Il Blog di Luca C.

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Dopo tre anni dalla messa in onda siamo riusciti, tra le varie serie TV caricate sul nostro hard-disc multimediale in attesa di essere guardate, a dedicarci a Vinyl. Suddetta opera televisiva è stata prodotta da Mick Jagger dei Rolling Stones e Martin Scorsese (e ovviamente altri che non conosco) per l’emittente televisiva HBO. La serie TV è divisa in 10 puntate (la puntata pilota dura due ore, mentre le altre un’ora) e racconta la storia di Richie Finestra fondatore e proprietario dell’etichetta discografica American Century. Le vicende si svolgono nella New York degli anni ’70 del secolo scorso. Finestra sta per vendere la sua casa discografica in fallimento alla tedesca Polygram, ma assistendo ad un concerto proto-punk (il leader della band The Nasty Bits è interpretato dal figlio di Jagger) decide di portare rinnovamento alla sua creatura cercando di scoprire nuovi talenti,  suoni e stili musicali (tra cui un accenno sulla disco music e sull’emergente mondo dei DJ). L’idea, anche se rischiosa, è buona e coinvolgerà i suoi soci e dipendenti, ma Richie con la cattiva abitudine di sniffare cocaina a volontà non fa altro che peggiorare la situazione. Sotto gli effetti dell’alcol e della droga viene coinvolto in un omicidio, è incapace di gestire somme ingenti di denaro ed infine affida i suoi affari al boss mafioso Galasso. A causa della sua dipendenza e delle sue continue crisi viene anche abbandonato dalla moglie. Nonostante ciò Richie va avanti perché capisce che può ancora salvare la casa discografica, l’amore, la famiglia, i soci e i dipendenti e sé stesso. Per far ciò deciderà di smettere di sniffare cocaina e di patteggiare con l’F.B.I. la sua colpevolezza nell’omicidio aiutando gli investigatori ad incastrare Galasso. Insomma, una bella situazione di merda!

Non sapremo mai come andrà a finire la vicenda perché a causa dei bassi ascolti la produzione ha deciso di sospendere le riprese e cancellare la serie TV (vi prego, andate avanti con la stagione 2!). Probabilmente le atmosfere cupe, le situazioni a volte molto morbose e violente e, soprattutto, la confusione temporale della puntata pilota avranno allontanato il pubblico. Verosimilmente Richie Finestra non è il classico protagonista eroe in cui le persone di oggi vogliono identificarsi per cui penso che sia anche questo uno dei motivi del flop, ma ritengo che Vinyl sia comunque una bella serie televisiva dedicata ai nostalgici degli anni’70, a chi ama la buona musica rock, funk, blues (e anche un po’ disco), a chi ama e usa ancora i riproduttori analogici e gli impianti hi-fi (ehm… senza vergogna anche io), a chi preferisce persone che sappiano suonare ancora uno strumento al posto di un computer, a chi vuole capire come funzionano (funzionavano) le case discografiche, a chi vuole conoscere come viveva una parte della società americana degli anni ’70 ovvero sex, drug and rock’n’roll.

Consiglio di vedere la serie TV in lingua originale sottotitolata in italiano. Infine, oserei dire che in Vinyl ci sono ottimi attori (soprattutto quelli che impersonano cantanti e band realmente esistiti e ha un’ottima colonna sonora, con ottimi brani degli anni ’70, ma  tra i quali spicca anche il più recente e danzereccio Kill the lights di Alex Newell con Nile Rodgers. La colonna sonora è contenuta in ben due cd: Vinyl – Musics fron the HBO Original Serie Vol.1Vinyl (the Essential) – Best of Season 1.

 

Continua l’aggiornamento con l’upload dei miei DJ set dell’estate 2016.

Finalmente le mie compilation dance sono disponibili* per tutti su

https://mixcloud.com

DJ set – Estate 2016

Summer 2016 Compilation – Part 1 Summer 2016 Compilation - Folder

Summer 2016 Compilation – Part 2 Summer 2016 Compilation Part - Folder

BUON ASCOLTO!

Nel rispetto dei diritti d’autore.

Ulteriori info su:

Risultati immagini per mixcloud logoascolta le compilation (brani mixati)
Risultati immagini per spotifyascolta le playlist (brani non mixati)
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Excuse Me

