Il Blog di Luca C.

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… per iniziare con il sorriso e un po’ di fiducia il 2017.

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Ho sempre avuto e non so perché – non ne avevo ragione, in verità – una fiducia incrollabile nella mia riuscita. Anche quando a Milano dormivo dentro i portoni, nella case in costruzione, alla stazione, per strada, che con tutto il rispetto, i centri d’accoglienza per migranti di oggi sono alberghi in confronto… mi dicevo, dura poco, è momentaneo. Un giorno sarò ricco e famoso e firmerò gli autografi. Tutto si aggiusta. E’ un buon modo di affrontare la vita. Lo consiglio anche a chi non volesse sfondare nel mondo del cinema o della tv: ma se avete un obiettivo siate caparbi, siate affamati. Siate lungimiranti, seguite il profumo del futuro, non la scia di formaggio del passato, che quella non nutre. Così convinsi la mia sposa novella a sorridere e baciarmi.

(Lino Banfi, Ho(t)tanta voglia di raccontarvi… la mia mia vita e altre stronzéte, Mondadori, 2016)

coperitna di L’ultimo disco dei Mohicani

Se apri una finestra verso il mondo, prima o poi il mondo entrerà.

[…] i figli dell’immigrazione del Sud Italia, i più presenti e padroni del territorio. Sono i tarri, contrazione dell’ormai nazionale epiteto tamarro […]. Augusta Tarrinorum.

[…] macchine in doppia fila ovunque. […] Quelli che hanno parcheggiato regolarmente tornano e iniziano a suonare il clacson come bestie. […] Bava alla bocca e voglia di prendere a vangate la macchina che gli impedisce di volare a casa. Certe volte suonano per dieci minuti, la gente che cammina si lamenta del casino, loro diventano viola in faccia. Ecco, quando il colore si avvicina al porpora, entra in scena Ramirez. Punta una macchina in doppia fila e comincia a corrergli incontro da lontano. Dritto, con lo sguardo fisso. Quando è quasi a tiro, il tipo attaccato al clacson lo inquadra e capisce, “Ecco lo stronzo bastardo puttissi muriri che sta arrivando” Ma appena tenta di organizzarsi o arma un pugno da spaccargli il setto nasale, Ramirez tira dritto e continua a correre. Va avanti, supera la macchina, va. […] ma lo stupore sulla faccia di quello inchiodato al parcheggio è fenomenale. Non ci può credere. Un paio di volete gli hanno urlato: “Ma dove cazzo vai?”, “Pigli per il culo?”. Al ché Ramirez inchioda si gira e, senza farci una piega, risponde: “E proibito correre? […].

I due sposini sono stati accolti all’uscita dalla chiesa con venti chili di pasta (rigatoni e fusilli scagliati con violenza da un metro, roba che se ti entrano in un occhio ti serve un cane da ciechi anche per attraversare il tinello), un sacco di pastone per maiali […], riso tirato con le scatole di cartone semi-aperte e una confezione di fagioli borlotti lanciati a pioggia […]. Hanno sparato raudi e il prete li ha implorati […]. Gli sposi sono saliti su una macchina d’epoca che aveva attaccata dietro una fila di scatolame degna del reparto legumi di un Carrefour. Un bordello infernale. […]Tra noi e il prevosto c’era una quantità d’immondizia alta almeno tre centimetri. […] “Minchia, sembra il giorno dopo il carnevale di Milazzo”.

Donna di una certa età. “Avete un bel disco su Gesù? Lo volevo regalare a mio nipote, insieme a un dvd sugli apostoli che ho già comprato, fatto molto bene. Bisogna darsi da fare, che poi se no crescono con questa parola Islam sulla fronte. Uno si distrae e quelli lo plagiano, magari ti torna a casa un parente con il turbante e la barba”. Sta ancora parlando mentre il Signor Franco le batte lo scontrino per Jesus Christ Superstar.

“Davvero sei laureato in Giurisprudenza e vendi dischi? Complimenti, bella cazzata”.

“Lasciatelo dire da uno che sta a uno sportello di banca, tu fai il lavoro più bello del mondo”.

(Maurizio Blatto, L’ultimo disco dei Mohicani, Castelvecchi Editore, 2010)

Pe info:

http://www.castelvecchieditore.com/lultimo-disco-dei-mohicani/

Altri libri consigliati in questa rubrica li trovate qua sotto:

https://ilblogdilucac.wordpress.com/2016/02/04/il-libro-consigliato/

https://ilblogdilucac.wordpress.com/2016/03/24/il-libro-consigliato-2/

https://ilblogdilucac.wordpress.com/2016/04/21/il-libro-consigliato-3/

Immaginate che un solo globulo rosso si metta, per un attimo, da parte e dica: sono un globulo rosso. Viaggio dentro un sistema circolatorio a velocità pazzesca, assieme a tutti gli altri, porto ossigeno agli organi e per compiere un giro impiego circa un minuto. Ecco,” concluse il professore “quello è il filosofo!”

