Il Blog di Luca C.

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Come molti torinesi sapranno, dall’11 marzo al 20 marzo si sono tenuti ben tre festival presso il polo espositivo di Lingotto fiere: il festival dell’oriente, il festival irlandese e quello della salute e del benessere. Alla faccia della salute e del benessere! Non vorrei dire, ma… Con l’occasione del compleanno di una nostra amica, amante dell’Irlanda e della sua cultura, quale migliore occasione per festeggiare insieme al festival irlandese? Essendo anche un sabato l’idea è stata quella di presentarsi alle biglietterie alle 19.30: un po’ di coda c’era da aspettarselo. Ma la sorpresa è arrivata all’ingresso della fiera: tutto molto dispersivo, ma trovando una piantina siamo riusciti a trovare il nostro fantastico festival irlandese. L’intero salone espositivo oltre che super affollato, super caldo, super rumoroso era anche buio. Beh, non proprio buio, ma molto poco illuminato da luci verdi, il colore dell’Irlanda, appunto. Un po’ di bianco non avrebbe fatto male. All’ingresso era stato posizionato il palco più grande sul quale si esibivano gruppi pseudo irlandesi (qualcuno mi spieghi che c’entra Wish You were here con la musica celtica). Essendo il salone molto ampio e non adatto ai concerti pensate al rimbombo che vi era all’interno. Tutto attorno, invece, erano sistemati i punti di ristoro, di abbeveraggio e le casse, poche rispetto alla quantità eccessiva di persone. In mezzo al salone solo tavoli e panche di legno e al fondo un piccolo palco e l’area espositiva con un sacco di cianfrusaglie (niente di tipicamente irlandese) e la ricostruzione di un accampamento celtico (questo sì carino) con i “celti” buttati a terra dormienti e logorati da tutto quel chiasso. Io non critico il festival in sé che sarebbe potuto essere molto interessante, ma la sua organizzazione e gestione. Per snellire le code all’interno avrebbero potuto organizzare un self-service come nelle mense: tu prendi il tuo vassoio, il cibo e le bevande che preferisci e vai in cassa. Semplice, no? Invece abbiamo dovuto fare due ore e mezza di coda (e dico due!) per la cassa che, da come ho capito, accettava solo i contanti per poi recarci ai chioschi che davano il cibo e ai chioschi che davano da bere (ovviamente con lunghi tempi di attesa e ovviamente i chioschi uno dalla parte opposta all’altro. Per non parlare dei prezzi del menù: si partiva da 1,00 euro del vassoio (!); 1,00 euro anche per il pane (la “pagnotta” più piccola era alle noci e del diametro di quattro centimetri). Pian piano si saliva di prezzo fino ai 10,00 euro per lo stinco di maiale. A parte la Guinnes e lo stufato alla Guiness tutto il resto del menù non era espressamente irlandese. Ovviamente lo stufato era terminato, quindi abbiamo ripiegato sullo stinco, che tra una coda e l’altra è diventato tiepido. Per farla breve, siamo arrivati alle 19.30, siamo entrati alle 20.15, abbiamo mangiato alle 22.45 e alle 23.30 abbiamo iniziato a girovagare stanchi e annoiati nella zona espositiva. E io che mi aspettavo i balli irlandesi: dal palco grande rimbombavano le chitarre, su quello piccolo celebravano un finto matrimonio celtico (?), ma sorpresa delle sorprese ecco che dalla sala conferenze usciva musica irlandese, quella vera però e guarda chi c’è, il Gruppo Reeldancer, questo sì, che proponeva qualcosa di tipico: le danze guidate dal mitico ed instancabile Oscar, rinchiuso in questa piccola sala (perché, per quanto ho intuito, per motivi di sicurezza non potevano fornirgli il palco). Proprio a lui, che riesce a far ballare centinaia di persone insieme! Così abbiamo ballato, sudato e finalmente ci siamo divertiti e festeggiato il compleanno in maniera celtica, ma che fatica! E quanti soldini: 10 euro l’ingresso (12 per vedere tutte le fiere presenti, però poi vorrei che ci spiegassero come si fa), 10 euro lo stinco, 5 euro la zuppa di verdure, 3 euro una Guinnes piccola: con 28 euro avremmo potuto cenare seduti e tranquilli in un ottimo ristorante! Per fortuna che, almeno, avevamo con noi due bottigliette d’acqua per dissetarci e mandare giù questo boccone amaro.

