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Festivalbar Summer 2019 Compilation - CoverFestivalbar Summer 2019 Compilation - Tracklist

Come avrete ben intuito questa è il mio nuovo mix dance per l’estate 2019 postato su mixcloud.com il 23 giugno (vedi anche la pagina My DJ Set in questo blog). Questa volta vorrei spendere qualche parolina su Festivalbar Summer 2019 Compilation perché ha avuto un seguito che mai mi sarei aspettato. Non so spiegarmi il motivo: sarà stata la copertina ovvero una foto “polarizzata” raffigurante la ruota panoramica di Saint-Raphael in Francia scattata la scorsa estate, sarà stato il tag “house” che ho usato per la prima volta o sarà stata una selezione musicale più house rispetto ai precedenti mix? Fatto sta che nel giro di pochi giorni il mio profilo Mixcloud conta ben 25 seguaci dalle parti più disparate del mondo: oltre all’Italia ci sono Russia, Ucraina, Giappone, Spagna, Olanda, Irlanda del nord, Ungheria, Austria, Egitto e Uganda. Non che ci guadagni qualcosa, ma fa comunque piacere! Mi rendo conto che gli altri utenti sono più professionali rispetto a me sia per attrezzatura, per bravura, per qualità sonora e selezioni musicali più “internazionali” e alla moda. Non mi sorprenderei se qualcuno facesse il DJ di professione anche in qualche radio. Colgo l’occasione per chiedere a chi è più esperto di me come si fa a tenere il volume dei brani il più possibile uguale perché ho spesso delle difficoltà. Ritornando a Festivalbar Summer 2019 Compilation il titolo richiama la hit Festivalbar di Majuri e contiene vari successi dance di questa estate tra cui Jovanotti, LP, Madonna, le coreane Blackpink, Purple Disco Machine, il compianto Avicii e, appunto, le tracce più house come quelle di Camelphat, Fisher, Gaullin e Adelphi Music Factory. Vi ho incuriosito abbastanza?

Festivalbar Summer 2019 Compilation

 

Per rinfrescare la vostra estate!

 

Can You feel It?

 

in streaming su Mixcloud e Spotify*

 

*tracce non mixate

L’alba

Posted on: 10 marzo 2016

Non si può tornare indietro, non si può tornare indietro nemmeno di un minuto.

E’ la regola di questo gioco: puoi tentare di salire di livello o restare dove sei come carne da macello nelle mani del tecnocrate di turno.

Non si può tornare indietro, le strade sono piene di detriti, macerie di un passato che un giorno era stato un futuro entusiasmante.

Quante cose non ci siamo detti per paura di non essere capiti: troppe volte non ci siamo rivelati per paura di venire giudicati attraverso tribunati improvvisati che condannano già prima di sapere.

C’è ancora un margine per cominciare a vivere, con gli sguardi che si incrociano a metà nello spazio della dignità.

L’alba è già qua, per quanto sia normale vederla ritornare mi illumina di novità, mi dà una possibilità.

La scarpetta di cristallo che hai perduto una notte nella corsa: puoi attendere qualcuno che ti cerchi o proseguire scalza.

Nella luna che si accende di riflesso c’è una parte che rimane sempre scura: c’è chi dice che è la parte dove è adesso e per sempre si rivela la natura.

Si sta come l’autunno, sugli alberi le foglie e il naufragar m’è dolce in questo mare.

Felice chi è diverso essendo egli diverso, ma guai a chi è diverso essendo egli comune.

Poesie scritte sui muri dei bagni degli Autogrill, le sinfonie nelle pubblicità, le barche che da Tripoli puntano a Lampedusa e quelle che da Genova puntavano all’America: al centro di un passaggio della grande mutazione c’è un pezzo che si stacca dalla costa e va in esplorazione di terre emerse dove piantare un nuovo rituale.

L’alba è già qua, per quanto sia normale vederla ritornare mi illumina di novità, mi dà una possibilità.

