Il Blog di Luca C.

Risultati immagini per lunathica logo

Lo so, è passato un po’ di tempo, ma voglio parlarne lo stesso perché questo evento per noi è stata una bella scoperta quasi casuale. Lunathica è un festival, anzi il festival internazionale di teatro di strada alla sua XVII edizione. Ben diciassette edizioni e non ce ne siamo mai accorti: vabbè, va detto che gli eventi proposti forse sono sempre stati presentati fuori Torino come potete vedere dalla locandina di quest’anno. L’articolo che ha attirato la nostra attenzione sfogliando le pagine di Torinosette è stato quello dedicato allo spettacolo della Nuova Barberia Carloni (che girano il mondo con le loro rappresentazioni): sono tre barbieri musicisti che per ingannare l’attesa dei clienti  (il pubblico) li intrattengono con musica e gag davvero divertenti. Peccato che abbiamo letto il trafiletto il giorno dopo l’evento. Azz! Così ci siamo informati sul festival Lunathica e abbiamo deciso di assistere alla prima italiana di uno strampalato e fantasioso duo francese Drôle d’impression. I clown interpretavano la parte di due attacchini che, attraverso varie gag, raccontavano (senza parlare) la storia di una città del nord della Francia e del suo porto (non ricordo il nome), incollando le foto in formato gigante sulla parete a loro disposizione. A raccontarvela così probabilmente non sono riuscito a suscitarvi la curiosità, ma posso assicurarvi che lo spettacolo è stato a dir poco meraviglioso e sono volate quasi due ore in un batter d’occhio! il programma di Lunathica è stato pregno di eventi, ma non siamo riusciti ad assistere ad altri spettacoli. Inoltre, quasi tutte le rappresentazioni sono gratuite. Un plauso va agli organizzatori di Lunathica per il loro lavoro di scoperta di tutti gli artisti italiani ed internazionali. Vi lascio con i soliti link di info, il video di presentazione degli artisti citati nel post e la foto del risultato finale dello spettacolo dei Drôle d’impression.

Per info: http://lnx.lunathica.it/lun/

Drole d'impression.jpg

Annunci

Come anticipato nel post precedente oggi vi parlerò di una rock band francese che abbiamo avuto la fortuna di conoscere a Saint-Raphaël in occasione della Fête de la musique del 21 giugno scorso e grazie all’organizzazione di RTL2 che ha permesso ad alcuni gruppi rock di farsi conoscere. Appunto, quando si dice fortuna… I Princesse(s) non erano nella lista dei partecipanti, ma a causa dell’improvvisa assenza di un’altra band è stata richiesta la loro presenza sul palco e per il pubblico è stata una rivelazione. La band è composta da cinque ragazzi energici (due chitarre, un basso, una batteria e voce più chitarra) e con la sua allegria contagiosa ha fatto ballare e cantare tutti. Le canzoni dei Princesse(s) sono in lingua francese e il cantante, soddisfatto da ciò, ritiene che oggigiorno sono rare le rock band che cantano con il proprio idioma. Sui testi posso dire poco perché non capisco il francese, ma da quello che mi ha tradotto mia moglie deduco che le canzoni trasmettono tutte un messaggio positivo. Tra le mie preferite posso citare la trascinante Pas qu’un dans ma tête (non ho fatto a meno di utilizzare il coro uh uh uh-uh uh-uh-uh-uh-uh oh-oh oh-oh come suoneria del mio smartphone). Si tratta di un brano in cui un po’ tutti possono identificarsi: chi in passato da adolescente (e perché no anche in età adulta) non è mai stato escluso dalle feste da falsi amici perché si era un po’ timidi o introversi? Non importa, me ne fotto della festa perché il divertimento è nella mia testa! Posso ancora citare Le monde est à nous: nel mondo ci sarà sempre chi si lamenta di tutto e di tutti, ma noi ce ne freghiamo perché il mondo ed il futuro sono nostri! E che dire di J’me sens bien in cui si canta di una storia d’amore terminata, ma tuttavia è meglio così, con te non potevo fare nulla, ora sono libero di fare quello che voglio, ora mi sento bene. Il 15 marzo 2018 i Princesse(s) hanno presentato il loro primo disco (autoprodotto e distribuito da Difymusic) dal titolo omonimo (disponibile sia in digitale che in cd a 10 euro) e hanno tanta voglia di farsi conoscere anche fuori dalla Francia. Chi vuole conoscerli può contattarli cliccando sui link seguenti.

https://www.youtube.com/channel/UCLG9t4rB026FxbUzc_R7hpg

https://www.facebook.com/NousSommesPrincesses/

https://www.difymusic.com/noussommesprincesses

Scansione.jpg

Finalmente, dopo alcuni anni, siamo riusciti a trascorrere una settimana di vacanza “classica” al mare e con “classica” intendo dormire, poltrire, mangiare, spiaggia, bagni, niente wi-fi e telefoni spenti. Tra le varie scelte a nostra disposizione abbiamo optato per quella più conveniente a  noi sia come distanza, sia economicamente.

