Il Blog di Luca C.

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matrimonio 4

Siamo giunti alla quarta lezione e alle prime dieci regole:

REGOLA NUMERO 1: non avere fretta e non dare nessun tipo di conferma fin quando non si è più che sicuri;

REGOLA NUMERO 2: il matrimonio è vostro e saranno gli sposi a decidere chi parteciperà;

REGOLA NUMERO 3: fare qualche cenetta in incognito nei ristoranti che più hanno attirato la vostra attenzione;

REGOLA NUMERO 4: crearsi un file o scrivere su un’agenda tutte le impressioni;

REGOLA NUMERO 5: la bomboniera dovrà piacere anche agli invitati e soprattutto dovrà essere un minimo utile;

REGOLA NUMERO 6: inviti semplici e chiari, tanto nessuno li conserverà;

REGOLA NUMERO 7: consultate più agenzie di viaggio e i cataloghi;

REGOLA NUMERO 8: scegliete lo stile fotografico che più vi garba, ma evitate il filmino;

REGOLA NUMERO 9: scegliete un abito sobrio, elegante e che si possa utilizzare in futuro;

REGOLA NUMERO 10: scegliete il tipo di animazione che più vi garba, considerando l’intero contesto e anche i gusti dei vostri invitati.

Cosa manca di importante? Mancano le fedi. Dunque, anche per le fedi vi consiglio di consultare più gioiellerie, perché capita che i prezzi per la stessa marca di anelli siano molto diversi. Noi abbiamo trovato il nostro gioielliere di fiducia, anche se per adesso non abbiamo ordinato nulla. Io non sono il tipo che porta anelli, orecchini, collane e braccialetti, ma dovrò fare un piccolo sforzo per indossare la fede. Proprio per questo, quando sarà il momento, la mia scelta cadrà su anelli molto sottili e sobri. Nessun pataccone con diamanti o zirconi… A giudicare dai consigli di amici e parenti conviene acquistare gli anelli d’oro giallo perché si ossidano meno e costano leggermente meno di quelli in oro bianco. Fate attenzione a comprare degli anelli che sì calzino bene, ma con una mezza misura in più. Con il passare degli anni le mani cambiano e rischierete di avere un anello che non si toglie più e vi strozza letteralmente l’anulare. REGOLA NUMERO 11: fedi sottili e sobrie in oro giallo e niente patacconi. Di tutte le cose che ho scritto mancano sicuramente alcune non di minore importanza di cui vi parlerò in seguito: i documenti, l’anagrafe, lo stato civile, la separazione/comunione dei beni, pubblicazioni e nulla osta… Cosa manca? La scelta del menù: un menù perfetto sarà ricordato bene dagli invitati, anzi forse è la prima cosa che si ricorderà; quante volte abbiamo sentito dei conoscenti raccontare prima di tutto se hanno mangiato bene o male… Ma per ora il menù è in fase di studio: abbiamo delle idee molto chiare grazie al cuoco che ci segue; le nostre portate dovranno essere il più possibile leggere e fresche dato che ci sposeremo all’inizio dell’estate. REGOLA NUMERO 12: Ricordatevi di tenere conto delle persone con allergie, vegetariane, vegane o che seguono diete particolari e dei bambini troppo piccoli. Un altro aspetto importante che non abbiamo ancora trattato riguarda il bouquet e le decorazioni floreali, ma penso che ci penserà la sposa, quindi per me sarà top secret. Un altro ancora è il noleggio dell’auto: siamo sicuri che sia indispensabile? Quando avremo stabilito tutto ciò lo scriverò sul blog.

