Il Blog di Luca C.

Non vorrei dire… Poco più di due settimane fa si è concluso l’Eurovision Song Contest 2016 svoltosi in Svezia. Sarà complice molto la mia ignoranza, sarà che non sto sempre attaccato alla TV, sarà che pubblicizzano l’evento in maniera più massiccia, sarà che in tutti questi anni mi sono interessato ad altro (e ad altri generi musicali), sarà che mi sembra di parlare di Eurovision Song Contest da quando siamo andati a Vienna nel 2014, anno in cui vinse l’inquietante donna barbuta o, se preferite, l’uomo barbuto femminizzato (Conchita), ma comunque con una bellissima voce, che era praticamente su tutti i quotidiani austriaci ogni santo giorno. Però, non so… Non mi sembra di aver perso molto in tutti questi anni con l’Eurovision Song Contest. Non ho assistito alla gara canora di quest’anno (e nemmeno degli anni passati), ma grazie ad Internet e a Youtube mi sono fatto una mia idea personale e devo dire che non mi sembra un granché. Non che io sia un esperto musicologo, ma un semplice ascoltatore di tutti i generi musicali, però, non so, mi sembra che il livello musicale sia estremamente e orrendamente basso costituito da un insieme di suoni elettronici campionati paurosamente “globalizzati” che non hanno niente di personalizzante e che non rispecchiano alcunché delle tradizioni delle Nazioni in gara. Oddio, dei testi non posso dire nulla perché non capisco le lingue, quindi sull’argomento “lyrics” lascio ad altri il responso (basterebbe, comunque, aggiungere i sottotitoli durante l’esibizione). E’ vero che ogni cantante può portare un brano scritto in una qualsiasi lingua europea (come ha fatto la cantante austriaca Zoe con Loin d’ici), ma le musiche lasciano veramente a desiderare. La maggior parte dei partecipanti canta ormai in inglese (forse costretta dalle multinazionali del mercato della musica) come se in qualche modo volesse essere, forse giustamente, il più possibile internazionale e visibile (anche grazie alle stupende scenografie tecnologiche di quest’anno), ma, infine, si diventa tutti uguali e omologati alle mode del momento. I suoni usati nelle canzoni ricordano altre musiche che vanno tanto di moda oggi e che non lasciano nessun segno come, oramai, la stragrande maggioranza dei brani EDM, dance e pop di questi ultimi anni. Brani che si assomigliano, o peggio ancora che riprendono vecchi successi: insomma, niente originalità e fantasia a zero. Nulla che rimanga nella memoria e tutto estremamente sfuggevole. E, purtroppo, questo non avviene sono nella musica, ma in tutti i settori. Secondo me, il bello di questa gara è ascoltare brani in lingua originale portando un po’ di tradizione del proprio Paese, così com’è bello viaggiare potendo scoprire altre situazioni a noi sconosciute, lasciando spazio alla sorpresa e allo stupore!  Non voglio essere tacciato di conservatorismo, anzi ritengo giusto che ci siano le contaminazioni culturali. E’ da pazzi pensare di conservare la propria cultura così com’è per sempre. Quindi ben vengano gli incontri multiculturali, ma ritornando all’Eurovision Song Contest  mi sembra che ci sia stato un appiattimento musicale (e culturale) imposto dalle case discografiche, sicuramente in mano alle multinazionali, che seguono le leggi del mercato e il profitto trascurando l’originalità e la qualità. Secondo me stiamo percorrendo la strada sbagliata. Ditemi se sbaglio. Termino con un aforisma di Confucio: se vuoi capire un popolo ascolta la sua musica.

Per info: https://www.youtube.com/user/eurovision

Un video “semplice”, un testo profondo e un po’ di Torino.

Hanno vinto le corsie preferenziali
hanno vinto le metropolitane
hanno vinto le rotonde e i ponti a quadrifoglio
alle uscite autostradali
hanno vinto i parcheggi in doppia fila
quelli multi-piano, vicino agli aeroporti
le tangenziali alle 8 di mattina e i centri commerciali
nel fine settimana
hanno vinto le corporazioni infiltrate nei consigli comunali
i loschi affari dei palazzinari
gli alveari umani e le case popolari
e i bed & breakfast affittati agli studenti americani
hanno vinto i superattici a 3.000 euro al mese
le puttane lungo i viali, sulle strade consolari
hanno vinto i pendolari
ma ha perso la città, ha perso un sogno
abbiamo perso il fiato per parlarci
ha perso la città, ha perso la comunità
abbiamo perso la voglia di aiutarci.