Per info:

http://festivalirlandese.it

http://festivaldelloriente.net

http://www.reeldancers.it (questo sì, che vale la pena visitarlo)

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Treef Giaveno San Patrizio

In occasione della festa di San Patrizio questa volta abbiamo optato per una serata di balli irlandesi presso il locale Treff di Giaveno. Diciamo che la decisione è stata presa quasi in extremis in quanto saremmo dovuti andare a casa di cari amici, ma per motivi di salute è saltato l’incontro. Chi legge il mio blog da alcuni anni sa che sono un frequentatore dei luoghi in cui si ballano le danze popolari, nonché quelle irlandesi presentati dalla scuola di ballo Reeldancer capitanata dal leggendario Oscar che in passato riuscì a far ballare insieme circa un centinaio di persone. Il gruppo musicale di supporto, anch’esso protagonista della serata, era il duo Dualis Magic formati da un chitarrista e un violinista. La serata è iniziata alle 19.30 con l’apericena alla quale non abbiamo partecipato. Noi siamo arrivati a spettacolo iniziato, alle 22.30 circa, mentre il corpo di ballo di Oscar presentava alcune danze. Per l’occasione veniva servita la Guinnes (non presente nel menù del locale) a 4 euro. L’irrisoria cifra pagata dava diritto allo spettacolo e alla prima consumazione, ma chi ha approfittato dell’apericena ha pagato 15 euro. Il Treff è un punto di ritrovo nuovissimo, ma che purtroppo non ha ancora l’abilitazione all’uso dell’ampio locale sottostante. Infatti, arrivati in loco siamo rimasti sconcertati dalle piccole dimensioni dell’area in cui si svolgeva l’esibizione. Se fossero intervenuti tutti gli “invitati” all’evento creato su Facebook (più di mille persone), ci sarebbe voluta la protezione civile; invece eravamo quattro gatti e la maggior parte erano amici e famigliari dei ballerini, che oltretutto erano già a conoscenza dei passi di danza irlandese. Ad un certo momento della serata Oscar, che ci ha riconosciuto e salutato, ha proposto a tutti di ballare in gruppo in cerchio guidati da lui. Si tratta di passi semplici che possono fare tutti; basta contare e andare a tempo. Non importa se non si fanno i movimenti esatti delle danze irlandesi, cioè piccoli e continui particolari salti sulle punte dei piedi. La cosa più importante per chi non conosce i passi è ascoltare in silenzio le indicazioni di Oscar e, soprattutto, contare e seguire il ritmo. Purtroppo, in questa serata in cui i presenti erano molti “di loro”, Oscar usava termini un po’ tecnici e, nonostante le mie avvertenze di non seguire quello che facevano i veri ballerini e di fare la “marcetta”, la mia fidanzata ed il mio amico si sono trovati un po’ in difficoltà accentuata anche da un accompagnamento musicale veloce. Io e mia sorella, invece, abbiamo avuto meno problemi perché conoscevamo già le figure di quella danza, che sono di per sé semplici. A causa dello spazio ristretto abbiamo potuto ballare solo tre balli di gruppo. Lo spettacolo è andato avanti fino alle 24.00 ora in cui il locale forse non ha le licenze per andare oltre, siccome si trovano molte villette adiacenti. Non male, comunque, un po’ di ballo ci voleva per divertirsi, sudare ed eliminare un po’ di tossine e tensioni che in questo periodo particolarmente faticoso, psicologicamente parlando, si accumulano alla velocità della luce. Devo dire che è vero che la musica, la danza e il movimento, per quel poco che possono fare, ovviano temporaneamente alle noie che la realtà ci sbatte continuamente in faccia…

“Certe cose si possono dire con le parole, altre con i movimenti. Ci sono anche dei momenti in cui si rimane senza parole, completamente perduti e disorientati, non si sa più che cosa fare. A questo punto comincia la danza.”
Pina Bausch

“Danziamo, danziamo…altrimenti siamo perduti.”
Pina Bausch

“A nessuno importa se non sei bravo nella danza. Solo alzati e danza!
Martha Graham

“Io crederei solo ad un dio che sapesse danzare. E quando vidi il mio diavolo, lo trovai serio, esatto, profondo e solenne. Era lo spirito della gravità, per lui precipitano tutte le cose: non si uccide con l’ira, ma con il sorriso. Su, uccidiamo lo spirito di gravità! Ora sono leggero, ora volo, ora mi vedo sotto di me, ora è un dio che si serve di me per danzare. Così parlò Zarathustra.”
Friedrich Nietzsche

Per info:

http://www.reeldancers.it/

http://www.treff.it/

http://www.dualismagic.com/


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