Il Blog di Luca C.

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Non esisterà più il disco che ti consumi all’infinito nella tua cameretta, ci sarà solo una lunghissima playlist in continuo aggiornamento. Oggi sono le stesse piattaforme di streaming a dettare le regole per scrivere le canzoni: da tempo Spotify manda mail dove invita noi produttori a seguire indicazioni precise – a partire dalla durata dell’intro, fino a quando far entrare la voce in un pezzo – al fine che i brani funzionino meglio. Ogni singolo secondo della canzone viene smembrato per capire esattamente quando l’utente ha premuto stop ed è passato ad altro. Può essere una cosa brutta o, al contrario, molto stimolante, non mi interessa esprimere un giudizio, ma ti immagini se ai Pink Floyd avessero consigliato di modificare la stesura di Time, su The Dark Side of the Moon, perché prevedevano che dopo il trentesimo secondo l’utente si sarebbe annoiato, secondo te come avrebbero reagito?

(RollingStone, Intervista a Michele Canova)

Sarà per questo che riscopriamo il passato e là ci rifugiamo per ovviare alla mediocrità di oggi? Sarà per questo che mi rifugio nel buon vecchio jazz o rhythm’n’blues o classical o rock’n’roll? Ed io che pensavo invece di stare invecchiando precocemente…

Per leggere l’intervista completa: http://www.rollingstone.it/musica/news-musica/nel-pop-di-oggi-ce-tutto-tranne-che-la-speranza-michele-canova-ci-spiega-come-si-scrivono-le-hit-in-usa/2017-11-11/

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Questa volta lascio che sia il testo di Stringimi forte a presentare Sconfinando ovvero il nuovo splendido lavoro di Giorgio Conte (un’antologia di suoi successi e inediti in versione orchestrale) e con la copertina a cura di Ugo Nespolo.

Stringimi forte, abbracciami
prima che si alzi il vento
Stringimi forte e abbracciami
prima che scada il tempo
Tienimi stretto ancora
Alla faccia di questo tempo
che ci vuole portare via
e che si insegue con il suo cucù

Stringimi forte, abbracciami
Stringimi un po’ di più
Stringimi forte, abbracciami
prima che si alzi il vento
Stringimi forte e abbracciami
prima che scada il tempo
Tienimi stretto ancora
Si sta fermando il tempo
Ci lascia qualche attimo
forse qualcosa in più

Stringimi forte, abbracciami
Stringimi un po’ di più
Stringimi forte, abbracciami
prima che si alzi il vento
Stringimi forte e abbracciami
prima che scada il tempo
Tienimi stretto ancora
Si sta placando il vento
sì, però, però che spavento
ci siamo presi noi

Stringimi forte, abbracciami
Stringimi un po’ di più
Stringimi forte, abbracciami
prima che si alzi il vento
Stringimi forte e abbracciami
prima che scada il tempo
Tienimi stretto ancora
Si sta placando il vento
sì, però, però che spavento
ci siamo presi noi
Stringimi forte, abbracciami
Stringimi più che puoi

(Giorgio Conte, Stringimi forteSconfinando, 2017)

Info: http://www.giorgioconte.com/

 

Approfittando di una splendida giornata autunnale ottobrina abbiamo deciso di recarci nelle Langhe in quel di Barolo per visitare il Museo del vino e godere dei meravigliosi panorami che offre il territorio. Vi sembrerà strano, ma io non avevo ancora visitato suddetti luoghi e ne sono rimasto affascinato. Il Museo del vino (gratis per i possessori di Tessera Musei) si trova all’interno del Castello di Barolo ed è composto da ben quattro piani e si snoda lungo un interessante percorso multimediale ed interattivo. Si parte dal terzo piano dedicato a I tempi del vino dalla coltivazione della vite alla produzione del vino seguendo il ciclo delle stagioni e della natura attraversando stanze in cui sono state installate stupefacenti scenografie. Si passa al secondo piano dedicato a Il vino nella storia e nella arti dalla sua produzione nelle civiltà antiche fino ai giorni nostri passando attraverso tutte le arti (letteratura, pittura, musica, teatro e cinema). Si scende quindi al primo piano che conserva gli arredi originali della famiglia Falletti di Barolo e in cui ci si immerge più in particolare nella Storia e nelle vicende dei marchesi ed in particolare su come è nato il vino Barolo. Si termina nel piano interrato dedicato alle ultime trasformazioni del castello grazie alla marchesa Giulia. Ovviamente il percorso sfocia nella sala dello shopping e delle degustazioni di Barolo di tutte le cantine (degustazioni a pagamento da uno a quattro euro). La visita dura almeno un’ora con possibilità di noleggiare l’audio-guida. Una volta usciti dal castello è bello passeggiare lungo le caratteristiche stradine di Barolo incontrando molti turisti stranieri. Nel paese non mancano ovviamente trattorie, sale degustazioni ed enoteche che al momento risultano molto onerose per le nostre tasche. Abbiamo quindi optato per il bar DiVin Café (prenotato già al mattino appena giunti a Barolo) in cui vengono offerti piatti caldi ben cucinati e i vini: con 15 euro a testa ci siamo gustati due hamburger di fassona con contorno di verdure di stagione accompagnato da un bicchiere di Barolo, due dessert, due caffè e due bottigliette d’acqua. Il pomeriggio è trascorso con la visita al curioso Museo del cavatappi (gratuito per i possessori di Tessera Musei) e con la passeggiata al paese vicino La Morra molto più tranquillo di Barolo, ma non per questo meno suggestivo. Termina così una piacevole giornata all’insegna del buon cibo e di splendidi paesaggi autunnali grazie anche ad una calda giornata quasi estiva.