Hanno vinto le catene dei negozi
le insegne luminose sui tetti dei palazzi
le luci lampeggianti dei semafori di notte
i bar che aprono alle 7
hanno vinto i ristoranti giapponesi
che poi sono cinesi anche se il cibo è giapponese
i locali modaioli, frequentati solamente, da bellezze tutte uguali
le montagne d’immondizia, gli orizzonti verticali
le giornate a targhe alterne e le polveri sottili
hanno vinto le filiali delle banche, hanno perso i calzolai
e ha perso la città, ha perso un sogno
abbiamo perso il fiato per parlarci
ha perso la città, ha perso la comunità
abbiamo perso la voglia di aiutarci.

(Niccolò Fabi, Ha perso la città, Una somma di piccole cose, 2016)

FolderTracklist

Vi presento il mio nuovo progetto: Spring 2016 Compilation. Si tratta di una mia personale selezione di brani mixati con Virtual DJ e sempre tratti dal cd Fun Dancefloor Spring 2016, ma questa volta ho pensato a qualcosa di più energico a 125 BPM. Ho escluso i brani troppo “rumorosi” preferendo la melodia. Qualche errorino c’è anche a causa dell’impossibilità del preascolto. Insomma, pur usando metodi molto artigianali (se mi poteste vedere sorridereste) dei miglioramenti ci sono comunque. Se vi interessa potete scaricare la campilation (formato MP3 320 Kbps) e la copertina (jpeg) sul link sottostante (OneDrive). Buon ascolto. Di seguito la tracklist:

  1. Sigala Feat. Bryn Christopher – Sweet Lovin’
  2. Pagadixx Feat Malee – Victory (Original Radio Edit)
  3. Feder Feat. Emmi – Blind
  4. Felix Jaehn Feat. Polina – Book Of Love
  5. Watermät and Tai – Frequency (Radio Edit)
  6. Coveri & Donati – Trust me now (Strip Boulevard Radio Edit)
  7. Smash feat. Ridley – Lovers2Lovers (Radio Edit)
  8. Sugarstarr Feat. Alexander – Hey Sunshine (Antonio Giacca Radio Mix)
  9. Hardwell Feat. Jake Reese – Mad World [Radio Edit]
  10. Madcon Feat. Ray Dalton – Don’t Worry
  11. Julian Perretta – Miracle
  12. Robin Schulz & J.U.D.G.E. – Show Me Love
  13. Nils Van Zandt feat. Sharon Doorson – Feel Like Dancing (Radio Edit)
  14. Franko – Coller La Petite
  15. Madcon Feat. Ray Dalton – Don’t Worry
  16. Dimitri Vegas & Like Mike Feat. Ne-Yo – Higher Place
  17. Blinkie – Don’t Give Up (On Love) (Radio Edit)
  18. Eva Simons Feat. Sidney Samson – Bludfire

YEAR: 2016

FORMAT FILE: MP3, 320 kbps

BPM: 125

TIME: about 46′

https://onedrive.live.com/redir?resid=4FD818A294224302!3672&authkey=!ALvjo8TOJPVinxM&ithint=folder%2cmp3

 

 

Per la nostra igiene mentale ci è sembrato giusto trascorrere qualche giorno fuori casa (dopo circa un anno e mezzo che non facevamo una vacanza) e abbiamo accolto l’idea di due nostri amici di recarci a visitare Perugia nel periodo di Pasqua. Per risparmiare un po’ abbiamo prenotato un appartamento in periferia della città. Lì vicino c’era la stazione della comoda minimetro che ci avrebbe portato nel centro storico.

