Il Blog di Luca C.

Posts Tagged ‘raccomandata

In base alle vostre esperienze la frase potrebbe essere conclusa in milioni di modi, ma dubito che i giudizi saranno tutti positivi. Il mio non lo è anche se a malincuore. Anziché semplificare la vita ai cittadini si rendono infernali alcune operazioni che potrebbero essere svolte in maniera veloce e, appunto, semplice. Iniziamo dalla raccomandata che ho inviato all’INPS per informare l’Istituto di una richiesta di aspettativa. Cosa c’è di più comodo per inviare una raccomandata dal sito delle Poste Italiane essendo titolare di conto corrente postale? Semplice e veloce. L’unico dubbio me lo pongo sulla riservatezza della privacy: allegando il file (vengono accettati vari formati) qualche impiegato sarà sicuramente addetto alla stampa del documento che verrà inviato e potrà leggerne il contenuto? Non importa, non ho nulla da nascondere. Dal sito è possibile richiedere la ricevuta di consegna. Ebbene, ho utilizzato questo sistema la prima volta e mi sono trovato bene. Non la seconda che era quella più importante, cioè la raccomandata inviata all’INPS. Controllando lo stato delle spedizioni ho scoperto che dopo ben quindici giorni la lettera è stata portata all’ufficio postale di riferimento tre giorni dopo la mia richiesta di spedizione. Da qui ho compreso che il postino è passato davanti all’INPS e che per qualche motivo non abbia potuto consegnare la raccomandata. Ho i miei dubbi. Abbi dubbi, cantava Edoardo Bennato. Come sempre più spesso sta capitando, i postini per chissà quale astruso motivo non consegnano le raccomandate, i pacchi o comunque tutto ciò abbia bisogno di firma al momento del ritiro da parte del destinatario. E’ successo già molte volte e sta capitando ancora. Ma qui sto parlando di una lettera che dovrebbe essere recapitata all’INPS e non a Pinco Pallino! Si tratta di documenti importanti! Così mi sono recato io all’ufficio postale di riferimento e ho chiesto delucidazioni. Dopo una snervante attesa mi è stato risposto che la lettera non c’era e che era stata recapitata in modo corretto al destinatario. E ancora abbi dubbi soprattutto quando ho visto l’impiegata inserire il numero di spedizione sul pc e risultava che la lettera non era stata ancora consegnata. Anzi mi è stato riferito di stare tranquillo che era tutto a posto. Lo scazzo stampato in faccia agli impiegati faceva impressione. Abbi dei dubbi, sì, abbi dei dubbi, no, abbi dei dubbi seri. Ma la mattina era iniziata ben prima recandomi all’ufficio dell’agenzia delle entrate per consegnare il mio codice IBAN per il rimborso del 730: una coda infernale. Dopo circa mezz’ora ho deciso di ritornare a casa e provare ad utilizzare il sito delle Agenzie delle Entrate. Sarà semplice, no? No, appunto. Bisogna registrarsi per fornire una benedetto codice di 27 caratteri. E come ci si registra per ottenere un PIN da utilizzare in seguito? Bisogna perderci almeno venti minuti per capire cosa si sta leggendo, dove si sta cliccando, eccetera eccetera. Quando finalmente ho capito come poter accedere il sistema richiede codice fiscale, ok, che tipo di