Il Blog di Luca C.

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Il riassunto: Ove è un uomo che si “è fatto da solo” partendo da un adolescenza travagliata. E’ cresciuto imparando duri mestieri e sviluppando un carattere a dir poco scontroso ed è molto ligio all’ordine. Cova un odio verso i “burocrati”. Nonostante ciò, riesce a conoscere l’amore della vita che lo rispetta per quello che è perché in fondo Ove non è quello che sembra, a detta di tutti “un vecchio inacidito”. La Vita sarà molto dura con Ove: prima gli mette la moglie su una sedia a rotelle a causa di un incidente e poi le fa venire il cancro. Questa situazione accresce in Ove l’odio verso i “burocrati” che gli vogliono portar via, in una casa di cura, l’unico motivo della sua esistenza. Finché la moglie resterà in vita Ove combatterà. In seguito inizierà a pensare al suicidio, ma ogni volta che prova ad escogitare un modo per morire in santa pace c’è sempre qualcosa o qualcuno che lo blocca: i vicini di casa rompiscatole e un gatto randagio. Lentamente Ove si accorgerà che ha ancora dei motivi per cui vale la pena di vivere.

Il mio giudizio personale: nonostante la vicenda appaia tragica, il libro si legge velocemente perché la storia affascina e il protagonista diventerà il nostro eroe. Ove è il classico burbero dal cuore grande! Non mancano i momenti in cui si sorride, si ride e ci si commuove. Chissà che non ci sia un bravo regista che decida di farne un film, magari da presentare nel periodo natalizio. Secondo me sarebbe un successo! Anzi, ora che sto consultando Wikipedia scopro che il film (del regista Hannes Holm) è uscito nel 2015, guarda caso il 25 dicembre. Sarà presentato in Italia nel 2017 distribuito da Academy Two, almeno così dicono, ed è candidato a due premi Oscar.

La citazione: La morte è una cosa curiosa. Viviamo tutta la vita come se non esistesse, ma il più delle volte è una delle ragioni in assoluto più importanti per vivere. Alcuni di noi ne diventano consapevoli così in fretta che vivono più intensamente, più ostinatamente, e in maniera più furiosa. Altri necessitano della sua costante presenza per sentirsi vivi. Altri ancora finiscono per accomodarsi nella sua sala d’attesa molto tempo prima che lei abbia annunciato il suo arrivo. La temiamo, eppure la gran parte di noi teme soprattutto l’eventualità che colpisca qualcun altro, qualcuno a cui vogliamo bene. Perché la più grande paura legata alla morte è che ci passi accanto. Che si prenda chi amiamo. E che ci lasci soli.

Info:

http://www.mondadoristore.it/uomo-che-metteva-ordine-mondo-Fredrik-Backman/eai978880465943/

http://www.fredrikbackman.com/

Trailer ufficiale del film:

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Come molti torinesi sapranno, dall’11 marzo al 20 marzo si sono tenuti ben tre festival presso il polo espositivo di Lingotto fiere: il festival dell’oriente, il festival irlandese e quello della salute e del benessere. Alla faccia della salute e del benessere! Non vorrei dire, ma… Con l’occasione del compleanno di una nostra amica, amante dell’Irlanda e della sua cultura, quale migliore occasione per festeggiare insieme al festival irlandese? Essendo anche un sabato l’idea è stata quella di presentarsi alle biglietterie alle 19.30: un po’ di coda c’era da aspettarselo. Ma la sorpresa è arrivata all’ingresso della fiera: tutto molto dispersivo, ma trovando una piantina siamo riusciti a trovare il nostro fantastico festival irlandese. L’intero salone espositivo oltre che super affollato, super caldo, super rumoroso era anche buio. Beh, non proprio buio, ma molto poco illuminato da luci verdi, il colore dell’Irlanda, appunto. Un po’ di bianco non avrebbe fatto male. All’ingresso era stato posizionato il palco più grande sul quale si esibivano gruppi pseudo irlandesi (qualcuno mi spieghi che c’entra Wish You were here con la musica celtica). Essendo il salone molto ampio e non adatto ai concerti pensate al rimbombo che vi era all’interno. Tutto attorno, invece, erano sistemati i punti di ristoro, di abbeveraggio e le casse, poche rispetto alla quantità eccessiva di persone. In mezzo al salone solo tavoli e panche di legno e al fondo un piccolo palco e l’area espositiva con un sacco di cianfrusaglie (niente di tipicamente irlandese) e la ricostruzione di un accampamento celtico (questo sì carino) con i “celti” buttati a terra dormienti e logorati da tutto quel chiasso. Io non critico il festival in sé che sarebbe potuto essere molto interessante, ma la sua organizzazione e gestione. Per snellire le code all’interno avrebbero potuto organizzare un self-service come nelle mense: tu prendi il tuo vassoio, il cibo e le bevande che preferisci e vai in cassa. Semplice, no? Invece abbiamo dovuto fare due ore e mezza di coda (e dico due!) per la cassa che, da come ho capito, accettava solo i contanti per poi recarci ai chioschi che davano il cibo e ai chioschi che davano da bere (ovviamente con lunghi tempi di attesa e ovviamente i chioschi uno dalla parte opposta all’altro. Per non parlare dei prezzi del menù: si partiva da 1,00 euro del vassoio (!); 1,00 euro anche per il pane (la “pagnotta” più piccola era alle noci e del diametro di quattro centimetri). Pian piano si saliva di prezzo fino ai 10,00 euro per lo stinco di maiale. A parte la Guinnes e lo stufato alla Guiness tutto il resto del menù non era espressamente irlandese. Ovviamente lo stufato era terminato, quindi abbiamo ripiegato sullo stinco, che tra una coda e l’altra è diventato tiepido. Per farla breve, siamo arrivati alle 19.30, siamo entrati alle 20.15, abbiamo mangiato alle 22.45 e alle 23.30 abbiamo iniziato a girovagare stanchi e annoiati nella zona espositiva. E io che mi aspettavo i balli irlandesi: dal palco grande rimbombavano le chitarre, su quello piccolo celebravano un finto matrimonio celtico (?), ma sorpresa delle sorprese ecco che dalla sala conferenze usciva musica irlandese, quella vera però e guarda chi c’è, il Gruppo Reeldancer, questo sì, che proponeva qualcosa di tipico: le danze guidate dal mitico ed instancabile Oscar, rinchiuso in questa piccola sala (perché, per quanto ho intuito, per motivi di sicurezza non potevano fornirgli il palco). Proprio a lui, che riesce a far ballare centinaia di persone insieme! Così abbiamo ballato, sudato e finalmente ci siamo divertiti e festeggiato il compleanno in maniera celtica, ma che fatica! E quanti soldini: 10 euro l’ingresso (12 per vedere tutte le fiere presenti, però poi vorrei che ci spiegassero come si fa), 10 euro lo stinco, 5 euro la zuppa di verdure, 3 euro una Guinnes piccola: con 28 euro avremmo potuto cenare seduti e tranquilli in un ottimo ristorante! Per fortuna che, almeno, avevamo con noi due bottigliette d’acqua per dissetarci e mandare giù questo boccone amaro.

Per info:

http://festivalirlandese.it

http://festivaldelloriente.net

http://www.reeldancers.it (questo sì, che vale la pena visitarlo)

Paperman

Posted on: 9 aprile 2013


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