Il Blog di Luca C.

E’ sorprendente quanto poco tempo ci voglia; è sorprendente come l’essere umano sia in grado per la sopravvivenza di piegarsi a qualsiasi condizione di vita.

Capimmo così che anche noi avevamo potere, ma solo se fossimo restati uniti.

A partire da oggi il vecchio sistema è finito: a partire da oggi vogliamo trattare direttamente con le aziende, vogliamo buste paga, contributi, vogliamo il diritto al sussidio per la disoccupazione, se mai dovessimo restare senza lavoro.

(Yvan Sagnet, Ama il tuo sogno, Fandango Libri, 2012)

Per info:

http://www.fandango.it/scheda.php/it/ama-il-tuo-sogno/687

Ecco la nuova rubrichina del 2016 dedicata ai libri. Vi presenterò alcuni libri trascrivendo le frasi che più mi hanno emozionato e colpito. Buona lettura!

E si continua a raccontare qualcosina della settimana di vacanza appena trascorsa parlandovi de “La santa coppia” tenutosi al teatro Gioiello di Torino. Si tratta di una replica, forse dell’anno scorso. In breve la storia: l’ex Papa Ratzinger riceve una lettera di Papa Bergoglio in cui si evince che ben presto verrà a soggiornare nella sua residenza per prepararsi insieme a compiere una missione segreta. Con il suo segretario particolare porteranno scompiglio in casa di Ratzinger e della sua perpetua, la quale peggiora la situazione comprendendo, invece, che i due papi sono in pericolo di vita. Tutto ciò reso credibile dalla presenza improvvisa e fastidiosa dei fratelli Babbione, fratelli stranamente tutto fare e sempre presenti al momento del bisogno. Ma quale sarà la missione segreta dei papi? Saranno veramente in pericolo? I fratelli Babbione sono veramente coinvolti? Intanto a breve si svolgerà anche la partita di calcio Germania-Argentina. I misteri aumentano. Una commedia per ridere con Margherita Fumero come suorina perpetua, Mauro Villata come Ratzinger, Franco Barbero come papa Francesco, Gianpiero Perone come il suo segretario, Francesco Damiano e Cristian Messina come i fratelli Babbione. Se lo spettacolo venisse replicato nuovamente vi invito ad andare a vederlo. E se siete fortunati come lo siamo stati noi due troverete tra il pubblico Enrico Beruschi e Beppe Braida!

Per info:

http://www.teatro.it/spettacoli/gioiello/la_santa_coppia_1862_32937

 

Finalmente un po’ di vacanza! Una settimana in cui oltre a gestire doveri mi sono anche riposato e dedicato al mio amore, agli amici, alla famiglia ed ai miei interessi, tra cui il cinema. Così ho colmato una grave lacuna: al cinema Massimo di Torino in questi giorni è in programmazione il famoso film di Charlie Chaplin Il grande dittatore. Vorrei, quindi, trascrivere il commovente ed attualissimo monologo del protagonista del film, anche se navigando su Internet, su Youtube si trova già, anche se Radio Capital lo ha usato come messaggio d’augurio nel periodo natalizio. Ma io lo voglio postare lo stesso nel mio blog. Buona lettura e meditiamo.

DISCORSO ALL’UMANITA’ dal film  (1940) Charlie Chaplin

Mi dispiace, ma io non voglio fare l’Imperatore: non è il mio mestiere; non voglio governare né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti, se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti. La natura è ricca, è sufficiente per tutti noi; la vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotti a passo d’oca fra le cose più abbiette. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà; la scienza ci ha trasformato in cinici; l’avidità ci ha resi duri e cattivi; pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari, ci serve umanità; più che abilità, ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto. L’aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti; la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell’uomo, reclama la fratellanza universale, l’unione dell’umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente. A coloro che mi odono, io dico: non disperate! L’avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano. L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo e, qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa. Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare, che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie. Non vi consegnate a questa gente senza un’anima, uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore. Voi non siete macchine, voi non siete bestie: siete uomini! Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore, voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l’amore altrui. Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate nel Vangelo di S. Luca è scritto: “Il Regno di Dio è nel cuore dell’uomo”. Non di un solo uomo o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini. Voi! Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità. Voi, il popolo, avete la forza di fare che la vita sia bella e libera; di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi, in nome della democrazia, usiamo questa forza. Uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore! Che dia a tutti gli uomini lavoro; ai giovani un futuro; ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse, e mai lo faranno! I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavo il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse! Combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere; eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole. Un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati, nel nome della democrazia, siate tutti uniti! Hannah, puoi sentirmi? Dovunque tu sia, abbi fiducia. Guarda in alto, Hannah! Le nuvole si diradano: comincia a splendere il Sole. Prima o poi usciremo dall’oscurità, verso la luce e vivremo in un mondo nuovo. Un mondo più buono in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio, della loro brutalità. Guarda in alto, Hannah! L’animo umano troverà le sue ali, e finalmente comincerà a volare, a volare sull’arcobaleno verso la luce della speranza, verso il futuro. Il glorioso futuro che appartiene a te, a me, a tutti noi. Guarda in alto Hannah, lassù.