Camp Long e dintorni

La scelta è caduta su Camp Long presso Villa Mélodie, un accogliente B&B gestito dalla gentilissima signora Francesca. Camp Long è una delle frazioni della città Saint-Raphaël, tra Le Dramont e Agay. Villa Mélodie dista a pochi metri dal mare, più precisamente sulla “nostra” Spiaggia di Camp Long sulla splendida insenatura circondata da coloratissime rocce rosse. La spiaggia (sabbiosa) è libera, attrezzata con docce (acqua fredda), bagno chimico, bar e ristorante (prezzi medio-alti) e ogni mattina viene rastrellata e pulita. Grazie all’insenatura le onde del mare si infrangono sulle rocce più al largo permettendo così di avere quasi sempre l’acqua calma: infatti, la spiaggia è indicata per famiglie con bambini. Camp Long è un posto molto tranquillo e poco affollato (almeno nel periodo in cui siamo andati noi, tra il 17 e il 23 giugno), quindi se le vostre intenzioni sono altre vi conviene spostarvi verso Saint-Raphael o Cannes. Un’altra spiaggia raggiungibile facilmente a piedi è la Spiaggia de l’Île d’Or di fronte all’isola omonima che è privata e dalla quale Hergé si ispirò per ambientare la sua opera Le Avventure di Tin Tin. La spiaggia è importante in quanto il 15 agosto 1944 fu meta del primo sbarco delle truppe statunitensi che contribuirono insieme a quelle francesi alla liberazione della Francia occupata dai tedeschi. Un mezzo anfibio da sbarco USA è stato posto in prossimità della strada statale in memoria dell’evento. Comunque la Spiaggia de l’Île d’Or è molto sassosa per cui, a mio parere, non è molto adatta ai bambini, a chi vuole piantare un ombrellone o a chi non sa nuotare. Per chi ama fare anche delle passeggiate consiglio vivamente il percorso Sentier du littoral immerso nella splendida vegetazione tipicamente mediterranea e contornato dalle onnipresenti rocce rosse: noi siamo partiti dalla spiaggia di Camp Long per raggiungere il faro Semaphore du Dramont (è vietato l’accesso in quanto zona militare) e il Belvedére de la Batterie lungo un percorso mozzafiato. Il sentiero è adatto a tutti, ma il mio consiglio è quello di tenere sotto stretta sorveglianza i bambini perché alcuni tratti sono a strapiombo e senza protezioni. Si possono notare ancora numerosi resti di postazioni militari e case matte dell’ultima guerra mondiale e, come si può intuire, il Belvedere de la Batterie era una posizione favorevole per piazzare l’artiglieria pesante.

Cannes e Saint-Raphaël

Le due brevi uscite “fuori porta” le abbiamo dedicate a Cannes e a Saint-Raphaël: la prima per una veloce visita alla Fnac -momenti di nostalgia- (lungo la via commerciale dei soliti marchi di lusso) e a Cultura.com (nel centro commerciale di fronte all’aeroporto) per il solito acquisto di souvenir musicali e culturali. Un negozio da non perdere è Fragonard famoso per i suoi ottimi profumi creati a Grasse in cui potete visitare il museo dei profumi. Per il tempo in cui siamo stati noi (ahimè, solo due ore) Cannes appare una bella città dal punto di vista architettonico. E’ una città viva, ma molto caotica e cara. Sarebbe opportuno visitarla per benino perché merita, ma la confusione durante tutto l’anno e la trasfusione di soldi (iniziando dai €9,60 per due ore nel posteggio sotterraneo) ne fanno una meta ardua, almeno per il momento.

Saint-Raphaël, invece, è la classica città di mare con una bella passeggiata lungo la costa, la sua ruota panoramica e i suoi numerosissimi e frequentatissimi locali. Ci siamo recati qui in occasione della Festa della musica del 21 giugno per assistere agli eventi musicali di RTL2 presso i Jardin Bonaparte in cui abbiamo potuto conoscere la trascinante rock band Nous sommes Princesse(s) di cui vi parlerò in seguito. Sono suggestive le zone pedonali centrali cioè quella intorno a Place Pierre Coullet e quella adiacente all’Église San Rafeu. Meritano una visita la particolarissima Librairie Papeterie Parisienne al numero 76 di Rue Charles Gounod e il negozio di dischi L’introuvable in Place Ortolan 6 (sigh! Siamo arrivati troppo tardi).

Dove mangiare e fare la spesa

Per la nostra esperienza i posti in cui mangiare ci sono sembrati onerosi, però vi consiglio i seguenti:

  • El Rio a Le Dramont poco distante dalla Spiaggia dello sbarco (tuttavia abbastanza economico, portate tipicamente turistiche, specialità cozze, personale simpatico ed accogliente)
  • Rotisserie du Sémaphore a Le Dramont poco distante dalla Spiaggia dello sbarco (prezzi buoni, ottimi polli arrosto con erbe provenzali, altre gustose prelibatezze locali compreso il taboulè, il personale parla anche italiano)
  • Restaurant Le Berbere a Saint-Raphaël in Avenue de Valescare 97 (cucina mediorientale) in cui con appena 27 euro (in due persone!) abbiamo assoporato un ottimo e abbondante cus-cus accompagnato da quattro tipi di carne grigliata e verdure, due birre piccole e acqua senza dimenticare l’antipastino di ceci.
  • Supermarché Spar a Le Dramont poco distante dalla Spiaggia dello sbarco (quello meno caro e più fornito)
  • Boulangerie Patissier Dalmasso & fils a Le Dramont in Rue du Débarquement (ottimo pane artigianale)

Un po’ di link

http://villa-melodie.com/it

https://www.saint-raphael.com/it

https://www.restaurant-pizzeriaelrio.com

https://www.facebook.com/pages/Rotisserie-du-Sémaphore/1426770984053609

https://www.facebook.com/Restaurant-Le-Berbère-ST-Raphael-1571327359840295

http://www.librairieparisienne.com

https://www.vinyle-actu.fr/magasin/lintrouvable

https://www.fragonard.com/fr/boutique/cannes

https://www.fnac.com/Cannes/Fnac-Cannes/cl110/w-4

https://www.facebook.com/NousSommesPrincesses

Un po’ di foto

Questo slideshow richiede JavaScript.

Risultati immagini per retromania simon reynolds

Il riassunto: Con Retromania (musica, cultura pop e la nostra ossessione per il passato), Simon Reynolds cerca di dare delle risposte alla dilagante mania del vintage e alla mancanza di novità, musicalmente parlando, in questo XXI secolo. Lo fa magistralmente toccando tematiche sociali, politiche, tecnologiche, economiche e artistiche partendo dagli inizi del ‘900 quando la musica iniziava ad essere alla portata di tutti, ovvero popolare, grazie alla diffusione dei primi grammofoni fino ai giorni nostri con i walkman, gli ipod e i canali di streaming musicale. Simon Reynolds si chiede se la nostra ossesione del vintage è solo una mania del nuovo secolo oppure anche in passato si è ricorso alla riscoperta del passato (scusate il gioco di parole)? Questa mancanza di creatività, di innovazione, di “guardare al futuro” è solo un momento passeggero? E per quanto tempo sarà così?

Il mio giudizio personale: Questo meraviglioso saggio ci permette anche di scoprire (almeno per me) nuovi generi musicali e artisti di cui ignoravo l’esistenza. Ci sono numerosissime citazioni di titoli e nomi di musicisti. Per il resto mi sono fatto una mia idea personale: ritengo che oggi siamo sommersi da troppe informazioni e come risposta a ciò sembra che sia più semplice rimanere fermi e subire quello che ci passa l’industria musicale: numerosi progetti studiati a tavolino, personaggi creati ad hoc, talent-show di dubbia qualità. Mi chiedo quanti di questi “artisti” sanno suonare almeno uno strumento, sanno leggere uno spartito, sanno scrivere il testo di una canzone, hanno studiato canto e composizione? Ci dovremmo accontentare di suoni sempre più sintetici e di cantati (ri)elaborati con un computer da un abile ingegnere del suono e un programmatore? Ci dovremmo accontentare di canzoni scritte per essere il successo del momento, massimo un mese e poi via per sparire nel dimenticatoio? Ci dovremmo accontentare di riascoltare brani del passato aggiornati con suoni più moderni e sintetici e pessimi remix (soprattutto nel mondo della dance)? Cosa rimarrà in futuro dei brani musicali di questi ultimi vent’anni? Non riesco ad individuarne uno che possa diventare un evergreen. E voi cosa ne pensate?

