Il Blog di Luca C.

GITE IN MONTAGNA E RIFUGI PROVATI PER VOI

Ed eccoci di nuovo a raccontare un’altra semplice passeggiata in montagna: questa volta vi porto alla sorgente del fiume più lungo d’Italia, il Po. Partendo da Torino imboccate l’autostrada A55 per Pinerolo fino al termine della stessa; proseguite per Val Pellice fino a quando incontrate le indicazioni per Barge; da lì seguite per Paesana e Crissolo. La strada diventerà stretta. La nostra meta in cui abbiamo mangiato è sita a Pian della regina. Il nome del ristorante all’interno della Locanda Regina è tutto un programma, Baita della polenta! In realtà la vera meta è stata Pian del re, ben 500 mt più in alto. Volendo ci si può arrivare anche in auto oppure con il pulmino apposito. Ma volete mettere una bella camminata di un’ora sui viottoli del Monviso? In effetti se c’è tanto sole può diventare un pochino faticoso perché non c’è un albero a fornire un minimo d’ombra sul percorso. Appunto, il percorso a piedi… Vi raccomando buone pedule e un bastone da trekking perché l’ultimo tratto è ripido e la discesa è peggio della salita. Arrivati a Pian del re finisce la strada e ci sono dei punti di ristoro e informativi. Infatti da lì iniziano altri percorsi più o meno impegnativi, ma a noi interessava arrivare alla sorgente del Po. Come abbiano intuito che sia veramente la sorgente non lo so dato che scendono altri torrenti da cime più alte. Forse perché è pittoresco vedere uscire acqua da sotto le rocce. Comunque, sarà per il periodo (agosto), pur essendo un giorno feriale era pieno di gente e di auto. Per fortuna abbiamo avuto l’accortezza di prenotare un tavolo per le 14, ora prevista del ritorno a Pian della regina. La baita della polenta e’ ampia e accogliente. Si può mangiare fuori sulla terrazza o all’interno davanti al camino. A quanto pare non esiste un menu alla carta ma solo quello fisso a 30 euro comprendente molti antipasti di salumi e formaggi e la polenta con vari condimenti. Pensare di mangiare tutto è impensabile. Noi, che abbiamo ordinato un antipasto di lardo e la polenta, abbiamo pagato 24 euro con vino, caffè e un bicchierino di genepì compreso il dessert. Era già fin troppo abbondante. Come avessero calcolato il prezzo non si sa dato che non ci sono prezzi scritti. Comunque il personale è gentile e le portate ottime. Con tutto il ben di Dio che abbiamo mangiato abbiamo dovuto fare una siesta sui prati dove ci siamo addormentati per un’ora fino alle 17. Ci eravamo portar un carico di sonno (e stress) dalla(e) settimana(e) prima. Infine siamo ripartiti per Torino facendo una sosta a Crissolo, vivace e ridente paesino, e a Ostana indicato come uno dei borghi più belli d’Italia. Sarà! Il resoconto della gita termina qui con qualche foto. Alla prossima!

per info:

http://www.locandaregina.com/home.php

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Gita al Rifugio Guido Rey

Gita al Rifugio Salvin

Gita al Rifugio Terzo Alpini

Varie in breve

A parte il primo articolo gli altri sono un po’ datati; vi invito ad aggiornali.

Tornato a casa da lavoro con un ottimo umore per il sole e la voglia di fare una bella corsa al parco nel pomeriggio libero i miei programmi cambiano e con la scusa del caldo afoso (grande Giove!) decidiamo di andare a visitare il BTTF Museum ovvero il museo dedicato al film cult Ritorno al futuro di cui quest’anno si festeggia il trentennale. La mostra è temporanea ed è ospitata all’interno del Museo del Freidano in via Ariosto (dov’è ubicato il BEFED) a Settimo Torinese, a pochi chilometri da Torino. All’interno del museo sono esposti alcuni cimeli originali dei tre film: dallo skateboard usato nel primo episodio alle scarpe futuristiche Nike, che si allacciano da sole (quelle belle sono un prototipo dell’azienda). Fa sorridere come solo 30 anni fa fu immaginato il 2015! Altro che auto che volano e skateboard senza ruote! Al termine della mostra ci sono anche degli abiti usati in altri film come Terminator. La mostra si tiene al secondo piano del museo, mentre al primo proiettano in continuazione i tre film in alta definizione. Entrando nel cortile vi dà il benvenuto la mitica De Lorean immatricolata nel 1981, ma ovviamente non è quella usata nel film. Comunque è stata attrezzata con tutti gli accessori che comparivano nel lungometraggio. Con 5 euro è possibile salirci sopra e fare un viaggio come passeggeri per cinque minuti. Forse un po’ troppo, ma vuoi mettere salirci sopra? Dicono che converrebbe prenotare in anticipo il giro in De Lorean, ma vista l’affluenza di gente (non c’era praticamente nessuno) si può decidere sul momento. Non so come possa essere nella fine settimana, ma quando siamo andati noi c’erano sì e no cinque persone incluse noi. Di sicuro è una mostra interessante per chi ha amato il film e i suoi protagonisti. Il costo del biglietto mi sembra un po’ eccessivo (10 euro), ma forse potrebbe essere giustificato da tutti gli oggetti che sono originali e provenienti dagli Universal Studios. La mostra è visitabile fino al 14 novembre poi i cimeli verranno riportati nella sede principale a Castagneto Po. Invece, un’altra iniziativa sempre legata al film ed organizzata sempre da chi ha allestito il museo è il ballo Incanto sotto al mare che si terrà il 7 novembre alla Suoneria di Settimo con tanto di orchestra che suonerà brani degli anni ’50 e degli anni ’80, o almeno così è promesso. L’abito in tema è doveroso. Il costo del biglietto è 39 euro con tre consumazioni (due per bere e una per mangiare). Si inizierà alle ore 19 fino alle 2 di notte. I posti sono limitati data l’ampiezza del locale. Nel costo del biglietto è compresa anche la visita al museo a poche centinaia di metri dalla Suoneria. E adesso qualche foto, il resto lo lascio scoprire a voi.

Per info:

http://backtothefuturemuseum.com/it

http://www.ecomuseodelfreidano.it/

http://www.suoneriasettimo.it/

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Complici il maltempo, gli amici in vacanza e l’ultima lettura di Giuseppe Culicchia Torino è casa nostra abbiamo approfittato per visitare due musei della nostra città: Il MAO con la mostra fotografica temporanea dedicata alle spezie. Magnifiche immagini prevalentemente di paesaggi asiatici, ma anche sud americani e africani. Fotografie realizzate per il National Geographic da bravissimi reporter che hanno immortalato paesaggi, vegetali e persone che lavorano per ottenere le famosissime spezie che tutti usiamo in cucina: Dal pepe al peperoncino, dallo zenzero allo zafferano. Tra le curiosità (che già sapevo avendo lavorato in un vivaio) vi ricordo che la vaniglia è ottenuta da una varietà di orchidea e lo zafferano dal crocus. Quest’ultima spezia e’ carissima perché da un fiore si ricava poco prodotto. A parte le foto erano anche esposti oggetti per pestare le spezie, tappeti e tessuti. Di sicuro si tratta di una mostra che affascina chi ama l’arte della fotografia e la cucina. Si scoprono molte cose: io, per esempio, non avevo mai visto la pianta della noce moscata. Al termine della mostra non ho resistito a comprare un libro di cucina medio-orientale e uno di fotografia. Il mattino è proseguito andando a visitare Porta Palazzo ovvero Piazza della Repubblica con il suo ricco ed economico mercato ortofrutticolo. Erano ben 35 anni che non mi ci recavo, da quando avevo 4 anni e mi ci portava mio nonno. Mi ricordo tanta confusione, una moltitudine di colori e odori. Forse non è cambiato molto a parte le lingue e i dialetti: rumeno, slavo, marocchino anziché dialetti del meridione d’Italia e piemontese. E’ stata una riscoperta gradevolissima, anche se un occhio lo davamo sempre alle nostre borse. Quel che più apprezzo è il mercato ortofrutticolo e il mercato coperto alimentare. Infine un giro nella Galleria Umberto I con il suo gusto retrò, che ospitava l’ospedale Mauriziano e soprattutto un enorme e rifornitissimo negozio di liquori e vini nostrani ed esteri. Luoghi ormai accantonati in qualche parte del mio cervello che sono usciti allo scoperto con tanti ricordi piacevoli dell’infanzia prima della scuola elementare. Ma il tempo scorre velocemente e così ci siamo recati a mangiare presso il Pastis in piazza Emanuele Filiberto 9. Cucina casalinga genuina: un buon piatto di polpette al sugo accompagnato da insalata alle arance, finocchi e cipolle terminando con due cannoli siciliani. Un buon prezzo: 37 euro in due con caffé, acqua e un calice di vino. Per non farci cogliere dalla sonnolenza post pranzo abbiamo passeggiato subito dal quadrilatero romano fino a Piazza Castello per finire al Museo Egizio rinnovato e restaurato. Ben due ore e mezza di visita gratis con l’Abbonamento Musei e con audio guida. Che volere di più? Forse un po’ di riposo e così prima di recarci a casa ci siamo rilassati su uno dei tram storici della linea 7 che, come raccontai anni fa, percorre più o meno la linea delle mura della Torino romana. Un giro sul tram soprannominato “due camere e cucina”, quello che sferraglia in curva e ondeggia alle “alte” velocità (max 45 Km/h), osservando le strade del centro di Torino. Il nostro tempo termina qui. Una giornata insolita e divertente a fare i turisti nella nostra città stupendoci di di quanto tutto sommato sia bella, affascinante e sorprendente! Sicuramente un’esperienza da ripetere… Altro che centri commerciali in periferia! Sappiate godere delle cose veramente belle!

Per info:

