Il Blog di Luca C.

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Vi siete mai chiesti che cosa potreste fare se da un giorno all’altro tutti si dimenticassero dell’esistenza di qualcosa tranne voi? Questo film vi dà la risposta! Jack Malik è un ragazzo inglese che ama suonare e scrivere canzoni, ma non riesce ad ottenere il successo che pensa di meritare. Anzi, è proprio il caso di dire che è scanzonato dalla famiglia e dagli amici. Solo la sua migliore amica le fa da manager e lo spinge a continuare. Ma un evento gli cambierà la vita: un black-out mondiale farà dimenticare a tutta l’umanità dell’esistenza dei Beatles (e di altre cose). Jack Malik approfitta della situazione per usare le loro famosissime canzoni e diventare un artista di successo planetario, ma presto dovrà fare i conti proprio con la sua fama per non perdere quello che in realtà è più importante per lui. A peggiorare la situazione sarà la scoperta che non è l’unico al mondo a ricordarsi dei Beatles. Un film divertente ed intelligente con la simpatica partecipazione di Ed Sheeran.

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Il libro: a differenza di molti italiani a me piace leggere, pochi libri all’anno, ma li leggo con calma e li assaporo giorno per giorno. E’ da un po’ di tempo che prediligo i saggi ai romanzi, forse per colmare quel vuoto culturale che sento costantemente dentro me. La curiosità e l’interesse per qualcosa sono il motore di tutto. Alcuni mesi fa passeggiando in una delle poche librerie ancora aperte mi è capitato sotto gli occhi il libro di Corrado Augias Questa nostra Italia. Corrado Augias visto in televisione lo considero un po’ come Piero Angela: con una divulgazione semplice, chiara e alla portata di tutti non ti stufi mai di ascoltarli. Ritornando al libro, la lettura della quarta di copertina mi ha convinto all’acquisto: Perché possiamo dirci italiani? A dispetto delle tante divisioni, storiche e attuali, c’è qualcosa che ci accomuna. Una serie di tratti che ci rendono immediatamente riconoscibili in qualsiasi luogo del mondo; nel male ma anche nel bene. Scrivendo anche di episodi personali, Augias attraversa l’Italia partendo da Torino per raggiungere Palermo descrivendo luoghi, persone, opere d’arte, fatti storici con la costante ricerca della nostra italianità e delle cose che ci accomunano nonostante le tante differenze. Questa nostra Italia è un bel libro che con la sua semplicità di lettura consiglio vivamente a tutti perché ci permette di ripercorrere e riscoprire memorie dimenticate che consideriamo ovvie, scontate o superate. Una bella rispolverata della nostra Storia ci vuole proprio, soprattutto in questo attuale periodo storico: come scrivevo poc’anzi, basta avere un po’ di curiosità e un minimo d’interesse e forse possiamo ancora salvarci.

La citazione: Nella penisola la nazione, non lo Stato, ripeto, la nazione, s’è formata in primo luogo sulla lingua […] non è facile definire una precisa identità italiana, anche se certamente esiste. C’è una fisionomia profonda che prescinde dall’unità politica arrivata tardi e probabilmente male […]. Bisogna andare a cercarla, l’identità italiana, nelle città e nei borghi, nelle campagne e nei castelli, nelle pieghe del tempo e nell’ombra di certi passaggi dimenticati. Se si scruta con attenzione, talvolta si riesce a vederla balenare. (pag.13)

Ogni città italiana, comprese le minime, è uno spazio in cui si è trasfuso e condensato il tempo, bisogna leggerle lungo la loro doppia dimensione, lo spazio e il tempo. […] il suolo della penisola è quasi per intero una costruzione umana, cioè culturale. […] E’ quasi incredibile la capacità di previsione di coloro che scrissero – in quel povero paese che era l’Italia tra il 1946 e il 1947! – la Costituzione. Nell’articolo 9 si legge che la Repubblica insieme al patrimonio storico e artistico tutela «il paesaggio». Il paesaggio come patrimonio artistico della Nazione è un’intuizione strepitosa. Vuol dire che, per quanto in un paese uscito martoriato dalla guerra, i padri costituenti ebbero la capacità di prevedere quali guasti il territorio della Repubblica avrebbe potuto rischiare e lo tutelarono equiparandolo al patrimonio artistico. Per questa armonia, per l’incanto offerto allo sguardo consapevole, l’Italia dovrebbe essere amata di più dagli italiani, rispettata limitando le ferite, evitando le offese, tenendole quanto meno a bada. Invece, divisi anche per questo, alcuni alla difesa hanno pensato, altri no, lasciando mano libera agli scempi – un suicidio. (pagg.315, 316)

