Il Blog di Luca C.

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GITE IN MONTAGNA E RIFUGI PROVATI PER VOI

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Rifugio Amprimo

Finalmente è arrivata l’estate! Approfittando di uno dei pochi giorni in cui coincidono le pause lavorative abbiamo deciso di prendere un po’ di fresco in montagna. Siccome siamo poco allenati abbiamo optato per una gita semplice e ci siamo recati in Val di Susa, più precisamente al Rifugio Amprimo. Si tratta di un percorso adatto a tutti e immerso nel bosco, un modo per difendersi dalla calura della città. Per raggiungere il sentiero, bisogna arrivare con l’auto a San Giorio e seguire le indicazioni per Città. Da qui troverete le indicazioni per località Cortavetto e per i rifugi Amprimo e Toesca. Quest’ultimo si trova a circa un’ora di cammino dal primo rifugio. Lasciata l’auto sulla strada sterrata proseguite per il bar Paradiso delle rane e seguite le indicazioni per i rifugi sopracitati. Come vi ho detto il percorso è immerso nel bosco, quindi è molto ombreggiato e fresco. Alcuni tratti sono un pochino ripidi, quindi è consigliabile calzare le pedule. Dopo circa 40 minuti tranquilli di cammino si apre una radura in cui è situato il Rifugio Amprimo. L’esteso spazio erboso permette varie attività ludiche, ma soprattutto sdraiarsi e riposarsi. A circa mezz’ora di strada dal Rifugio Amprimo c’è anche una baita in cui producono formaggi e burro, ma il meteo volgeva al brutto e non abbiamo potuto raggiungerla. Sarà per la prossima volta. Vi ricordo che al termine della strada sterrata in cui avete posteggiato l’auto c’è un bivio: lasciando alla vostra destra il ristoro Paradiso delle Rane potete imboccare il sentiero che vi porta al Rifugio G.E.A.T. Val Gravio. Si tratta di un percorso semplice di un’ora, immerso in un bosco di larici e poco faticoso. A cinque minuti dal Rifugio G.E.A.T. Val Gravio potete ammirare anche la rinfrescante cascata. Qui purtroppo non è presente un ampio spazio pianeggiante come  quello del Rifugio Amprimo, ma sicuramente è una meta assolutamente piacevole. Buona gita a tutti!

Per info:

https://www.rifugioamprimo.it/

https://www.caitorino.it/rifugi/toesca/

https://www.caitorino.it/rifugi/geat-val-gravio/

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Varie in breve

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OpenHouse Torino - Collegio Sacra Famiglia (03)
Complice il maltempo quest’anno ho partecipato anche io all’evento Open House Torino. E’ la prima volta che mi organizzo per visitare più luoghi nella stessa giornata. Inizialmente avevo optato per le strutture architettoniche moderne ovvero Bernini 2, Campus San Paolo e Casa Hollywood, ma avendo il tempo contato ho deciso di rimanere principalmente nel mio quartiere. Escludendo Casa Hollywood in quanto chiusa nel pomeriggio di domenica mi sono dedicato (armato di macchina fotografica) a:

  1. Bernini 2 – La villa e la torre: inizialmente nel 1906 fu costruita la villa del signor Talmone, sì proprio quello del cioccolato molto famoso a Torino. In seguito furono apportate modifiche soprattutto dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. L’abitazione fu ricostruita alla fine degli anni 50 e rimase così fino agli anni 2000 quando fu decisa una ristrutturazione “invasiva” che aggiungeva alla villa la “torre” che oggi vediamo e il tutto fu trasformato in un unico condominio. L’androne della torre è principalmente in vetro per una migliore illuminazione naturale. Elementi decorativi della villa del dopo guerra invece sono rimasti così com’erano. https://www.openhousetorino.it/edifici/bernini-2/

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  2. Scultura Fiori: è un negozio di fiori ricavato da una delle tante villette che venivano edificate a inizio ‘900 con tanto di serra nel cortile. La meraviglia di questa villa è costituita dai decori floreali disposti con cura in tutti gli spazi. https://www.openhousetorino.it/edifici/scultura-fiori/