Mezzi di trasporto:

La minimetro, si chiama proprio così, non è nient’altro che una funivia che viaggia su binario ed è comodissima per spostarsi fino in centro città. Per spostarsi ci sono anche i bus che sono gestiti da Trenitalia (Busitalia Nord) così come le scale mobili e gli ascensori che evitano di fare faticosi percorsi in salita. Se volete avere una piantina dei percorsi dei bus vi conviene chiedere direttamente in stazione oppure in piazza Italia dove c’è un chioschetto di Trenitalia. Purtroppo, pur essendo Perugia una città piena di giovani universitari e turisti, i servizi di trasporto pubblico non ci sono sembrati molto efficienti soprattutto per gli orari corti: la minimetro chiude alle 21.00 circa. I costi dei biglietti sono come quelli delle altre città, ovvero €1,50 per una corsa (€2,00 se acquistato sul bus) . Se pensate di sfruttare spesso i mezzi pubblici si può acquistare per €4,50 il biglietto turistico che dura 24 ore dalla obliterazione. I biglietti si possono acquistare anche nelle stazioni della minimetro.

Cosa a vedere a Perugia:

Il centro storico della città non è enorme e si può tranquillamente visitare a piedi. Il capolinea della minimetro (Pincetto) è in pieno centro. Da lì ci si sposta fino a Piazza IV Novembre che custodisce gioielli come la Fontana Maggiore, la Cattedrale di San Lorenzo e la Galleria Nazionale dell’Umbria (ubicata agli ultimi piani del Palazzo dei Priori), sicuramente interessante, ma che non abbiamo visitato. Percorrendo Corso Vannucci verso Piazza Italia da cui si può godere un bel panorama e si scende nella spettacolare Rocca Paolina, è doverosa una sosta nella pasticceria storica Sandri in cui si possono gustare dolci tipici umbri e perugini e la famosa la torta pasquale al formaggio che è un buon panettone salato ai formaggi pecorino, parmigiano ed emmethal (erroneamente da me confusa con la torta al testo). Molte prelibatezze vengono sfornate proprio nel periodo di Pasqua. Poco prima di piazza Italia vi potete fermare nel negozio della Perugina. I prodotti sono ormai famosi in tutta Italia e sono sempre quelli che si trovano facilmente al supermercato, ma qui si possono trovare cofanetti e confezioni un po’ diversi. Per vostra curiosità i Baci Perugina si chiamavano “cazzotti” (sarà per la forma?). Grazie a Luisa Spagnoli sono diventati cioccolatini che tutti noi conosciamo. E’ possibile fare la visita anche nella fabbrica Perugina che è ad un’ora di strada dalla città. Ma ritorniamo in Piazza Italia: oltre a godere i un ottimo panorama, valorizzato ulteriormente da una ruota panoramica, si può fare shopping tra le bancarelle del mercatino dell’antiquariato, dell’artigianato e dell’usato presento nei giorni di festa (come a Pasqua), ma sicuramente sarà più sorprendente scendere alla Rocca Paolina. Si tratta di una antica fortezza sotterranea edificata per rendere la città più sicura. Gran parte della fortezza (di proprietà del Papa) fu abbattuta nel 1861 durante l’unità d’Italia. Però furono conservati i sotterranei come “ricordo” dell’avvenuta unificazione italiana. Ancora oggi si possono visitare gratuitamente e si possono organizzare visite guidate su prenotazione. Ovviamente a Pasqua, periodo di maggior afflusso di turisti le visite guidate sono state sospese favorendo solo l’apertura degli esercizi commerciali soprastanti (misteri all’italiana). Essendo la Rocca Paolina anche un luogo di passaggio fate attenzione ai borseggiatori e agli zingari. Alcuni angoli sono maltenuti e sono utilizzati purtroppo come urinatoi. Uscendo dalla Porta Marzia si può raggiungere la chiesa di San Domenico in Corso Cavour. Magari a molti non dice nulla, ma si tratta di una delle prime opere in stile gotico nascenti in Italia. Perugia, come tutti i paesini dell’Umbria, ha molte chiese che vale la pena visitare. Passeggiando potete anche percorrere le strade lungo quel che resta delle mura etrusche partendo dallo splendido Arco etrusco in Piazza Braccio Fortebracci in via Cesare Battisti per osservare l’ex acquedotto. Un’altra visita interessante è quella al pozzo etrusco in Piazza Danti che testimonia le conoscenze tecniche delle popolazioni umbre 300 anno prima di Cristo. Con lo stesso biglietto si può visitare la Casa Museo di Palazzo Sorbello dei marchesi Bourbon con le sue collezioni interne (possibile  la visita guidata) e il dipinto di Vannucci (detto il Perugino) e di Raffaello (suo allievo) appunto in Piazza Raffaello. Anche se il tempo a nostra disposizione era poco siamo riusciti a vedere almeno l’indispensabile perché Perugia nasconde molti altri tesori così come tutti i paesi dell’Umbria.

