Il Blog di Luca C.

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matrimonio - anelli

La lista delle regole inizia ad allungarsi, quindi cercherò di essere più conciso nelle prossime descrizioni. Questa volta parliamo di burocrazia. Quando ci si sposa bisogna fare le pubblicazioni alla stato civile del luogo in cui si risiede, a partire da 180 giorni dal matrimonio e pagando la marca da bollo. Tra le cose importanti da ricordare è l’eventuale nullaosta da richiedere allo stato civile e da portare nel comune in cui ci si sposa. Tenete conto, in caso di cerimonia civile, che è possibile che vi facciano pagare l’affitto se vi sposate in una location comunale storica.Per quanto riguarda l’animazione, bisogna pagare la SIAE. Consultate il sito della SIAE (http://siae.it) per conoscere l’ufficio più vicino al comune nel quale farete il rinfresco. Vi faranno compilare un modulo in cui dovrete dichiarare se si tratta di musica dal vivo o di DJ (quindi pagherete una sovrattassa per l’uso dei cd), oppure se si balla (ulteriore sovrattassa): fate voi… Conviene chiedere al proprietario del ristorante se già paga la SIAE, in modo da risparmiare qualcosina. Tra le altre noie che impongono alla SIAE c’è il foglio (rilasciato su cauzione) sul quale bisognerà scrivere la lista dei titoli dei brani musicali utilizzati e che bisognerà restituire, altrimenti perderete la cauzione. REGOLA NUMERO 13: pubblicazioni da 180 giorni dalla data del matrimonio; REGOLA NUMERO 14: portare pazienza negli uffici SIAE, ma è obbligatorio. Infine, vi ricordo di non appiccicare sui cartelli stradali le indicazioni sul percorso per aiutare gli invitati a trovare più facilmente il luogo di ritrovo, perché è vietatissimo: gli sposi rischiano una multa salatissima, anche se hanno commesso l’infrazione altre persone. REGOLA NUMERO 15: fornire le indicazioni stradali unitamente alle partecipazioni. Penso di avere scritto tutte le mie opinioni riguardo al matrimonio e spero di essere stato d’aiuto per qualcuno, ma manca ancora la regola più importante, direi che dovrebbe essere la prima in assoluto. REGOLA PRINCIPALE: FATE COME VOLETE e buona vita a tutte le coppie di sposi!

Di seguito l’elenco completo delle regole per me importanti, che ho deciso di cambiare in consigli, perché di consigli si tratta e non di leggi:

CONSIGLIO PRINCIPALE: FATE COME VOLETE;

CONSIGLIO 1: non avere fretta e non dare nessun tipo di conferma fin quando non si è più che sicuri;

CONSIGLIO 2: il matrimonio è vostro e saranno gli sposi a decidere chi parteciperà;

CONSIGLIO 3: fare qualche cenetta in incognito nei ristoranti che più hanno attirato la vostra attenzione;

CONSIGLIO 4: crearsi un file o scrivere su un’agenda tutte le impressioni;

CONSIGLIO 5: la bomboniera dovrà piacere anche agli invitati e soprattutto dovrà essere un minimo utile;

CONSIGLIO 6: inviti semplici e chiari, tanto nessuno li conserverà;

CONSIGLIO 7: consultate più agenzie di viaggio e i cataloghi;

CONSIGLIO 8: scegliete lo stile fotografico che più vi garba, ma evitate il filmino;

CONSIGLIO 9: scegliete un abito sobrio, elegante e che si possa utilizzare in futuro;

CONSIGLIO 10: scegliete il tipo di animazione che più vi garba, considerando l’intero contesto e anche i gusti dei vostri invitati;

CONSIGLIO 11: fedi sottili e sobrie;

CONSIGLIO 12: Ricordatevi di tenere conto delle persone con allergie, vegetariane, vegane o che seguono diete particolari e dei bambini troppo piccoli;

CONSIGLIO 13: pubblicazioni da 180 giorni dalla data del matrimonio;

CONSIGLIO 14: portare pazienza negli uffici SIAE, ma è obbligatorio;

CONSIGLIO 15: fornire le indicazioni stradali unitamente alle partecipazioni.

