Il Blog di Luca C.

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E’ come perdere un secondo al giro e non capire se il problema sia che gli altri sono fenomeni o invece è semplicemente colpa tua che non sai correre,che non sai vivere, che non sai scegliere, che non sai combattere.

Dovresti essere almeno felice ed entusiasta di quest’epoca; noi eravamo contenti con niente quando avevamo la tua età. Tu non sai correre, tu non sai vivere, tu non sai scegliere, tu non sai combattere.

Credi a chi c’è già stato, credi a chi c’è passato, credi non si è mai finito di cadere e di rialzarsi in piedi, non si è mai grandi abbastanza nella vita. Credi…

Eppure tutti ti dicono che non puoi avere niente che non va, che è solo la tua pigrizia e la tua mancanza di forza di volontà, che non vuoi correre, che non vuoi vivere, che non vuoi scegliere, che non vuoi combattere.

Credi a chi c’è già stato, credi a chi c’è passato, credi non si è mai finito di cadere e di rialzarsi in piedi, non si è mai grandi abbastanza nella vita. Credi…

Poi un giorno ti rendi conto che esisti e che non c’è nessuno uguale a te e il latte versato non è sprecato ed il peccato è solo piangerne. E tu vuoi correre, e tu vuoi vivere, e tu vuoi scegliere, e tu vuoi combattere.

Credi a chi c’è già stato, credi a chi c’è passato, credi non si è mai finito di cadere e di rialzarsi in piedi, non si è mai grandi abbastanza nella vita. Credi…

(Max Pezzali, Credi, Terraferma, 2011)

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Forse per la prima volta in vita mia quest’anno non ho assistito all’evento che più richiama la Nazione: il festivalone di Sanremo; neppure la prima puntata. Fortunatamente tra un dvd e l’altro sono capitato sul primo canale quando si è esibito Max Pezzali e devo dire che al primo ascolto la sua canzone autobiografica mi è piaciuta molto. Gli altri cantanti in gara non li ho seguiti, anche se penso che quest’anno la qualità degli artisti sia stata molto buona, grazie a Gianni Morandi che forse era l’unico che musicalmente ne sa qualcosa sul pop italiano. Mi hanno stupito la partecipazione di Battiato, che anni fa in Bandiera bianca citava “…e sommersi soprattutto da immondizie musicali”, e giganti come Vecchioni, anche se la sua musicalità non riesco ad apprezzarla. Altri invece erano scontati: il solito Al Bano che ha cercato di far leva su un evento mediatico drammatico (correggetemi se sbaglio), la solita cafona Patty Pravo (scusa, ma mi sai di cafona, mi ricordo quando durante un festival di qualche anno fa sei entrata in scena con la gomma da masticare e l’hai buttata sul palco). Invece i cantanti dei tanti talent show non riesco proprio ad ascoltarli a meno che siano loro a scriversi testi e musiche ed interpretarli. Quest’anno, se ho capito bene, c’erano molti cantautori al festival. Un buon inizio anche secondo Caparezza che in un intervista sul quotidiano Metro aggiunge bisognerebbe continuare così, senza avere paura di esprimere le proprie opinioni nelle canzoni. Come accenato poco prima non ho ascoltato le canzoni in diretta, ma nei giorni seguenti al Festival su internet e cosidero molti brani troppo molli e con testi scontati, l’unica nota positiva e speranzosa è Max Pezzali tra i big, mentre tra i giovani spicca il bravissimo Raphael Gualazzi. Non sono un critico, ma seguo molto la musica e do giudizi in base a quello che ascolto. Tra i dischi che ho sentito, appunto, Max Pezzali con Terraferma in cui manda messaggi alle nuove generazioni troppo tecnologiche e prive di ideali, Giusy Ferreri con Il mio universo in cui ci c’è un brano filo-femminista che mi piace molto, Noi brave ragazze, Luca Madonia con L’alieno in cui mi ha colpito l’ultima e struggente traccia del disco La notte dell’addio ed infine Raphael Gualazzi con Reality and Fantasy forse la vera nuova scoperta del Festival di Sanremo 2011 che vi consiglio di ascoltare attentamente. Non so se dico cose vere, magari scontate, però in questi anni c’è poco che riesco ad apprezzare anche tra gli artisti stranieri, come se non ci fossero più tante idee, come se fosse già stato scritto (o suonato) e detto (o cantato) tutto. Forse stiamo attraversando un grosso periodo di crisi in tutti i settori e aggiungo che forse siamo sommersi da troppe cose inutilie e superflue, ma le crisi servono a migliorare, o no? Vi lascio con il testo della traccia n°10 del nuovo disco di Max Pezzali Sto bene qui. Meditiamo gente, meditiamo…

Sono pieno di tecnologia
sfioro un tasto e so come tornare a casa mia
ho più musica di quanta si
possa mai ascoltare neanche in quattro secoli

L’universo è nel mio display
come una finestra di miliardi di puntini luminosi
vedo tutti i posti che vorrei
visitare più o meno esotici

Senza muovermi

Sto bene qui
che cosa c’è là fuori che non ho
qui con me

Sto bene qui
a me non serve niente che non ho
qui con me

Ho amici in tutto il mondo ormai
alcuni non li ho mai visti e non li vedrò mai
per te un’eccezione la farei
dalle foto che tu pubblichi so dove sei

Sei sempre con le tue amiche che
ti portano il venerdì in un locale con le tende rosse
ma da un paio di settimane c’è
uno nelle foto sempre accanto a te

Che ti fa ridere
che ti fa vivere

Sto bene qui
anche se non sai quanto ti vorrei
qui con me

Sto bene qui
anche se sei là fuori e stai con lui
non con me

(Max Pezzali, Sto bene qui, Terraferma, 2011)


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