Dove mangiare a Perugia:

Ovviamente per mangiare ci siamo fidati dei consigli del nostro amico nato in Umbria che ci ha orientati verso i locali che offrono portate sostanzialmente tipiche umbre. In Umbria si mangia molto bene e si fa spesso uso del tartufo. Abbiamo speso quasi sempre circa €20,00 a testa. I ristoranti in cui abbiamo gustato ottime portate sono:

  1. Storie perugine (vineria birreria), Corso Cavour 46, Tel. 0753721059 (con dehors, ampio spazio al piano inferiore, arredamento molto ricco e particolare, menù stampato su libri veri, molte birre artigianali, piatti ricchi e prelibati, possibilità di mangiare la faraona alla leccarda un piatto tradizionale).
  2. Ristorante Regina, Via dei Priori 36, Tel. 0755736671 (ottimi taglieri)
  3. Ristorante La Taverna, Via delle Streghe 8, Tel. 0755724128 (il nome trae in inganno perché si tratta di un ristorante un po’ chic, è un po’ caro rispetto agli altri, ma offre piatti tipici umbri rielaborati e molto prelibati).

I dintorni di Perugia:

Ovviamente intorno a Perugia ci sono molti centri importanti, primo fra tutti Assisi, ma spostandoci verso Umbertide (città natale del nostro amico) abbiamo optato per il piccolo e meraviglioso borgo medioevale di Montone in cui a Pasquetta si può assistere alla sfilata in costume (stupendi) e agli spettacoli degli sbandieratori. Purtroppo non avendo prenotato alcun ristorante abbiamo dovuto lasciare a malincuore il paese e dirigerci verso Città di Castello, ma la situazione meteo ed il tempo a noi a disposizione non ci hanno permesso ulteriori visite. Abbiamo mangiato nella storica e ottima piadineria  La vecchia Rimini che prepara anche le ciaccine altra prelibatezza fritta umbra.

Conclusioni:

Perugia ha un bellissimo centro storico. La vicina periferia ci e sembrata poco sicura soprattutto in tarda serata. Forse saranno i tanti giovani studenti italiani e stranieri e la mancanza di senso civico di tutti, ma Perugia, per le sue dimensioni non proprio da metropoli, ci è apparsa una città anche un po’ troppo sporca. Il fatto che a Pasqua e Pasquetta siano state sospese le visite guidate ai musei, che non ci sia stata un’ottima accoglienza verso il turista (informazioni vaghe e nessuna risposta per prenotare i ristoranti), che la minimetro abbia avuto un orario di esercizio breve e che la “città nuova” non sia a portata di pedone (mancanza di marciapiedi) dà un ulteriore punteggio negativo. Non voglio pretendere chissà che cosa, però, dato il periodo di crisi economica, cerchiamo di valorizzare le bellezze che abbiamo in Italia soprattutto durante queste feste importanti in cui si ha un’affluenza maggiore di turisti, anziché attirarli lasciando aperti gli esercizi commerciali, soprattutto quelli delle multinazionali che di tipico non hanno da offrire proprio nulla. Ma questa è un’altra storia.

Per info:

  1. http://www.10cose.it/perugia/cosa-vedere-perugia
  2. http://www.comune.perugia.it/pagine/trasporti-autobus
  3. per altre info cliccate sui link azzurri in grassetto.

Qualche foto:

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Scansione

Tutto ebbe inizio nel mese di dicembre 2015 qualche giorno prima di festeggiare il capodanno nella nuova casa di mia sorella. Avevo ancora un lavoro ed essendo addetto vendita nel settore informatica ho potuto fare un po’ di pratica con le consolle per DJ della Hercules. Magari non sono quelle usate dai professionisti del settore, però si possono fare dei bei mix divertendosi e facendo divertire gli amici. Alla fine è molto semplice (si fa per dire) perché la maggior parte del lavoro la fa il computer o meglio il software. Infatti, queste consolle usano i file audio mp3 dai quali, se sono di buona qualità, il software estrapola molte informazioni e a parte il titolo e l’artista possiamo conoscere addirittura la chiave (accordo), l’armonia e i bpm (battiti per minuti). Tutte informazioni per effettuare un bel mixaggio senza creare fastidiose stonature tra un brano e l’altro. Grazie al software si possono facilmente sincronizzare (ottenere la stessa velocità di battute al minuto) i due brani (o anche di più) che dobbiamo mixare. Al DJ spetta il compito di conoscere tantissima musica, avere tanta fantasia e sfruttare i numerosi effetti che offre la consolle (dal loop allo scratch, dall’avvolgimento rapido del brano al riverbero, ecc…). E questi sono solo alcuni esempi. Il mestiere del DJ è, secondo me, difficile perché deve essere un po’ psicologo delle persone che ha in pista. Quale musica gli piace, che umore hanno, quanta voglia hanno di partecipare alla festa, come coinvolgerle,… Insomma come farle scatenare e divertire? Penso che sia un compito non del tutto scontato. Quello che il DJ mette sul piatto deve piacere alla gente che è in pista e non sempre a lui. Comunque, stavo scrivendo di consolle… Insomma, scorrazzando in Internet ho scoperto il software gratuito Virtual DJ e l’ho scaricato sul mio computer. Ho installato la versione completa e ho scoperto un fantastico mondo nel quale giocare con la musica. Virtual DJ permette di avere tutto quello che serve a mixare i brani come in discoteca. Studiandolo bene ho capito che ha veramente tantissime funzioni. Si possono avere fino a sei deck, si possono creare nuovi loop, si possono modificare le armonie, si può usare sia mouse che tastiera… Insomma, tanta tanta tanta rrrobba! Manca solo la consolle fisica, da acquistare a parte. Se avete anche una doppia scheda audio (purtroppo non è il mio caso) è possibile il preascolto dei brani. Così mi sono messo all’opera per studiare questo meraviglioso software. Ripeto che non è così scontato come sembra. Inoltre è in inglese, ulteriore sforzo, almeno per me. Tuttavia, dopo molti “prova e riprova”, sono riuscito a produrre la mia prima compilation o megamix (come si soleva dire a fine anni ’80) che potete scaricare cliccando sul link sottostante. Ho cercato di mantenere il bitrate migliore partendo dai file originali mp3 di 320 Kbps. Virtual DJ registra il file in vari formati ed io ho scelto il flac per non perdere troppa qualità. Per convertire il flac in un formato più comune l’ho riconvertito in mp3 320 Kbps campionato a 48000 KHz (http://online-audio-converter.com/it/) e ho creato le tracce con Nero 8 Wave Editor (funziona benissimo su Windows 10, non fatevi infinocchiare) dopo aver salvato il file origine ri-campionandolo a 96000 KHz a 24 Bit (HQ Mastering). Le tracce sono state a loro volta salvate nel formato PCM (wav) a 1536 Kbps e masterizzate su CD audio. Non so se ho fatto pasticci, però non volevo perdere troppi pezzi per strada. Et voilà la compilation:

Tracklist:

Scansione_0001

YEAR: 2016

FORMAT FILE: MP3, 320 Kbps

BPM: from 90 to 116

TIME: about 43′

I brani (a parte Faded di Alan Walker) sono stati estratti dal cd Fun Dancefloor Spring 2016 (una compilation francese prodotta da Fun Radio, la M2O francese per intenderci). Ho caricato la cartella “110 BPM” su OneDrive mettendola in condivisione così potete ascoltarla e, se vi piace, scaricare i file audio e la copertina. Sì, ho creato anche la copertina. Per vostra curiosità, 110 BPM perché i brani hanno una velocità che varia da 90 BPM fino a 116 BPM (una media di 103 BPM). Ci sono sicuramente tante imperfezioni, ma vi ricordo che ho lavorato senza il preascolto aiutandomi come potevo… Come sempre si accettano consigli e critiche costruttive. Buon ascolto!

https://onedrive.live.com/redir?resid=4FD818A294224302!3655&authkey=!ADqy-zqya-7ryRc&ithint=folder%2cmp3

NB: il link sarà disponibile per un breve periodo.

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