P.S.: noi abbiamo deciso di non noleggiare l’auto (è necessaria?), mentre il menù comprenderà portate tipiche regionali, ma lo voglio tenere top-secret, ma penso che sarà buonissimo.

P.S.2: seguendo il mio blog nei prossimi mesi vi darò un resoconto e un giudizio sui nostri fornitori (nel momento in cui scrivo l’unico intoppo in corso riguarda il ritardo eccessivo delle partecipazioni).

P.S.3: di seguito i link di due siti che possono essere di ulteriore aiuto:

http://www.matrimonio.com

http://www.guidasposi.it

matrimonio 4

Siamo giunti alla quarta lezione e alle prime dieci regole:

REGOLA NUMERO 1: non avere fretta e non dare nessun tipo di conferma fin quando non si è più che sicuri;

REGOLA NUMERO 2: il matrimonio è vostro e saranno gli sposi a decidere chi parteciperà;

REGOLA NUMERO 3: fare qualche cenetta in incognito nei ristoranti che più hanno attirato la vostra attenzione;

REGOLA NUMERO 4: crearsi un file o scrivere su un’agenda tutte le impressioni;

REGOLA NUMERO 5: la bomboniera dovrà piacere anche agli invitati e soprattutto dovrà essere un minimo utile;

REGOLA NUMERO 6: inviti semplici e chiari, tanto nessuno li conserverà;

REGOLA NUMERO 7: consultate più agenzie di viaggio e i cataloghi;

REGOLA NUMERO 8: scegliete lo stile fotografico che più vi garba, ma evitate il filmino;

REGOLA NUMERO 9: scegliete un abito sobrio, elegante e che si possa utilizzare in futuro;

REGOLA NUMERO 10: scegliete il tipo di animazione che più vi garba, considerando l’intero contesto e anche i gusti dei vostri invitati.

Cosa manca di importante? Mancano le fedi. Dunque, anche per le fedi vi consiglio di consultare più gioiellerie, perché capita che i prezzi per la stessa marca di anelli siano molto diversi. Noi abbiamo trovato il nostro gioielliere di fiducia, anche se per adesso non abbiamo ordinato nulla. Io non sono il tipo che porta anelli, orecchini, collane e braccialetti, ma dovrò fare un piccolo sforzo per indossare la fede. Proprio per questo, quando sarà il momento, la mia scelta cadrà su anelli molto sottili e sobri. Nessun pataccone con diamanti o zirconi… A giudicare dai consigli di amici e parenti conviene acquistare gli anelli d’oro giallo perché si ossidano meno e costano leggermente meno di quelli in oro bianco. Fate attenzione a comprare degli anelli che sì calzino bene, ma con una mezza misura in più. Con il passare degli anni le mani cambiano e rischierete di avere un anello che non si toglie più e vi strozza letteralmente l’anulare. REGOLA NUMERO 11: fedi sottili e sobrie in oro giallo e niente patacconi. Di tutte le cose che ho scritto mancano sicuramente alcune non di minore importanza di cui vi parlerò in seguito: i documenti, l’anagrafe, lo stato civile, la separazione/comunione dei beni, pubblicazioni e nulla osta… Cosa manca? La scelta del menù: un menù perfetto sarà ricordato bene dagli invitati, anzi forse è la prima cosa che si ricorderà; quante volte abbiamo sentito dei conoscenti raccontare prima di tutto se hanno mangiato bene o male… Ma per ora il menù è in fase di studio: abbiamo delle idee molto chiare grazie al cuoco che ci segue; le nostre portate dovranno essere il più possibile leggere e fresche dato che ci sposeremo all’inizio dell’estate. REGOLA NUMERO 12: Ricordatevi di tenere conto delle persone con allergie, vegetariane, vegane o che seguono diete particolari e dei bambini troppo piccoli. Un altro aspetto importante che non abbiamo ancora trattato riguarda il bouquet e le decorazioni floreali, ma penso che ci penserà la sposa, quindi per me sarà top secret. Un altro ancora è il noleggio dell’auto: siamo sicuri che sia indispensabile? Quando avremo stabilito tutto ciò lo scriverò sul blog.

