Il Blog di Luca C.

Posts Tagged ‘Jovanotti

L’alba

Posted on: 10 marzo 2016

Non si può tornare indietro, non si può tornare indietro nemmeno di un minuto.

E’ la regola di questo gioco: puoi tentare di salire di livello o restare dove sei come carne da macello nelle mani del tecnocrate di turno.

Non si può tornare indietro, le strade sono piene di detriti, macerie di un passato che un giorno era stato un futuro entusiasmante.

Quante cose non ci siamo detti per paura di non essere capiti: troppe volte non ci siamo rivelati per paura di venire giudicati attraverso tribunati improvvisati che condannano già prima di sapere.

C’è ancora un margine per cominciare a vivere, con gli sguardi che si incrociano a metà nello spazio della dignità.

L’alba è già qua, per quanto sia normale vederla ritornare mi illumina di novità, mi dà una possibilità.

La scarpetta di cristallo che hai perduto una notte nella corsa: puoi attendere qualcuno che ti cerchi o proseguire scalza.

Nella luna che si accende di riflesso c’è una parte che rimane sempre scura: c’è chi dice che è la parte dove è adesso e per sempre si rivela la natura.

Si sta come l’autunno, sugli alberi le foglie e il naufragar m’è dolce in questo mare.

Felice chi è diverso essendo egli diverso, ma guai a chi è diverso essendo egli comune.

Poesie scritte sui muri dei bagni degli Autogrill, le sinfonie nelle pubblicità, le barche che da Tripoli puntano a Lampedusa e quelle che da Genova puntavano all’America: al centro di un passaggio della grande mutazione c’è un pezzo che si stacca dalla costa e va in esplorazione di terre emerse dove piantare un nuovo rituale.

L’alba è già qua, per quanto sia normale vederla ritornare mi illumina di novità, mi dà una possibilità.

Non si può tornare indietro, non si può tornare indietro nemmeno di un minuto, ma c’è ancora un margine per cominciare a vivere con gli sguardi che si incrociano a metà nello spazio della libertà.

L’alba è già qua, l’alba è già qua, mi dà una possibilità, mi illumina di novità.

L’alba è già qua, l’alba è già qua, mi dà una possibilità, mi dà una possibilità.

(Jovanotti, L’alba, Lorenzo 2015 CC., 2015)

(Jovanotti, La bella vita, Ora in tour, DVD, 2011)

E non dimenticatevi che la vita è piena zeppa di prime volte. Ogni giorno ha dentro di sé una prima volta e guardandovi negli occhi stasera mi viene in mente una cosa da dirvi rispetto all’aria che tira, rispetto a quello che dicono: io credo, ho l’impressione, che possiamo farcela!

(Jovanotti, Lorenzo negli stadi Backup tour 2013, Milano 19 giugno 2013)

A causa di vari impegni, anche piacevoli come le vacanze, ho tralasciato momentaneamente il blog e quindi le pubblicazioni settimanali del martedì (non so se ci avete fatto caso) sono saltate. Nel frattempo ho letto un libro interessante che vorrei consigliare a tutti perché trasmette molto ottimismo e fiducia per il futuro. Il libro è scritto dai due ragazzi che hanno fondato la famosa gelateria Grom, ossia Federico Grom e Guido Martinetti. Non importa se non vi piace il gelato di Grom, oppure se non vi piace il gelato e basta o ancora se siete intolleranti al latte o agli altri ingredienti che compongono il gelato. In questo libro non si parla di gelato anche se il vero protagonista è lui, ma si parla di riuscire a seguire i propri sogni e realizzare le proprie aspirazioni nonostante le mille difficoltà che ci possono far cadere ogni giorno. Anche se è difficile farlo, soprattutto in tempi di crisi, bisogna guardare il bicchiere mezzo pieno. Non sono solo parole buttate al vento, Guardate cosa sono riusciti a fare i due soci di Grom che sono partiti letteralmente da zero. Beh, diciamo che un po’ di conoscenze ci vogliono, ma non mi riferisco alle raccomandazioni bensì ad avere un minimo di cultura. Eh sì, uno aveva studiato economia aziendale e l’altro enologia. Con gioia e con molte fatiche i due ragazzi sono riusciti ad inseguire e realizzare i propri sogni e sono andati anche oltre. Infatti le gelaterie Grom non sono presenti solo a Torino o solo in Italia, ma in tutto il mondo compresa Santa Monica in California. Questo libro vuole essere un incoraggiamento a tutti noi che magari stiamo attraversando un grave momento di crisi e ci sentiamo in ginocchio senza riuscire a vedere un futuro sereno. A volte basta un’idea piccola per realizzare un grande sogno. Forse potrebbe essere un’utopia, ma se ce l’hanno fatto loro perché non dovremmo farcela anche noi? Magari non riusciremo a creare nulla di buono in breve tempo. Ci vuole molta tenacia, volontà, resistenza e un fortissimo desiderio di realizzare i propri sogni. Per concludere, prima di indicarvi i vari link per le informazioni, vi lascio tre aforismi, se così si possono chiamare; il primo che mi viene in mente è sempre quello di Edoardo Bennato che durante un suo concerto disse:

Sono convinto veramente che se uno ha un obiettivo, se uno ha un sogno o una cosa la desidera veramente, prima o poi riesce a trasformare un sogno in realtà. A volte chi fa dei sogni viene considerato pazzo, però secondo me è meglio correre il rischio di essere considerati pazzi che smettere di sognare.

