Il Blog di Luca C.

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In questa notte fantastica, che tutto sembra possibile, mentre nel cielo si arrampica un desiderio invincibile che lascia una scia come astronave lanciata a cercare una via verso una nuova dimensione, un’illuminazione, in questa notte fantastica di questo inizio del mondo i nostri sguardi si cercano. Con ali fatte di musica posso toccare il cielo, lo posso fare per davvero. Lascia che questa atmosfera ti porti con se; non c’è più niente da perdere.

Ti porto via con me in questa notte fantastica. Ti porto via con me, ribalteremo il mondo.

Una cascata di bassi che fanno vibrare la spina dorsale, una manciata di ore da metterci dentro il delirio totale. Due come noi che si fondono per diventare una nota sola, due come noi che si cercano dentro una musica nuova. Dentro una macchina suona una ritmica forte: si sente da fuori. Un temporale elettronico lava la polvere dai cuori. Dj suona musica buona BPM 130. Respira, respiro.

Ti porto via con me in questa notte fantastica di questo inizio del mondo con mille storie che nascono e mille amori che esplodono in mezzo alla strada e fanno una luce più forte del sole. In questo spazio elettronico posso toccare il cielo. Ti porto via con me.

Non ti fermare da questo equilibrio; se guardi si vede lontano. Tutti i colori li vedi più forti adesso che sai che ci siamo. Come filmare una scena per dire chi siamo su un altro pianeta. In questa parte di mondo la strada finisce: comincia la vita.

Senti il dolore si scioglie nel tempo che scorre e che scivola via. Non resterò qui a guardare, ho già iniziato a viaggiare. Ti porto via con me.

Una cascata di bassi che spingono il mondo ad un nuovo mattino. Donna che danza la notte fa nascere il sole, ti sento vicino. Dentro una pancia di musica muoio e rinasco più forte di prima. In questa parte di mondo la strada comincia. Ti porto via con me.

(Jovanotti, Ti porto via con meBackup, 2012)

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Per me

Posted on: 9 marzo 2012

Non è facile per me dire una cosa proprio a te che mi conosci bene come la tua pelle. Questa mattina quando tu sei uscita prima di me sono rimasto a letto a guardar le stelle disteso dalla parte tua, con il tuo calore ancora lì, terra di sogni che non so comprendere. Io trattenevo il respiro per sentire il silenzio di una stanza quando non ci sei, abbracciavo il cuscino per cercare il profumo di una notte dai capelli tuoi e non ci riuscirò ma a dirti quanto bella sei, quanta vita mi dai e quello che tu sei per me. Sei l’altra parte della luna, Il fuoco che non si consuma, Il tuono che precede il lampo, la cassaforte del mio tempo.

E’ difficile poi ritrovarsi tra noi con addosso dieci anni insieme, l’abitudine sai è il peggiore dei guai, si diventa come due vecchi comici che non ridono più, che non inventano più, che sono li a rassicurare il pubblico. Io ti amo e mi vergogno anche un po’, come un bambino io continuo a dirtelo e non ci riuscirò mai a dirti quanto bella sei, quanta vita mi dai e quello che tu sei per me.

Fedele non sarò mai, ma non ti tradirò mai. Sai che fedele io non sono a niente, io non lo sono con me, io non lo sono con te, neanche con Dio, nemmeno con la gente. Non ti amerò come vuoi perché non so dire noi, però lo sai che posso darti il sole. È solo insieme a te che io ho capito perché è così bella la parola amore e non ci riuscirò mai a dirti quanto bella sei, quanta vita mi dai e quello che tu sei per me. Tu sei la signora dell’Olimpo, la pioggia che ravviva il campo, la madre che non mi somiglia, il battito delle mie ciglia, la notte dove addormentarmi e l’ala dove ripararmi. Tu sei il pericolo costante, la mia miniera di diamante… Per me.

(Jovanotti, Per me, Buon sangue, 2005)


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