matrimonio 3

Continuano le “rapid lessons” sull’organizzazione di un matrimonio, suddivise in semplici e chiare regole:

REGOLA NUMERO UNO: non avere fretta e non dare nessun tipo di conferma fin quando non si è più che sicuri;

REGOLA NUMERO DUE: il matrimonio è vostro e saranno gli sposi a decidere chi parteciperà;

REGOLA NUMERO TRE: fare qualche cenetta in incognito nei ristoranti che più hanno attirato la vostra attenzione;

REGOLA NUMERO QUATTRO: crearsi un file o scrivere su un’agenda tutte le impressioni;

REGOLA NUMERO CINQUE: la bomboniera dovrà piacere anche agli invitati e soprattutto dovrà essere un minimo utile;

REGOLA NUMERO SEI: inviti semplici e chiari, tanto nessuno li conserverà;

REGOLA NUMERO SETTE: consultate più agenzie di viaggio e i cataloghi.

E’ possibile che nella vostra città si organizzino mostre espositive sull’argomento matrimonio: cercate di andare per conoscere e farvi delle idee, ma non presentatevi impreparati, altrimenti rischierete di essere letteralmente sommersi da volantini e tirati dentro ogni stand. Quello che non vi interessa rifiutatelo educatamente. Comunque dalle esposizioni qualcosa si ricava sempre: per esempio ho conosciuto una simpatica signora dalla quale sono venuto a conoscenza di partecipazioniinkarta, del fotografo e il personale del negozio che mi ha venduto l’abito da sposo. Come avrete capito oggi parlerò del fotografo e dell’abito da sposo. Sull’abito da sposa non posso dire nulla, a parte il fatto che sarà bianco panna. Vicino a casa nostra c’è un buon fotografo, ma dopo aver fatto conoscenza dell’altro, abbiamo preferito l’altro che ci ha anche lasciato un preventivo scritto e scontato. Più o meno il nostro servizio fotografico costerà sui 1000 euro e include album per gli sposi, due piccoli album per i genitori e tutte le foto su dvd. Nessun filmato perché lo trovo pacchiano e non mi piace tediare gli amici con i video, a meno che il regista sia un nome importante… A parte gli scherzi… Sembrerebbe che tutti i fotografi suggeriscano di stampare su carta fotografica opaca e di evitare quelle lucida e soprattutto quella metallizzata. La carta opaca ha il vantaggio di non riflettere la luce, di non lasciare impronte visibili, di non falsare i colori. Forse per il fotografo è più semplice lavorarci e per gli sposi è più economico. La carta lucida ha un certo suo impatto iniziale, mentre quella metallizzata la trovo esagerata. Per quanto riguarda il modello (lo stile di fotografia), i fotografi consigliano lo stile “reportage”, insomma, quello più naturale, senza pose, senza forzatura e molto naturali. Quello che fa per noi! Per il fotografo non abbiamo avuto molti problemi a sceglierlo, anche se abbiamo cambiato idea sul primo, forse un po’ più caro e all’apparenza un pochino frettoloso. Anche con il fotografo è indispensabile decidere abbastanza in fretta perché più passano i mesi, più si accumulano i suoi impegni. Fortunatamente sposandoci di venerdì, forse avremo il fotografo tutto per noi. REGOLA NUMERO OTTO: scegliete, infine, lo stile fotografico che più vi garba, ma evitate il filmino. Quando sono andato all’esposizione di Guidasposi, ho anche prenotato un incontro presso il negozio in cui mi sono comprato l’abito. Innanzitutto vi consiglierei di acquistare un vestito che si potrà utilizzare anche in futuro, possibilmente un