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matrimonio 3

Continuano le “rapid lessons” sull’organizzazione di un matrimonio, suddivise in semplici e chiare regole:

REGOLA NUMERO UNO: non avere fretta e non dare nessun tipo di conferma fin quando non si è più che sicuri;

REGOLA NUMERO DUE: il matrimonio è vostro e saranno gli sposi a decidere chi parteciperà;

REGOLA NUMERO TRE: fare qualche cenetta in incognito nei ristoranti che più hanno attirato la vostra attenzione;

REGOLA NUMERO QUATTRO: crearsi un file o scrivere su un’agenda tutte le impressioni;

REGOLA NUMERO CINQUE: la bomboniera dovrà piacere anche agli invitati e soprattutto dovrà essere un minimo utile;

REGOLA NUMERO SEI: inviti semplici e chiari, tanto nessuno li conserverà;

REGOLA NUMERO SETTE: consultate più agenzie di viaggio e i cataloghi.

E’ possibile che nella vostra città si organizzino mostre espositive sull’argomento matrimonio: cercate di andare per conoscere e farvi delle idee, ma non presentatevi impreparati, altrimenti rischierete di essere letteralmente sommersi da volantini e tirati dentro ogni stand. Quello che non vi interessa rifiutatelo educatamente. Comunque dalle esposizioni qualcosa si ricava sempre: per esempio ho conosciuto una simpatica signora dalla quale sono venuto a conoscenza di partecipazioniinkarta, del fotografo e il personale del negozio che mi ha venduto l’abito da sposo. Come avrete capito oggi parlerò del fotografo e dell’abito da sposo. Sull’abito da sposa non posso dire nulla, a parte il fatto che sarà bianco panna. Vicino a casa nostra c’è un buon fotografo, ma dopo aver fatto conoscenza dell’altro, abbiamo preferito l’altro che ci ha anche lasciato un preventivo scritto e scontato. Più o meno il nostro servizio fotografico costerà sui 1000 euro e include album per gli sposi, due piccoli album per i genitori e tutte le foto su dvd. Nessun filmato perché lo trovo pacchiano e non mi piace tediare gli amici con i video, a meno che il regista sia un nome importante… A parte gli scherzi… Sembrerebbe che tutti i fotografi suggeriscano di stampare su carta fotografica opaca e di evitare quelle lucida e soprattutto quella metallizzata. La carta opaca ha il vantaggio di non riflettere la luce, di non lasciare impronte visibili, di non falsare i colori. Forse per il fotografo è più semplice lavorarci e per gli sposi è più economico. La carta lucida ha un certo suo impatto iniziale, mentre quella metallizzata la trovo esagerata. Per quanto riguarda il modello (lo stile di fotografia), i fotografi consigliano lo stile “reportage”, insomma, quello più naturale, senza pose, senza forzatura e molto naturali. Quello che fa per noi! Per il fotografo non abbiamo avuto molti problemi a sceglierlo, anche se abbiamo cambiato idea sul primo, forse un po’ più caro e all’apparenza un pochino frettoloso. Anche con il fotografo è indispensabile decidere abbastanza in fretta perché più passano i mesi, più si accumulano i suoi impegni. Fortunatamente sposandoci di venerdì, forse avremo il fotografo tutto per noi. REGOLA NUMERO OTTO: scegliete, infine, lo stile fotografico che più vi garba, ma evitate il filmino. Quando sono andato all’esposizione di Guidasposi, ho anche prenotato un incontro presso il negozio in cui mi sono comprato l’abito. Innanzitutto vi consiglierei di acquistare un vestito che si potrà utilizzare anche in