Il Blog di Luca C.

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Ogni tanto ritorna questa rubrica dedicata alle belle scoperte culturali in città. Pur vivendoci da quarantadue anni Torino ci riserva sempre delle sorprese anche in estrema periferia. Per chi non lo sapesse, al confine tra Torino e Settimo Torinese vi è l’Abbadia (Abbazia) di Stura una volta convento, ospedale e punto di sosta per i viandanti. In seguito fu lasciata al completo abbandono ed intorno ad essa sorsero fabbriche e aziende manifatturiere. Chiaramente non una zona per turisti, ma all’interno della zona industriale c’è una ditta famosa a Torino e nel mondo: si tratta dell’Aurora, specializzata in penne stilografiche (chi non si ricorda la mitica Auretta utilizzata alle elementari e alle medie?). Ovviamente oggi il mercato, le abitudini, la società sono cambiati e Aurora è ancora in piedi producendo principalmente penne stilografiche di “fascia alta” e per collezionisti. La cosa interessante è che all’interno della ditta è stato creato il museo Officina della Scrittura con un percorso multimediale ed emozionante tra storia e tecnologia (per gli amanti dei mattoncini LEGO® c’è anche un plastico dell’intera fabbrica). Ciò che più affascina è la possibilità di scoprire (con visita guidata) l’interno della fabbrica e i vari passaggi (perlopiù artigianali) che servono a far nascere le famose penne stilografiche ed, infine, potete provare a scrivere con alcune di esse. Non sottovalutate quest’ultima fase; non è così semplice scrivere la stilografica: ogni pennino permette uno stile di scrittura diverso, quindi serviranno una presa, un’inclinazione e una pressione differenti da penna a penna (provare per credere!). Vengono organizzati anche corsi di scrittura. Per rendere la visita ancor più gradevole all’interno della struttura vi è  anche un bar/ristorante/libreria, qualora vi venisse fame o voleste regalarvi una penna (anche personalizzata). Chissà che il Comune di Torino e i proprietari dell’ex convento non decidano di riqualificare l’area: sarebbe una bella opportunità eliminare il degrado intorno, creare posti di lavoro e portare un po’ di turismo anche in periferia.

Per info:

http://www.officinadellascrittura.it/

http://www.aurorapen.it/

E dopo la mini maratona cinematografica di Ritorno al futuro e Ritorno al futuro 2, quest’ultimo ambientato il 21 ottobre 2015 e dove si sorride a vedere come solo 30 anni fa avevano immaginato il presente, siamo ritornati nel passato, nel 1955 anche se non esattamente nello stesso giorno (5 novembre) ma due giorni dopo. Con l’occasione del trentennale del film cult molti eventi sono stati organizzati, tra cui il BTTF Museum a Settimo Torinese nel Museo del Freidano e il mitico Ballo Incanto sotto al mare al quale abbiamo partecipato. Quest’ultimo sempre a Settimo Torinese, ma a La Suoneria. Abbiamo acquistato i biglietti con mesi di anticipo data la poca disponibilità di posti liberi. L’appuntamento era alle ore 19.00. Forse l’inaspettata affluenza di gente ha creato qualche disagio con l’attesa al guardaroba e coda per accedere al ristorante in cui sono stati serviti hamburger con patatine fritte non proprio eccelsi. Ma non importa perché il bello è stato danzare all’interno della sala Combo decorata in tema, come nel film, con lustrini argentati e alcuni oggetti provenienti direttamente dal set del fim (vedasi il cavalluccio marino sul palco). La band che ci ha allietato con musiche rock’n’roll è The Chicless. Sono degli ottimi musicisti molto coinvolgenti con i loro medley e la loro simpatia. Hanno anche suonato Johnny be good recitando la parte in cui Marty McFly, il protagonista del film, sale sul palco a suonare la chitarra terminando con il famoso assolo. Purtroppo né foto né video sono disponibili: eravamo intenti a ballare e poi stupiti e rapiti dall’inaspettata perfomance. Il tutto trasmesso in diretta dalla webradio Smsradio (metteranno on-line il podcast?) con il dj che dopo il concerto ha fatto ballare con musica dance anni’80. Comunque abbiamo trascorso tre ore all’insegna della musica ,del ballo e della spensieratezza di cui abbiamo tanto bisogno.