Non si può tornare indietro, non si può tornare indietro nemmeno di un minuto, ma c’è ancora un margine per cominciare a vivere con gli sguardi che si incrociano a metà nello spazio della libertà.

L’alba è già qua, l’alba è già qua, mi dà una possibilità, mi illumina di novità.

L’alba è già qua, l’alba è già qua, mi dà una possibilità, mi dà una possibilità.

(Jovanotti, L’alba, Lorenzo 2015 CC., 2015)

E non dimenticatevi che la vita è piena zeppa di prime volte. Ogni giorno ha dentro di sé una prima volta e guardandovi negli occhi stasera mi viene in mente una cosa da dirvi rispetto all’aria che tira, rispetto a quello che dicono: io credo, ho l’impressione, che possiamo farcela!

(Jovanotti, Lorenzo negli stadi Backup tour 2013, Milano 19 giugno 2013)

A causa di vari impegni, anche piacevoli come le vacanze, ho tralasciato momentaneamente il blog e quindi le pubblicazioni settimanali del martedì (non so se ci avete fatto caso) sono saltate. Nel frattempo ho letto un libro interessante che vorrei consigliare a tutti perché trasmette molto ottimismo e fiducia per il futuro. Il libro è scritto dai due ragazzi che hanno fondato la famosa gelateria Grom, ossia Federico Grom e Guido Martinetti. Non importa se non vi piace il gelato di Grom, oppure se non vi piace il gelato e basta o ancora se siete intolleranti al latte o agli altri ingredienti che compongono il gelato. In questo libro non si parla di gelato anche se il vero protagonista è lui, ma si parla di riuscire a seguire i propri sogni e realizzare le proprie aspirazioni nonostante le mille difficoltà che ci possono far cadere ogni giorno. Anche se è difficile farlo, soprattutto in tempi di crisi, bisogna guardare il bicchiere mezzo pieno. Non sono solo parole buttate al vento, Guardate cosa sono riusciti a fare i due soci di Grom che sono partiti letteralmente da zero. Beh, diciamo che un po’ di conoscenze ci vogliono, ma non mi riferisco alle raccomandazioni bensì ad avere un minimo di cultura. Eh sì, uno aveva studiato economia aziendale e l’altro enologia. Con gioia e con molte fatiche i due ragazzi sono riusciti ad inseguire e realizzare i propri sogni e sono andati anche oltre. Infatti le gelaterie Grom non sono presenti solo a Torino o solo in Italia, ma in tutto il mondo compresa Santa Monica in California. Questo libro vuole essere un incoraggiamento a tutti noi che magari stiamo attraversando un grave momento di crisi e ci sentiamo in ginocchio senza riuscire a vedere un futuro sereno. A volte basta un’idea piccola per realizzare un grande sogno. Forse potrebbe essere un’utopia, ma se ce l’hanno fatto loro perché non dovremmo farcela anche noi? Magari non riusciremo a creare nulla di buono in breve tempo. Ci vuole molta tenacia, volontà, resistenza e un fortissimo desiderio di realizzare i propri sogni. Per concludere, prima di indicarvi i vari link per le informazioni, vi lascio tre aforismi, se così si possono chiamare; il primo che mi viene in mente è sempre quello di Edoardo Bennato che durante un suo concerto disse:

Sono convinto veramente che se uno ha un obiettivo, se uno ha un sogno o una cosa la desidera veramente, prima o poi riesce a trasformare un sogno in realtà. A volte chi fa dei sogni viene considerato pazzo, però secondo me è meglio correre il rischio di essere considerati pazzi che smettere di sognare.

Il secondo, più recente, è quello che Jovanotti disse introducendo un suo brano:

Tutti ce la possiamo fare.

Il terzo è quello che mi ripete sempre mio padre, semplice, diretto, saggio ma vero:

Se vuoi vai, se non vuoi manda.

Per info:

http://www.grom.it/ita/home.php

http://www.gromlibro.it/

http://bompiani.rcslibri.corriere.it/libro/6996_grom_storia_di_un_amicizia_qua_grom_martinetti.html

E con ciò auguro un buon ferragosto a tutti!


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