futuro, possibilmente un completo, tanto per rendere più semplici gli accostamenti. Quello che forse non si useranno più saranno la camicia diplomatica, il pastran o come diavolo si chiama quella specie di cravatta, e forse il gilet. Tutto è già pronto perché quando riesco ad avere le idee chiare ci vuole pochissimo tempo per scegliere il vestito: un gessato blu  scuro (righine argento), con camicia bianca e ‘sta “cravatta” argento; insomma, molto semplice ma efficacemente elegante. Dimenticavo le scarpe , i gemelli e il punto luce per la cravatta compresi. Alcuni elementi devono essere un po’ eccentrici per evitare di essere confusi con gli altri invitati maschi o con i camerieri (eh sì, succede anche questo). Insomma, l’abito c’è già, solo da riprovare e saldare, ahimé, il conto, ma non ho speso tanto calcolando che si tratta di buone marche; diciamo che meno di 1000 euro per il mio abito è più che onesto. Ce ne sono alcuni da 2000 euro in su, ma sono indispensabili frack da pinguino, cilindro, gioielli, bastone e tutti gli altri elementi inutili? Secondo me no. REGOLA NUMERO NOVE: (per i futuri mariti) scegliete un abito sobrio, elegante e che si possa utilizzare in futuro. Sempre alla fiera ho iniziato a farmi un’idea sul tipo di animazione e intrattenimento musicale. Qui ho ancora adesso delle perplessità e non abbiamo ancora deciso. Ci sono diversi tipi di intrattenimento: il dj, il complesso, il tastierista cantante, il quartetto d’archi,… Il complesso mi sembra un po’ “numeroso” (qui vi ricordo che tra gli invitati al banchetto dovrete considerare il/i fotografo/i e gli/l’animatori/e), il quartetto d’archi un po’ “antico”, il tastierista “sempre il tastierista”, il dj… Sì, il dj, ma un dj che sappia animare e che sappia scegliere la musica giusta. Vorrei fare io il dj, con tutti i cd che ho a casa, con tutte le idee che ho in testa… Ma non posso e non saprei utilizzare la strumentazione. Comunque è meglio scegliere una persona professionista; evitate di fare di testa vostra e di usare lettori mp3 (la durata della batteria è breve, il volume tra ogni canzone diverso). Semmai, fate una selezione delle vostre musiche preferite (lavoro lungo e faticoso) e date gli mp3 al dj, considerate anche i gusti musicali degli invitati (ahimé, tra i nostri invitati piace il liscio) e, soprattutto, se ci sono molte canzoni straniere cercate la traduzione dei testi per evitare di trovarvi Knockin on heaven’s door, una bellissima canzone sulla morte di una persona cara. Al momento non ho le idee chiare, ma forse per i balli ci sarà una lunga selezione di brani super-famosi anni ’70, ’80, ’90 e del primo decennio ’00 fino ad oggi, ma anche il rock’n’roll anni ’50, il boogie-woogie, qualche brano trash riempi-pista e un pochettino di liscio. Durante l’aperitivo e il pranzo sarebbe meglio avere un sottofondo musicale molto “sottofondo”, cioè soft pop e orecchiabile. Dimenticavo la musica da utilizzare nella sala comunale: per non fare spostare il dj con tutta la sua strumentazione potrebbe bastare un lettore cd portatile con dentro Lohengrin, Coro nuziale di Richard Wagner e un amico pronto a premere play all’entrata della sposa. REGOLA NUMERO DIECI: scegliete il tipo di animazione che più vi garba, considerando l’intero contesto e anche i gusti dei vostri invitati. Ricordatevi che ci sarà da pagare anche l’amica SIAE. Alla prossima lezione…