Viviamo in un periodo apparentemente buio, dove regna l’incertezza sul presente e sul futuro, ma se sapremo trasformarci in quel globulo rosso, capaci di fermarci a riflettere senza farci travolgere dagli eventi, senza correre dove vanno tutti perché si fa così, conquisteremo una forza inarrestabile. Se sapremo resistere all’omologazione imperante, difendendo la nostra unicità, metteremo in moto cambiamenti virtuosi, profondi, attorno a noi. Se sapremo inseguire i nostri sogni, accettandone i rischi con passione bruciante, non ci sarà crisi che possa impedire i nostri passi. Ma soprattutto portiamo ossigeno come un globulo rosso! Regaliamo ossigeno a un mondo che non ne ha più, dove tutto sembra piatto e scontato, e la sopravvivenza sembra essere ormai l’unico fine. Portiamo ossigeno, e la nostra vita si trasformerà in un’avventura, che varrà la pena di essere vissuta!

(Giovanni Allevi, Vi porterò con me, Edizioni RaiEri, 2015)

E’ sorprendente quanto poco tempo ci voglia; è sorprendente come l’essere umano sia in grado per la sopravvivenza di piegarsi a qualsiasi condizione di vita.

Capimmo così che anche noi avevamo potere, ma solo se fossimo restati uniti.

A partire da oggi il vecchio sistema è finito: a partire da oggi vogliamo trattare direttamente con le aziende, vogliamo buste paga, contributi, vogliamo il diritto al sussidio per la disoccupazione, se mai dovessimo restare senza lavoro.

(Yvan Sagnet, Ama il tuo sogno, Fandango Libri, 2012)

Per info:

http://www.fandango.it/scheda.php/it/ama-il-tuo-sogno/687

Ecco la nuova rubrichina del 2016 dedicata ai libri. Vi presenterò alcuni libri trascrivendo le frasi che più mi hanno emozionato e colpito. Buona lettura!

Sono vittime di questa propaganda, dunque, anche i mujaheddin che si fanno immortalare mentre sparano all’impazzata come se fossero in un film americano e poi caricano i loro video-selfie su Youtube. […]In un caso o nell’altro sono stati uccisi culturalmente da Sylvester Stallone. Ma il loro tentativo di restituire all’Occidente il suo stesso trash si esaurisce sul nascere, soccombendovi. Se non è chiara la conclusione di tutto questo ragionamento, tanto vale essere più espliciti: l’ISIS l’abbiamo creato noi. Se non riusciamo a vederlo è solo perché non vogliamo vedere, al di là dello specchio, l’orrore in cui è riuscita ad arrivare la nostra “civiltà”, capace perfino di creare mostri del genere per distruggere la diversità al proprio interno. Non vogliamo scoprire di essere noi stessi l’orrore. Siamo ancora lontani dal vedere e dal prendere atto del fallimento totale del nostro modello di sviluppo, con i suoi criminali tentativi di esportazione nei Paesi del cosiddetto Sud del mondo. La nostra civiltà pretende di essere il modello superiore universale che deve trionfare, una mega macchina tecnico-scientifica che impone al di fuori di qualsiasi possibilità di controllo i propri imperativi mercantili e nello stesso tempo distrugge la diversità dal suo interno diventando autofaga. La crisi dell’Occidente è nella sua inarrestabile distruzione del sociale, proprio e altrui, con la proposizione di un pensiero e di un modello unico. Al nostro pensiero unico risponde specularmente l’ISIS, proponendo l’immutabilità della cultura islamica. Ma una cultura è tale solo in quanto capace di crearsi continuamente: “Una cultura che si riproduce sempre tale e quale (una cultura da ghetto o da riserva) è un cancro sociologico, una condanna a morte, proprio come una lingua che non si parla più, che non mutua più elementi da altre lingue, che non inventa più, è una lingua morta. E’ dunque sempre abbastanza pericoloso voler difendere o proteggere le culture, e illusorio voler creare la purezza perduta”.

Quello che dev’essere chiaro a tutti è che Internet e la comunicazione, utilizzate in questo modo, diventano l’arma definitiva in grado di accelerare la distruzione delle identità culturali, dell’alterità, in favore del pensiero unico. Dobbiamo combattere contro chiunque stia usando quest’arma (fossimo anche noi stessi) in questo modo, non solo difenderci da un’aggressione terroristica. Se non saremo in grado di farlo, la storia sarà scritta ancora una volta dai vincitori. In un mondo in cui l’accesso all’informazione viene negato dall’eccesso d’informazione, ciascuna delle parti in campo potrà raccontare ai propri sudditi di aver vinto. Nessuno potrà verificare se è la verità o meno.

(Bruno Ballardini, ISIS® il marketing dell’apocalisse, Baldini & Castoldi)

Per info:

ISIS®


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