il cioccolato venivano proposte a €1,50 le ottime bibite dell’azienda Macario dalle confezioni molto retrò. Sarebbero state da collezionare tutte. Alla sera fino alle ore 21.00 invece il gruppo musicale The Twisters proponevano musiche a tema sicuramente con un buon ritmo per ballare, ma ahimé ha inziato a piovere e comuqnue saremmo dovuti ritornare a casa. Peccato che la Manifattura Tabacchi fosse chiusa al pubblico: una visita sarebbe stata interessante. Quello che adesso importa è che siamo venuti a conoscenza della scuola Honky Tonk e della possibilità di imparare qualche ballo, forse in maniera un po’ migliore dell’anno scorso. Siccome per problemi di orario sia il rock’n’ roll, sia il charleston quasi sicuramente non siamo in grado di seguirli perché hanno determinate cadenze, ci siamo interessati di più al corso di tip tap, dove i corsi sono sempre “attivi”. Ci informeremo sul significato del termine “attivo” e poi vi faremo sapere. Un ultimo appunto sulle magliette sui cui era stampato il logo della festa: meravigliose!

Per info:

https://www.facebook.com/events/405405842859954/

http://honky-tonk.it

http://macariocompany.it

http://www.capolinea8.com/


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