matrimonio 2

Evito di fare il riassunto della prima lezione perché sono stato fin troppo sbrigativo. Avrei aggiunto molte altre notizie, ma siccome ci sono dei segreti non voglio svelare troppo sul blog. Comunque, vi lascio scritte le prime quattro regoline:

REGOLA NUMERO UNO: non avere fretta e non dare nessun tipo di conferma fin quando non si è più che sicuri;

REGOLA NUMERO DUE: il matrimonio è vostro e saranno gli sposi a decidere chi parteciperà;

REGOLA NUMERO TRE: fare qualche cenetta in incognito nei ristoranti che più hanno attirato la vostra attenzione;

REGOLA NUMERO QUATTRO: crearsi un file o scrivere su un’agenda tutte le impressioni.

Sembra tutto semplice o meglio, non c’è nulla di complicato, ma ci vogliono tempo e pazienza. Tra le tante cose che bisogna preparare ci sono le bomboniere: premetto che io odio tutte quelle cianfrusaglie di porcellana o di argento prendi-polvere che tanto dopo qualche giorno sono già nella spazzatura, oppure quegli oggetti inutili o che non funzionano come dovrebbero come ad esempio il set di cavatappi, tappi anti-goccia per olio e aceto. Insomma, di cianfrusaglie ce ne sono tante. Per fortuna da alcuni anni c’è la tendenza a regalare bottiglie di vino, di olio, sughi e marmellate, insomma oggetti che non durano nel tempo, ma che sono molto graditi soprattutto se personalizzati (come le calamite da frigo, semplici, simpatiche e non ingombranti). Anticipo che le nostre bomboniere non appartengono alla prima categoria, ma che alla seconda si avvicinano. Saranno personalizzate, ci ho lavorato un po’ sopra, ma il lavoro decisivo lo farà il grafico. Posso dire che è quasi tutto pronto, bisogna fissare l’incontro con il grafico e ordinare la commessa. Secondo me sarà un ricordo “unico”, piacevole e… Shhh!!! E poi dopo si potrà anche riutilizzare. Forse nel nostro matrimonio mancherà un elemento classico che di solito caratterizza gli eventi importanti; sarà una mancanza voluta, anche per essere un tantino alternativi. REGOLA NUMERO CINQUE: la bomboniera dovrà piacere anche agli invitati e soprattutto dovrà essere un minimo utile. Quando si prenotano le bomboniere, molto spesso c’è il vincolo del numero minimo. Calcolate che qualche bomboniera in più si regalerà ad  amici e parenti che non sono stati invitati al matrimonio. Stesse regole valgono per le partecipazioni: è opportuno ordinare degli inviti troppo decorati e quindi costosi, quando quel pezzo di carta verrà comunque buttato al macero? Inoltre, inviti troppo decorati rischierebbero di diventare pacchiani. Però non bisogna esagerare anche ad avere il braccino corto: evitate i lavori artigianali con la stampante di casa, tanto non verranno bene come quelli delle stamperie e farete una brutta figura. Comunque, libero spazio alla fantasia: gli inviti potranno essere coordinati al menù e al tableau marriage. Un indirizzo utile? http://partecipazioninkarta.it/REGOLA NUMERO SEI: inviti semplici e chiari, tanto nessuno li conserverà. Parlando di disposizione dei tavoli, tutto questo avverrà quando si prenoterà il ristorante, ma soprattutto quando gli invitati si saranno degnati di dare conferma. Anche se è maleducazione, mi piacerebbe aggiungere sugli inviti dare conferma entro il…, altrimenti non verrete considerati. Non sarebbe niente male. Comunque se si vuole avere un tableau marriage conviene iniziare a studiare un tema, in modo da essere pronti quando sarà il momento: il nostro è ovviamente top secret e se riusciamo sarà in qualche modo coordinato agli inviti. Per il menù, non sono ancora in grado di dirvi qualcosa. Un altro aspetto che riguarda il matrimonio è la creazione di un’eventuale lista nozze: se ancora non convivete sarà meglio creare una lista nozze con oggetti che servono in casa, altrimenti un’alternativa sarebbe farsi “regalare” il viaggio di nozze. Noi abbiamo già provveduto, sarà un viaggio, e quando sarà il momento verrete informati. REGOLA NUMERO SETTE: consultate più agenzie di viaggio e i cataloghi, magari facendovi consigliare da qualcuno di fiducia. Alcuni utili consigli e suggerimenti vengono forniti dai cataloghi come Guida Sposi. Secondo me è importante non esagerare con mete troppo lontane e assurde perché se gli invitati non coprono l’intera cifra del viaggio ci rimetteranno gli sposi, quindi sempre con gli occhi aperti, piedi ben saldi a terra, testa sul collo e fare tante domande fino allo sfinimento, facendo però attenzione a non perdere troppo tempo perché i costi dei voli aumentano di giorno in giorno. Il mio parere sul viaggio di nozze: se devo percorrere migliaia di chilometri per stare in un villaggio turistico spaparanzato su un’amaca, piuttosto resto in Italia. Per una volta (la prima) che cambio continente, prediligo visitare e conoscere il più possibile, anche se potrebbe essere stancante.  Nella prossima lezione vi parlerò di… Beh, seguitemi…

Torno a scrivere dopo più di due settimane di silenzio, o quasi: oltre all’influenza che mi ha inchiodato a letto ho partecipato al dibattito che si è aperto in seguito ad un mio post sulla riqualificazione dell’Area Diatto-Snia e del C.S.O.A. Gabrio. Ma non voglio continuare a scrivere su questo argomento; chi volesse partecipare lo può fare tranquillamente cercando il post.

