Il Blog di Luca C.

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Un piccolo grande film che fa riflettere sulla nostra esistenza è Momenti di trascurabile felicità di Daniele Lucchetti tratto dal libro Momenti di trascurabile infelicità di Francesco Piccolo. Non ho letto il libro, quindi non so dirvi se il film è meglio o peggio, però posso assicurarvi che ci tocca dentro nell’anima. La storia è semplice: il protagonista Paolo, interpretato da Pif, sposato e padre di due figli, muore in un incidente stradale. Giunto nell’aldilà Paolo avrà la possibilità di ritornare alla vita terrena a causa di un piccolo errore “burocratico”, ma solo per un’ora e mezza. In questo lasso di tempo il protagonista, potrà capire quali sono le cose che più gli hanno dato felicità, ma che per i suoi comportamenti egocentrici e irresponsabili ha sempre trascurato rendendogli la vita grigia. Insomma, un film che ci fa riflettere su quanto, spesso, tendiamo a dare più attenzione a cose superflue, mentre la felicità è quasi sempre sotto il naso e non sappiamo coglierla. Allo scoccare del termine del tempo concessogli, Paolo dovrà essere accompagnato nell’aldilà imboccando la strada in cui ha avuto l’incidente ripetendolo per la seconda volta, ma egli rifiuta la sua morte prematura.

Per info: https://www.einaudi.it/autori/francesco-piccolo/

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GITE IN MONTAGNA E RIFUGI PROVATI PER VOI

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Rifugio Amprimo

Finalmente è arrivata l’estate! Approfittando di uno dei pochi giorni in cui coincidono le pause lavorative abbiamo deciso di prendere un po’ di fresco in montagna. Siccome siamo poco allenati abbiamo optato per una gita semplice e ci siamo recati in Val di Susa, più precisamente al Rifugio Amprimo. Si tratta di un percorso adatto a tutti e immerso nel bosco, un modo per difendersi dalla calura della città. Per raggiungere il sentiero, bisogna arrivare con l’auto a San Giorio e seguire le indicazioni per Città. Da qui troverete le indicazioni per località Cortavetto e per i rifugi Amprimo e Toesca. Quest’ultimo si trova a circa un’ora di cammino dal primo rifugio. Lasciata l’auto sulla strada sterrata proseguite per il bar Paradiso delle rane e seguite le indicazioni per i rifugi sopracitati. Come vi ho detto il percorso è immerso nel bosco, quindi è molto ombreggiato e fresco. Alcuni tratti sono un pochino ripidi, quindi è consigliabile calzare le pedule. Dopo circa 40 minuti tranquilli di cammino si apre una radura in cui è situato il Rifugio Amprimo. L’esteso spazio erboso permette varie attività ludiche, ma soprattutto sdraiarsi e riposarsi. A circa mezz’ora di strada dal Rifugio Amprimo c’è anche una baita in cui producono formaggi e burro, ma il meteo volgeva al brutto e non abbiamo potuto raggiungerla. Sarà per la prossima volta. Vi ricordo che al termine della strada sterrata in cui avete posteggiato l’auto c’è un bivio: lasciando alla vostra destra il ristoro Paradiso delle Rane potete imboccare il sentiero che vi porta al Rifugio G.E.A.T. Val Gravio. Si tratta di un percorso semplice di un’ora, immerso in un bosco di larici e poco faticoso. A cinque minuti dal Rifugio G.E.A.T. Val Gravio potete ammirare anche la rinfrescante cascata. Qui purtroppo non è presente un ampio spazio pianeggiante come  quello del Rifugio Amprimo, ma sicuramente è una meta assolutamente piacevole. Buona gita a tutti!

Per info:

https://www.rifugioamprimo.it/

https://www.caitorino.it/rifugi/toesca/

https://www.caitorino.it/rifugi/geat-val-gravio/

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Varie in breve

Il libro: In Iperconessi Jean M. Twenge spiega in maniera egregia il cambiamento sociale che è avvenuto con l’avvento di Internet. In particolar modo si tratta di uno studio sulle nuove generazioni, ovvero gli iGen nati a cavallo tra il XX e il XXI secolo, e sugli effetti negativi del troppo tempo trascorso davanti agli schermi degli smartphone. Ci si domanda cosa rende così vulnerabili psicologicamente i giovani di oggi rispetto a quelli del passato confrontando gli studi fatti sui Baby Boomer, sulla Generazione X e sui Millennial. L’autrice del libro fa riferimento alla popolazione degli Stati Uniti, ma si possono fare i paragoni con quello che sta avvenendo da noi in Italia. Non sempre le situazioni che vengono descritte nel libro si vivono nella nostra nazione, almeno per quel che osservo io. Posso dire che ho avvertito una certa inquietudine leggendo gli effetti negativi che Internet ha sui nostri giovani, ma anche noi adulti. La comodità a cui ci ha abituato Internet è sconcertante, per non parlare della dipendenza (in alcuni casi patologica!) dalle reti sociali rendendoci più soli e vulnerabili. E’ molto interessante il questionario iniziale per capire quanto siamo iGen anche noi adulti. Da qui in poi parte lo studio sulla solitudine, sugli attacchi di panico e ansia, sulla depressione, sull’astinenza sociale e sessuale dei nostri giovani (e anche di noi adulti), sulle situazioni di cyber-bullismo, eccetera, eccetera. Perché una volta si era più “forti”, meno insofferenti, più incoscienti, meno “protetti”, più liberi e sicuramenti più sani? Perché gli adolescenti diventano adulti sempre più tardi? Una parte delle colpe è da attribuire anche alla crisi economica iniziata il primo decennio del 2000? C’è una soluzione? Sì, la soluzione c’è, è possibile e tutto sommato è abbastanza semplice e scontata. Come sempre dipende dalla forza di volontà di ognuno di noi.

La citazione: […] gli iGen sono spaventati, forse addirittura terrorizzati. Sono cresciuti lentamente […] sono arrivati all’adolescenza in un’epoca in cui la loro principale attività è fissare un piccolo schermo rettangolare che può apprezzarli o rifiutarli. […] Il risultato è che sono sia la generazione più sicura sul piano fisico, sia la più fragile sul piano mentale. […] Se riescono letteralmente a mollare la presa sul telefono e si tolgono il pesante mantello della paura di dosso, possono ancora spiccare il volo. E noialtri saremo lì, a fare il tifo per loro.

Per info: https://www.einaudi.it/catalogo-libri/problemi-contemporanei/iperconnessi-jean-m-twenge-9788806238568/

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