Con un po’ di ritardo scrivo del vincitore dell’Eurovision Song Contest 2017 ovvero Salvador Sobral che ha presentato la canzone Amar Pelos Dois. Ho ascoltato quasi tutte le canzoni in concorso su Youtube sul canale ufficiale. Ovviamente sempre spettacolari le scenografie, ma così non si può dire dei brani proposti a Kiev: parlo sempre da semplice ascoltatore e non da critico musicale. Amar Pelos Dois è l’unica canzone che si è veramente distinta tra tutte per il testo, per la musica molto dolce e l’ottima interpretazione. Questo ha fatto sì che mi incuriosissi ulteriormente e allora ho ascoltato l’intero disco di Salvador Sobral Excuse me uscito nel 2016 e ne sono rimasto piacevolmente colpito: un mix di jazz con un accenno al fado (jazz contemporaneo, classico, afro-cubano e swing, secondo il sito Discogs) suonato egregiamente senza l’ausilio della sempre più invadente elettronica, senza volumi normalizzati, ma con sonorità dinamiche. Solo voce, contrabbasso, pianoforte, batteria (con l’aggiunta di tromba, chitarra e ukulele) come nei migliori jazz quartet. Le dodici canzoni presenti nel disco sono cantate sia inglese che in portoghese, ma purtroppo manca la stupenda Amar Pelos Dois. Non ci sono ulteriori notizie di una riedizione del 2017. Consiglio vivamente l’ascolto di Excuse me di Salvador Sobral: poche tracce, ma ottime e appena 50 minuti di carezze alle orecchie. Un vero tesoro prezioso in questo oceano di omologazione musicale elettronica e sempre più spesso sempliciotta. Almeno per me.

Per info

https://www.facebook.com/salvadorsobralmusic/

Spotify

… per iniziare con il sorriso e un po’ di fiducia il 2017.

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Ho sempre avuto e non so perché – non ne avevo ragione, in verità – una fiducia incrollabile nella mia riuscita. Anche quando a Milano dormivo dentro i portoni, nella case in costruzione, alla stazione, per strada, che con tutto il rispetto, i centri d’accoglienza per migranti di oggi sono alberghi in confronto… mi dicevo, dura poco, è momentaneo. Un giorno sarò ricco e famoso e firmerò gli autografi. Tutto si aggiusta. E’ un buon modo di affrontare la vita. Lo consiglio anche a chi non volesse sfondare nel mondo del cinema o della tv: ma se avete un obiettivo siate caparbi, siate affamati. Siate lungimiranti, seguite il profumo del futuro, non la scia di formaggio del passato, che quella non nutre. Così convinsi la mia sposa novella a sorridere e baciarmi.

(Lino Banfi, Ho(t)tanta voglia di raccontarvi… la mia mia vita e altre stronzéte, Mondadori, 2016)

oroscopo

Come di consueto a fine anno scrivo il resoconto di quello che è realmente successo facendo il paragone con le previsioni astrologiche di Paolo Fox sul mio segno per il 2016.

AMORE: dal 2015 non ci sono stati grandi cambiamenti anche se l’umore non è sempre stato dei migliori. La mancanza di lavoro e la sfiducia verso il futuro influiscono non poco sulla sfera affettiva. E non solo verso la propria compagna, ma anche verso il prossimo in generale compresi amici e parenti. Di sicuro la svolta lavorativa di inizio anno fatta di molti propositi e poi la mancata realizzazione di qualcosa di concreto hanno contribuito a vivere in fasi alte e basse. Di vacanze neanche l’ombra, ma un piccolo e breve viaggio a fine marzo a Perugia ce lo siamo sicuramente gustati.

LAVORO: è stato molto importante darsi da fare per tutto l’anno, ma di occasioni neanche l’ombra. Anzi sì, mi sembra di averne persa una a giugno e ancora oggi non me la perdono. Un lavoro di call center in-bound per assistenza clienti per prodotti bancari a tempo indeterminato, da lunedì a sabato mattina, con turni ma solo a 20 ore a settimana. Domeniche e festivi a casa. Purtroppo la quantità di ore lavorative e l’incapacità di ragionamento e decisione rapidi mi hanno fregato. E pensare che mi avevano chiamato dal C.P.I., quasi un miracolo! Tutte le altre offerte… Solo fuffa! A ottobre un altro lavoretto che mi ha causato più perdite che guadagni.

FORTUNA: quest’anno è stato dedicato molto tempo alla ricerca di un nuovo lavoro. A gennaio la speranza di avere un anno intero per trovarne uno più decente di quello che avevo. Come ho scritto sopra, forse ho perso un’opportunità importante pe rimettermi in gioco. Ho quasi la sensazione che a partire dal prossimo anno la fortuna si esaurisca sotto forma di termine della mobilità ed ingresso nel favoloso mondo della disoccupazione senza più ammortizzatori sociali. Altro che fiducia! La rabbia e la sfiducia sono alle stelle (per rimanere in tema astrologico).

Devo proprio rispondere alla domanda nel titolo: per me il 2017 sarà un anno difficilissimo, più brutto e faticoso del 2016 e che metterà a dura prova i nervi. A questo punto come non augurarvi un felicissimo 20XVII? Tocchiamo ferro, legno, corni, peperoncini lunghi e gioielli di famiglia, anzi prima i gioielli di famiglia e dopo i peperoncini perché sono piccanti. Evitiamo di farci ancora male, và…


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