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  3. Collegio Sacra Famiglia: praticamente di fronte a Scultura Fiori era inizialmente una villa in stile Tesoriera. Quando fu reso collegio fu aggiunta anche la scuola più moderna, ma lo stile architettonico diverso rende tutto disomogeneo e bruttino da vedere. La visita si concentra in particolar modo nella villa. Quello che più mi ha stupito è la presenza di una delle tre copie di un dipinto del Caravaggio di cui l’originale fu rubato e mai più ritrovato. Ora quel dipinto, anche se è un ottima copia, è tenuto sotto stretta sorveglianza proprio per sopperire alla mancanza dell’originale. Nel giardino antistante alla villa sono presenti alberi secolari. https://www.openhousetorino.it/edifici/collegio-sacra-famiglia/

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  4. Casa D: è un’appartamento privato all’interno di un bel condominio degli anni ’30, quindi niente foto. Il proprietario dell’alloggio ha ingaggiato un architetto per ristrutturare l’appartamento con elementi moderni, ma mantenendone alcuni originali e restaurati per ricordarne la memoria dei nonni. E’ stata sfruttata il più possibile l’illuminazione naturale eliminando una parete e creando una T che unisce ingresso, cucina e soggiorno: l’unico punto luce classico (un lampadario a soffitto) si trova nel punto di intersezione delle tre stanze sopracitate, mentre tutto il resto è illuminato da led nascosti alla vista. I mobili sono ricavati da armadi a muro che fanno un tutt’uno con le pareti. I mobili come li intendo io sono quelli della cucina e della zona TV. Le due camere da letto e il bagno sono rimasti dov’erano in origine, ovviamente ristrutturati anch’essi. Un bagno di servizio è stato ricavato dividendo la cucina di due sulla parte più lunga. Quello che stupisce è l’armoniosità tra i nuovi materiali architettonici e quelli vecchi che riescono a convivere grazie alle ottime capacità dell’architetto. https://www.openhousetorino.it/edifici/casa-d/

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Purtroppo il mio tempo a disposizione è terminato e non ho potuto raggiungere il Campus San Paolo di via Caraglio che è stato costruito dove inizialmente c’era una fabbrica Lancia (sempre che non mi sbagli) in cui durante la seconda guerra mondiale venivano parcheggiati i carri armati. In seguito l’area fu abbandonata e si cercò a fine anni ’90 di recuperarla creando all’interno un punto verde estivo invano. In ultimo vi ricordo che per accedere e visitare gli edifici bisogna registrarsi sul sito https://www.openhousetorino.it/registrazione/ e scaricare sul proprio telefonino (ma sarebbe anche meglio stampare) il codice QR.

Per info:

https://www.openhousetorino.it/

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L’interno dell’Emporium Infernalis

Per festeggiare i dieci anni dal nostro primo incontro avvenuto esattamente il 9 maggio 2009 abbiamo pensato di andare a cenare in un locale che da un po’ di tempo ci aveva incuriosito, ovvero l’Emporium Infernalis. Si tratta di una locanda in stile medioevale in cui vengono proposte il più fedelmente possibile le ricette di quel periodo storico. Entrati all’Emporium Infernalis sembra di fare un salto di secoli: ad accoglierci è l’oste, un uomo alto e robusto con barba e capelli lunghi, vestito con abiti medioevali e con tanto di spada e coltello. Le luci sono molto soffuse e, anche se elettriche, creano l’effetto luminoso delle candele, l’arredamento è completamente in legno massiccio e i tavoli sono disposti a ferro di cavallo (come in teoria doveva essere una taverna medioevale) per migliorarne la convivialità. La musica di sottofondo è tendenzialmente rock gotico, rock scandinavo o che so, ma immagino che la selezione prevede anche canti gregoriani e musiche tipiche del periodo. Ma veniamo alle portate: noi abbiamo ordinato due zuppe di farro con formaggio, menta, cipolla e limone veramente ottime, un piatto di straccetti di pollo con miele, vino, noci e uva passa e un piatto di straccetti di maialino con frutta secca. E’ possibile condire ulteriormente il cibo con varie spezie messe a disposizione sui tavoli. Come bevande vengono consigliati il sidro di mele o l’idromele che non bisogna confondere con il primo perché è, in sostanza, a base di miele e acqua. L’oste ricorda ai viandanti che si fermano nella locanda che per vivere un’esperienza unica si mangia con le mani aiutandosi con un coltello in quanto la forchetta non esisteva ancora. Per le zuppe ovviamente c’è il cucchiaio. Non ci sono nemmeno i tovaglioli: nel medioevo non si usavano, ma l’oste, come nelle migliori locande dell’epoca, ha messo a disposizione un catino riempito di acqua, lavanda e limone. Se proprio siete schizzinosi portatevi dei fazzoletti di carta o andate a lavarvi le mani in bagno. Beh, il bagno è moderno e a norma!: non immaginatevi solo una tinozza o, che so, un buco creato sulla terra battuta! La locanda è a disposizione di chi vuole semplicemente trascorrere una serata in compagnia giocando a giochi di ruolo sorseggiando una bevanda, ma la precedenza viene data a chi vuole mangiare. Forse i prezzi sono un pochino alti, ma posso dire con piacere che la nostra esperienza medioevale è stata ottima! Ve lo consiglio.

