Il Blog di Luca C.

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Ogni tanto ritorna questa rubrica dedicata alle belle scoperte culturali in città. Pur vivendoci da quarantadue anni Torino ci riserva sempre delle sorprese anche in estrema periferia. Per chi non lo sapesse, al confine tra Torino e Settimo Torinese vi è l’Abbadia (Abbazia) di Stura una volta convento, ospedale e punto di sosta per i viandanti. In seguito fu lasciata al completo abbandono ed intorno ad essa sorsero fabbriche e aziende manifatturiere. Chiaramente non una zona per turisti, ma all’interno della zona industriale c’è una ditta famosa a Torino e nel mondo: si tratta dell’Aurora, specializzata in penne stilografiche (chi non si ricorda la mitica Auretta utilizzata alle elementari e alle medie?). Ovviamente oggi il mercato, le abitudini, la società sono cambiati e Aurora è ancora in piedi producendo principalmente penne stilografiche di “fascia alta” e per collezionisti. La cosa interessante è che all’interno della ditta è stato creato il museo Officina della Scrittura con un percorso multimediale ed emozionante tra storia e tecnologia (per gli amanti dei mattoncini LEGO® c’è anche un plastico dell’intera fabbrica). Ciò che più affascina è la possibilità di scoprire (con visita guidata) l’interno della fabbrica e i vari passaggi (perlopiù artigianali) che servono a far nascere le famose penne stilografiche ed, infine, potete provare a scrivere con alcune di esse. Non sottovalutate quest’ultima fase; non è così semplice scrivere la stilografica: ogni pennino permette uno stile di scrittura diverso, quindi serviranno una presa, un’inclinazione e una pressione differenti da penna a penna (provare per credere!). Vengono organizzati anche corsi di scrittura. Per rendere la visita ancor più gradevole all’interno della struttura vi è  anche un bar/ristorante/libreria, qualora vi venisse fame o voleste regalarvi una penna (anche personalizzata). Chissà che il Comune di Torino e i proprietari dell’ex convento non decidano di riqualificare l’area: sarebbe una bella opportunità eliminare il degrado intorno, creare posti di lavoro e portare un po’ di turismo anche in periferia.

Per info:

http://www.officinadellascrittura.it/

http://www.aurorapen.it/

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Vi accompagniamo noi è un video ideato e realizzato da Paolo Vinai e il mio amico ed ex-collega Flavio Sasso. Grazie alla collaborazione di alcuni volontari al turismo della città di Torino e, immagino, alle varie autorizzazioni, è stato possibile creare questo cortometraggio che ha l’intento di promuovere ciò che è possibile visitare ed ammirare nella nostra città iniziando dai musei frequentati dai viaggiatori di Costa Crociere ovvero partendo dalla Mole Antonelliana e il Museo del cinema, il Museo Egizio per poi spostarsi verso la periferia (Museo della Juventus) giungendo alla prima cintura (Reggia di Venaria Reale). In venti minuti di video Vi accompagniamo noi, con il suo montaggio ben fatto e un’ottima colonna sonora, raggiunge il suo scopo: promuovere la città metropolitana di Torino stimolando la curiosità di potenziali turisti e omaggiare tutti i volontari che ogni giorno aiutano a renderla accogliente e interessante. BRAVI!

Per info: https://www.youtube.com/channel/UCsbt4vEeOn0IsHLdM-8v-0w

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Con un bel po’ di ritardo vi presento il prototipo del mio progetto dedicato alla serie Architecture. Lo skyline di Torino si andrebbe ad aggiungere a quelli già esistenti ovvero Shanghai, Chicago, Sidney, Londra, New York, Berlino e Venezia. Come dicevo si tratta appunto di un prototipo: alcuni pezzi attualmente non sono in commercio, ma posso ritenermi comunque soddisfatto. Non sto a raccontarvi tutto perché l’ho già fatto in altri precedenti post (se volete cercateli utilizzando il motore di ricerca del blog). Vorrei invece invitarvi a fare un salto nel negozio Legames di Corso Siracusa 66/b a Torino dove lo staff ha accettato di esporre in vetrina LEGO® Architecture di Torino. Ovviamente mi piacerebbe ottenere altri voti sul sito LEGO Ideas dove è postato il progetto. Vi ricordo inoltre che ho bisogno di 10000 voti per la produzione su larga scala. Conto su tutti i torinesi e tutti i turisti presenti nella mia città sperando che il mio sogno si avveri entro le Olimpiadi invernali di Torino Milano Cortina 2026 (sempre che si mettano d’accordo). Intanto seguite anche le news sulla mia pagina Facebook Mybrickexperience

Per votare usate il codice QR oppure collegatevi a https://ideas.lego.com/projects/2c17aaec-223f-41f7-9956-55006dae162c

Immagine correlata

Il film:

