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GITE IN MONTAGNA E RIFUGI PROVATI PER VOI

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Mappa percorso “Anello del Torcetto”

Va bene, non si tratta solo di montagna… Se volete passeggiare tranquillamente in mezzo ad una stupenda campagna ecco una gita che va bene per tutti. Approfittando del bel tempo e consultando Torino7 abbiamo scoperto che l’associazione Cibinbici organizza interessanti gite in biciletta con soste enograstronomiche. Ovviamente le escursioni sono a pagamento e, a mio parere, al costo di 20/30 euro si possono fare delle belle esperienze in mezzo alla natura, ma data la situazione attuale abbiamo scelto di arrangiarci per conto nostro. Dopo avere consultato alcuni siti Internet e qualche cartina, il dado è stato tratto: si parte per percorrere a piedi “L’Anello del Torcetto“. Si inizia dallo splendido Castello di Agliè, scendendo per il viale alberato che porta al posteggio sottostante. Giunti al primo incrocio svoltate a sinistra. Una leggera salita vi porterà alla Cascina La Mandria. Proseguite costeggiando il muro di cinta del parco del Castello di Agliè fino a quando finisce la strada sterrata; svoltate a sinistra e al primo bivio a destra seguendo le indicazioni per Villa Meleto, la residenza estiva di Gozzano. Per evitare il traffico prendete la stradina per la località Ruggie ed infine proseguite diritto. Il lungo viale alberato vi porterà nei luoghi frequentati da Gozzano fino alla sua villa che è visitabile al costo di 5 euro a persona. Due simpatici coniugi, custodi della villa, vi accompagneranno nelle stanze in cui vissero i componenti della famiglia Gozzano raccontandovi vari aneddoti. Gli arredi sono all’80% originali riacquistati dal compratore della villa, che ne ha fatto poi il museo. Terminata la vista proseguite per la Strada del Meleto verso la Chiesa Madonna delle Grazie (noterete le tre guglie) costeggiando i vigneti e delle belle ville di campagna. Al termine della strada svoltate a destra ed entrerete nei boschi. Osservate le segnalazioni con due freccine rosse seguendo le indicazioni per Torre Canavese. Terminato il sentiero avrete davanti a voi la strada asfaltata e una villa con mattoni a vista con a destra un piccolo arco che introduce al vicolo La Viassa. A quel punto entrate nel paese e godetevi le stradine ornate con dipinti a muro di vari pittori, specialmente russi. Giungerete alla torre del ricetto per iniziare la discesa. L’associazione Cibinbici aveva previsto il pranzo presso La Piola d’la Tur in cui si organizzano pranzi e/o cene medievali invitando i commensali a vestire abiti dell’epoca. Usciti da Torre Canavese non siamo riusciti ad individuare il percorso segnato sulla cartina, quindi abbiamo imboccato la provinciale SP41 per Bairo e Agliè (vedere correzione in rosso sulla cartina soprastante) per poi riprendere il percorso all’altezza delle segnalazioni per il Maneggio Rolanda. La stradina è poco frequentata e facilmente riconoscibile perché è dipinta in giallo la corsia per le biciclette. Raggiunto il maneggio, in cui potete fare una sosta, proseguite dritti fin dove la strada ritorna sterrata e svoltate a sinistra. Continuate diritto, costeggiando il canale alla vostra sinistra, attraversando la strada provinciale SP41 e raggiungendo la fabbrica tessile, poi diventata Olivetti ed infine abbandonata con tutto il suo amianto. Ebbene, siete ritornati ad Agliè: costeggiate la fabbrica, il cimitero e rientrate nel centro storico del paese su Via Gozzano. Complimenti avete camminato per 14 chilometri! Ma alla fine questi torcetti? Appena dopo via Gozzano c’è la panetteria pasticceria Il Piccolo Forno (via IV Novembre) in cui preparano i buonissimi torcetti di Agliè famosi in tutto il Canavese.

Per info:

http://collinecanavesane.it/percorso/anello-del-torcetto/

http://collinecanavesane.it/download/Torcetto.pdf

https://www.facebook.com/Cibinbici/

http://www.comune.aglie.to.it/agl/mangiare_e_bere

N.B. Le foto seguono l’ordine dei luoghi incontrati durante il percorso.

