Il Blog di Luca C.

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L’ultimo concerto al quale ho assistito è stato quello di Ennio Morricone che dirigeva l’orchestra sinfonica della RAI e il coro dell’Arena di Verona, sempre che non mi sbagli. Sicuramente un concerto di quelli ai quali è difficile dire no, nonostante i costi proibitivi dei biglietti, ma chissà quando potremo rivedere dal vivo a Torino il compositore di quei film così famosi come Per un pugno di dollari, Gli intoccabili e tanti altri ancora. Ciò che più salta all’occhio, anzi all’orecchio è che molte sue opere sono riconoscibili, ma dei film, di cui le musiche sono colonne sonore, nessuno se ne ricorda, è già tanto ricordarsi solo il titolo. Ma non voglio parlare del concerto di Ennio Morricone al quale, sicuramente, sono state dedicate molte pagine sui quotidiani, quanto delle location post olimpiche in cui ora si tengono gli eventi: il Palaolimpico, ex PalaIsozaki, è una delle più gettonate. Il problema di queste strutture è che purtroppo non sono state studiate per avere una buona acustica in qualsiasi punto si siedano gli ascoltatori, perché sono nate prima di tutto come stadi per assistere ad eventi sportivi, come è successo, appunto, per le olimpiadi invernali di Torino 2006. Queste location sono adatte solo ad ospitare tante persone a discapito dell’acustica, ma anche della visibilità; infatti, in base a dove ci si siede ci sono sempre dei problemi, primo fra tutti gli scomodissimi sgabelli di plastica. Comunque, se ci si siede frontali al palco nel primo anello, sicuramente si avrà una buona acusitca (i diffusori acustici sono orientati in quella zona), ma il palco rimane lontanissimo; chi si siede ai lati del primo anello potrà godere di una vista più vicina all’artista preferito, ma subirà i riverberi dei suoni che rimbalzano sulle pareti frontali alle casse; chi sta nel secondo anello, invece, potrà risparmiare qualche soldino, ma starà in piccionaia e vedrà ben poco. Chi sta in platea (o parterre in piedi nel caso dei concerti pop-rock), pagherà di più, ma se non si è nelle prime tre file rischia di vedere ben poco perché il pavimento è in piano e non in discesa come nei teatri o nei cinema. Insomma, il Palaolimpico non mi sembra il massimo per ospitare artisti del calibro di Ennio Morricone, ma nemmeno concerti pop-rock che sono più “rumorosi” e come sempre la voce dei cantanti è coperta dal rimbombo della musica. Sicuramente per la musica classica, o perlomeno, per quella più tranquilla ci sono meno problemi di acustica, ma sempre noie ci saranno: eh sì, perché queste location, per la maggior parte delle persone, non sono ritenute all’altezza di un teatro, quindi all’interno sembra lecito far tutto, dall’arrivare in ritardo, al tenere acceso il cellullare, al chiacchierare con il proprio compagno durante l’esecuzione, all’alzarsi (e fare alzare tutta la fila) in continuazione per andare in bagno, per comprarsi le bevande, e così via. Non saprei come, ma bisogna fare qualcosa, almeno per migliorare l’acustica: non è possibile rivestire di pannelli fonoassorbenti tutte le pareti del Palaolimpico? Insomma, se ciò non fosse possibile, quando ho pagato ben 60 euro per assistere al concerto di Ennio Morricone, esigerei che tutti facciano silenzio e si godano la musica. Ma questo non è una mancanza del Palaolimpico, bensì di educazione e rispetto del prossimo.

Uno degli artisti italiani che più mi piace è il signor Rezza Capa, ops, Caparezza alias Michele Salvemini di Molfetta. A differenza dei soliti rapper commerciali come Marracash, J-Ax, Fabri Fibra, One Mic e altri che sfruttano molto la corrente hip-hop statunitense (nei suoni, nella musica, nei testi, nello stile di vestire), Caparezza è una realtà completamente a sè stante. Dopo una breve incursione sanremese con un altro pseudonimo, se non sbaglio Miky Mix, il rapper pugliese si è fatto crescere la barba e soprattutto i capelli, reinventandosi con un personaggio molto particolare e riconoscibile per la sua voce nasale, che ha molto da dire e raccontare scrivendo testi originali e musiche che spaziano dal rap al punk. Come tutti sapranno Caparezza è diventato famoso con la hit Fuori dal tunnel contenuto nel suo secondo cd Verità supposte. Il brano piace a tutti, grandi e piccini, ma ho la presunzione di scrivere che, secondo me, il testo non è stato interpretato e capito fino in fondo: ha una nota di serietà non indifferente riguardo al mondo dei giovani di oggi e c’è ben poco da ridere e ballare ascoltandolo attentamente. Stessa cosa vale per un’altra hit Vieni a ballare in Puglia estratto dal cd Le dimensioni del mio caos. Il brano è stato trasmesso continuamente dalle radio e sfruttato nelle discoteche di tutta Italia: cosa ci sarà mai da ballare e divertirsi su una canzone di denuncia sulle morti bianche e sul lavoro nero in Puglia (e non solo)? In qualche rivista di cui non ricordo il nome, avevo letto un’intervista di Caparezza in cui lui si dichiarava contrario all’uso del brano nelle sale da ballo. Pensandoci bene, un po’ di soldi, intanto, se li è intascati. Buon per lui, l’importante è che arrivi il messaggio a chi lo ascolta. Ma mi chiedo quanti capiscono quello che denuncia nelle sue canzoni? Non voglio peccare di presunzione, perché anche io sono uno di quelli che hanno fatto fatica a interpretare la motitudine di riferimenti storici, letterari e culturali contenuti nel suo ultimo lavoro Il sogno eretico. Mi immagino Caparezza fuori dalle sale di registrazioni e dal palco chino sulla scrivania di casa sua a leggere moltitudini di giornali e libri o seduto sul divano a vedere e visionare quantità industriali di dvd, per trarne spunti per le sue nuove canzoni e studiare rime ad hoc: non è per caso originalissimo scrivere un testo su Kevin Spacey (Kevin Spacey) e sulle parti da cattivo che recita nei suoi film oppure sui pericoli che ci sono in casa (House credibility)? A chi verrebbe in mente, se non a Caparezza? Oltre alle hit radiofoniche i suoi dischi sono una ricchezza di testi per divertirsi, ma soprattutto per riflettere sul tempo che stiamo vivendo e fare un elenco di titoli sarebbe molto lungo. Anche io ho scoperto Caparezza grazie a Fuori dal tunnel e da quel momento ho iniziato a seguirlo ed apprezzarlo acquistando i suoi cd, e finalmente andando ad assistere al suo concerto tenutosi al Palaolimpico di Torino il 19 dicembre e qualche mese prima in piazza Castello in occasione degli MTV Days. Ogni sua canzone è anticipata da una breve e divertente scenetta recitata da Michele e la sua band. Qualche nota negativa riesco sempre a inserirla: per esempio, al di là delle idee politiche di destra e sinistra, lo sfruttamento del tema No TAV (sia da parte del cantante, sia da parte del pubblico), delle bandiere No TAV all’interno del Palaolimpico. E’ vero anche quello che afferma Caparezza quando dice che nei telegionali fanno sempre vedere e sentire chi è a favore della TAV e non le motivazioni di chi è contrario, ma più che dal popolo della Val di Susa vorrei conoscere la verità dai sindaci dei comuni valsusini: si tratta veramente di difendere la natura o si tratta puramente di enormi questioni economiche segrete e celate? Un’altra questione che non c’entra nulla con la musica, né con la politica, ma sulla sicurezza all’interno del Palaolimpico: fanno buttare i tappi delle bottigliette di plastica, prima di oltrepassare i cancelli, perché ritenute pericolose e poi vendono la birra in bottiglie di vetro nell’arena. Misteri italiani!

Discografia di Caparezza:

Caparezza ?!, Verità supposte, Habemus Capa, Le dimensioni del mio caos, Il sogno eretico.

Per info:

http://www.caparezza.com/


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