completo, tanto per rendere più semplici gli accostamenti. Quello che forse non si useranno più saranno la camicia diplomatica, il pastran o come diavolo si chiama quella specie di cravatta, e forse il gilet. Tutto è già pronto perché quando riesco ad avere le idee chiare ci vuole pochissimo tempo per scegliere il vestito: un gessato blu  scuro (righine argento), con camicia bianca e ‘sta “cravatta” argento; insomma, molto semplice ma efficacemente elegante. Dimenticavo le scarpe , i gemelli e il punto luce per la cravatta compresi. Alcuni elementi devono essere un po’ eccentrici per evitare di essere confusi con gli altri invitati maschi o con i camerieri (eh sì, succede anche questo). Insomma, l’abito c’è già, solo da riprovare e saldare, ahimé, il conto, ma non ho speso tanto calcolando che si tratta di buone marche; diciamo che meno di 1000 euro per il mio abito è più che onesto. Ce ne sono alcuni da 2000 euro in su, ma sono indispensabili frack da pinguino, cilindro, gioielli, bastone e tutti gli altri elementi inutili? Secondo me no. REGOLA NUMERO NOVE: (per i futuri mariti) scegliete un abito sobrio, elegante e che si possa utilizzare in futuro. Sempre alla fiera ho iniziato a farmi un’idea sul tipo di animazione e intrattenimento musicale. Qui ho ancora adesso delle perplessità e non abbiamo ancora deciso. Ci sono diversi tipi di intrattenimento: il dj, il complesso, il tastierista cantante, il quartetto d’archi,… Il complesso mi sembra un po’ “numeroso” (qui vi ricordo che tra gli invitati al banchetto dovrete considerare il/i fotografo/i e gli/l’animatori/e), il quartetto d’archi un po’ “antico”, il tastierista “sempre il tastierista”, il dj… Sì, il dj, ma un dj che sappia animare e che sappia scegliere la musica giusta. Vorrei fare io il dj, con tutti i cd che ho a casa, con tutte le idee che ho in testa… Ma non posso e non saprei utilizzare la strumentazione. Comunque è meglio scegliere una persona professionista; evitate di fare di testa vostra e di usare lettori mp3 (la durata della batteria è breve, il volume tra ogni canzone diverso). Semmai, fate una selezione delle vostre musiche preferite (lavoro lungo e faticoso) e date gli mp3 al dj, considerate anche i gusti musicali degli invitati (ahimé, tra i nostri invitati piace il liscio) e, soprattutto, se ci sono molte canzoni straniere cercate la traduzione dei testi per evitare di trovarvi Knockin on heaven’s door, una bellissima canzone sulla morte di una persona cara. Al momento non ho le idee chiare, ma forse per i balli ci sarà una lunga selezione di brani super-famosi anni ’70, ’80, ’90 e del primo decennio ’00 fino ad oggi, ma anche il rock’n’roll anni ’50, il boogie-woogie, qualche brano trash riempi-pista e un pochettino di liscio. Durante l’aperitivo e il pranzo sarebbe meglio avere un sottofondo musicale molto “sottofondo”, cioè soft pop e orecchiabile. Dimenticavo la musica da utilizzare nella sala comunale: per non fare spostare il dj con tutta la sua strumentazione potrebbe bastare un lettore cd portatile con dentro Lohengrin, Coro nuziale di Richard Wagner e un amico pronto a premere play all’entrata della sposa. REGOLA NUMERO DIECI: scegliete il tipo di animazione che più vi garba, considerando l’intero contesto e anche i gusti dei vostri invitati. Ricordatevi che ci sarà da pagare anche l’amica SIAE. Alla prossima lezione…