Tra gli argomenti che vorrei trattare, oggi inizierei a parlare di come organizzare uno degli eventi che caratterizzerà il mio (nostro) 2013, ovvero il matrimonio.

Matrimonio

Il discorso è venuto fuori a maggio del 2012 e dal quel momento abbiamo iniziato a studiare e fare ricerche. Conviene partire almeno un anno prima per non fare cose affrettate. REGOLA NUMERO UNO: non avere fretta e non dare nessun tipo di conferma fin quando non si è più che sicuri: chiunque vuole tirare acqua al proprio mulino pur di guadagnarci. Quindi sempre occhi ben aperti e fare più ricerche possibili. Eh sì, una delle cose negative di un matrimonio sono i costi alti: insomma, c’è tanta speculazione intorno all’argomento. Dunque, dicevo che non bisogna avere fretta, ma anche che bisogna mettere subito in chiaro se accettare aiuti e consigli dai parenti più stretti che, sicuramente, una volta raccontata la lieta novella, potrebbero letteralmente sommergervi come se fossero loro a dover organizzare la festa ed stilare gli inviti. Una volta superata questa fase si può iniziare a ragionare: per prima cosa bisogna stabilire un tetto economico massimo da non superare, calcolando che tanto non si riuscirà a rispettarlo. Dopodiché, con la penna in mano e, soprattutto, il cuore in mano fare la lista delle persone che si vorrebbero a tutti i costi al proprio matrimonio: questa fase potrebbe essere molto delicata a causa dell’intromissione dei genitori. REGOLA NUMERO DUE: il matrimonio è vostro e saranno gli sposi a decidere chi parteciperà. Bisognerà, però, arrivare comunque a dei compromessi. Nel mio caso specifico ho deciso di non invitare tutti i parenti e gli amici che risiedono fuori dal Piemonte per motivi logistici ed economici. Qui lo anticipo scrivendolo e se si tratta di persone intelligenti, come spero che siano, capiranno. Compromessi appunto: bisogna almeno includere famigliari con i quali non si ha più un rapporto da anni, ma siccome risiedono in Piemonte, per educazione, bisogna invitarli. A meno che, con freddezza, decidiate di rompere i rapporti. Vi conviene? Poi ci sono tutti quegli amici di famiglia (dei genitori) con cui, anche se conosco dall’infanzia, non c’è stata una continuazione di rapporti, quindi ho eliminato dalla lista alcuni di loro a malincuore. Fate una lista ragionata di persone alle quali tenete veramente, in base ai rapporti o che bisogna invitare per educazione e in base ai costi. Siccome da parte mia ci sono tantissime persone ho dovuto farlo: spero che capiscano tutti che siamo in tempo di crisi, che non navighiamo nell’oro e che vogliamo metterci i soldi di tasca nostra perché già i nostri genitori hanno fatto tantissimo per noi. Ah, dimenticavo: noi abbiamo deciso di sposarci con rito civile; lo preferisco al rito religioso perché non mi piace l’ipocrisia delle religioni. E poi diciamolo anche se dietro al matrimonio c’è l’Amore è pur sempre un contratto tra due persone. Stabilito anche questo bisognerà fare ricerche sulle location. REGOLA NUMERO TRE: anche se un po’ costoso, fare qualche cenetta in incognito nei ristoranti che più hanno attirato la vostra attenzione. Scoprirete che non sempre i grandi nomi offrono servizio e cibi altrettanto buoni. Tra i vari avvisi che ci sono pervenuti, ci è stato vivamente sconsigliato il catering: un nostro sondaggio tra le persone che hanno mangiato tramite catering non c’è stata una buona percentuale a favore. Ci sono location storiche in cui ci si può sposare regolarmente e offrire il banchetto, oppure ci si sposa in comune e ci si sposta al ristorante, oppure c’è l’alternativa di fare un rito fittizio direttamente in loco mentre lo sposalizio vero è già avvenuto in anagrafe. Abbiamo escluso il rito fittizio perché ci sembra triste, abbiamo escluso le location storiche perché troppo care e/o con regole troppo restrittive e la maggior parte con servizio catering, quindi abbiamo optato per rito civile in sala comunale con spostamento nel ristorante. REGOLA NUMERO QUATTRO: forse avrei dovuto scriverla prima; conviene crearsi un file o scrivere su un’agenda tutte le impressioni, tutti i nomi, tutti i costi, insomma, tutto sulle varie location visitate. Vedrete che a distanza di mesi servirà. Quando la data del matrimonio verrà confermata (calcolare sei mesi prima) sia dal ristorante, sia dal comune prescelto, la strada sarà più semplice…