Per info: https://www.einaudi.it/catalogo-libri/narrativa-italiana/narrativa-italiana-contemporanea/questa-nostra-italia-corrado-augias-9788806232795/

front

Per anni non ho ascoltato i dischi di Brunori Sas pur considerandolo un ottimo cantautore, ma il suo ultimo singolo Per due che come noi trasmesso dalle radio ha catturato la mia attenzione. Se il brano di lancio del nuovo disco è così bello, figuriamoci anche le altre canzoni. Appena è uscito Cip! l’ho ascoltato e, anche se non alla primissima audizione, mi è piaciuto molto, mi ha trasmesso qualcosa che “l’ha fatto mio” sin dalla prima traccia Il mondo si divide sulla nostra abitudine a vedere bianco o nero, a selezionare, catalogare, alzare muri, ma dividere le cose è un gioco della mente: il mondo si divide inutilmente. Si passa alla seconda traccia Capita così con il passaggio commovente capita così anche quando tuo padre scompare senza neanche avvisare e senza fare rumore, senza darti un minuto per potergli dire che gli hai voluto bene e che ti manca da morire anche se ormai sei grande e se sembri un gigante, ma ti senti piccolo, minuscolo, ti senti ridicolo… […] e che il bello della vita è riuscire a rientrare in partita quando sembra finita. Me lo hai insegnato tu che la felicità non è una colpa e che puoi tornare a ridere ancora. Il CD gira senza interruzioni giungendo ad Anche senza di noi con parole che ci fanno riflettere (Se ci siamo chiusi in un metro quadrato, se ci siamo persi nel supermercato, se adesso parliamo col televisore, se prendiamo gocce in mancanza d’amore e tutto sembra essere bellissimo e sembra non dover finire mai e invece il mondo girerà anche senza di noi). Bello appare il mondo ci fa capire com’è bello dovrebbe apparire il mondo anche a te che invece sei sempre nervoso, chissà poi perché? Non puoi fare l’amore se non smetti di urlare, se non smetti di farti ogni volta del male per le cose che non puoi cambiare, ma lasciale stare! Bello appare il mondo in cima ad una montagna… e così via sino a Benedetto sei tu sulle differenze che ci dividono e che ci fanno venir voglia di scappare: prendimi la mano e andiamo verso un mondo più lontano dove troveremo l’uomo, dove troveremo il modo per risvegliarci e ritornare umani. Finalmente arriva anche Per due come noi  splendida canzone d’amore che ci insegna che ci vuole passione dopo vent’anni a dirsi ancora di sì e stai tranquilla sono sempre qui  a stringerti la mano. Ti amo. Si termina con Quelli che arriveranno con la speranza che chi arriverà dopo di noi sarà migliore: Achille certe notti dentro al letto pensa al mondo come sarà. A poterlo sapere! A poterlo vedere! Quelli che arriveranno chissà come saranno e se avranno le stesse mie mani, se saranno più alieni o più umani e se avranno le solite gambe, le solite braccia, le solite facce, ma chiuso nel petto, magari, un cuore più grande così come è grande questo disco dal titolo piccolo e tenero come il cinguettio di un delicato pettirosso. Sul serio Cip! è un gran bel disco dal titolo curioso che mi fa venire in mente una battuta del tramviere interpretato da Adriano Celentano durante un pranzo tra aristocratici nel film Innamorato pazzo: cosa fa un passero di quattrocento chili su un albero? Beh, ovviamente un grande

CIP!

Per info: https://www.brunorisas.it

 

Oggi vi parlerò di un ristorante giapponese, ma non pensate al solito locale gestito da cinesi o coreani che servono il solito sushi o le fritture miste spappola fegato. In realtà più che di un ristorante si tratta di un “chiosco” alla giapponese: avete presente quello di Marrabbio di Kiss Me Licia? Beh, se amate gli anime e i manga la risposta è affermativa e se siete affascinati o incuriositi dalla cultura giapponse sicuramente CibiChibi fa per voi! Da qui nasce l’idea piccola e geniale di un giovane imprenditore nerd: proporre i piatti che sono presenti in molti cartoni animati giunti in occidente dall’estremo oriente già dal lontano 1978 come Atlas UFO Robot. Che cosa mangia Zaza di Lupin III in maniera così vorace oppure sono veramente polpette quelle che prepara Marrabbio di Kiss Me Licia? Solo Oji San, il cuoco imprenditore nerd (italiano), vi potrà togliere la curiosità. Il menù è vario, ma ci sono dei giorni in cui vengono proposti piatti non in elenco. Le pietanze sono ottime e molto curate negli ingredienti per quanto si possano rispettare in occidente le vere ricette giapponesi. Per chi volesse si possono abbinare i piatti con il sake o la birra artigianale giapponese (provate quella con le patate dolci). Inoltre, durante l’anno si organizzano eventi musicali e/o letterari dedicati alla cultura giapponese, ai manga e agli anime o si possono organizzare feste di compleanno. Per quanto riguarda la musica di sottofondo ovviamente ascolterete le sigle originali giapponesi e italiane degli anime più famosi. Un unico avvertimento però: CibiChibi è un locale piccolo (d’altronde Chibi significa piccolo), intimo e adatto alla socializzazione, si mangia in due turni (di solito dalle 19 alle 21 e dalle 21 alle 23), quindi è opportuno prenotare sempre e avvisare Oji San in anticipo per organizzare eventi festosi. CibiChibi si trova in Borgo San Paolo in via Dante Di Nanni 46b a Torino. Auguro lunga vita a CibiChibi!

Tutte le info su:

https://cibichibi.it

https://www.facebook.com/Mangafood


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  • wwayne: Sono totalmente d'accordo. E questo è ancora più bello: https://wwayne.wordpress.com/2019/11/09/deve-rimanere-un-segreto/. Grazie per la risposta! :
  • Luca C.: Solo Sing Street. Bel film
  • wwayne: Anch'io dedicai un post a questo film quando uscì al cinema. Hai visto qualche altro film di John Carney?

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