Il Blog di Luca C.

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Imbraccia il fucil, prepara il cannon
Difendi il verdano dai riccioli d’or
Espelli il negron, inforca il terron
E servi il tuo popolo con fulgido amor.

Anche se sono del Gargano
Sogno di diventare verdano
Mamma, asciugati le lacrime porto le mie natiche
In fabbriche che non abbiamo
Mollami la mano, dico, mollami la mano
Che da quando sono nato bramo lo Stato verdano
No, non amo ciò che è sotto il mio meridiano
Da piccolo odiavo l’inquilino del primo piano
Sul banco tracciavo linee di confine
Di Rijkaard e Gullit niente figurine
Bambini e bambine in cortile, io verde di bile
Col Monopoli mettevo in prigione le mie pedine
Bene, sto bene nel mio ruolo, volo
Non sono solo, siamo uno stuolo
La Verdania chiama “All’armi!”, mi arruolo
Con la mia divisa cetriolo io:

Voglio una Verdania secessionista
Con una bandiera secessionista
Una fidanzata secessionista
Con cui fare l’amore secessionista
Un appartamento secessionista
Con arredamento secessionista
Raccolta di rifiuti secessionista
Ma che cosa sta seccedendo?

Noi marcerem verso Roma ladrona
Perché chi va a Roma prende la poltrona.

All’inizio quel tizio che s’attizza al comizio
Pare un alcolista alla festa di San Patrizio
Parla da un orifizio sporco di pregiudizio
Pubblico in prestito dal museo egizio
Ora capisco quanto aveva ragione
Ora che sono soldato di stato senza meridione
Ora che è finita la carta del cesso ma fa lo stesso
Tanto ci ho messo la Costituzione
Ora che la mia ambizione è fare la pulizia
Primaverile o etnica che sia, la farò
Il manico ce l’ho duro perciò scoperò dove si può
Per il potere dell’ampolla nel Po
Il popolo verdano smania
Per la separazione dall’Italia che dilania
E se cade il muro in Germania
Chi se ne frega io lo innalzo in Verdania dato che…

Voglio una Verdania secessionista
Con un quotidiano secessionista
Un telegiornale secessionista
Con un giornalista secessionista
Una passerella secessionista
Con una modella secessionista
Sogno di qualunque secessionista
Ma che cosa sta seccedendo?

Conquisteremo la Rai lottizzata
Per sistemare i nostri direttori di testata

Io voglio diventare un verdano avvinazzato
Sputare parlando un italiano stentato
Io, servitore di uno Stato
Dove chi non è come me viene discriminato
Voglio sbandierare commosso
Un tricolore senza bianco, né rosso
Voglio lodare il deputato esaltato
Che vuole l’immigrato umiliato e percosso
Voglio denigrare le prostitute
Disinfettando i treni dove sono sedute
Questione di cute su cui non si discute
Sono puro come l’aria, tutta salute
Voglio giurare fedeltà al Senatùr
Voglio vendicare la mia Pearl Harbour
Roba da fare rivoltare nella tomba
Gaetano Salvemini ed il conte di Cavour
Allora fate come me: Tutti in Verdania
Italiani: Tutti in Verdania
Ottomani: Tutti in Verdania
Venusiani: Tutti in Verdania
Andini e Atzechi: Tutti in Verdania
Kazachi ed Uzbechi: Tutti in Verdania
Arditi e Galati: Tutti in Verdania
Dove si lavora si guadagna e si magna

Voglio una Verdania secessionista
Con una bandiera secessionista
Una fidanzata secessionista
Con cui fare l’amore secessionista
Un appartamento secessionista
Con arredamento secessionista
Raccolta di rifiuti secessionista
Ma che cosa sta seccedendo?

Imbraccia il fucil, prepara il cannon
Difendi il verdano dai riccioli d’or
Espelli il negron, inforca il terron
Inforca il terron, Inforca il terron, Inforca il terron

(Caparezza, Inno verdanoHabemus Capa, 2006)

Uno degli artisti italiani che più mi piace è il signor Rezza Capa, ops, Caparezza alias Michele Salvemini di Molfetta. A differenza dei soliti rapper commerciali come Marracash, J-Ax, Fabri Fibra, One Mic e altri che sfruttano molto la corrente hip-hop statunitense (nei suoni, nella musica, nei testi, nello stile di vestire), Caparezza è una realtà completamente a sè stante. Dopo una breve incursione sanremese con un altro pseudonimo, se non sbaglio Miky Mix, il rapper pugliese si è fatto crescere la barba e soprattutto i capelli, reinventandosi con un personaggio molto particolare e riconoscibile per la sua voce nasale, che ha molto da dire e raccontare scrivendo testi originali e musiche che spaziano dal rap al punk. Come tutti sapranno Caparezza è diventato famoso con la hit Fuori dal tunnel contenuto nel suo secondo cd Verità supposte. Il brano piace a tutti, grandi e piccini, ma ho la presunzione di scrivere che, secondo me, il testo non è stato interpretato e capito fino in fondo: ha una nota di serietà non indifferente riguardo al mondo dei giovani di oggi e c’è ben poco da ridere e ballare ascoltandolo attentamente. Stessa cosa vale per un’altra hit Vieni a ballare in Puglia estratto dal cd Le dimensioni del mio caos. Il brano è stato trasmesso continuamente dalle radio e sfruttato nelle discoteche di tutta Italia: cosa ci sarà mai da ballare e divertirsi su una canzone di denuncia sulle morti bianche e sul lavoro nero in Puglia (e non solo)? In qualche rivista di cui non ricordo il nome, avevo letto un’intervista di Caparezza in cui lui si dichiarava contrario all’uso del brano nelle sale da ballo. Pensandoci bene, un po’ di soldi, intanto, se li è intascati. Buon per lui, l’importante è che arrivi il messaggio a chi lo ascolta. Ma mi chiedo quanti capiscono quello che denuncia nelle sue canzoni? Non voglio peccare di presunzione, perché anche io sono uno di quelli che hanno fatto fatica a interpretare la motitudine di riferimenti storici, letterari e culturali contenuti nel suo ultimo lavoro Il sogno eretico. Mi immagino Caparezza fuori dalle sale di registrazioni e dal palco chino sulla scrivania di casa sua a leggere moltitudini di giornali e libri o seduto sul divano a vedere e visionare quantità industriali di dvd, per trarne spunti per le sue nuove canzoni e studiare rime ad hoc: non è per caso originalissimo scrivere un testo su Kevin Spacey (Kevin Spacey) e sulle parti da cattivo che recita nei suoi film oppure sui pericoli che ci sono in casa (House credibility)? A chi verrebbe in mente, se non a Caparezza? Oltre alle hit radiofoniche i suoi dischi sono una ricchezza di testi per divertirsi, ma soprattutto per riflettere sul tempo che stiamo vivendo e fare un elenco di titoli sarebbe molto lungo. Anche io ho scoperto Caparezza grazie a Fuori dal tunnel e da quel momento ho iniziato a seguirlo ed apprezzarlo acquistando i suoi cd, e finalmente andando ad assistere al suo concerto tenutosi al Palaolimpico di Torino il 19 dicembre e qualche mese prima in piazza Castello in occasione degli MTV Days. Ogni sua canzone è anticipata da una breve e divertente scenetta recitata da Michele e la sua band. Qualche nota negativa riesco sempre a inserirla: per esempio, al di là delle idee politiche di destra e sinistra, lo sfruttamento del tema No TAV (sia da parte del cantante, sia da parte del pubblico), delle bandiere No TAV all’interno del Palaolimpico. E’ vero anche quello che afferma Caparezza quando dice che nei telegionali fanno sempre vedere e sentire chi è a favore della TAV e non le motivazioni di chi è contrario, ma più che dal popolo della Val di Susa vorrei conoscere la verità dai sindaci dei comuni valsusini: si tratta veramente di difendere la natura o si tratta puramente di enormi questioni economiche segrete e celate? Un’altra questione che non c’entra nulla con la musica, né con la politica, ma sulla sicurezza all’interno del Palaolimpico: fanno buttare i tappi delle bottigliette di plastica, prima di oltrepassare i cancelli, perché ritenute pericolose e poi vendono la birra in bottiglie di vetro nell’arena. Misteri italiani!

Discografia di Caparezza:

Caparezza ?!, Verità supposte, Habemus Capa, Le dimensioni del mio caos, Il sogno eretico.

Per info:

http://www.caparezza.com/


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