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GITE IN MONTAGNA E RIFUGI PROVATI PER VOI

Altra gita molto vicina a Torino, di durata breve (circa mezz’ora e ci si può andare in un pomeriggio), ma a mio parere non per tutti è quella che porta a Punta Serena nelle Valli di Lanzo. Da Torino raggiungete Lanzo seguendo le “non” indicazioni per Chiaves: praticamente non entrate in Lanzo, non seguite le indicazioni “Valli di Lanzo”, non percorrete la galleria, ma attraversate il passaggio a livello a ridosso della stazione. Colgo l’occasione per invitare il sindaco di Lanzo a far mettere qualche indicazione stradale in più. Una volta raggiunta Chiaves, arrivate in piazza, svoltate nella stradina stretta a sinistra ignorando le due discesine ripide sulla destra. Giunti poco dopo sul piazzale a sinistra posteggiate l’auto e imboccate la mulattiera che porta a Punta Serena. Il sentiero è molto ripido e conviene avere le pedule e i bastoni. Terminato il bosco il percorso diventerà più pianeggiante non per questo semplice: la mulattiera è più stretta e passa in mezzo ad alcune rocce. Insomma, è un sentiero un po’ impervio, ma giunti a destinazione sul piazzale erboso potrete godere di uno splendido panorama verso Venaria e Torino. Si tratta solo di trenta minuti, ma che fatica!

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N.B.: i post soprastanti potrebbero essere un po’ datati: vi invito ad aggiornali nella sezione commenti.

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Altra domenica insieme, altra gita in montagna. Questa volta la nostra metà è stata il rifugio Guido Rey in alta Valle di Susa. Per raggiungerlo (da Torino) bisogna uscire dall’autostrada A32 a Ulzio Ovest e seguire le indicazioni per Bardonecchia fino a quando non si incontrano le indicazioni per Beaulard e Chateau a sinistra nel sottopassaggio della ferrovia. La gita può iniziare direttamente da Beaulard seguendo il sentiero 702, ma per fortuna abbiamo evitato perché sarebbe stato molto lungo e faticoso (600 mt. di dislivello) per noi che non siamo esperti camminatori. Il percorso non è né pericoloso, né difficile, ma un po’ più impegnativo rispetto ad altri che abbiamo intrapreso. Quindi vi consiglio di partire direttamente da Chateau, che si raggiunge tranquillamente in auto, e di imboccare il sentiero Balcone 702a (dislivello 300 mt.) per il rifugio Guido Rey direttamente dal posteggio. Gradatamente entrerete in uno splendido e silenzioso bosco di conifere – ottimo quando c’è il sole caldo che picchia sulle teste – e inizierete a salire verso la meta. Alcuni punti saranno un po’ ripidi, soprattutto quando raggiungerete il “guado” del ruscello (in realtà c’è un ponticello di legno) perché dopo il ponte la mulattiera si impenna e ci si aiuta con le corde che troverete legate agli alberi e alla roccia sulla vostra sinistra. Questo pezzo del percorso non è particolarmente difficile in salita, ma richiede attenzione al ritorno. Continuando a salire raggiungerete il sentiero che parte da Beaulard, che è molto più largo, sempre in salita ed è percorribile solamente con i fuoristrada. A questo punto del cammino quando vedrete quello che rimane di una vecchia stazione della seggiovia in disuso da anni – perché sembra che le piste sciistiche fossero molto difficili e di conseguenza l’affluenza di sciatori era molto bassa – sarete molto vicini alla meta. Ancora qualche ripida salita sulla strada sterrata e scorgerete il tetto del rifugio Guido Rey. Consiglio a tutti i gitani della domenica, che come noi amano le passeggiate in montagna, di essere un po’ attrezzati con un buon paio di pedule, una maglietta di ricambio (arriverete con la schiena sudata), una felpa, un K-way, acqua, un po’ di frutta e uno snack di cioccolato da mangiare durante il percorso. C’è gente che va su anche con scarpe da ginnastica non adatte, tipo le Converse, e se rientrate in questa casistica cercate di prendere dei bastoni per aiutarvi nei punti più impegnativi. Il rifugio, del CAI, è accogliente (ci si può fermare anche per pernottare), organizza molte attività soprattutto per i bambini. E’ gestito da una simpatica coppia bresciana che vi consiglieranno i piatti del giorno. Per chi vuole essere comodo è possibile usufruire del servizo navetta con il fuoristrada direttamente Beaulard al costo di tre euro a persona. Rispetto al rifugio Selleries, i piatti seppur buoni e abbonadanti sono più costosi: per un antipasto diviso in due (qualche affettato, due tomini e due fette di Brie calde), due abbonadanti piatti di polenta accompagnati da salsiccia al sugo e contorno di finocchi gratinati e/o verza, due buoni dolci abbiamo pagato 20 euro a testa contro gli 11 euro del rifugio Selleries. Bisogna, però, precisare che il rifugio Guido Rey è aperto solo nel periodo estivo, mentre il rifugio Selleries è aperto tutto l’anno. Dal rifugio Guido Rey si possono percorrere altri sentieri, a mio avviso ancora più impegnativi. Il panorama dal rifugio non è un granché, in parte è deturpato dai resti della stazione della seggiovia e dal bivacco subito sopra e ho sentito la mancanza di prati estesi; in compenso si può stare sdraiati all’ombra degli alberi e non c’è il via vai di auto come al rifugio Selleries. Al ritorno è suggestiva la visione del campanile romanico di Chateau tra le fronde degli alberi.

Per info:

http://www.provincia.torino.gov.it/turismo/percorsi/asusa.htm

http://www.rifugioguidorey.it/

http://it.wikipedia.org/wiki/Guido_Rey

Finalmente, per la prima volta in quest’anno, siamo riusciti ad andare a fare una gita in montagna. Siamo stati fortunati perché il tempo è stato ottimo per tutta la giornata; era anche lunedì e non abbiamo trovato folla e code. Ci voleva proprio un giorno completo di “riposo”, tra virgolette, perché abbiamo camminato circa novanta minuti all’andata e novanta minuti al ritorno. Si tratta di una gita abbastanza semplice, non troppo faticosa, adatta a tutti. La nostra meta era il rifugio Selleries nel bel mezzo del Parco Naturale Orsiera Rocciavrè a 2023 metri sul livello del mare. Eh sì, ci siamo goduti un po’ di fresco lontani dall’afa della città. Per arrivarci non ci vuole molto tempo sempre che non troviate code, perché di solito le strade che portano nella Val Chisone sono trafficate nella fine settimana. Partendo da Torino imboccate l’autostrada per Pinerolo A55 e da Pinerolo seguite le indicazioni per Villar Perosa, Perosa Argentina verso Pragelato. Seguendo sempre questa strada attraverserete molte borgate e quando state per entrare in località Depot svoltate subito a destra imboccando la strada montana per Pra Catinat. Quest’ultima strada richiede un po’ di attenzione perché è stretta, sale rapidamente, ci sono molti tornanti e ogni tanto mancano le protezioni. A Pra Catinat c’è il centro soggiorno Agnelli che non so se è ancora in funzione, ma quando vedete queste due grandi strutture rosa che ricordano molto un ospedale siete quasi arrivati. Ancora qualche centinaio di metri e troverete un bivio a sinistra per Puy, ma voi dovete continuare sempre dritto finché, proseguendo lentamente, non troverete sulla vostra destra un cartello di legno che indica Rifugio Selleries. A questo punto cercate un posteggio e imboccate la strada sterrata che vi porterà al Rifugio. E’ consigliabile avere delle pedule, ma vanno bene anche delle buone scarpe da ginnastica con un po’ di carro armato nella suola. Attraverserete boschi di conifere e se non vi piace camminare potete fermarvi subito nei prati pianeggianti dopo quindici minuti dall’inizio del percorso. Se invece siete curiosi di degustare le prelibatezze del Rifugio Selleries dovrete fare un bel po’ di strada. Il percorso, come ho citato all’inizio del post, non è impegnativo, sale molto lentamente da un’altitudine di 1763 metri fino a 2023 metri; in tutto un dislivello di 260 metri. Sarete quasi arrivati alla meta quando i boschi di conifere andranno sempre più a diradarsi lasciando spazio ad ampi prati e qualche cespuglio basso. Incontrete sul percorso mandrie di mucche che pascolano, pecore e anche cavalli a Berg. del Jouglard. Da questo punto manca una manciata di metri al Rifugio Selleries dove protrete anche acquistare formaggi e burro prodotti in loco. Il rifugio dovrebbe essere aperto tutto l’anno e propone un menù completo molto sostanzioso dall’antipasto al dolce a 17 euro (bevande escluse), ma potete scegliere alla carta, o ancora meglio ordinare un menù completo in due. Noi abbiamo scelto questa opzione consigliataci dal simpatico cameriere veneto e abbiamo degustato prosciutto crudo e pancetta con pane, due barchette con crema di funghi, melanzane grigliate al verde, polenta concia, polenta accompagnata con salsiccia la sugo, spezzatino di cervo al cioccolato e crema calda di gorgonzola, torta di albicocche con crema pasticcera, due caffé e un quartino di vino Barbera e acqua fresca a volontà dalla fontana. Mi pare di non avere dimenticato nulla. Alla fine abbiamo pagato solo 11,50 euro a testa perché abbiamo dovuto aggiungere un dolce in più, due caffé e il quartino di vino. Dopo un pranzo del genere conviene riposarsi per aspettare di scendere a valle, ma l’unico problema che abbiamo riscontrato e la mancanza di alberi per stare all’ombra: o si sta all’ombra del rifugio nel cortiletto adiacente il ristorante o portate con voi una tenda o continuate la gita verso il lago Laus, ma il percorso diventa troppo impegnativo. Un altra nota negativa che vorrei riportare è che la strada dal 1° giugno al 31 ottobre è aperta alle auto e la maggior parte delle persone anziché camminare predilige l’uso dell’auto o di altri mezzi a motore sollevando molta polvere lungo il percorso. Spero di avervi consigliato un bel posto: a noi è piaciuto. Alla prossima gita! That’s all folks!

Per info:

www.rifugioselleries.it

info@rifugioselleries.it

Telefono +390121842664

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