Il Blog di Luca C.

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Dopo varie settimane a rimuginare e stagnare nei miei pensieri ho iniziato di nuovo ad agire, forse, per il meglio che dovrà venire. Una delle piccole soluzioni che funzionano sempre in questi casi è sforzarsi di organizzare qualcosa da soli, con la propria compagna o con i propri amici. L’importante è muoversi, attivarsi possibilmente facendo qualcosa di interessante e che piaccia. Allora ho ricominciato a sfogliare con malavoglia TO7 o News Torino per scoprire che fuori la vita c’è e pure il divertimento, basta cogliere i segnali e le più piccole inserzioni. Allora ho notato che in una birreria di Moncalieri, famosa per ospitare gruppi che suonano cover, il Mc Ryan’s, c’era una serata dedicata alle musiche di Oliver Onions, più in particolare ai “theme” dei film di Bud Spencer e Terence Hill. Quale migliore occasione per divertirsi? Di sicuro non ci si annoierà, ho pensato. E così è stato. Il Mc Ryan’s non è più dove pensavo che stesse, lo hanno spostato qualche centinaio di metri lungo una strada di recente costruzione, viale Europa. Ero stato in questo locale moltissimi anni fa, forse in occasione di una band che suonava le cover di Vasco Rossi. Non ho molti ricordi di quella serata poco esaltante a causa dei primi segnali di sconforto che ogni tanto si presentano nella vita. Ricordo che il locale aveva qualcosa di più originale e caldo, forse negli arredi in stile country western, forse per i banconi in stile dublinese, non lo so. Ora il Mc Ryan’s è sito in una struttura prefabbricata di cemento, ovvero il classico capannone industriale di estrema periferia tutto cemento e asfalto. Il personale giovane ed entusiasta ci ha accolto calorosamente. Tutti molto giovani, forse alle loro prime esperienze di lavoro, la cameriera come il tecnico del suono e delle luci. Ma tutti molto sorridenti e spero che non lo siano perché sono costretti farlo, ma perché si sentono così. D’altronde quando c’è un concerto di questo tipo il sorriso nasce spontaneo. Dopo aver ordinato quattro Guinnes un po’ “scialbe”, poco frizzanti  e poco fredde per la serata calda, è iniziato il concerto. Quattro ragazzi, o meglio tre ragazzi, basso, chitarra elettrica, chitarra acustica e un signore un po’ più in là con gli anni, alla batteria, molto bravo pure lui. I brani sono quelli che forse tutti voi già conoscete. Banana Joe, Chi trova un amico trova un tesoro, Lo chiamavano Bulldozer, Più forte ragazziTrinityBomberIo sto con gli ippopotami, e non per ultimo ovviamente Dune Buggy. Tutti brani, (o quasi?) degli Oliver Onions che hanno reso questi simpatici film in tutto il mondo. C’è stato spazio anche per Sandokan Orzowey sempre degli stessi autori. La band si diverte molto e fa divertire con i travestimenti (meraviglioso il costume di Trinity) e con il famosissimo coro dei pompieri di Altrimenti ci arrabbiamo in cui fanno partecipare tutto il pubblico: e chi non parteciperebbe al coro con il maestro Coimbra in carne ed ossa… e naso! Alla fine la band ha suonato per un’ora e mezza circa. A partire dalla mezzanotte sarebbe stato il turno dei Radiofrecccia, cover di Ligabue, ma i miei impegni domenicali di lavoro non ci hanno premesso di proseguire la serata, ma tanto la band successiva alla Dune Buggy non era di nostro interesse, seppur bravi. L’unica cosa che ho notato è che nella Dune Buggy Band manca il tastierista, forse non poteva essere presente, e le basi della tastiera (piano) erano già registrate. Chissà che non ci sia una piccola parte per me, in cui possa dare un contributo sonoro. Non sarebbe male, almeno riprendo a studiare e suonare la mia tastiera divertendomi come un matto. Se ho il coraggio proverò a contattare il gruppo che in caso positivo dovrà avere un po’ di pazienza in quanto spartiti degli Oliver Onions non ne ho trovati, solo tabulati e io sono un po’ fuori forma. Vi aggiornerò…

Per info:

https://it-it.facebook.com/DuneBuggyBand

http://www.dbband.it/

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Con tutti questi importanti cambiamenti è  normale arrivare a casa stanchi soprattutto mentalmente. Cambi di abitudini, di orari, di mentalità senza dubbio ti portano a percepire un po’ di stress. Non che vada male, anzi si tratta di un passaggio più o meno lungo che spero porti ad una soluzione definitiva nella vita lavorativa. Dipende da me, ma non solo… Per fortuna sono capitato in un bell’ambiente. Quindi la cosa che più gradisco quando arrivo a casa è stare tranquillo, ma poi inizio a pensare a tutto quello che mi piacerebbe fare in compagnia di mia moglie, dei miei amici o semplicemente da solo. E allora inizia una corsa per poter recuperare il tempo perso, ma è impossibile far tutto. Rimango deluso ed arrabbiato. Ma ripeto che è solo un passaggio. Niente da togliere a chi sta peggio di me. Così si decide di fare un piccolo sforzo e di avere una vita anche sociale. Quale occasione migliore per andare ad un concerto? E l’esibizione è di una certa Cleo T., parigina, che suppongo sia sconosciuta a molti. Luogo del concerto il famoso Jazz Club di Torino. Costo dell’ingresso zero. L’organizzazione l’Alliance Françaice. Ovviamente la nazionalità dell’artista francese. Nonostante l’appuntamento fosse alle 21.00 per prendere i posti per assistere all’imminente concerto (ore 21.30) lo stesso è iniziato alle 22.15. In qualche modo mi aspettavo che fosse così. Meglio perché chi è arrivato dopo è stato in piedi, mentre noi comodamente seduti a sorseggiare cocktail e birre. Sul palco si sono presentati in tre: Cleo T., voce, auto arpa e piano elettrico e i suoi due musicisti con i loro rispettivi strumenti: tromba, viola e voce. A completare il tutto una drum machine sulla quale erano registrate le basi. La giovane cantante ha una splendida voce e ha presentato brani dei suoi dischi. Principalmente Cleo T. canta in francese e molto in inglese. E’ una ragazza molto simpatica che adora l’Italia, ma nonostante il suo amore per la nostra terra non riesce a scrivere brani nella nostra lingua perché la ritiene troppo difficile. Ha presentato le canzoni del suo ultimo cd Songs of gold & shadow. Ricordo Comme vient la nuit il suo nuovo single del 2014. La sua musica ricorda più o meno lo stile di Amy Winehouse anche se più elettronica. Forse sarà per la drum machine usate durante l’esibizione. Personalmente mi sono piaciute le canzoni presentate al concerto e quindi abbiamo acquistato il suo disco insieme ad un EP e il nuovo cd single in omaggio. A quanto pare Cleo T. gira il mondo e inizia i concerti dall’Italia. Il tour del 2014 è iniziato a Napoli per poi risalire la penisola e andare poi nel Nord Europa in Finlandia. A suo dire non è tanto apprezzata invece nel suo paese la Francia tant’è che lavora molto all’estero e i suoi dischi sono prodotti da un’etichetta italiana, ma di questa notizia non ho riscontro. Il suo nome non è presente su Wikipedia, ma per conoscerla ci sono la sua pagina Facebook ed il suo sito. Vi lascio con il suo ultimo video Comme vient la nuit. Buon ascolto e buona visione.