La prossima volta parlerò della lista nozze, delle partecipazioni, delle bombonierie…

Prima di Natale io ed Elena abbiamo pensato di acquistare qualche gioco da tavolo per poterci divertire durante il lungo inverno da soli o in compagnia. Uno di questi giochi è Indiana Jones pubblicato dalla Editrice Giochi. Dalla confezione sembrerebbe una specie di Risiko, ma una volta aperta la scatola e girato la prima di copertina delle istruzioni siamo entrati letteralmente in crisi: perché vi ostinate a rendere un gioco una corsa ad ostacoli così compliacata che per decifrare quello che scrivete ci vorrebbe un libretto di istruzioni per imparare a comprendere le regole del gioco? Così dopo serate a studiare ho pensato di scrivere sul blog le regole semplificate da me, sperando che possano servirvi. Bene, iniziamo… (regole rivedute e corrette il 10 gennaio 2011)

Prefazione

Posizionare le carte da gioco come spiegato nei capitoli Prefazione e Plancia di gioco, unica parte descritta in modo semplice (da pag. 3 a pag. 7). Lo scopo del gioco è “scavare” tutte le carte posizionate sulla plancia di gioco per raggiungere le carte che rappresentano gli “oggetti misteriosi”. Al termine del gioco si sommano i propri punti: chi ne ha di più vince. Tutti i giocatori partono dal Nord America “Campo base”, posizionandoci sopra le sagome di Indiana Jones. Tutti i giocatori metteranno anche i propri segnalini sul “cerchio segnatempo” che stabilirà quante volte si può giocare nel proprio turno. Tutti i giocatori avranno 12 cappellini di cui 3 saranno posti sulla propria scheda nel riquadro “resistenza”; i riquadri “abilità” e “conoscenza” saranno a zero per tutti all’inizio del gioco.

Il “Cerchio segnatempo”

Il “Cerchio segnatempo” deciderà quante volte si può giocare nel proprio turno. Si parte sempre dalla casella rossa che è anche il punto di riferimento per capire chi deve ancora continuare a giocare. I segnalini si muovo in senso orario. Il segnalino che si trova più indietro rispetto agli altri giocherà (fare riferimento sempre alla casella rossa).

 Come si gioca

Ad inizio turno il giocatore può scegliere:

  1. se rimanere in Nord America, ma solo per due turni di gioco, poi dovrà iniziare a viaggiare (solo al secondo turno potrà aggiungere un cappellino sulla scheda abilità o conoscenza). Comunque, dopo questa scelta, il giocatore lancerà i tre dadi, per stabilire quando sarà il suo prossimo turno.
  2. spostare la propria sagoma su uno dei continenti seguendo sempre le linee tratteggiate rosse di collegamento e iniziare ad esplorare. In questo secondo caso il giocatore dovrà obbligatoriamente prendere una carta dai tre mazzi corrispondenti al continente in cui si è giunti e affrontare la prova descritta nel seguente paragrafo. Comunque, dopo questa scelta, il giocatore lancerà i tre dadi, per stabilire quando sarà il suo prossimo turno.