http://www.maotorino.it/

http://www.museoegizio.it/

http://scopriportapalazzo.com/

http://riquadrilatero.it/pastis.shtml

http://www.abbonamentomusei.it/pages/Landing_Abbonamento_Musei_it/138

GITE IN MONTAGNA E RIFUGI PROVATI PER VOI

E ricomincio a scrivere il blog partendo da una rubrica con la quale vorrei che tutti possano avere delle indicazioni utili, ma anche rispondere, aggiungere, cambiare, correggere, suggerire… L’argomento trattato è: Gite in montagna e rifugi provati per voi con sosta nei rifugi. Si tratta di passeggiate che abbiamo fatto in compagnia o solo noi due, sicuramente adatte a tutti perché non siamo esperti montagnini. Ovviamente è importante avere sempre con un po’ di attrezzatura buona a partire dalle scarpe: io ultimamente ho acquistato le pedule Berghaus in saldo a 119 euro, però sono comodissime e il piede non suda, o almeno non si inzuppa di sudore. Eventualmente ci sono i bastoni, gli zaini, le borracce. Ma non voglio assillarvi perché ritengo che siate tutti bravi nel capire i vostri limiti, le vostre abitudini e le vostre capacità. Torniamo all’ultima gita che ci ha visto raggiungere la splendida Valle d’Aosta. In auto partendo da Torino imboccate l’autostrada TO-AO fino ad Aosta. Usciti ad Aosta seguite le indicazioni per Gignod sulla SS27, ovvero per il tunnel del Gran San Bernardo. Se tutto va bene attraverserete un lungo tunnel di circa 5 km. Dopo Gignod seguite le indicazioni per Buthier (incrocio a sinistra). Sbagliare è difficile perché ci sono anche le indicazioni turistiche (quelle marroni) per il Rifugio Chaligne. Qui la strada comincia a salire e potrete godere dei panorami che Valle d’Aosta offre. Continuate su questa strada finché non diventa sterrata. A questo punto posteggiate. Qui comincia la passeggiata della durate di un’ora se siete veloci, o un’ora e un quarto se siete tranquilli come noi. Potete scegliere se seguire la strada sterrata su cui transitano anche alcune auto oppure il percorso a3 (scritto in un cerchio giallo) che vi permetterà di addentrarvi in nella pineta e stare anche all’ombra. Le tempistiche sono giuste e dopo poco più di un’oretta vi troverete il Rifugio Chaligne, ottimamente ristrutturato, in cui potrete trascorrere qualche giorno nelle stanze messe a disposizione, oltre a mangiare gustosissime pietanze, dal lardo d’Arnad con burro all’acacia, ai taglieri con formaggi della regione, alla classica polenta concia con fontina d’Aosta e una spolverata di cannella, a quella con il Bleu d’Aosta fino ai dolci. Diciamo che i prezzi possono essere un pochino alti, ma nemmeno tanto viste le porzioni (10 euro il tagliere, 10 euro la polenta, i dolci a partire da 3,50 euro, 3 euro il quartino di vino, 1,50 il caffé): pane e acqua inclusi. In due ve la cavate con 45 euro. Fuori dal rifugio sono sistemati tavoli e sedie a sdraio ed è presente anche la sauna per chi volesse ulteriormente sudare. Per chi non è contento ci sono altre gite che partono dal rifugio e portano in cima (?) o verso altre mete con due ore di cammino in più. Ma noi, poco allenati oramai alle escursioni, ci siamo fermati qui. Per il momento ci siamo gustati il fresco (25°C) dei 1935 mt. rispetto ai 36°C di Torino. Ma soprattutto abbiamo goduto del silenzio della natura in un lunedì di questo caldissimo e afoso luglio 2015, dato che con il mio lavoro tutte le domeniche e tutte le sante feste sono rinchiuso dentro ad uno dei tantissimi centri commerciali. Che questo post sia di suggerimento a tutte quelle persone che non hanno idee migliori che trascorrere i week-end nel modo più triste possibile: provate altro nella vita! Vi potrebbe capitare anche di vedere uno stambecco e una marmotta che vi attraversano la strada a pochi metri come è successo a noi! Non ho foto dei meravigliosi posti che abbiamo visto. Li lascio scoprire a voi.

Per info:

http://www.chaligne.com/

Altri post di questa rubrica in questo blog:

Gita al Rifugio Selleries

Gita al Rifugio Guido Rey

Gita al Rifugio Salvin

Gita al Rifugio Terzo Alpini

Varie in breve

Ovviamente sono un po’ datati; vi invito ad aggiornali.

Parcheggio verde fila 9 posto auto 26
Lo segno sennò quando lo ritroverei
Il centro commerciale è tanto grande che mi perderei
Ma poco male tanto non me ne andrei mai

Ed i negozi di catene tutte uguali e identiche
Mi fan sentire sempre come a casa mia
Anche le cose son disposte sempre in modo simile
Perchè non è mai pratica la fantasia

Le scale mobili, i centri estetici, prodotti tipici, big mac
Maglie del Manchester, scarpe e giocattoli, sali da bagno, smartphone

L’astronave madre luminosa colorata e immobile
Cattedrale scintillante nelle buie periferie
Incontaminata ed invincibile

Nel megastore dell’elettronica, le offerte sugli hard disk
curiosi provano un po’ quel che capita
Le facce di una coppia sui televisori lcd
Si specchiano dentro alla telecamera

Nel piano sppra un ragazzo guarda una ragazza che
Osserva le vetrine distrattamente
Alla piazza dei ristoranti il suo sguardo incrocerà
La inviterà a cena o non le dirà niente

Le scale mobili, i centri estetici, prodotti tipici, big mac
Maglie del Manchester, scarpe e giocattoli, sali da bagno, smartphone

L’astronave madre luminosa colorata e immobile
Cattedrale scintillante nelle buie periferie
Incontaminata ed invincibile

L’astronave madre dove ogni sogno è realizzabile
Rinfrescante porto franco nelle estati torride
Calda quando il cielo sembra avvolgere

(L’astronave madre, Max Pezzali, 2015)

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