Per info:

http://facebook.com/cleotmusic

http://cleotmusic.com

http://www.jazzclub.torino.it/

Approfitto ora che sono in mutua a riprendere il mio piccolo spazio sul blog. Ho saltato alcune settimane, mi sono preso delle pause necessarie in quanto non avevo spunti e riflessioni da condividere ed esternare. Voglio che il mio spazio virtuale sia un piccolo mondo gioioso, nello stesso tempo serio e non frivolo e non lo voglio sprecare per vomitare tutte le mie negatività. Utilizzo questo spazio soprattutto per scrivere diari di viaggio, impressioni, discussioni più o meno importanti, consigli e fare conoscere a tutti voi eventi e situazioni che ho vissuto personalmente nella mia città, provincia, regione e anche più in là. Questa volta vi racconterò di un festival che si tiene in autunno a Moncalieri ovvero Moncalieri Jazz. E’ la prima volta che assisto ad uno spettacolo di questo evento. Normalmente tutto inizia con una notte bianca nel centro della città con musica, ovviamente jazz, arte e sapori. Quest’anno le notti bianche sono state ben due perché due sono stati gli eventi da festeggiare e due è il numero che si ripete: il bicentenario della fondazione dell’arma dei Carabinieri e il bicentenario della nascita di Adolphe Sax. Bene, nella mia ignoranza ho imparato che il sassofono è stato inventato da questo signore e ce ne sono di tutti i tipi, piccoli, grandi ed enormi: il più grande al mondo entrato nel guiness dei primati (funzionante davvero) era in mostra al castello di Moncalieri, ma non ho avuto la possibilità di ammirarlo. E’ inutile dire che per tutto il festival il sassofono è stato il protagonista. Comunque, dopo la festicciola casalinga di Halloween, direi ben riuscita, il primo novembre avendo libero un giorno di festa (grazieaddioognitantocapitapureame) siamo andati ad assistere al concerto della Fanfara del 3° battaglione Carabinieri Lombardia diretta dal maresciallo Andrea Bagnolo. Lo scrivo con fierezza che abbiamo assistito ad un evento più unico che raro! Voi direte che cosa sarà mai una fanfara dei Carabinieri? E io vi risponderò che per la prima volta nella storia di tutta l’arma dei Carabinieri è stato suonato il jazz. Spero solo che la musica sia stata registrata e venga messo in vendita su un supporto fisico in modo che non si perdi questa unicità. Non ci capisco nulla di musica jazz, ma posso dirvi che tutti i brani selezionati e suonati nella Piazza d’armi del Castello di Moncalieri erano orecchiabili e famosissimi, alla portata di tutti. Tra gli ospiti invitati dai Carabinieri c’erano musicisti che in passato erano nell’arma. Molti per me sono sconosciuti e solo adesso leggendo i nomi scopro che sono stati collaboratori di importanti artisti ed istituzioni: Claudio Chiara con Paolo Conte, Flavio Boltro con Michel Petrucciani, Gianfranco Marchesi per l’Orchestra Sinfonica della RAI, per citarne alcuni. E’ bello vedere come la musica sia di tutti e non sia chiusa in scompartimenti stagni. E’ così che deve essere. Il programma del jazz festival è terminato tre giorni fa, il 15 novembre. Alcuni concerti si sono tenuti nel Teatro Civico Matteotti, molti altri nelle Fonderie Limone, altri ancora all’aperto e gratuiti. Mi chiedo solo se sia possibile anticipare il Moncalieri Jazz Festival in un periodo dell’anno meno freddo, magari a fine settembre quando il clima ancora mite permetta di assistere agli spettacoli all’aperto in modo che gli spettatori non se ne vadano infreddoliti durante il concerto come abbiamo fatto noi. Soprattutto quando si organizzano eventi irripetibili ed unici come questo del quale siamo stati testimoni e che è stato a mio dire importante. E nella speranza che il cd sia prodotto e messo in vendita gustatevi il video di tutto il concerto (o quasi) trovato su Youtube postato da Alamari Musicali augurandomi che non lo cestini.

Per vedere il concerto su Youtube cliccate sul link sottostante:

Moncalieri Jazz Festival 2014 – Fanfara III Battaglione Carabinieri “Lombardia”

Per info:

http://www.moncalierijazz.com/

E non dimenticatevi che la vita è piena zeppa di prime volte. Ogni giorno ha dentro di sé una prima volta e guardandovi negli occhi stasera mi viene in mente una cosa da dirvi rispetto all’aria che tira, rispetto a quello che dicono: io credo, ho l’impressione, che possiamo farcela!

(Jovanotti, Lorenzo negli stadi Backup tour 2013, Milano 19 giugno 2013)

Finalmente il 16 luglio ho aperto uno dei regali di Natale più attesi: il concerto di Jovanotti allo Stadio Olimpico di Torino. Per fortuna il tempo è stato clemente, sia quello meteorologico, sia quello lavorativo. Infatti nel tardo pomeriggio un forte temporale si è abbattuto sulla città e il cielo si è aperto subito dopo, mentre gli orari lavorativi mi hanno permesso di partecipare all’evento. Se avessi lavorato nel pomeriggio molto probabilmente avrei perso molto oppure non sarei potuto andare. Tralascio ogni commento. Invece alle 19.30 eravamo già seduti in curva Maratona di fronte al palco. Anche se lontani si vedeva abbastanza bene. I miei nuovi occhiali progressivi ai quali mi sto abituando solo ora mi fanno vedere in full HD, eppure sono più deboli di quelli vecchi che sono riuscito a spezzare. Secondo me può essere anche vero che le tribune laterali sono più vicine al palco, ma sono comunque lontane e per pagare anche 20 euro in più non ne vale la pena. Sicuramente per chi è stato in curva il secondo anello è stato il migliore. Inoltre i diffusori acustici sono sempre diretti verso la curva, quindi chi è stato sulle tribune avrà sentito bene? Non lo so, comunque abbiamo atteso ansiosi un’ora e mezza l’inizio del concerto, durante la quale si sono esibiti i Tre allegri ragazzi morti e un dj napoletano. Non posso scrivere nulla di queste esibizioni perché non le ho ascoltate attentamente. Noi aspettavamo il Jova. E finalmente eccolo lui e la sua band che aprono il concerto allo stadio con Ciao mamma (“che bello è quando lo stadio è pieno!”) e altri grandi successi del primo Jovanotti (MixGimme five, …) per poi passare a La mia moto, ma la festa vera è cominciata quando la luce del giorno è calata, i fari dello stadio si sono spenti per dare spazio a luci e a laser coloratissimi. Una raffica di brani uno dopo l’altro con qualche breve commento; il più lungo forse è quello dei puntini per introdurre Gente della notte. Il brano che invece ha fatto tremare lo stadio è stato Ti porto via con me  di cui la versione strumentale (“in questa notte fantastica…”) ha fatto da chiusura ufficiale del concerto con il saluto di Lorenzo e la band. Un unico bis è stato concesso ovvero Penso positivo in una versione aggiornata più dance. Una volta lasciato il palco i titoli di coda (con tutti i nomi di chi ha lavorato per la realizzazione del concerto) sono stati accompagnati dal nuovo singolo Estate nonostante sugli spalti il pubblico intonasse ancora le note di Ti porto via con me. A questo punto ci siamo alzati anche noi e una volta fuori dalle gradinate ci siamo regalati le calamite da frigo e una maglietta con l’immagine del primo Jovanotti (Go Jovanotti Go!). Prima di uscire veramente dallo stadio abbiamo cercato invano le nostre pastiglie Leone in scatolina metallica che gli addetti alla sicurezza ci hanno fatto lasciare dietro un blocco di cemento. Ovviamente non c’erano più. Peccato, non per le caramelle, ma per la lattina perché era una delle nostre bomboniere personalizzate per il nostro matrimonio. L’errore è stato nostro perché non siamo frequentatori degli stadi, anzi era la prima volta in uno stadio: abbiamo evitato di portare gli ombrelli, ma non abbiamo fatto i conti con una piccolissima lattina che in confronto alle bottiglie di vetro di birra vendute all’interno dello stadio sarebbe stata totalmente innocua. Speriamo che l’addetto alla sicurezza le abbia regalate a Lorenzo. Comunque siamo stati contenti di avere partecipato al Backup Tour. Carico di energia positiva e un po’ assonnato mi sono addormentato con in testa una frase di uno dei monologhi di Jovanotti: “tutti ce la possiamo fare!” (ché in questo periodo di un incoraggiamento ne abbiamo veramente bisogno).


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