richiesta era stata effettuata e da chi (modello unico, 730, niente, tramite posta, sito delle agenzie delle entrate, intermediario, cazzi e mazzi) e ancora ok, ed infine l’importo lordo annuale e ancora ok. Ma il sistema non ha accettato nessun dato. Ho ricontrollato, ho re-inserito i dati, ma ancora nulla. Errore… Non c’è due senza tre: errore… L’utente può provare solo tre volte dopodiché si dovrà rivolgere all’ufficio. La bestemmia è uscita spontanea soprattutto quando ho capito (niente di ché, solo una piccola svista) che bisognava inserire i dati riferiti non ai documenti richiesti nell’anno in corso per il precedente, ma ai documenti richiesti l’anno precedente per quello ancora precedente!!! Incredibile. Allora, data l’importanza della cosa ho preso la mia fedele bicicletta (la prima volta quest’anno che la prendo visto che qua al Nord-Ovest siamo ancora in pieno autunno, mortacci…) e mi ri-reco al dannato ufficio e aspetto silenziosamente in coda. Diciamo più di mezz’ora di coda. Più la mezz’ora passata prima uguale a più di un’ora. All’ufficio informazioni mi viene dato il numerino e mi è stato chiesto se avessi avuto con me anche la fotocopia della carta d’identità altrimenti l’avrei potuta richiedere nel bar sottostante a 20 centesimi… Un lungo sospiro è stato necessario per calmarmi: 1) non avevo la fotocopia 2) non avevo spiccioli e banconote 3) non mi avrebbero fatto pagare una fotocopia con il bancomat 4) dopo mezz’ora di coda io non faccio nessuna fotocopia e aspetto il mio turno aspettando che l’impiegata mi chieda ‘sta cazzo di fotocopia! Finalmente arriva il mio turno e fuori da ogni dubbio mi viene chiesta la fotocopia della carta d’identità. Spiegato quanto sopra, ma soprattutto dalla mia chiara espressione facciale l’impiegata è stata zitta (e vorrei vedere!) e accettato tutto segnandosi solo il numero del documento. L’operazione è durata 30 secondi. Ah, dimenticavo, nell’attesa cercavo di chiamare l’INPS con il cellulare per chiedere se gli fosse giunta la mia raccomandata, ma una voce registrata è andata avanti per cinque minuti dicendo premi 1 se, premi 2 se, premi 3 se, premi 4 se, premi 5 se, Se, se, se,… Andate affanculo tutti quanti! Un’intera mattina persa per due operazioni semplici che avrebbero richiesto pochissimo tempo. Ma siamo in Italia e all’Ufficio delle Entrate di Torino il 6 giugno non è stato nemmeno garantito il servizio a causa di un’assemblea!!! Ovviamente sabato e domenica gli uffici sono chiusi perché bisogna riposarsi. In questa Italietta di buffoni e ladri non cambia proprio niente, quando c’è da riscuotere le tasse sono tutti bravi a controllarti che paghi tutto fino all’ultimo centesimo, ma quando c’è da andare incontro ai cittadini con buoni servizi allora aspetta e spera. Chi dubbi non avrà chissà cosa farà? Dimmi dimmi dimmi dimmi tu quanti dubbi hai? E qui lo scrivo e non lo nego che se a causa dei loro disguidi mi dovesse arrivare una sanzione (come successe qualche anno fa) io questa volta non pagherò! Su questo non ho dubbi! Per fortuna, purtroppo sono Italiano, come cantava il saggio Giorgio Gaber.

