Il Blog di Luca C.

Posts Tagged ‘Testo

What would I do without your smart mouth
Drawing me in and you kicking me out?
Got my head spinning, no kidding
I can’t pin you down
What’s going on in that beautiful mind?
I’m on your magical mystery ride
And I’m so dizzy, don’t know what hit me
But I’ll be alright

My head’s underwater
But I’m breathing fine
You’re crazy and I’m outta my mind

Cause all of me loves all of you
Love your curves and all your edges
All your perfect imperfections
Give your all to me, I’ll give my all to you
You’re my end and my beginning
Even when I lose, I’m winning
Cause I give you all of me
And you give me all of you, oh

How many times do I have to tell you
Even when you’re crying, you’re beautiful too?
The world is beating you down
I’m around through every move
You’re my downfall, you’re my muse
My worst distraction, my rhythm and blues
Can’t stop singing, this ringing in my head for you

My head’s underwater
But I’m breathing fine
You’re crazy and I’m outta my mind

Cause all of me loves all of you
Love your curves and all your edges
All your perfect imperfections
Give your all to me, I’ll give my all to you
You’re my end and my beginning
Even when I lose, I’m winning
Cause I give you all of me
And you give me all, all of you

Cards on the table
We’re both showing hearts
Risking it all though it’s hard

Cause all of me loves all of you
Love your curves and all your edges
All your perfect imperfections
Give your all to me
I’ll give my all to you
You’re my end and my beginning
Even when I lose, I’m winning
Cause I give you all of me
You give me all, all of you, oh
I give you all, all of me, yeah,
And you give me all, all of you, oh

(John Legend, All of meLove in the future, 2013)

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Risultati immagini per fabio concato 1984

Non so se voi conoscete il programma radiofonico Italian Graffiati che va in onda il sabato su Radio Capital dalle ore 6.00 alle ore 7.00 del mattino ed è condotto da Silvia Mobili e Riccardo Quadrano. In quell’ora vengono proposti alcuni brani italiani del passato, famosi e alcuni sconosciuti a molti (me compreso) e selezionati dal fratello di Giorgio Prezioso, Andrea. Insomma, un ritorno al passato con tante storie e curiosità. Ascoltando questo programma sono venuto a conoscenza di Guido piano di Fabio Concato contenuto nell’album omonimo del 1984. A giudizio dei conduttori di Italian Graffiati questo è il disco migliore del cantante, che contiene brani famosi come Fiore di maggioSexy tango o Rosalina. La curiosità mi ha spinto all’ascolto dell’album sul portale Spotify e mi ha fatto scoprire anche Computerino, in cui Fabio Concato previde con largo anticipo il mondo odierno continuamente connesso alla Rete con i suoi vantaggi e svantaggi e soprattutto gli effetti collaterali sulla società. Ed era solo il 1984. Di seguito il testo.

 

Gioca, gioca bel bambino
che il tuo babbo ti ha comprato un computerino
e qui dentro quel che serve puoi trovare
schiaccia un tasto
se vuoi vedere il mare

Ai miei tempi
c’era scuola
libri, gomme e matite colorate
la cartella che pesava sulla schiena
le ricordo
le mamme disperate

Ma tu,
puoi non uscire
e il tuo maestro lo puoi vedere in uno schermo
lo puoi chiamare
ci puoi parlare
e se sei stanco con quel tasto lo puoi fermare

Ma che bello
che futuro
non avrete più bisogno di nessuno
e potrete fare a meno di pensare
ma ci pensi
che gioia non parlare

Ma tu,
puoi non uscire
e il tuo maestro
lo puoi vedere in uno schermo
lo puoi chiamare
ci puoi parlare
e se sei stanco con quel tasto lo puoi fermare

(Fabio Concato, ComputerinoFabio Concato, 1984)

Per info:

https://www.fabioconcato.it

https://www.capital.it/programmi/italian-graffiati

Risultati immagini per giorgio conte sconfinando

Questa volta lascio che sia il testo di Stringimi forte a presentare Sconfinando ovvero il nuovo splendido lavoro di Giorgio Conte (un’antologia di suoi successi e inediti in versione orchestrale) e con la copertina a cura di Ugo Nespolo.

Stringimi forte, abbracciami
prima che si alzi il vento
Stringimi forte e abbracciami
prima che scada il tempo
Tienimi stretto ancora
Alla faccia di questo tempo
che ci vuole portare via
e che si insegue con il suo cucù

Stringimi forte, abbracciami
Stringimi un po’ di più
Stringimi forte, abbracciami
prima che si alzi il vento
Stringimi forte e abbracciami
prima che scada il tempo
Tienimi stretto ancora
Si sta fermando il tempo
Ci lascia qualche attimo
forse qualcosa in più

Stringimi forte, abbracciami
Stringimi un po’ di più
Stringimi forte, abbracciami
prima che si alzi il vento
Stringimi forte e abbracciami
prima che scada il tempo
Tienimi stretto ancora
Si sta placando il vento
sì, però, però che spavento
ci siamo presi noi

Stringimi forte, abbracciami
Stringimi un po’ di più
Stringimi forte, abbracciami
prima che si alzi il vento
Stringimi forte e abbracciami
prima che scada il tempo
Tienimi stretto ancora
Si sta placando il vento
sì, però, però che spavento
ci siamo presi noi
Stringimi forte, abbracciami
Stringimi più che puoi