Per info:

http://www.cinemamassimotorino.it/?p=17993

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Il primo post del 2016 tratta un argomento sul quale vorrei conoscere la vostra opinione. Vuole essere una discussione pacifica, per cui tutti i commenti dovranno essere costruttivi, non offensivi e non anonimi. Tutto il resto verrà cestinato. Come molti di voi sapranno nel periodo pre-natalizio si è scatenata una bufera su Facebook con un evento che invitava a boicottare le aperture straordinarie fino alle ore 24 nel centro commerciale Le Gru (https://www.facebook.com/events/498913380291102/). Altri centri commerciali e supermercati, invece, sono stati aperti anche il 26 dicembre (come nel mio caso; oltretutto dall’8 al 24 dicembre nemmeno un giorno di riposo con turni di 10 ore e più – da verificare la legalità di tutto ciò). Questo vi spiega anche la mia assenza dal blog a dicembre. Sta di fatto che si è consumata una vera guerra tra poveri: insulti a go-go tra chi era costretto a lavorare e chi era favorevole all’apertura. Ora, io dico, ci sono mestieri che non vanno mai in vacanza: vedi il settore della sanità, dei trasporti, del turismo, dello spettacolo, della sicurezza. Almeno tre sono servizi essenziali per il cittadino. I settori del turismo e dello spettacolo invece guadagnano proprio nei giorni di festa. A tutti questi lavoratori un enorme grazie per il loro servizio. Ma sarebbe giusto che fossero previsti dei turni perché anch’essi hanno una vita privata e non possono sempre stare al nostro servizio. Purtroppo da quanto si evince dai commenti sul social network non è così: cuochi, camerieri, addetti vendita praticamente costretti a lavorare tutte le feste, tutte le domeniche con turni che superano sempre più le 8 ore. Ci sono feste in cui sarebbe opportuno turnare per far sì che tutti ne godano. I centri commerciali ormai sono diventati macchine di svago per chi non ha più fantasia (vedi chi festeggia i compleanni dei figli nell’area bimbi dell’Ikea) e si pretende il massimo con il personale al minimo. Che poi il problema non sono le festività se si fanno turni con criterio. Il problema è che la gente ci va lo stesso, nei centri commerciali e negli ipermercati, nei giorni festivi (religiosi e non), il 1° maggio (festa dei lavoratori), pure il 26 dicembre, a pasquetta, a ferragosto, di notte e prevedo molto presto anche a natale e pasqua. Il problema è che non c’è più ritegno e rispetto per chi lavora, sia da parte delle aziende che dai clienti. Hanno eliminato tutti i diritti che i nostri genitori hanno conquistati con fatica tenendo sotto scacco la generazione attuale con contratti a tempo determinato e con l’inutile job-act. Altro che ripresa economica. Ci stanno prendendo tutti in giro. Qua la crisi non è solo economica, ma soprattutto sociale, di valori e di cultura. C’è una povertà culturale che fa paura: quando ti rispondono che si va in un centro commerciale perché non si sa cosa fare allora inizi a porti molte domande. Perché? Non è più salutare portare i figli al parco, giocare con loro, stare con la famiglia, pattinare sul ghiaccio, andare al cinema, al teatro o in un museo? Ci sono una miriade di alternative piuttosto che fare gli zombie lungo le corsie di un centro commerciale cercando di riempire un vuoto interiore con acquisti non sempre utili. Con la mia esperienza vi potrei raccontare di clienti che vogliono un tablet di cui, però non sanno che farci; oppure di clienti alla soglia di povertà che finanziano smartphone da 1000 euro. Ripeto che è una crisi innanzitutto culturale e sociale di tutto la civiltà occidentale. E molto probabilmente l’iniziativa del personale de Le Gru era rivolta contro questo stile di vita orrendamente consumistico che incide sulla qualità della vita dei lavoratori dei centri commerciali (e anche dei clienti inconsapevoli). Imploro tutti di aprire gli occhi e attivare il cervello perché ci stanno facendo diventare tutti celebrolesi. I valori nella vita sono altri. Siamo ancora in tempo per cambiare. O forse no?

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 12.000 volte in 2015. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 4 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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