Il Blog di Luca C.

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Finalmente, dopo alcuni anni, siamo riusciti a trascorrere una settimana di vacanza “classica” al mare e con “classica” intendo dormire, poltrire, mangiare, spiaggia, bagni, niente wi-fi e telefoni spenti. Tra le varie scelte a nostra disposizione abbiamo optato per quella più conveniente a  noi sia come distanza, sia economicamente.

Camp Long e dintorni

La scelta è caduta su Camp Long presso Villa Mélodie, un accogliente B&B gestito dalla gentilissima signora Francesca. Camp Long è una delle frazioni della città Saint-Raphaël, tra Le Dramont e Agay. Villa Mélodie dista a pochi metri dal mare, più precisamente sulla “nostra” Spiaggia di Camp Long sulla splendida insenatura circondata da coloratissime rocce rosse. La spiaggia (sabbiosa) è libera, attrezzata con docce (acqua fredda), bagno chimico, bar e ristorante (prezzi medio-alti) e ogni mattina viene rastrellata e pulita. Grazie all’insenatura le onde del mare si infrangono sulle rocce più al largo permettendo così di avere quasi sempre l’acqua calma: infatti, la spiaggia è indicata per famiglie con bambini. Camp Long è un posto molto tranquillo e poco affollato (almeno nel periodo in cui siamo andati noi, tra il 17 e il 23 giugno), quindi se le vostre intenzioni sono altre vi conviene spostarvi verso Saint-Raphael o Cannes. Un’altra spiaggia raggiungibile facilmente a piedi è la Spiaggia de l’Île d’Or di fronte all’isola omonima che è privata e dalla quale Hergé si ispirò per ambientare la sua opera Le Avventure di Tin Tin. La spiaggia è importante in quanto il 15 agosto 1944 fu meta del primo sbarco delle truppe statunitensi che contribuirono insieme a quelle francesi alla liberazione della Francia occupata dai tedeschi. Un mezzo anfibio da sbarco USA è stato posto in prossimità della strada statale in memoria dell’evento. Comunque la Spiaggia de l’Île d’Or è molto sassosa per cui, a mio parere, non è molto adatta ai bambini, a chi vuole piantare un ombrellone o a chi non sa nuotare. Per chi ama fare anche delle passeggiate consiglio vivamente il percorso Sentier du littoral immerso nella splendida vegetazione tipicamente mediterranea e contornato dalle onnipresenti rocce rosse: noi siamo partiti dalla spiaggia di Camp Long per raggiungere il faro Semaphore du Dramont (è vietato l’accesso in quanto zona militare) e il Belvedére de la Batterie lungo un percorso mozzafiato. Il sentiero è adatto a tutti, ma il mio consiglio è quello di tenere sotto stretta sorveglianza i bambini perché alcuni tratti sono a strapiombo e senza protezioni. Si possono notare ancora numerosi resti di postazioni militari e case matte dell’ultima guerra mondiale e, come si può intuire, il Belvedere de la Batterie era una posizione favorevole per piazzare l’artiglieria pesante.

Cannes e Saint-Raphaël

Le due brevi uscite “fuori porta” le abbiamo dedicate a Cannes e a Saint-Raphaël: la prima per una veloce visita alla Fnac -momenti di nostalgia- (lungo la via commerciale dei soliti marchi di lusso) e a Cultura.com (nel centro commerciale di fronte all’aeroporto) per il solito acquisto di souvenir musicali e culturali. Un negozio da non perdere è Fragonard famoso per i suoi ottimi profumi creati a Grasse in cui potete visitare il museo dei profumi. Per il tempo in cui siamo stati noi (ahimè, solo due ore) Cannes appare una bella città dal punto di vista architettonico. E’ una città viva, ma molto caotica e cara. Sarebbe opportuno visitarla per benino perché merita, ma la confusione durante tutto l’anno e la trasfusione di soldi (iniziando dai €9,60 per due ore nel posteggio sotterraneo) ne fanno una meta ardua, almeno per il momento.

Saint-Raphaël, invece, è la classica città di mare con una bella passeggiata lungo la costa, la sua ruota panoramica e i suoi numerosissimi e frequentatissimi locali. Ci siamo recati qui in occasione della Festa della musica del 21 giugno per assistere agli eventi musicali di RTL2 presso i Jardin Bonaparte in cui abbiamo potuto conoscere la trascinante rock band Nous sommes Princesse(s) di cui vi parlerò in seguito. Sono suggestive le zone pedonali centrali cioè quella intorno a Place Pierre Coullet e quella adiacente all’Église San Rafeu. Meritano una visita la particolarissima Librairie Papeterie Parisienne al numero 76 di Rue Charles Gounod e il negozio di dischi L’introuvable in Place Ortolan 6 (sigh! Siamo arrivati troppo tardi).

Dove mangiare e fare la spesa

Per la nostra esperienza i posti in cui mangiare ci sono sembrati onerosi, però vi consiglio i seguenti:

  • El Rio a Le Dramont poco distante dalla Spiaggia dello sbarco (tuttavia abbastanza economico, portate tipicamente turistiche, specialità cozze, personale simpatico ed accogliente)
  • Rotisserie du Sémaphore a Le Dramont poco distante dalla Spiaggia dello sbarco (prezzi buoni, ottimi polli arrosto con erbe provenzali, altre gustose prelibatezze locali compreso il taboulè, il personale parla anche italiano)
  • Restaurant Le Berbere a Saint-Raphaël in Avenue de Valescare 97 (cucina mediorientale) in cui con appena 27 euro (in due persone!) abbiamo assoporato un ottimo e abbondante cus-cus accompagnato da quattro tipi di carne grigliata e verdure, due birre piccole e acqua senza dimenticare l’antipastino di ceci.
  • Supermarché Spar a Le Dramont poco distante dalla Spiaggia dello sbarco (quello meno caro e più fornito)
  • Boulangerie Patissier Dalmasso & fils a Le Dramont in Rue du Débarquement (ottimo pane artigianale)

Un po’ di link

http://villa-melodie.com/it

https://www.saint-raphael.com/it

https://www.restaurant-pizzeriaelrio.com

https://www.facebook.com/pages/Rotisserie-du-Sémaphore/1426770984053609

https://www.facebook.com/Restaurant-Le-Berbère-ST-Raphael-1571327359840295

http://www.librairieparisienne.com

https://www.vinyle-actu.fr/magasin/lintrouvable

https://www.fragonard.com/fr/boutique/cannes

https://www.fnac.com/Cannes/Fnac-Cannes/cl110/w-4

https://www.facebook.com/NousSommesPrincesses

Un po’ di foto

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Altra domenica insieme, altra gita in montagna. Questa volta la nostra metà è stata il rifugio Guido Rey in alta Valle di Susa. Per raggiungerlo (da Torino) bisogna uscire dall’autostrada A32 a Ulzio Ovest e seguire le indicazioni per Bardonecchia fino a quando non si incontrano le indicazioni per Beaulard e Chateau a sinistra nel sottopassaggio della ferrovia. La gita può iniziare direttamente da Beaulard seguendo il sentiero 702, ma per fortuna abbiamo evitato perché sarebbe stato molto lungo e faticoso (600 mt. di dislivello) per noi che non siamo esperti camminatori. Il percorso non è né pericoloso, né difficile, ma un po’ più impegnativo rispetto ad altri che abbiamo intrapreso. Quindi vi consiglio di partire direttamente da Chateau, che si raggiunge tranquillamente in auto, e di imboccare il sentiero Balcone 702a (dislivello 300 mt.) per il rifugio Guido Rey direttamente dal posteggio. Gradatamente entrerete in uno splendido e silenzioso bosco di conifere – ottimo quando c’è il sole caldo che picchia sulle teste – e inizierete a salire verso la meta. Alcuni punti saranno un po’ ripidi, soprattutto quando raggiungerete il “guado” del ruscello (in realtà c’è un ponticello di legno) perché dopo il ponte la mulattiera si impenna e ci si aiuta con le corde che troverete legate agli alberi e alla roccia sulla vostra sinistra. Questo pezzo del percorso non è particolarmente difficile in salita, ma richiede attenzione al ritorno. Continuando a salire raggiungerete il sentiero che parte da Beaulard, che è molto più largo, sempre in salita ed è percorribile solamente con i fuoristrada. A questo punto del cammino quando vedrete quello che rimane di una vecchia stazione della seggiovia in disuso da anni – perché sembra che le piste sciistiche fossero molto difficili e di conseguenza l’affluenza di sciatori era molto bassa – sarete molto vicini alla meta. Ancora qualche ripida salita sulla strada sterrata e scorgerete il tetto del rifugio Guido Rey. Consiglio a tutti i gitani della domenica, che come noi amano le passeggiate in montagna, di essere un po’ attrezzati con un buon paio di pedule, una maglietta di ricambio (arriverete con la schiena sudata), una felpa, un K-way, acqua, un po’ di frutta e uno snack di cioccolato da mangiare durante il percorso. C’è gente che va su anche con scarpe da ginnastica non adatte, tipo le Converse, e se rientrate in questa casistica cercate di prendere dei bastoni per aiutarvi nei punti più impegnativi. Il rifugio, del CAI, è accogliente (ci si può fermare anche per pernottare), organizza molte attività soprattutto per i bambini. E’ gestito da una simpatica coppia bresciana che vi consiglieranno i piatti del giorno. Per chi vuole essere comodo è possibile usufruire del servizo navetta con il fuoristrada direttamente Beaulard al costo di tre euro a persona. Rispetto al rifugio Selleries, i piatti seppur buoni e abbonadanti sono più costosi: per un antipasto diviso in due (qualche affettato, due tomini e due fette di Brie calde), due abbonadanti piatti di polenta accompagnati da salsiccia al sugo e contorno di finocchi gratinati e/o verza, due buoni dolci abbiamo pagato 20 euro a testa contro gli 11 euro del rifugio Selleries. Bisogna, però, precisare che il rifugio Guido Rey è aperto solo nel periodo estivo, mentre il rifugio Selleries è aperto tutto l’anno. Dal rifugio Guido Rey si possono percorrere altri sentieri, a mio avviso ancora più impegnativi. Il panorama dal rifugio non è un granché, in parte è deturpato dai resti della stazione della seggiovia e dal bivacco subito sopra e ho sentito la mancanza di prati estesi; in compenso si può stare sdraiati all’ombra degli alberi e non c’è il via vai di auto come al rifugio Selleries. Al ritorno è suggestiva la visione del campanile romanico di Chateau tra le fronde degli alberi.

Per info:

http://www.provincia.torino.gov.it/turismo/percorsi/asusa.htm

http://www.rifugioguidorey.it/

http://it.wikipedia.org/wiki/Guido_Rey


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