Torno a scrivere dopo più di due settimane di silenzio, o quasi: oltre all’influenza che mi ha inchiodato a letto ho partecipato al dibattito che si è aperto in seguito ad un mio post sulla riqualificazione dell’Area Diatto-Snia e del C.S.O.A. Gabrio. Ma non voglio continuare a scrivere su questo argomento; chi volesse partecipare lo può fare tranquillamente cercando il post.

Tra gli argomenti che vorrei trattare, oggi inizierei a parlare di come organizzare uno degli eventi che caratterizzerà il mio (nostro) 2013, ovvero il matrimonio.

Matrimonio

Il discorso è venuto fuori a maggio del 2012 e dal quel momento abbiamo iniziato a studiare e fare ricerche. Conviene partire almeno un anno prima per non fare cose affrettate. REGOLA NUMERO UNO: non avere fretta e non dare nessun tipo di conferma fin quando non si è più che sicuri: chiunque vuole tirare acqua al proprio mulino pur di guadagnarci. Quindi sempre occhi ben aperti e fare più ricerche possibili. Eh sì, una delle cose negative di un matrimonio sono i costi alti: insomma, c’è tanta speculazione intorno all’argomento. Dunque, dicevo che non bisogna avere fretta, ma anche che bisogna mettere subito in chiaro se accettare aiuti e consigli dai parenti più stretti che, sicuramente, una volta raccontata la lieta novella, potrebbero letteralmente sommergervi come se fossero loro a dover organizzare la festa ed stilare gli inviti. Una volta superata questa fase si può iniziare a ragionare: per prima cosa bisogna stabilire un tetto economico massimo da non superare, calcolando che tanto non si riuscirà a rispettarlo. Dopodiché, con la penna in mano e, soprattutto, il cuore in mano fare la lista delle persone che si vorrebbero a tutti i costi al proprio matrimonio: questa fase potrebbe essere molto delicata a causa dell’intromissione dei genitori. REGOLA NUMERO DUE: il matrimonio è vostro e saranno gli sposi a decidere chi parteciperà. Bisognerà, però, arrivare comunque a dei compromessi. Nel mio caso specifico ho deciso di non invitare tutti i parenti e gli amici che risiedono fuori dal Piemonte per motivi logistici ed economici. Qui lo anticipo scrivendolo e se si tratta di persone intelligenti, come spero che siano, capiranno. Compromessi appunto: bisogna almeno includere famigliari con i quali non si ha più un rapporto da anni, ma siccome risiedono in Piemonte, per educazione, bisogna invitarli. A meno che, con freddezza, decidiate di rompere i rapporti. Vi conviene? Poi ci sono tutti quegli amici di famiglia (dei genitori) con cui, anche se conosco dall’infanzia, non c’è stata una continuazione di rapporti, quindi ho eliminato dalla lista alcuni di loro a malincuore. Fate una lista ragionata di persone alle quali tenete veramente, in base ai rapporti o che bisogna invitare per educazione e in base ai costi. Siccome da parte mia ci sono tantissime persone ho dovuto farlo: spero che capiscano tutti che siamo in tempo di crisi, che non navighiamo nell’oro e che vogliamo metterci i soldi di tasca nostra perché già i nostri genitori hanno fatto tantissimo per noi. Ah, dimenticavo: noi abbiamo deciso di sposarci con rito civile; lo preferisco al rito religioso perché non mi piace l’ipocrisia delle religioni. E poi diciamolo anche se dietro al matrimonio c’è l’Amore è pur sempre un contratto tra due persone. Stabilito anche questo bisognerà fare ricerche sulle location. REGOLA NUMERO TRE: anche se un po’ costoso, fare qualche cenetta in incognito nei ristoranti che più hanno attirato la vostra attenzione. Scoprirete che non sempre i grandi nomi offrono servizio e cibi altrettanto buoni. Tra i vari avvisi che ci sono pervenuti, ci è stato vivamente sconsigliato il catering: un nostro sondaggio tra le persone che hanno mangiato tramite catering non c’è stata una buona percentuale a favore. Ci sono location storiche in cui ci si può sposare regolarmente e offrire il banchetto, oppure ci si sposa in comune e ci si sposta al ristorante, oppure c’è l’alternativa di fare un rito fittizio direttamente in loco mentre lo sposalizio vero è già avvenuto in anagrafe. Abbiamo escluso il rito fittizio perché ci sembra triste, abbiamo escluso le location storiche perché troppo care e/o con regole troppo restrittive e la maggior parte con servizio catering, quindi abbiamo optato per rito civile in sala comunale con spostamento nel ristorante. REGOLA NUMERO QUATTRO: forse avrei dovuto scriverla prima; conviene crearsi un file o scrivere su un’agenda tutte le impressioni, tutti i nomi, tutti i costi, insomma, tutto sulle varie location visitate. Vedrete che a distanza di mesi servirà. Quando la data del matrimonio verrà confermata (calcolare sei mesi prima) sia dal ristorante, sia dal comune prescelto, la strada sarà più semplice…

La prossima volta parlerò della lista nozze, delle partecipazioni, delle bombonierie…


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