L’Emporium Infernalis si trova in via Calvo 3 a Torino, proprio all’uscita della stazione Nizza della Metro1.

Per info:

https://www.emporiuminfernalis.com

https://it-it.facebook.com/EmporiumInfernalis

 

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Architorti e Accademia dei folli

E’ trascorso poco più di un mese dall’ultimo post. Un mese di assenza a causa di varie novità molto importanti, ma ricomincio da oggi parlando della nostra partecipazione alla Festa della liberazione del 25 aprile. Rispetto agli anni scorsi ho ritenuto che fosse importante essere in qualche modo presenti perché avverto che i tempi non sono buoni e certi movimenti pericolosi del passato stanno ritornando in auge. Così abbiamo deciso di partecipare alla Festa del 25 aprile assistendo al concerto degli Architorti insieme al gruppo teatrale Accademia dei folli, che si è tenuto presso il Sacrario del Martinetto a Torino. Per chi non lo sapesse suddetto luogo era un poligono di tiro in seguito trasformato in un’area per le fucilazioni durante la seconda guerra mondiale. Lo spettacolo si intitola Stop! Musiche resistenti e vuole essere un omaggio a tutte le Resistenze nel mondo,  anche quelle più attuali. Come dicevo, mi sembra che pericolosi spettri, alimentati da ignoranza e malcontento diffusi, stiano  ritornando da un passato che pensavamo di avere lasciato alle spalle, ma a quanto pare così non è. Anche se è vero che una parte di partigiani commisero atti criminosi ingiustificabili anche dopo la guerra e che in seguito i movimenti di sinistra si “impossessarono” della Festa della liberazione bisogna sempre ricordarsi che oggi siamo liberi da un governo dittatoriale. La libertà è un bene prezioso e dobbiamo ricordarlo tutti quanti al di là del partito che seguiamo e votiamo. Per chi fosse interessato gli Architorti e l’Accademia dei folli sono tutt’ora in tourné con il loro spettacolo Stop! Musiche resistenti. La musica e la cultura sono armi potentissime!

Per info:

https://www.facebook.com/Architorti-147589338635035/

https://www.facebook.com/AccademiaDeiFolli

MU Bao

Posted on: 6 marzo 2019

Se avete visto al cinema Gli Incredibili 2 avrete assistito sicuramente alla proiezione del bellissimo cortometraggio che precedeva il film, ovvero Bao, la storia di una mamma che fa fatica a “lasciar andare” il figlio oramai cresciuto. Tutta la storia gira intorno ad una pietanza tipica cinese, il bao appunto.

Foto tratta dal blog http://www.monsubarachin.it

Il bao è un raviolone, o se volete un panino bianco, morbido, caldo, cotto al vapore, che al suo interno contiene solitamente verdure e carne di maiale ed è molto invitante. Io non l’avevo mai assaggiato fino a qualche settimana fa, quando passeggiando per il centro di Torino ci siamo imbattuti in un nuovo locale, il MU Bao in via Accademia delle scienze 2/e aperto da gennaio 2019. Il MU Bao è un chioschetto in cui abili mani esperte cucinano il bao da asporto. Ce ne sono di tutti i tipi: vegani e non, salati e dolci, a partire da €3,50 in su e si possono trovare anche i classici ravioli cinesi, i jiaozi. Ci hanno offerto anche un bicchiere di the cinese caldo in attesa dei nostri bao, uno dolce con ripieno di crema pasticcera e uno salato “tipico” con verdure, funghi e carne di maiale macinata. Devo dire che sono molto buoni e sono un’ottima alternativa al solito cibo d’asporto, soprattutto nella stagione fredda. Mu Bao è una novità a Torino assolutamente da provare!

Per info: https://www.facebook.com/MUbaotori


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