Il Blog di Luca C.

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Posted on: 24 ottobre 2016

Parcheggio verde fila 9 posto auto 26
Lo segno sennò quando lo ritroverei
Il centro commerciale è tanto grande che mi perderei
Ma poco male tanto non me ne andrei mai

Ed i negozi di catene tutte uguali e identiche
Mi fan sentire sempre come a casa mia
Anche le cose son disposte sempre in modo simile
Perchè non è mai pratica la fantasia

Le scale mobili, i centri estetici, prodotti tipici, big mac
Maglie del Manchester, scarpe e giocattoli, sali da bagno, smartphone

L’astronave madre luminosa colorata e immobile
Cattedrale scintillante nelle buie periferie
Incontaminata ed invincibile

Nel megastore dell’elettronica, le offerte sugli hard disk
curiosi provano un po’ quel che capita
Le facce di una coppia sui televisori lcd
Si specchiano dentro alla telecamera

Nel piano sppra un ragazzo guarda una ragazza che
Osserva le vetrine distrattamente
Alla piazza dei ristoranti il suo sguardo incrocerà
La inviterà a cena o non le dirà niente

Le scale mobili, i centri estetici, prodotti tipici, big mac
Maglie del Manchester, scarpe e giocattoli, sali da bagno, smartphone

L’astronave madre luminosa colorata e immobile
Cattedrale scintillante nelle buie periferie
Incontaminata ed invincibile

L’astronave madre dove ogni sogno è realizzabile
Rinfrescante porto franco nelle estati torride
Calda quando il cielo sembra avvolgere

(L’astronave madre, Max Pezzali, 2015)

Qualche sabato fa andando a lavoro con la metropolitana ho trovato sul sedile del vagone in cui sono salito un cellulare, un Samsung, uno di quelli di nuova generazione con touch screen, internet, applicazioni e varie diavolerie. Insomma, mi sono trovato in mano un piccolo tesoro che ho provato a far funzionare invano. Se fossi riuscito ad accedere al menù avrei potuto contattare qualcuno sulla rubrica. Dico la verità, non mi è passato nemmeno per la testa di sostituire la sim sconosciuta con la mia, anche perché i cellulari di nuova generazione, che sono per lo più dei piccoli computer portateli, non mi attraggono. A mio parere il cellulare deve servire per telefonare ed eventualmente inviare qualche sms. Tutto il resto, per l’uso che faccio io dei cellulari, per me è inutile. E poi avrei dovuto comprare un caricatore per la batteria. Non nego che se avessi trovato un portafogli con dentro 500 euro ci avrei fatto un pensierino prima di consegnarlo al proprietario. Comunque, sceso alla mia fermata ho iniziato a cercare un addetto alla sicurezza o un controllore, ma non trovando nessuno ho deciso di mettermi in tasca il reperto promettendomi di consegnarlo all’ufficio oggetti smarriti o consegnarlo a qualcuno del personale GTT se lo avessi incontrato sul cammino. Giunto a lavoro, appena il tempo di un giro nel reparto dischi per avere, ahimé, conferma che non arrivano più novità, squilla il cellulare. Ma come? Ho provato in tutti i modi a premere i tasti, il touch screen, ma nessun segno di vita! Ho pensato alla batteria scarica! Riprendo in mano il cellulare, ma non faccio attenzione al numero chiamante, mi è sembrato che apparisse un nome, e rispondo: dall’altra parte i carabinieri, così si sono presentati; forse chiamavano con un numero di un amico del proprietario del Samsung. Dopo avergli spiegato come sono entrato in possesso del telefono gli ho detto che lo avrei lasciato agli addetti della sicurezza del luogo in cui lavoro, che dopo qualche ora si sono trovati davanti il ragazzo, straniero, forse uno studente, proprietario del Samsung. L’addetto alla sicurezza ha indicato al ragazzo che ero stato io a trovare il suo cellulare e che ero praticamente davanti a loro. Non ricordo quante volte il ragazzo mi ha ringraziato sorridente e ne sono stato felice anche se non ho potuto considerarlo molto data l’affluenza di clienti che c’era, ma in quel momento mi sono sentito fiero di me stesso. Ho raccontato questa storiella, non per vantarmi, ma per dire come basti così poco ad essere gentili, cortesi, onesti e fare qualche azione buona per il prossimo senza ottenere per forza qualcosa in cambio se non un sorriso e un ringraziamento caloroso che possono cambiarti in meglio il corso della giornata.