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Per info:

http://www.wimubarolo.it

http://www.museodeicavatappi.it

http://www.comune.barolo.cn.it

http://www.comune.lamorra.cn.it

 

Scansione

Sempre più spesso quando passeggiamo in centro ci capita di percorrere quelle vie laterali che di solito sono snobbate dalla maggior parte delle persone, ma che in  un modo o nell’altro ci sorprendono con vedute diverse della città, con informazioni storiche e  artistiche e con la scoperta di un mondo commerciale fatto di piccole botteghe artigiane e di giovani imprenditori coraggiosi. Così, per esempio, ci si può imbattere in Balocco Arte in cui si restaurano vecchie bambole e si vendono anche meravigliosi carillon, oppure in I love spices in cui potete trovare tutte le spezie del mondo, oppure in Braciolemani in cui potete gustare le famosissime braciole messinesi accompagnate dalla Birra dello Stretto del Birrificio Messina salvato dai suoi dipendenti dopo il licenziamento da parte di una famosa multinazionale della birra, oppure in molte librerie come ad esempio Pop Hearth specializzata in libri di arte e design. Se invece amate gli i cibi americani c’è Americalicious in cui si vendono prodotti di importazione che non troverete da nessun’altra parte. Ma oggi vi voglio parlare della scoperta di un piccolo laboratorio in via Mercanti 2/G a Torino che produce e vende tiramisù da passeggio. Il negozio si presenta come una piccola gelateria solo che al posto del frigorifero con le vaschette di gelato ci sono delle graziose scatolette di cartone contenenti il famoso dolce in varie versioni. Quando siamo entrati ci ha accolto una ragazza gentile che ci ha presentato tre versioni di tiramisù disponibili: quelli classici, quelli alla nocciola e quelli alla fragola. Abbiamo optato per gli ultimi e siamo rimasti soddisfatti dalla bontà. La dose è consistente e i quattro euro li vale tutti. Sicuramente ci ritorneremo e chissà che non ci siano nuovi “gusti” di tiramisù, anzi di Tirmesù (in piemontese).

Remixland 2K17 - front

Avendo molto tempo, ahimè, a disposizione mi diletto a fare qualcosa di creativo (perché ne ho bisogno e lo consiglio pure a voi come metodo anti stress). Tra i miei molteplici hobbies c’è spazio anche per la musica dance. Mi diverto a cercare e ascoltare gli ultimi successi sul sito https://www.danceitalia.it/classifica-dance/ per poi selezionarli e inserirli nelle mie compilation mixate con il mio, ormai, fedele mixerino Hercules. Vi voglio raccontare come svolgo questo simpatico passatempo: una volta selezionate le tracce che mi piacciono di più le aggiungo nella lista dei brani da mixare con il software DJuced 18. Di solito ho l’abitudine di metterle in ordine di BPM (battiti per minuti) dal più basso al più alto. A quel punto basta avviare le prime due canzoni e cercare di capire che cosa hanno in comune per effettuare al meglio il mixaggio. Quando ho deciso a che punto staccare il primo brano per inserire il secondo, il tipo di effetto e la durata della miscelazione, se sono soddisfatto, mi scrivo tutto su un foglio in modo da ripetere gli stessi mixaggi in fase di registrazione. Alcune volte, anche se mi sono segnato tutto, mi capita di sbagliare. Allora i casi sono due: registrare tutto da capo oppure continuare da dove ho sbagliato ed effettuare in seguito un montaggio audio (cosa non sempre semplice). Quando nessuno mi mette fretta, non ho impegni di nessun tipo, non suonano al citofono, non squilla il telefono, non ho urgenze fisiologiche, eccetera eccetera, spesso riesco a creare la compilation in un colpo solo. La tempistica, normalmente, è di circa due o tre giorni compresa l’ideazione della copertina che nasce dalle sensazioni che mi creano i brani che ascolto. In quest’ultima esperienza ho scelto di inserire molti remix. Subito il pensiero è andato ai mixer da cucina, da lì ai frullati di frutta e verdura che solitamente sono rinvigorenti ed energizzanti. L’ultima copertina è nata così, con una semplice ricerca di immagini su Google e un facile fotomontaggio. Il titolo forse non è proprio originale (Remixland era una compilation pubblicata agli inizi del 1994 – di seguito la copertina ),  ma rende molto bene l’idea così come l’immagine.

Remixland 2K17 è nata così e potete ascoltarla (rispettando i diritti d’autore) andando subito nella sezione My DJ Set di questo blog.

Per info:

Risultati immagini per mixcloud Ascolta le mie compilation

Risultati immagini per spotify Ascolta le mie playlist (tracce non mixate)

 

Remixland Compilation 1994

 

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