Annunci

Gli acquisti su Internet sono molto comodi quando non si riesce a trovare quello che desideriamo nei negozi italiani. Il prodotto in questione è la colonna sonora di un film francese molto delicato, una storia d’amore e una macchina da scrivere come protagonista: Populaire. Il titolo mi sembra di non averlo visto né nell’elenco dei cinema e dei film sull’ultima pagina de La Stampa né sui siti internet italiani dedicati al cinema come http://iovadoalcinema.it; L’unica soluzione è stato scaricarlo in lingua originale, perché in rete non si trova neanche il film doppiato in italiano. Populaire è uno di quei film sarà destinato per un pubblico di nicchia e per i cinema d’essai. Chissà perché? E’ così carino e ben fatto e non è per niente noioso. Ve lo consiglio vivamente anche per la colonna sonora, anch’essa introvabile sul mercato italiano. Neppure a Mentone in Francia, eppure è edita dalla Sony Music. L’unica soluzione dovendo pagare la colonna sonora ed averla come minimo in supporto fisico con copertina e libretto è stato acquistarlo su http://amazon.com con spedizione tramite corriere SDA direttamente a casa nostra. L’acquisto è stato effettuato il 7 agosto; il tempo di attesa era di circa una settimana, quindi il 14 agosto. Calcolando che eravamo nella settimana di ferragosto ci aspettavamo qualche ritardo. Invece il corriere è passato il giorno 14: purtroppo non eravamo in casa. E’ ripassato il 16 agosto: purtroppo non eravamo a casa. Ma della nostra spedizione non abbiamo avuto nessuna notizia da parte del corriere SDA se non fosse che abbiamo letto l’avviso inviato dal personale di Amazon. Possibile che il corriere per ben due volte non abbia lasciato una ricevuta, un avviso del suo passaggio e del luogo dove poter ritirare eventualmente il cd? Quindi ci siamo collegati al sito http://sda.it. Per fortuna tramite Amazon avevamo il numero di spedizione se no stavamo freschi. Inserendo il codice abbiamo potuto scoprire tutti i passaggi del corriere e ribadisco la domanda: possibile che nessuno si sia degnato di lasciare uno straccio di avviso nella nostra buca delle lettere? Siccome dal sito non abbiamo potuto ordinare nessun ritiro a domicilio perché per “ritiro a domicilio” di un pacco si intende che il corriere passa a casa tua per ritirare un pacco da inviare( quindi non da ricevere). Più che conoscere gli spostamenti del nostro pacco non abbiamo potuto fare altro che chiamare il servizio clienti. Ovviamente il numero di telefono non è un numero verde ma con prefisso 199! Abbiamo chiamato l’199.11.33.66 (costo max da tel. fisso 14.35 eurocent/minuto) e dopo avere seguito le solite noiose istruzioni e qualche minuto di attesa finalmente abbiamo potuto parlare con l’operatore che ci ha spiegato che, sì, il corriere era passato ma non trovandoci ha messo in giacenza il pacco nello stabilimento di Torino in Strada Cebrosa 3 a Settimo Torinese. Non si capisce perché dicono che lo stabilimento è a Settimo Torinese quando in realtà è a Torino. Quindi abbiamo concordato che il pacco anziché venire recapitato a casa nostra venisse messo in giacenza il giorno dopo al kipoint di via Cibrario 32/bis a Torino, un po’ più vicino alla nostra residenza. Costo della chiamata €3,00. Il giorno dopo mi sono recato in loco nell’ora stabilita per scoprire che il Kipoint  era chiuso per ferie dal 12 al 26 agosto! E che cazzo! Non poteva vederlo a monitor la centralinista? Così abbiamo dovuto richiamare il servizio clienti per avere delucidazioni e dove ci confermavano che il Kipoint era chiuso per ferie e che il pacco era nuovamente in giacenza a Settimo Torinese e che avremmo potuto ritirarlo l’indomani in strada Cebrosa. Purtroppo la centralinista non poteva controllare fisicamente se c’era il pacco perché rispondeva da Roma! E fare un servizio decentralizzato porca vacca? L’unico consiglio che ci ha dato è stato quello di richiamare il servizio clienti l’indomani mattina alle ore 8.30 (cosicché qualcuno ci avrebbe risposto subito senza spendere ulteriormente denaro, tanto oramai avremmo speso sì e no dieci euro) e che avremmo potuto ritirare il cd. Così al mattino ho richiamato per sapere che ‘sto benedetto pacco non avrei potuto ritirarlo nemmeno quel giorno, ma ancora l’indomani mattina perché avevano avuto l’ordine di tenere in giacenza il pacco da Roma e che lo avevano visto in quel momento a ufficio aperto, quindi dovevano aprire prima la lavorazione richiesta. Ma di che lavorazione state parlando se il pacco è lì? All’ennesima richiesta di voler ricevere il pacco a casa o in un kipoint ho risposto subito e secco che il pacco l’avrei ritirato io personalmente a Settimo Torinese e di non fare più nessun altro spostamento. Posso dire che finalmente abbiamo questa benedetta colonna sonora di Populaire, però quante trafile burocratiche inutili, quanti soldi buttati via per le telefonate al servizio clienti, tutto perché oramai non si ha più voglia di svolgere il proprio lavoro con cura. E mi riferisco anche ai postini di Poste Italiane (SDA e Kipoint fanno parte del Gruppo Poste Italiane) che quando devono consegnare una raccomandata A/R sembra abbiano preso l’abitudine di lasciare in buca solo lo scontrino di mancata consegna causa assenza, quando so per certo che le due volte in cui è capitata questa situazione ero a casa. Posso capire che ad agosto il personale possa essere ridotto, ma almeno abbiate il buon cuore di non obbligarci a recarci in depositi sperduti in estrema periferia o comunque a crearci inutili disagi. Perché noi potremmo lavorare e non essere in ferie come molti. Ad agosto.


Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Segui assieme ad altri 94 follower

Archivi

Categorie

Il blog di Luca C. è stato visitato

  • 89.635 volte
Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: