Il Blog di Luca C.

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Il libro: a differenza di molti italiani a me piace leggere, pochi libri all’anno, ma li leggo con calma e li assaporo giorno per giorno. E’ da un po’ di tempo che prediligo i saggi ai romanzi, forse per colmare quel vuoto culturale che sento costantemente dentro me. La curiosità e l’interesse per qualcosa sono il motore di tutto. Alcuni mesi fa passeggiando in una delle poche librerie ancora aperte mi è capitato sotto gli occhi il libro di Corrado Augias Questa nostra Italia. Corrado Augias visto in televisione lo considero un po’ come Piero Angela: con una divulgazione semplice, chiara e alla portata di tutti non ti stufi mai di ascoltarli. Ritornando al libro, la lettura della quarta di copertina mi ha convinto all’acquisto: Perché possiamo dirci italiani? A dispetto delle tante divisioni, storiche e attuali, c’è qualcosa che ci accomuna. Una serie di tratti che ci rendono immediatamente riconoscibili in qualsiasi luogo del mondo; nel male ma anche nel bene. Scrivendo anche di episodi personali, Augias attraversa l’Italia partendo da Torino per raggiungere Palermo descrivendo luoghi, persone, opere d’arte, fatti storici con la costante ricerca della nostra italianità e delle cose che ci accomunano nonostante le tante differenze. Questa nostra Italia è un bel libro che con la sua semplicità di lettura consiglio vivamente a tutti perché ci permette di ripercorrere e riscoprire memorie dimenticate che consideriamo ovvie, scontate o superate. Una bella rispolverata della nostra Storia ci vuole proprio, soprattutto in questo attuale periodo storico: come scrivevo poc’anzi, basta avere un po’ di curiosità e un minimo d’interesse e forse possiamo ancora salvarci.

La citazione: Nella penisola la nazione, non lo Stato, ripeto, la nazione, s’è formata in primo luogo sulla lingua […] non è facile definire una precisa identità italiana, anche se certamente esiste. C’è una fisionomia profonda che prescinde dall’unità politica arrivata tardi e probabilmente male […]. Bisogna andare a cercarla, l’identità italiana, nelle città e nei borghi, nelle campagne e nei castelli, nelle pieghe del tempo e nell’ombra di certi passaggi dimenticati. Se si scruta con attenzione, talvolta si riesce a vederla balenare. (pag.13)

Ogni città italiana, comprese le minime, è uno spazio in cui si è trasfuso e condensato il tempo, bisogna leggerle lungo la loro doppia dimensione, lo spazio e il tempo. […] il suolo della penisola è quasi per intero una costruzione umana, cioè culturale. […] E’ quasi incredibile la capacità di previsione di coloro che scrissero – in quel povero paese che era l’Italia tra il 1946 e il 1947! – la Costituzione. Nell’articolo 9 si legge che la Repubblica insieme al patrimonio storico e artistico tutela «il paesaggio». Il paesaggio come patrimonio artistico della Nazione è un’intuizione strepitosa. Vuol dire che, per quanto in un paese uscito martoriato dalla guerra, i padri costituenti ebbero la capacità di prevedere quali guasti il territorio della Repubblica avrebbe potuto rischiare e lo tutelarono equiparandolo al patrimonio artistico. Per questa armonia, per l’incanto offerto allo sguardo consapevole, l’Italia dovrebbe essere amata di più dagli italiani, rispettata limitando le ferite, evitando le offese, tenendole quanto meno a bada. Invece, divisi anche per questo, alcuni alla difesa hanno pensato, altri no, lasciando mano libera agli scempi – un suicidio. (pagg.315, 316)

Per info: https://www.einaudi.it/catalogo-libri/narrativa-italiana/narrativa-italiana-contemporanea/questa-nostra-italia-corrado-augias-9788806232795/

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Un piccolo grande film che fa riflettere sulla nostra esistenza è Momenti di trascurabile felicità di Daniele Lucchetti tratto dal libro Momenti di trascurabile infelicità di Francesco Piccolo. Non ho letto il libro, quindi non so dirvi se il film è meglio o peggio, però posso assicurarvi che ci tocca dentro nell’anima. La storia è semplice: il protagonista Paolo, interpretato da Pif, sposato e padre di due figli, muore in un incidente stradale. Giunto nell’aldilà Paolo avrà la possibilità di ritornare alla vita terrena a causa di un piccolo errore “burocratico”, ma solo per un’ora e mezza. In questo lasso di tempo il protagonista, potrà capire quali sono le cose che più gli hanno dato felicità, ma che per i suoi comportamenti egocentrici e irresponsabili ha sempre trascurato rendendogli la vita grigia. Insomma, un film che ci fa riflettere su quanto, spesso, tendiamo a dare più attenzione a cose superflue, mentre la felicità è quasi sempre sotto il naso e non sappiamo coglierla. Allo scoccare del termine del tempo concessogli, Paolo dovrà essere accompagnato nell’aldilà imboccando la strada in cui ha avuto l’incidente ripetendolo per la seconda volta, ma egli rifiuta la sua morte prematura.

Per info: https://www.einaudi.it/autori/francesco-piccolo/

Altri film consigliati:

Il libro: In Iperconessi Jean M. Twenge spiega in maniera egregia il cambiamento sociale che è avvenuto con l’avvento di Internet. In particolar modo si tratta di uno studio sulle nuove generazioni, ovvero gli iGen nati a cavallo tra il XX e il XXI secolo, e sugli effetti negativi del troppo tempo trascorso davanti agli schermi degli smartphone. Ci si domanda cosa rende così vulnerabili psicologicamente i giovani di oggi rispetto a quelli del passato confrontando gli studi fatti sui Baby Boomer, sulla Generazione X e sui Millennial. L’autrice del libro fa riferimento alla popolazione degli Stati Uniti, ma si possono fare i paragoni con quello che sta avvenendo da noi in Italia. Non sempre le situazioni che vengono descritte nel libro si vivono nella nostra nazione, almeno per quel che osservo io. Posso dire che ho avvertito una certa inquietudine leggendo gli effetti negativi che Internet ha sui nostri giovani, ma anche noi adulti. La comodità a cui ci ha abituato Internet è sconcertante, per non parlare della dipendenza (in alcuni casi patologica!) dalle reti sociali rendendoci più soli e vulnerabili. E’ molto interessante il questionario iniziale per capire quanto siamo iGen anche noi adulti. Da qui in poi parte lo studio sulla solitudine, sugli attacchi di panico e ansia, sulla depressione, sull’astinenza sociale e sessuale dei nostri giovani (e anche di noi adulti), sulle situazioni di cyber-bullismo, eccetera, eccetera. Perché una volta si era più “forti”, meno insofferenti, più incoscienti, meno “protetti”, più liberi e sicuramenti più sani? Perché gli adolescenti diventano adulti sempre più tardi? Una parte delle colpe è da attribuire anche alla crisi economica iniziata il primo decennio del 2000? C’è una soluzione? Sì, la soluzione c’è, è possibile e tutto sommato è abbastanza semplice e scontata. Come sempre dipende dalla forza di volontà di ognuno di noi.

La citazione: […] gli iGen sono spaventati, forse addirittura terrorizzati. Sono cresciuti lentamente […] sono arrivati all’adolescenza in un’epoca in cui la loro principale attività è fissare un piccolo schermo rettangolare che può apprezzarli o rifiutarli. […] Il risultato è che sono sia la generazione più sicura sul piano fisico, sia la più fragile sul piano mentale. […] Se riescono letteralmente a mollare la presa sul telefono e si tolgono il pesante mantello della paura di dosso, possono ancora spiccare il volo. E noialtri saremo lì, a fare il tifo per loro.

Per info: https://www.einaudi.it/catalogo-libri/problemi-contemporanei/iperconnessi-jean-m-twenge-9788806238568/

Per la serie “i film che almeno una volta bisogna vedere, ma non se li fila nessuno anche perché surclassati dalle major” vi presento due gradevoli piccoli film in cui c’è la presenza di un attore che a me piace particolarmente per la sua bravura ovvero Giuseppe Battiston.

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Il primo film, più recente, si intitola Finché c’è prosecco c’è speranza diretto da Antonio Padovan e tratto dal libro omonimo di Fulvio Ervas. La vicenda si svolge nella meravigliosa campagna veneta in cui si produce prosecco. Il conte Desiderio Ancillotto noto produttore di vini pregiati viene trovato morto. Chiaramente si tratta di suicidio, ma misteriosi omicidi di persone vicine al conte riaprono il caso. Ad indagare c’è l’ispettore Stucky (si legge Stucchi) interpretato dal bravo Battiston.

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Il secondo film, meno recente, ma che ho rivisto poco tempo fa con piacere è Io c’è diretto da Alessandro Aronadio, con Margherita Buy, Edoardo Leo e ovviamente Giuseppe Battiston. Massimo Alberti, proprietario di un bed & breakfast, è a rischio fallimento e per evitare di dover pagare troppe tasse indebitandosi ulteriormente decide di inventarsi una religione (lo ionismo) e trasformare l’attività alberghiera in un luogo di culto in cui ospitare i fedeli e farsi pagare con offerte. Ad aiutarlo la sorella Adriana (Margherita Buy) e lo scrittore ed intellettuale Marco (Giuseppe Battiston) che stilerà lo statuto, le regole, i simboli sacri e i riti della nuova religione. I fedeli alla nuova religione aumentano, ma l’unico a non crederci è proprio l’ideatore. Si ride e si riflette. Insomma, con le religioni non bisogna tanto scherzare…

Altri film consigliati:

Il riassunto: Chi non conosce Bebe Vio la famosa schermista italiana che ha partecipato alle Paralimpiadi di Rio 2016? L’atleta ha voluto raccontarsi in un libro scritto di getto, quindi vero e autentico, sulla sua vita privata e pubblica, sulla sua determinazione a rialzarsi dopo la meningite che la colpì da bambina, a coltivare la passione dello scherma, a ottenere la convocazione a Rio, a vincere, a vivere… Soprattutto vuole lanciare ai lettori un messaggio importante: mai arrendersi difronte a ciò che sembra impossibile da raggiungere se ci crediamo veramente.

Il mio giudizio personale: A molti potrebbe sembrare il classico libro “commerciale” scritto da una persona famosa al momento del successo e quindi molto appetibile al pubblico, ma invece direi che bisognerebbe leggerlo per il messaggio positivo e di speranza che veicola. Nonostante le difficoltà c’è sempre un metodo per superarle, se solo lo volessimo, se solo imparassimo a guardare da un’angolazione diversa, se solo fossimo determinati, positivi e con un po’ di autoironia. La positività porta altra positività e il futuro ci potrebbe riservare delle belle sorprese (molto divertente il capitolo sull’incontro con il presidente Obama). Sembra scontato, ma non è così. Bebe Vio ha scritto un libro che tutti dovremmo leggere, soprattutto in questo momento di grande sconforto, insicurezza e paura.

La citazione: Mettetela così: in un certo senso, tutti hanno le proprie disabilità. […] Allora scegliete di essere solari e cominciate a cambiare il vostro punto di vista su quello che vi succede. Non domandatevi: perché è successo proprio a me? Chiedetevi: cosa posso fare per ricominciare da qui?


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