La citazione: La riorganizzazione spazio-temporale nell’era di internet sembra rispecchiare le distorsioni nella coscienza di sé, che appare diluita e intasata. Il commediografo Richard Foreman utilizzava l’immagine del “popolo pancake” per descrivere come ci si sente a essere “dilatati e schiacciati mentre ci connettiamo a quella vasta rete di informazioni accessibili con il solo tocco di un bottone”, contrapponendolo alla profonda ricchezza interiore del sé istruito e formato da una cultura eminentemente letteraria, dove l’identità è complessa “come una cattedrale”. In effetti, seduto di fronte al computer, mi sento teso e stressato dalle opzioni disponibili. Sono tutt’uno con lo schermo; le pagine e le finestre aperte in simultanea determinano uno stato di “attenzione parziale continua” (l’espressione coniata dalla dirigente di Microsoft Linda Stone per descrivere la frammentazione della coscienza provocata dal multitasking). E’ il “presente” che abito a sembrare appiattito, un qui e ora costellato di accessi a innumerevoli potenziali dimensioni spazio-temporali alternative. Tempo fa avvertivo una strana nostalgia  per  la noia, quel vuoto assoluto così familiare quando ero adolescente, studente al college o fannullone poco più che ventenne in coda per il sussidio di disoccupazione. Quelle impressionanti voragini temporali impossibili da colmare mi inducevano una sensazione di tedio così intenso da essere quasi spirituale. Parlo dell’era pre-digitale (prima dei cd, prima dei personal computer, assai prima di internet), quando nel Regno Unito c’erano solo tre o quattro canali televisivi praticamente inguardabili, un paio di stazioni radio appena tollerabili, niente videoteche o dvd da comprare, niente email, niente blog, niente webzine, niente social media. Per alleviare la noia si ricorreva a libri, riviste e dischi, tutti articoli limitati dalle disponibilità finanziarie. Altre soluzioni erano il crimine, la droga e la creatività. Era un’economia culturale fondata sulla penuria e la dilazione. Gli amanti della musica aspettavano che le novità, il programma radiofonico di John Peel alle dieci, Top of the Pops il giovedì. Le lunghe attese alimentavano l’impazienza e, se per caso ti perdevi la trasmissione, Peel o il concerto, l’Evento svaniva per sempre. Oggi la noia è diversa. Nasce dall’iper-saturazione, dalla distrazione, dall’inquietudine. Io mi annoio spesso, ma non per colpa della carenza di possibilità: i mille canali tv, la munificenza di Netflix, lo sconfinato assortimento di radio online, gli innumerevoli album da ascoltare, i dvd da guardare e i libri da leggere, il labirintico archivio di YouTube. La noia di oggi non è fame, non è una reazione alla privazione; è un’inappetenza culturale generata dall’eccesso di stimoli che reclamano attenzione e tempo.

Negli ultimi vent’anni, questa spinta verso l’ignoto sembra essere crollata e implosa. Se osserviamo la cultura occidentale degli ultimi dieci anni – il predominio di moda e gossip, celebrità e immagine; una popolazione ossessionata da arredo e cucina; la metastasi dell’ironia nella società – il quadro appare francamente decadente. La cultura rétro, dunque, altro non sarebbe che una sfaccettatura della caduta dell’Occidente. […] In termini di musica popolare, queste prospettive per il prossimo secolo sembrano suggerire che la tradizione pop angloamericana abbia perso lo slancio innovativo e la palla sia ora nella metà campo del resto del mondo. Il metabolismo economico iperaccelerato della nazioni in ascesa come la Cina e l’India provocherà inevitabilmente contrasti sociali e turbolenze culturali di ogni genere […]. Magari ne scaturirà della musica grandiosa, o qualche altra forma culturale affascinante. Insomma, forse è ora che l’Occidente… si riposi.

Per info:

https://www.minimumfax.com/shop/product/retromania-1947

What would I do without your smart mouth
Drawing me in and you kicking me out?
Got my head spinning, no kidding
I can’t pin you down
What’s going on in that beautiful mind?
I’m on your magical mystery ride
And I’m so dizzy, don’t know what hit me
But I’ll be alright

My head’s underwater
But I’m breathing fine
You’re crazy and I’m outta my mind

Cause all of me loves all of you
Love your curves and all your edges
All your perfect imperfections
Give your all to me, I’ll give my all to you
You’re my end and my beginning
Even when I lose, I’m winning
Cause I give you all of me
And you give me all of you, oh

How many times do I have to tell you
Even when you’re crying, you’re beautiful too?
The world is beating you down
I’m around through every move
You’re my downfall, you’re my muse
My worst distraction, my rhythm and blues
Can’t stop singing, this ringing in my head for you

My head’s underwater
But I’m breathing fine
You’re crazy and I’m outta my mind

Cause all of me loves all of you
Love your curves and all your edges
All your perfect imperfections
Give your all to me, I’ll give my all to you
You’re my end and my beginning
Even when I lose, I’m winning
Cause I give you all of me
And you give me all, all of you

Cards on the table
We’re both showing hearts
Risking it all though it’s hard

Cause all of me loves all of you
Love your curves and all your edges
All your perfect imperfections
Give your all to me
I’ll give my all to you
You’re my end and my beginning
Even when I lose, I’m winning
Cause I give you all of me
You give me all, all of you, oh
I give you all, all of me, yeah,
And you give me all, all of you, oh

(John Legend, All of meLove in the future, 2013)

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Segui assieme ad altri 193 follower

Archivi

Categorie

Il blog di Luca C. è stato visitato

  • 74,427 volte
Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: