Il Blog di Luca C.

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Senza timore, abbandoniamo gli automatismi, decidiamo dove e se sfuocare l’immagine, quali zone dovranno essere in ombra e quali in luce, quando creare una foto dinamica attraverso il mosso o quando congelarla e scolpirla.

Ricordiamo che non sarà mai la macchina fotografica a creare la foto ma il nostro cuore e la nostra visione.

(Roberto Grano, In soli 187 minuti, L’artistica Editrice, 2013)

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I giovani chiedono lavoro, che significa avere una dignità, partecipare alla vita sociale, potersi costruire una famiglia, una casa, un avvenire. Il problema è trovare il modo giusto. La più grande fortuna dell’uomo è non conoscere il proprio futuro. Lamentarsi prima di scoprirlo, pensare che il futuro coincida con il destino, rassegnarsi all’idea che tanto a decidere sono sempre gli altri, è di sicuro il modo peggiore. Meglio inquadrare il presente in un contesto, essere consapevoli che i nostri nonni hanno affrontato difficoltà anche più grandi, e che i padri sono cresciuti senza le opportunità che il mondo globale e digitale oggi offre. Altrimenti si finisce come certi viaggiatori mancati che attribuiscono troppa importanza alle previsioni meteo […]. Troppo spesso si sente dire: “Ci stanno rubando il futuro”. Chi ce lo sta rubando? Le multinazionali, gli asiatici, la casta, lo spread? Ma il futuro dipende soprattutto da noi, dalla nostra capacità di studiare, di crescere, di sacrificarci, di cambiare. Troppo spesso di sente dire “questo paese”. Spesso lo si dice con rabbia, sempre con distacco. La rabbia è giustificata, a volte doverosa; il distacco no. Non possiamo chiamarci fuori. Falcone e Borsellino, i caduti di Nassiriya e di Herat, donne quasi sconosciute come suor Leonella, l’infermiera assassinata a Mogadiscio […], o come Barbara De Anna […], non si sono chiamati fuori. Non dite “questo paese”. Diciamo “il nostro paese”. Non necessariamente “il Belpaese” […]. Ma questa è l’unica Italia che abbiamo. Criticarla è giusto; si critica quel che si ama. Ma non possiamo gettarla via. Possiamo renderla migliore, un poco alla volta, ognuno per la sua parte. Senza piagnucolare, però: compiangerci non serve a nulla. Basta piangere.

(Aldo Cazzullo, Basta piangere!, 2013)

basta-piangere

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A New York City subway train holds 1,200 people. This blog was viewed about 6,200 times in 2013. If it were a NYC subway train, it would take about 5 trips to carry that many people.

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Quest’anno non ho trovato su Youtube solo la parte dell’oroscopo dello mio segno, ma tutto il video. Quello dello scorpione lo trovate dal minuto 12’27” al 14’00” e dal 29’04” al 30’07” ed è proprio quest’ultimo pezzo, cioè quello in cui appare il grafico, che ci serve. Bene, bando alle ciance, si comincia: il 2013 è stato un anno importantissimo ed impegnatissimo sul piano psicofisico. Con questo non voglio dire che sia stato un anno negativo, anzi… Ma procediamo con ordine:

scorpione paolo fox

Oroscopo Scorpione 2013: le previsioni di Paolo Fox sono quelle con la linea gialla

AMORE

Come potete vedere, la linea dell’amore a partire da gennaio sale fino ad agosto. I preparativi del matrimonio, tenutosi nel giorno del solstizio d’estate, sono sono stati curati in ogni dettaglio per far in modo che tutto filasse liscio e l’amore ne ha tratto ulteriori vantaggi. Lavorare in coppia per questo progetto è stato molto divertente anche se impegnativo dal punto di vista psichico: tra gennaio e febbraio (se ricordo bene) la lunga degenza in ospedale della suocera e da aprile l’incubo onnipresente di una eventuale perdita di lavoro di entrambi. Ma posso dirlo con orgoglio che ce l’abbiamo fatta! Infine ci siamo goduti il viaggio di nozze negli Stati Uniti d’America. Da fine settembre il mio solito umore altalenante e le mie seghe mentali si sono intromessi alterando il mio benessere psichico ed infine ho capito che io sono fatto così con tante paranoie, ma anche tante energie che si smuovono e che devo rendere libere di esprimersi. Sembra una cosa scontata, ma il matrimonio non deve essere preso come un punto di arrivo, ma un punto dal quale partire per nuove esperienze altrimenti la coppia rischia di “impatofolarsi” citando le parole del mio insegnate di bio-energetica. Il matrimonio va visto come un’esplosione in cui ci si mettono tutte le nostre energie e le nostre aspettative migliori per realizzarlo, ma una volta accesa la fiamma bisogna mantenerla e non farla spegnere. Forse, complice anche l’insoddisfazione lavorativa, sono entrato nuovamente nel tunnel delle negatività con sentimenti di nostalgia verso quello che di bello mi ha regalato l’estate e che non mi posso più rivivere con conseguente malinconia e spossatezza. Capito questo si possono ritrovare le forze che abbiamo sempre avuto e che si sono temporaneamente assopite per riprendere i progetti con l’entusiasmo di sempre. In anteprima vi rivelo che dovremmo a breve impegnarci in un nuova esperienza di vita: la ricerca di un’appartamento un po’ più grande in previsione di un futuro allargamento della famiglia.

LAVORO

Scriverei un bel no comment, ma fatto sta che la situazione lavorativa nel 2013 ha subìto un peggioramento già da gennaio con la notizia della vendita dell’azienda multinazionale per la quale lavoro. Per mesi l’incertezza e l’incubo di perdere il lavoro in una situazione economica gravissima. Inutili i tentativi di inviare curriculum a destra e a manca con la speranza di fare almeno un colloquio. Infine la chiusura delle serrande per ritardi burocratici e la cassa integrazione a zero ore. Ammetto che stare qualche settimana a casa mi ha fatto bene soprattutto per concludere nei migliori dei modi l’organizzazione del matrimonio, ma anche per uscire da quel clima di negatività che è venuto a crearsi sul luogo di lavoro. Purtroppo, però, stare a casa in cassa integrazione non è proprio una vacanza e l’incertezza del futuro inizia a pesare come un spada di Damocle. Per fortuna subito dopo il viaggio di nozze sono stato richiamato a lavoro: si riparte, a fatica, ma si riparte. L’entusiasmo non è alle stelle, ma è meglio che niente. L’insoddisfazione molte volte deriva dal fatto di non aver potuto imparare in passato quello che mi sarebbe veramente piaciuto. Magari sarei stato nelle stesse situazioni di cui sopra, ma con almeno la soddisfazione di aver fatto quello che avrei voluto fare. Ma non posso continuare a rivangare il passato, oramai è passato. Conviene guardare in avanti e capire cosa posso fare e trovare con le qualità e gli interessi che ho adesso e se non è possibile applicarli a lavoro, farli diventare un interessante hobby. Non si sa mai cosa riserva il futuro, intanto bisogna attivarsi e non rimanere fermi a rimuginare quel che non può più tornare. Questo mi ha insegnato che quando sarà il momento saranno miei figli di decidere gli studi da intraprendere senza alcuna forzatura. Spero di riuscire nell’intento. Aggiungo un’ultimo pensiero: capisco la situazione economica, ma tutte le lotte che hanno fatto le generazioni prima della nostra per ottenere giusti diritti e doveri sono state gettate nel cesso?

FORTUNA

Il tema della fortuna nel 2013 ha un suo peso notevole: anche se sto di nuovo attraversando una profonda fase di passaggio (si tratta di sfortuna?) ho avuto la fortuna di essermi sposato con tranquillità, la fortuna di avere fatto una vacanza in terre lontane con culture diverse, la fortuna di avere ancora un lavoro, la fortuna di avere rischiato la perdita del posto di lavoro e domandarsi cosa so fare? quali sono i miei interessi? Come posso sfruttarli nel lavoro?, la fortuna di avere dei genitori sempre vicini al momento del bisogno, la fortuna di avere una sorella che con pazienza mi ascolta e mi consiglia, la fortuna di avere degli “aiuti” esterni alla famiglia, la fortuna di non essere completamente solo anche se i rapporti con gli amici sono sempre diradati, la fortuna di avere una palla di pelo nero che gira per casa, la fortuna di farcela economicamente ad arrivare a fine mese, la fortuna di cadere e rialzarmi un po’ più forte, la fortuna di entrare in crisi, capire cosa c’è dietro e di uscirne, la fortuna di avere un tetto sotto la testa, la fortuna di sapere che ogni sera ad aspettarmi a casa c’è lei, la fortuna di svegliarmi con lei, la fortuna di avere una moglie intelligente, curiosa, sapiente e tanto paziente quando sono nei miei momenti grigi, la fortuna di avere una moglie che mi ama e che spero di ricambiare in ugual misura. Cos’altro volete dalla vita? Magari un 2014 in cui tutti siano onesti, giusti, corretti, un po’ più altruisti e meno ladri, più gentili, più colti, più sereni, più felici… Buon 2014!

Che bella faccia
che bella faccia
e non capisco come non vi piaccia
come la porta, come lo slancia
quel sorriso da guancia a guancia
forte e simpatico più di uno zar.

(Si sente l’amore, no?)

Che bella faccia
che bella faccia
chi gli sta accanto fa una figuraccia
e come è bello quando si sbraccia
quando si acciglia e quando minaccia
è ancora meglio quando si incazza
e dice pure qualche parolaccia.

(Cribbio, come si traduce cribbio in francese?)

Ma come fa? Non mi capacito
che non è l’abito che il monaco fa
forte e simpatico più di uno zar.

Che bella tinta
che bella tinta
così perfetta che ti pare finta
così pulita così distinta
pure la foto sembra dipinta
non fa una piega
non fa una grinza
e non c’è segno dell’età che avanza.

Ragionavo proprio ieri sera
con un avvocato fuori dal portone
tipo silenzioso, sguardo corrucciato
ma era preoccupato per la situazione
io gli ho detto:
“Guarda, che lui vinca o perda,
tanto nella merda non ci finirà”

Ma come fa? Non mi capacito
forte e simpatico più di uno zar.

(Daniele Silvestri, Che bella faccia (live a Parigi)Che nemmeno Mennea, 2013)


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