Per info:

https://www.facebook.com/thechicless/

http://www.smsradio.net/

http://backtothefuturemuseum.com/it

http://www.suoneriasettimo.it/

https://www.facebook.com/RitornoAlFuturoMuseumItalia/

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Tornato a casa da lavoro con un ottimo umore per il sole e la voglia di fare una bella corsa al parco nel pomeriggio libero i miei programmi cambiano e con la scusa del caldo afoso (grande Giove!) decidiamo di andare a visitare il BTTF Museum ovvero il museo dedicato al film cult Ritorno al futuro di cui quest’anno si festeggia il trentennale. La mostra è temporanea ed è ospitata all’interno del Museo del Freidano in via Ariosto (dov’è ubicato il BEFED) a Settimo Torinese, a pochi chilometri da Torino. All’interno del museo sono esposti alcuni cimeli originali dei tre film: dallo skateboard usato nel primo episodio alle scarpe futuristiche Nike, che si allacciano da sole (quelle belle sono un prototipo dell’azienda). Fa sorridere come solo 30 anni fa fu immaginato il 2015! Altro che auto che volano e skateboard senza ruote! Al termine della mostra ci sono anche degli abiti usati in altri film come Terminator. La mostra si tiene al secondo piano del museo, mentre al primo proiettano in continuazione i tre film in alta definizione. Entrando nel cortile vi dà il benvenuto la mitica De Lorean immatricolata nel 1981, ma ovviamente non è quella usata nel film. Comunque è stata attrezzata con tutti gli accessori che comparivano nel lungometraggio. Con 5 euro è possibile salirci sopra e fare un viaggio come passeggeri per cinque minuti. Forse un po’ troppo, ma vuoi mettere salirci sopra? Dicono che converrebbe prenotare in anticipo il giro in De Lorean, ma vista l’affluenza di gente (non c’era praticamente nessuno) si può decidere sul momento. Non so come possa essere nella fine settimana, ma quando siamo andati noi c’erano sì e no cinque persone incluse noi. Di sicuro è una mostra interessante per chi ha amato il film e i suoi protagonisti. Il costo del biglietto mi sembra un po’ eccessivo (10 euro), ma forse potrebbe essere giustificato da tutti gli oggetti che sono originali e provenienti dagli Universal Studios. La mostra è visitabile fino al 14 novembre poi i cimeli verranno riportati nella sede principale a Castagneto Po. Invece, un’altra iniziativa sempre legata al film ed organizzata sempre da chi ha allestito il museo è il ballo Incanto sotto al mare che si terrà il 7 novembre alla Suoneria di Settimo con tanto di orchestra che suonerà brani degli anni ’50 e degli anni ’80, o almeno così è promesso. L’abito in tema è doveroso. Il costo del biglietto è 39 euro con tre consumazioni (due per bere e una per mangiare). Si inizierà alle ore 19 fino alle 2 di notte. I posti sono limitati data l’ampiezza del locale. Nel costo del biglietto è compresa anche la visita al museo a poche centinaia di metri dalla Suoneria. E adesso qualche foto, il resto lo lascio scoprire a voi.

Per info:

http://backtothefuturemuseum.com/it

http://www.ecomuseodelfreidano.it/

http://www.suoneriasettimo.it/

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Dopo anni di assenza dalle serate danzerecce ci abbiamo riprovato andando ad assistere al concerto dei Discoinferno a La Suoneria di Settimo, anch’essa luogo in cui non ci recavamo da tempi oramai lunghi. Mi ricordo di avere già visto il gruppo in azione nel lontano 1997 o forse 1997 in un locale di Torino in via Massari, che ora non esiste più e si chiamava il Digeridoo: si trattava di un ristorante/birreria australiano. Forse al suo posto c’è un ristorante brasiliano frequentato da brasiliani in cui gli italiani sembra non siano graditi a meno che abbiano delle conoscenze brasiliane. Comunque all’epoca non gradii i brani proposti dal gruppo, non saprei dire perché; mi ricordo che suonarono, sì, canzoni ultra conosciute, ma molte altre che a me e agli altri amici non dicevano assolutamente nulla. In più non c’era un minimo spazio per ballare, l’acustica era pessima ed il volume sparato al massimo. Dopodiché non ritornammo mai più né nel locale australiano, né ad un concerto dei Discoinferno, fino a sabato 28 febbraio 2015: quasi vent’anni! E dopo tutto questo tempo pensavo di trovarmi di fronte a signori di una certa età che suonavano ed invece la sorpresa: tutti ragazzi e ragazze si può dire coetanei, anzi forse più giovani di noi e di tutto il pubblico de La Suoneria. Come si evince dalla biografia ci sono stati due importanti cambi nella formazione della band. A mio parere in meglio perché i brani proposti sono quelli che tutti amano, gli evergreen, e non solo degli anni ’70, ma anche dei decenni successivi fino al nuovo secolo. La band spazia da Cerrone a KC and the Sunshine Band, a Corona e a Lady Gaga. Quel che più approvo sono i lunghi medley in cui non ci si è fermati un attimo ed abbiamo continuato a ballare, come se sul palco ci fosse un dj ed invece ci sono sei bravi ragazzi (quattro uomini e due donne): batteria, tastiera, chitarra elettrica, basso ed effetti, voci e cori. La musica dal vivo ha sempre qualcosina in più rispetto al dj perché il pubblico può interagire con la band e viceversa. Comunque alla Suoneria di Settimo mi aspettavo molta più gente ed invece eravamo pochi. Meglio così, perché abbiamo potuto finalmente ballare un po’ di disco-music dopo tantissimi anni per poi constatare che gli anni passano velocemente e che non abbiamo più le energie di una volta (almeno io). Alla prossima.

Per info:

http://www.discoinferno.it/

https://it-it.facebook.com/DiscoInferno.TheDiscoPower

Gli acquisti su Internet sono molto comodi quando non si riesce a trovare quello che desideriamo nei negozi italiani. Il prodotto in questione è la colonna sonora di un film francese molto delicato, una storia d’amore e una macchina da scrivere come protagonista: Populaire. Il titolo mi sembra di non averlo visto né nell’elenco dei cinema e dei film sull’ultima pagina de La Stampa né sui siti internet italiani dedicati al cinema come http://iovadoalcinema.it; L’unica soluzione è stato scaricarlo in lingua originale, perché in rete non si trova neanche il film doppiato in italiano. Populaire è uno di quei film sarà destinato per un pubblico di nicchia e per i cinema d’essai. Chissà perché? E’ così carino e ben fatto e non è per niente noioso. Ve lo consiglio vivamente anche per la colonna sonora, anch’essa introvabile sul mercato italiano. Neppure a Mentone in Francia, eppure è edita dalla Sony Music. L’unica soluzione dovendo pagare la colonna sonora ed averla come minimo in supporto fisico con copertina e libretto è stato acquistarlo su http://amazon.com con spedizione tramite corriere SDA direttamente a casa nostra. L’acquisto è stato effettuato il 7 agosto; il tempo di attesa era di circa una settimana, quindi il 14 agosto. Calcolando che eravamo nella settimana di ferragosto ci aspettavamo qualche ritardo. Invece il corriere è passato il giorno 14: purtroppo non eravamo in casa. E’ ripassato il 16 agosto: purtroppo non eravamo a casa. Ma della nostra spedizione non abbiamo avuto nessuna notizia da parte del corriere SDA se non fosse che abbiamo letto l’avviso inviato dal personale di Amazon. Possibile che il corriere per ben due volte non abbia lasciato una ricevuta, un avviso del suo passaggio e del luogo dove poter ritirare eventualmente il cd? Quindi ci siamo collegati al sito http://sda.it. Per fortuna tramite Amazon avevamo il numero di spedizione se no stavamo freschi. Inserendo il codice abbiamo potuto scoprire tutti i passaggi del corriere e ribadisco la domanda: possibile che nessuno si sia degnato di lasciare uno straccio di avviso nella nostra buca delle lettere? Siccome dal sito non abbiamo potuto ordinare nessun ritiro a domicilio perché per “ritiro a domicilio” di un pacco si intende che il corriere passa a casa tua per ritirare un pacco da inviare( quindi non da ricevere). Più che conoscere gli spostamenti del nostro pacco non abbiamo potuto fare altro che chiamare il servizio clienti. Ovviamente il numero di telefono non è un numero verde ma con prefisso 199! Abbiamo chiamato l’199.11.33.66 (costo max da tel. fisso 14.35 eurocent/minuto) e dopo avere seguito le solite noiose istruzioni e qualche minuto di attesa finalmente abbiamo potuto parlare con l’operatore che ci ha spiegato che, sì, il corriere era passato ma non trovandoci ha messo in giacenza il pacco nello stabilimento di Torino in Strada Cebrosa 3 a Settimo Torinese. Non si capisce perché dicono che lo stabilimento è a Settimo Torinese quando in realtà è a Torino. Quindi abbiamo concordato che il pacco anziché venire recapitato a casa nostra venisse messo in giacenza il giorno dopo al kipoint di via Cibrario 32/bis a Torino, un po’ più vicino alla nostra residenza. Costo della chiamata €3,00. Il giorno dopo mi sono recato in loco nell’ora stabilita per scoprire che il Kipoint  era chiuso per ferie dal 12 al 26 agosto! E che cazzo! Non poteva vederlo a monitor la centralinista? Così abbiamo dovuto richiamare il servizio clienti per avere delucidazioni e dove ci confermavano che il Kipoint era chiuso per ferie e che il pacco era nuovamente in giacenza a Settimo Torinese e che avremmo potuto ritirarlo l’indomani in strada Cebrosa. Purtroppo la centralinista non poteva controllare fisicamente se c’era il pacco perché rispondeva da Roma! E fare un servizio decentralizzato porca vacca? L’unico consiglio che ci ha dato è stato quello di richiamare il servizio clienti l’indomani mattina alle ore 8.30 (cosicché qualcuno ci avrebbe risposto subito senza spendere ulteriormente denaro, tanto oramai avremmo speso sì e no dieci euro) e che avremmo potuto ritirare il cd. Così al mattino ho richiamato per sapere che ‘sto benedetto pacco non avrei potuto ritirarlo nemmeno quel giorno, ma ancora l’indomani mattina perché avevano avuto l’ordine di tenere in giacenza il pacco da Roma e che lo avevano visto in quel momento a ufficio aperto, quindi dovevano aprire prima la lavorazione richiesta. Ma di che lavorazione state parlando se il pacco è lì? All’ennesima richiesta di voler ricevere il pacco a casa o in un kipoint ho risposto subito e secco che il pacco l’avrei ritirato io personalmente a Settimo Torinese e di non fare più nessun altro spostamento. Posso dire che finalmente abbiamo questa benedetta colonna sonora di Populaire, però quante trafile burocratiche inutili, quanti soldi buttati via per le telefonate al servizio clienti, tutto perché oramai non si ha più voglia di svolgere il proprio lavoro con cura. E mi riferisco anche ai postini di Poste Italiane (SDA e Kipoint fanno parte del Gruppo Poste Italiane) che quando devono consegnare una raccomandata A/R sembra abbiano preso l’abitudine di lasciare in buca solo lo scontrino di mancata consegna causa assenza, quando so per certo che le due volte in cui è capitata questa situazione ero a casa. Posso capire che ad agosto il personale possa essere ridotto, ma almeno abbiate il buon cuore di non obbligarci a recarci in depositi sperduti in estrema periferia o comunque a crearci inutili disagi. Perché noi potremmo lavorare e non essere in ferie come molti. Ad agosto.


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