Come si affronta la prova

Ogni carta da gioco ha stampato un numero abbinato ad uno dei simboli abilità o conoscenza in basso a sinistra; si lanciano due dadi e se la somma del risultato con il numero di cappellini corrispondenti al simbolo segnato sulla carta è uguale o maggiore si vince e si terrà la carta, altrimenti si perde e si ripone la carta sul mazzo eliminando un cappellino dalla scheda resistenza. Nel caso in cui i cappellini resistenza stanno per finire bisogna ritornare al “Campo base” e ricaricarsi di un cappelino resistenza.

Descrizione delle carte

Abbiamo spiegato sopra come si affronta la prova. Ogni carta ha stampato in alto a destra il simbolo del continente in cui si potrà “attivare” la carta dopo aver vinto la prova. Esistono diversi tipi di carte:

  1.  Le carte mezzi di trasporto che permettono di lanciare un solo dado anziché tre quando ci si sposta sul continente indicato in alto a destra della carta che terrò sempre con me e userò ogni volta in cui andrò nel continente indicato;
  2. Le carte bonus per aumentare abilità e conoscenza che si “giocano” solo quando si ritorna nel “Campo base” e permettono di aggiungere un cappellino o sulla scheda abilità oppure sulla scheda conoscenza. Dopodiché si scarta questa carta che non verrà mai più utilizzata nel gioco;
  3. Le carte biglietti viaggi che permettono di spostarsi dal continente in cui ci si trova a quello indicato sulla carta anche se non sono collegati dalle linee rosse oppure restare sempre nel continente in cui ci si trova lanciando solo un dado. Dopodiché si scarta questa carta che non verrà mai più utilizzata nel gioco;
  4. le carte  Resistenza che permettono di aggiungere fino a 3 cappellini sulla scheda resistenza (per un massimo di 4) quando si ritorna al “Campo base”. Dopodiché si scarta questa carta che non verrà mai più utilizzata nel gioco;
  5. Le carte punti vittoria: queste carte hanno un numero in alto a sinistra. Si possono “autenticare” solo nel continente indicato dalla carta; una volta autenticate le carte, si possono trasformare o in punti vittoria (che serviranno alla fine del gioco), ma solo quando si rientra al “Campo base”, oppure “giocare”, cioè utilizzare il numero indicato in alto a sinistra per aggiungere un cappellino o sulla scheda abilità o su quella della conoscenza: 5 punti corrispondono ad 1 cappellino. Il giocatore non riceverà alcun resto (per esempio, se ha solo due carte da 4 punti deve “giocarle” entrambe per ottenere il cappellino, anche se così facendo pagherà 8 anziché 5); in questo secondo caso le carte “giocate” verranno definitivamente scartate dal gioco.
  6. Le carte Oggetti misteriosi sono le ultime carte che si trovano alla fine di ogni mazzo e possono rappresentare gli oggetti misteriosi falsi (punteggio 0) o veri (punteggio 50). Quando si prendono queste carte si ritorna al “Campo base” da qualunque luogo ci si trovi. Sia per quelli falsi che per quelli veri bisogna affrontare due prove: con il lancio dei due dadi bisogna raggiungere la somma di 12 sia per la sezione abilità, sia per quella di conoscenza. Se si supera la prova i punti indicati sulla carta oggetti misteriosi diventano punti vittoria. In caso negativo verrà eliminato un cappellino dalla sezione resistenza.

Fine del gioco

Il gioco termina quando vengono scoperti tutti e 4 gli oggetti misteriosi veri. A questo punto si sommano i punti vittoria (precedentemente trasformati al “Campo base”) delle carte che si sono giocate. Vince chi ha più punti. In caso di parità si contano i cappellini sulla scheda. E’ possibile una soluzione di parità.

Per info: http://www.editricegiochi.it/

Per scaricare le regole del gioco cliccare su Indiana Jones – Editrice Giochi – Regole semplificate.doc


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