In occasione dell’evento SoundFrames Days al Museo del Cinema di Torino anche il Cinema Massimo ha collaborato con alcune proiezioni in cui la musica fa da padrona. Sabato 19 maggio, infatti, sono stati inseriti in cartellone tre film-documentario tra cui quello al quale abbiamo assistito, cioè Italo Disco Legacy di Pietro Anton, presente in sala. Il regista ha voluto raccogliere le numerose testimonianze di chi visse in prima persona l’inizio degli anni ’80  lavorando a progetti musicali dance che prendevano ispirazione dalla disco music del decennio appena terminato e sfruttando i nuovissimi strumenti elettronici. I produttori italiani esaltati dalle potenzialità della musica elettronica presero il sopravvento inconsapevoli di quanto quelle melodie sempliciotte e quei ritmi influenzarono in tutto il mondo la musica dance a venire come la Chicago-house, la techno o più semplicemente i tormentoni pop da cine-panettone. La italo disco circolava grazie al passaparola e ai viaggi in Italia dei DJ stranieri per acquistare prima di tutti le nuove uscite e si diffuse principalmente nell’Europa settentrionale e orientale per poi approdare in altri continenti. Il genere musicale non prese piede in Inghilterra a causa, a quanto pare, della cattiva pronuncia inglese. Per questo motivo molti brani del repertorio italo disco sono strumentali e rimasero underground, complice anche la mancanza di marketing, non godendo del successo sperato fino ai giorni nostri quando la potenzialità di Internet e il “movimento vintage” di questi ultimi anni hanno fatto riscoprire il genere. Oggi i giovani del nord Europa cercano discoteche in cui si organizzano feste con questo tipo di musica perché, dicono, rispetto alla dance odierna ha una marcia in più: fa divertire. E anche noi abbiamo avuto la possibilità di ballarla in una sala cinematografica (il Massimo 3) grazie ai vinili sapientemente mixati dall’esperto DJ Gianluca Pandullo.

Il disco:

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Ovviamente il dvd del documentario è correlato dalla colonna sonora disponibile sia in digitale che in vinile (anche colorato), ma entrambi sono esauriti e difficili da recuperare se non a prezzi esorbitanti (si parte dai 69 euro su sito discogs.com). Purtroppo non tutti i brani che accompagnano il film sono presenti: immagino che abbiano deciso di inserire le tracce prevalentemente strumentali e che sono rimaste più “underground” tralasciando quelle già famose e come per esempio Passion di The Flirts o Crazy Family di Jack Hattle, tanto per citare qualche titolo. Molti dei brani della colonna sonora sono stati suonati anche durante il DJ set di Gianluca Pandullo che, inoltre, ha dato al pubblico la possibilità di acquistare due compilation di italo disco: I-Robots (italo electro disco underground classics) I-Robots (Turin dancefloor Express) con tracce selezionate dal DJ stesso. Del secondo disco (con tracce italo disco create da produttori piemontesi tra gli anni ’70 e ’80) spicca la versione demo del 1981 (dall’atmosfera molto cupa) di Vamos a la playa dei Righeira.

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Il libro:

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Più unico che raro questo libro del 1981, acquistato ad un mercatino dell’usato dal regista Pietro Anton, è stato lasciato accanto alla consolle di DJ Pandullo per dare la possibilità al pubblico di consultarlo. Dalle poche pagine che ho visto ho potuto constatare che si tratta di un vero sussidio tecnico per tutti coloro che volevano seriamente avvicinarsi al mondo del disc-jockey: da come funzionano i giradischi ai consigli per acquistarne uno (anzi due), alle tecniche di mixaggio e scratching sino ai principi di elettrotecnica ed elettronica per poter assemblare una consolle o costruire in autonomia le casse! Ho fotografato la seconda pagina di copertina per conservare i riferimenti importanti su Il libro del disc-jockey da condividere con tutti voi.

WP_20180519_002

Per info:

https://it-it.facebook.com/ItaloDiscoLegacy/

https://it-it.facebook.com/pandullo

http://www.antiqbook.nl/boox/clio/658.shtml

 

 

 

SUPPORT THE PROJECT ON

https://ideas.lego.com/projects/2c17aaec-223f-41f7-9956-55006dae162c

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Con sommo piacere utilizzo di nuovo le pagine virtuali del blog per comunicarvi che finalmente ho terminato la costruzione del set LEGO® Architecture dedicato alla mia città, Torino. Come potete notare, si tratta comunque di un prototipo da perfezionare: alcuni pezzi non esistono attualmente in commercio oppure sono rari e/o costosi. Alcuni esempi: per le facciate laterali del grattacielo di Renzo Piano avrei dovuto usare due plate 4×10 di colore azzurro chiaro trasparente (cod.3030 tr. blue), per i tetti delle torri di Palazzo Madama mi sarebbero serviti quattro plate round 1×1 di colore rosso scuro (cod.6141 new dark red), per la Porta Palatina ho usato il trapano per creare il brick with bow 1×3 (cod.4490 reddish brown) e per la pavimentazione è stato impossibile trovare 16 flat tile 1×2 grigio chiaro (cod.3069 medium stone gray). Insomma, alla fine sono riuscito a concludere questo progetto a mio avviso molto interessante e potenzialmente commerciabile. Tra le tante idee “legose” che ho avuto in questi anni LEGO® Architecture – Turin, Italy è quello più importante e che ha riscontrato un successo insperato grazie all’articolo su La Stampa di Giuseppe Culicchia, a brevi passaggi radiofonici con Katia De Rossi di Radio Number One e alla video intervista di Gioele Urso per il sito torinotoday.it, ma anche a molti seguaci amanti dei mattoncini LEGO che hanno scoperto il progetto per caso e mi hanno contattato su Facebook. Mentre scrivo queste righe il progetto LEGO® Architecture – Turin, Italy ha 1098 voti e spero che superi i 1100 quando uscirà il post (vi ricordo che ho bisogno di 10000 voti!).

Per votare LEGO® Architecture – Turin, Italy:

https://ideas.lego.com/projects/2c17aaec-223f-41f7-9956-55006dae162c

Per seguire la pagina Facebook My Brick Experience:

https://www.facebook.com/mybrickexperience

Per leggere l’articolo di Giuseppe Culicchia su La Stampa:

http://www.lastampa.it/2017/09/15/italia/il-precario-che-ha-progettato-la-torino-di-mattoncini-lego-bibCqfxr9nH3mXDCTcyfEO/pagina.html

Per vedere la video-intervista di Gioele Urso per torinotoday.it:

http://www.torinotoday.it/video/Luca-Chirieleison-Torino-Lego.html


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