Basta un giorno così 
a cancellare centoventi giorni stronzi e 
basta un giorno così 
a cacciare via tutti gli sbattimenti che 
ogni giorno sembran sempre di più 
ogni giorno fan paura di più 
ogni giorno però non adesso adesso adesso 
che c’è un giorno così

               (Max Pezzali, Un giorno così, La dura legge del gol, 1997)

Basta un poco di zucchero 
e la pillola va giù 
la pillola va giù 
la pillola va giù 
Basta un poco di zucchero 
e la pillola va giù 
tutto brillerà di più!

               (Mary Poppins, 1964)

Mezzo pieno o mezzo vuoto: questo è il solo ed unico bicchiere che abbiamo.
se si stava meglio quando si stava peggio non lo so, però io vivo adesso.
Mezzo pieno o mezzo vuoto: mi hanno detto di giocare, quindi io gioco.
Faccio del mio meglio, almeno ci proverò. Se ho ragione o no, io non mi sposto.

Colpa dell’euro, colpa del dollaro,
colpa del surriscaldamento e del carbonio,
colpa di Al Qaeda, colpa dell’arbitro,
colpa del prezzo di un barile di petrolio,
colpa del varco nel centro storico,
colpa di tutti i condizionatori a luglio,
colpa del feto, colpa dell’atomo,
colpa di tutta la droga disciolta nel Po.

Scorrono le immagini e non riesco più a capire se è la realtà. (E’ la realtà…)
Scorrono le pagine e non riesco ad intuire se è la verità.

Mezzo pieno o mezzo vuoto: questo è il solo ed unico bicchiere che abbiamo.
se si stava meglio quando si stava peggio non lo so, però io vivo adesso.
Mezzo pieno o mezzo vuoto: mi hanno detto di giocare, quindi io gioco.
Faccio del mio meglio, almeno ci proverò. Se ho ragione o no, io non mi sposto.

Colpa del wrestling, colpa di Britney Spears,
colpa del made in China contenendo i costi,
colpa dei vecchi, colpa dei giovani
che con il “mulo” non si comprano più i dischi,
colpa del gossip, colpa di C.S.I.,
di criminologi e psicologi ed esperti,
colpa dei ladri e dei maniaci,
colpa di Internet che brulica di matti.

Scorrono le immagini e non riesco più a capire se è la realtà. (E’ la realtà…)
Scorrono le pagine e non riesco ad intuire se è la verità.

Mezzo pieno o mezzo vuoto: questo è il solo ed unico bicchiere che abbiamo.
Se si stava meglio quando si stava peggio non lo so, però io vivo adesso.
Mezzo pieno o mezzo vuoto: mi hanno detto di giocare, quindi io gioco.
Faccio del mio meglio, almeno ci proverò. Se ho ragione o no, io non mi sposto.

Mezzo pieno o mezzo vuoto: questo è il solo ed unico bicchiere che abbiamo.
Se si stava meglio quando si stava peggio non lo so, però io vivo adesso.

(Max Pezzali, Mezzo pieno o mezzo vuotoLive 2008, 2008)

Non ce la farà niente e nessuno mai, se soltanto lo vorrai, e lo vorrò, senza nasconderci, senza essere deboli davanti ai brutti scherzi e ai pericoli in cui forse toccherà quasi improvvisamente imbattersi, proprio all’ora servirà che ci arrabbiamo e non permettiamo che nulla possa distruggere quello che abbiamo faticosamente costruito e non cedere perché non so immaginarmi niente più di così di ciò che ho avuto incontrandoti… Lieto di conoscerti.

E il meglio deve ancora arrivare nei doni che la vita ci porterà, il meglio è ancora tutto da fare, sfruttando a fondo ogni opportunità, senza subire il destino, con tanta forza di volontà, senza temere nessuno perché nessuno ci fermerà.

Io ci credo sai, credo alle favole, credo sia possibile. Sta solo a noi renderlo facile; bisogna fregarsene dei luoghi comuni e delle chiacchere di chi in fondo in fondo sa che per quanto si possa resistere prima o dopo finirà; succede sempre e che cosa avremo noi di diverso dagli altri e poi è naturale che i fuochi si spengono e le ceneri restano. Sarà così, forse inspiegabile, ma continua ad ardere il fuoco che avvolge tutti e due: di legno ne ho da vendere.

E il meglio deve ancora arrivare nei doni che la vita ci porterà, il meglio è ancora tutto da fare, sfruttando a fondo ogni opportunità, senza subire il destino, con tanta forza di volontà, senza temere nessuno perché nessuno ci fermerà.

E il meglio deve ancora arrivare nei doni che la vita ci porterà, il meglio è ancora tutto da fare, sfruttando a fondo ogni opportunità, senza subire il destino, con tanta forza di volontà, senza temere nessuno perché noi possiamo farcela!

(Max Pezzali, Il meglio, Time Out, 2009)


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