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Varie in breve

Quando abbiamo un giorno di riposo insieme cerchiamo sempre di organizzare qualche gita per evitare, finché fa bel tempo, di rintanarci in casa o peggio ancora in qualche triste centro commerciale. Così, ricordandoci di una notizia data al telegiornale qualche settimana prima in cui si annunciava l’apertura del nuovo museo del violino, ci siamo recati nella città che lo ospita ovvero Cremona. La città dista molti chilometri da Torino e viaggiando con molta tranquillità (110 Km/h) ci si impiegano circa tre ore di viaggio compresi il tempo per l’attraversamento di Torino per raggiungere l’autostrada, il traffico lungo il percorso e una rapida sosta in Autogrill. In pratica dalle ore 8.00 in cui siamo partiti siamo giunti a Cremona davanti al Museo del violino qualche minuto dopo le ore 11.00; dopo avere posteggiato l’auto nel nuovissimo posteggio sotterraneo, che è molto caro (€9,00 per cinque ore) ci siamo recati all’ingresso del museo. Apro una piccola parentesi sui posteggi: conviene cercare i posteggi gratuiti un po’ più fuori dal centro storico e vin invito a scaricare la mappa dei posteggi cliccando sul link che segue: http://www.comune.cremona.it/PostCE-display-ceid-3510.phtml. Il biglietto del museo costa solo €10,00 nemmeno tanto. Il museo è suddiviso in nove sale. Nella prima sala viene spiegata la nascita del violino grazie ad una galleria di quadri virtuali in cui si possono ammirare alcune tele in cui compare lo strumento. Nella seconda sala è stata ricostruita una bottega del liutaio in cui si possono sentire i vari aromi del legno e viene descritta, tramite schermi interattivi, la costruzione di un violino. La terza sala è una sala d’ascolto in cui si può assistere ad alcune proiezioni di spezzoni di concerti in cui il violino è il protagonista; inoltre, si può vedere su un planisfero elettronico la diffusione dello strumento nel mondo (diciamo che ricorda molto il famoso video delle esplosioni nucleari). Nella quarta sala viene spiegato come mai la liuteria cremonese è così famosa e soprattutto perché Stradivari è famoso in tutto il mondo. La quinta sala è la più spettacolare perché è una galleria buia in cui sono illuminati i violini (chiusi in teche di vetro con temperatura controllata) dei più famosi liutai. Questa è l’unica sala in cui ci sono due guardie che tengono sott’occhio i visitatori. La sesta sala è quella che forse piace di più ai “tecnici” del violino, ma abbiamo visto poco perché i tavoli interattivi erano spenti. Nella settima sala sono esposti ancora altri violini, viole, violoncelli e contrabbassi in cui vengono spiegati i motivi della decadenza della tradizione liutaia e della sua rinascita. Nell’ottava sala c’è un’altra esposizione di strumenti a corda creati dai liutai cremonesi e che sono stati suonati da famosi musicisti in concorsi internazionali e si possono anche ascoltare i pezzi presentati. La nona sala è dedicata a mini audizioni o a convegni, ma solitamente viene proiettato un video in cui si può vedere spezzoni di film in cui è apparso il violino. Forse questa è stata la sala in cui mi aspettavo qualcosa di meno superficiale e più dedicata al cinema. All’interno del museo è stata creata anche una sala concerti progettata dall’ingegnere Toyata, famoso per rendere gli spazi con un’acustica perfetta. Purtroppo questa sala non è visitabile. Nel prezzo del biglietto è compresa un’audio guida che si attiva automaticamente entrando nelle varie sale. Sempre all’interno del museo è presente un ristorante, La chiave di Bacco, ma a giudicare da Trip Adviser sembrava molto caro e poi per vistare un po’ il centro storico della città abbiamo optato per la scelta di altri locali. La durata della visita al Museo del violino dura circa un’ora e mezza, ma può durare anche di più se si è veramente amanti del violino. Infine una volta usciti abbiamo cercato un locale in cui mangiare. Ne avevo individuati alcuni nel centro di Cremona ed escludendo Chiave di Bacco ci siamo recati al Palio dell’oca in via Platina 64 e poi all’Osteria La Sosta in via Sicardo 9, tutte vicine al museo. Quella che ci ha attirato di più è stata l’Osteria La Sosta che pur offrendo un menù più caro rispetto al Palio dell’Oca era più vario. Devo dire che è un locale abbastanza raffinato e il cibo è molto buono e curato, ma le porzioni sono piccole. Io ho ordinato gnocchi alla vecchia Cremona e mia moglie dei tortellini con sugo di verdurine: tutto ottimo, peccato le dosi. Per dieci euro mi è stata portata una terrina con tre (dico tre!) gnocchi, più piccoli di una palla da tennis, con all’interno un pezzettino di salsiccia. Insomma, abbiamo speso ben €34,00 per due primi striminziti, una bottiglia d’acqua Panna, un bicchiere di Franciacorta e due coperti da tre euro ciascuno. Siamo usciti che avevamo ancora fame e nell’attesa che aprissero sia i negozi, sia il duomo (alle ore 15.30) abbiamo passeggiato nel tranquillo centro di Cremona alla ricerca di un bar in cui ordinare cappuccino e brioche. Lungo i vicoli si possono notare molti laboratori di liutai; alcuni creano delle vetrine meravigliose. Non poteva mancare anche la sosta in una delle più famose e storiche pasticcerie di Cremona: la Sperlari. Non vi aspettate una pasticceria, ma un emporio in cui si vendono molti prodotti, magari ottimi, ma oramai industriali. Di fronte alla Sperlari c’è un’altra pasticceria che mi attirava di più: la pasticceria Lanfranchi dalla quale usciva un profumo molto invitante. Qui ho acquistato uno dei tanti dolci che producono artigianalmente: il Pan Cremona con pan di spagna, mandorle e cacao. La pasticceria Lanfranchi, come la Sperlari si trovano in via Solferino a due passi dal Duomo. E parliamo del Duomo che ha aperto alle 15.30. Il battistero e la torre campanaria hanno l’ingresso a pagamento, mentre il duomo ha ingresso libero. Direi che era stupendo ma con il cielo nuvoloso e la mancanza di luce interna non è stato possibile ammirare di più perché era molto buio, come il duomo di Milano. Sarà una caratteristica delle chiese lombarde, chissà… Ma il tempo passa in fretta e ci siamo diretti verso il posteggio sotterraneo per recuperare l’auto e tornare a Torino. Di più non possiamo raccontarvi…

Per info:

http://www.museodelviolino.org/

http://www.comune.cremona.it/

https://www.facebook.com/pages/Il-Palio-dellOca/150135555095624

http://www.ristorante-lasosta.it/

http://www.comune.cremona.it/PostCE-display-ceid-579.phtml

http://www.sperlari.it

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