(Giorgio Conte, Stringimi forteSconfinando, 2017)

Info: http://www.giorgioconte.com/

 

Ehi, ho bisogno almeno di un motivo che mi faccia stare bene
Sono stufo dei drammi in tele, delle lamentele, delle star in depre
Del nero lutto di chi non ha niente a parte avere tutto
Delle sere chiuso per la serie culto, della serie
Chiudo e siamo assieme punto
Soffiano venti caldi
Siamo rimasti in venti calmi
E sono tempi pazzi
Fricchettoni con i piedi scalzi che diventano ferventi Nazi
Fanno i G8 nei bar, col biscotto e il Cherry Muffin
Sono esilaranti nel ruolo di piedipiatti Eddie Murphy
Scusa non dormo, sulla mia Glock 17
Sognando corpi che avvolgo come uno stock di cassette
Ora che mi fido di te come di chi fa autostop in manette
Scelgo un coro come Mariele Ventre che mi faccia star bene
Sempre!
Con le mani sporche, con le macchie nere
Vola sulle scope come fan le streghe
Devi fare ciò che ti fa stare
Devi fare ciò che ti fa stare bene
Soffia nelle bolle con le guance piene
E disegna smorfie sulle facce serie
Devi fare ciò che ti fa stare
Devi fare ciò che ti fa stare bene
Ehi, ho bisogno almeno di un motivo che mi tiri su il morale
Prima che la rabbia mi strozzi mentre premo sul collare
Pare che il brutto male nasca spontaneo da un conflitto irrisolto
Vadano a dirlo a chi ha raccolto l’uranio dal conflitto in Kosovo
Chi se ne sbatte di diete famose, di strisce nel cielo e di banche
Non vedo più ombre se accendo il mio cero al debunker
Non faccio come il tuo capo coperto di bende come Tutankhamon
Non vivo la crisi di mezza età dove dimezza va tutto attaccato
Voglio essere superato come una Bianchina dalla super auto
Come la cantina dal tuo super attico
Come la mia rima quando fugge l’attimo
Sono tutti in gara e rallento
Fino a stare fuori dal tempo
Superare il concetto stesso di superamento mi fa stare bene
Con le mani sporche, fai le macchie nere
Vola sulle scope come fan le streghe
Devi fare ciò che ti fa stare
Devi fare ciò che ti fa stare bene
Soffia nelle bolle con le guance piene
E disegna smorfie sulle facce serie
Devi fare ciò che ti fa stare
Devi fare ciò che ti fa stare bene
Vuoi stare bene? Stare bene
Vuoi stare bene? Stare bene
Vuoi stare bene? Stare bene
Vuoi stare bene? Stare bene
Risparmiare metà della fatica?
Cancellare metà della rubrica?
Respirare soltanto aria pulita?
Camminare verso la via d’uscita?
Mi farà stare bene!
Devi fare ciò che ti fa stare bene
Devi fare ciò che ti fa stare, ciò che ti fa stare
Ciò che ti fa stare bene
Mi farà stare bene
Canto di draghi, di saldi, di fughe più che di cliché
(Mi farà stare bene)
Snobbo le firme perché faccio musica non defilè
(Mi farà stare bene)
Sono l’evaso dal ruolo ingabbiato di artista engagé
(Mi farà stare bene)
Questa canzone è un po’ troppo da radio sticazzi finchè
(Mi farà stare bene)

(Caparezza, Ti fa stare benePrisoner 709, 2017)

Un video “semplice”, un testo profondo e un po’ di Torino.

Hanno vinto le corsie preferenziali
hanno vinto le metropolitane
hanno vinto le rotonde e i ponti a quadrifoglio
alle uscite autostradali
hanno vinto i parcheggi in doppia fila
quelli multi-piano, vicino agli aeroporti
le tangenziali alle 8 di mattina e i centri commerciali
nel fine settimana
hanno vinto le corporazioni infiltrate nei consigli comunali
i loschi affari dei palazzinari
gli alveari umani e le case popolari
e i bed & breakfast affittati agli studenti americani
hanno vinto i superattici a 3.000 euro al mese
le puttane lungo i viali, sulle strade consolari
hanno vinto i pendolari
ma ha perso la città, ha perso un sogno
abbiamo perso il fiato per parlarci
ha perso la città, ha perso la comunità
abbiamo perso la voglia di aiutarci.

Hanno vinto le catene dei negozi
le insegne luminose sui tetti dei palazzi
le luci lampeggianti dei semafori di notte
i bar che aprono alle 7
hanno vinto i ristoranti giapponesi
che poi sono cinesi anche se il cibo è giapponese
i locali modaioli, frequentati solamente, da bellezze tutte uguali
le montagne d’immondizia, gli orizzonti verticali
le giornate a targhe alterne e le polveri sottili
hanno vinto le filiali delle banche, hanno perso i calzolai
e ha perso la città, ha perso un sogno
abbiamo perso il fiato per parlarci
ha perso la città, ha perso la comunità
abbiamo perso la voglia di aiutarci.

(Niccolò Fabi, Ha perso la città, Una somma di piccole cose, 2016)


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