Il secondo, più recente, è quello che Jovanotti disse introducendo un suo brano:

Tutti ce la possiamo fare.

Il terzo è quello che mi ripete sempre mio padre, semplice, diretto, saggio ma vero:

Se vuoi vai, se non vuoi manda.

Per info:

http://www.grom.it/ita/home.php

http://www.gromlibro.it/

http://bompiani.rcslibri.corriere.it/libro/6996_grom_storia_di_un_amicizia_qua_grom_martinetti.html

E con ciò auguro un buon ferragosto a tutti!

Finalmente il 16 luglio ho aperto uno dei regali di Natale più attesi: il concerto di Jovanotti allo Stadio Olimpico di Torino. Per fortuna il tempo è stato clemente, sia quello meteorologico, sia quello lavorativo. Infatti nel tardo pomeriggio un forte temporale si è abbattuto sulla città e il cielo si è aperto subito dopo, mentre gli orari lavorativi mi hanno permesso di partecipare all’evento. Se avessi lavorato nel pomeriggio molto probabilmente avrei perso molto oppure non sarei potuto andare. Tralascio ogni commento. Invece alle 19.30 eravamo già seduti in curva Maratona di fronte al palco. Anche se lontani si vedeva abbastanza bene. I miei nuovi occhiali progressivi ai quali mi sto abituando solo ora mi fanno vedere in full HD, eppure sono più deboli di quelli vecchi che sono riuscito a spezzare. Secondo me può essere anche vero che le tribune laterali sono più vicine al palco, ma sono comunque lontane e per pagare anche 20 euro in più non ne vale la pena. Sicuramente per chi è stato in curva il secondo anello è stato il migliore. Inoltre i diffusori acustici sono sempre diretti verso la curva, quindi chi è stato sulle tribune avrà sentito bene? Non lo so, comunque abbiamo atteso ansiosi un’ora e mezza l’inizio del concerto, durante la quale si sono esibiti i Tre allegri ragazzi morti e un dj napoletano. Non posso scrivere nulla di queste esibizioni perché non le ho ascoltate attentamente. Noi aspettavamo il Jova. E finalmente eccolo lui e la sua band che aprono il concerto allo stadio con Ciao mamma (“che bello è quando lo stadio è pieno!”) e altri grandi successi del primo Jovanotti (MixGimme five, …) per poi passare a La mia moto, ma la festa vera è cominciata quando la luce del giorno è calata, i fari dello stadio si sono spenti per dare spazio a luci e a laser coloratissimi. Una raffica di brani uno dopo l’altro con qualche breve commento; il più lungo forse è quello dei puntini per introdurre Gente della notte. Il brano che invece ha fatto tremare lo stadio è stato Ti porto via con me  di cui la versione strumentale (“in questa notte fantastica…”) ha fatto da chiusura ufficiale del concerto con il saluto di Lorenzo e la band. Un unico bis è stato concesso ovvero Penso positivo in una versione aggiornata più dance. Una volta lasciato il palco i titoli di coda (con tutti i nomi di chi ha lavorato per la realizzazione del concerto) sono stati accompagnati dal nuovo singolo Estate nonostante sugli spalti il pubblico intonasse ancora le note di Ti porto via con me. A questo punto ci siamo alzati anche noi e una volta fuori dalle gradinate ci siamo regalati le calamite da frigo e una maglietta con l’immagine del primo Jovanotti (Go Jovanotti Go!). Prima di uscire veramente dallo stadio abbiamo cercato invano le nostre pastiglie Leone in scatolina metallica che gli addetti alla sicurezza ci hanno fatto lasciare dietro un blocco di cemento. Ovviamente non c’erano più. Peccato, non per le caramelle, ma per la lattina perché era una delle nostre bomboniere personalizzate per il nostro matrimonio. L’errore è stato nostro perché non siamo frequentatori degli stadi, anzi era la prima volta in uno stadio: abbiamo evitato di portare gli ombrelli, ma non abbiamo fatto i conti con una piccolissima lattina che in confronto alle bottiglie di vetro di birra vendute all’interno dello stadio sarebbe stata totalmente innocua. Speriamo che l’addetto alla sicurezza le abbia regalate a Lorenzo. Comunque siamo stati contenti di avere partecipato al Backup Tour. Carico di energia positiva e un po’ assonnato mi sono addormentato con in testa una frase di uno dei monologhi di Jovanotti: “tutti ce la possiamo fare!” (ché in questo periodo di un incoraggiamento ne abbiamo veramente bisogno).


Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Segui assieme ad altri 159 follower

Archivi

Categorie

Il blog di Luca C. è stato visitato

  • 64,427 volte
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: