Il Blog di Luca C.

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Dopo un po’ di assenza da queste pagine virtuali ritorno per raccontarvi di una breve gita, di un viaggio improvviso nelle terre della bassa padana approfittando di due giorni consecutivi di pausa dal lavoro e del bel tempo. Per non strafare abbiamo optato per Roncole Verdi e quindi Bussetto (in cui nacque, visse e crebbe musicalmente Giuseppe Verdi) per giungere, infine, a Brescello (famoso per essere stato il set cinematografico della serie di film dedicati a Don Camillo).

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GIORNO 1: da Torino ci sono circa due ore e mezza di viaggio in auto prendendosela comoda. Alle ore 10.30 eravamo già a Roncole Verdi in cui abbiamo visitato la Casa natale di Giuseppe Verdi (monumento nazionale), che fu anche l’osteria gestita dal papà del musicista. La guida interattiva accompagna i visitatori nelle varie stanze arredate nello stile dell’epoca raccontando vari aneddoti sulla vita della famiglia Verdi e su come si viveva nel XIX secolo. Di fianco alla casa natale di Giuseppe Verdi c’è il museo dedicato a Giovannino Guareschi, che prima era il ristorante voluto dal giornalista-scrittore e gestito dai suoi figli. La Casa archivio di Guareschi è gestita dall’associazione culturale Club dei Ventitré che ha allestito lo spazio occupato dal ristorante con numerosi pannelli con documenti e cimeli del creatore di Don Camillo. All’interno è possibile acquistare vari libri di Guareschi tra cui Diario clandestino considerato il più bello dell’autore e, purtroppo, il meno conosciuto. Terminata anche questa visita ci siamo precipitati a Busseto per evitare la chiusura delle strade a causa della corsa ciclistica Milano-Busseto perdendoci così la possibilità di entrare nella Chiesa di San Michele Arcangelo in cui un giovanissimo Giuseppe Verdi suonò l’organo. Essendo, quindi, giunta l’ora di pranzo abbiamo scelto di mangiare nella Gastronomia di Busseto Sapori della bassa: ottimi salumi, ottimi formaggi, gestori gentilissimi, prezzi medio-alti (ma considerate che abbiamo assaporato il culatello che costa tra gli 80-90 euro al chilo). Dopo la sosta ristoratrice abbiamo aspettato l’apertura pomeridiana degli altri due luoghi da visitare: il Teatro Verdi e Casa Museo Barezzi. Il primo fu costruito in onore di Giuseppe Verdi quando ancora era in vita. Il musicista non ne rimase entusiasta e non si presentò neanche all’inaugurazione: avrebbe preferito che i soldi fossero spesi per aiutare i più bisognosi. Il graziosissimo teatro, seppur piccolo, è famoso per aver ospitato musicisti e direttori d’orchestra illustri e ancora oggi è utilizzato per gli spettacoli. Casa Museo Barezzi, invece, è la casa in cui il ricco signor Barezzi, appassionato all’inverosimile di musica, insegnò a Giuseppe Verdi a suonare. Fu talmente colpito dalla sua bravura che pagò di persona tutti gli studi privati. All’interno della casa museo si possono ammirare documenti, spartiti, locandine e articoli di giornali originali e anche il meraviglioso forte-piano suonato da Giuseppe Verdi: la tentazione di toccare i tasti era forte, ma ho desistito: d’altronde anche Riccardo Muti si rifiutò di suonare lo stesso strumento che suonò il Maestro. E chi sono io per poterlo fare? Queste visite fanno conoscere meglio la vita di Giuseppe Verdi, forse meno le sue opere, ma è stato comunque molto istruttivo. Ottime anche le spiegazioni delle guide. E’ possibile a pagare un biglietto cumulativo per la Casa Natale di Verdi, il Teatro Verdi e la Casa Barezzi: sconticino con la Tourist Card gratuita che dovrebbe servire anche in altri esercizi commerciali, ma poi non è così. Intanto è giunto il tempo di partire per recarci a Brescello in cui abbiamo prenotato il B&B che non nominerò perché non abbiamo avuto una buona esperienza: al nostro arrivo il gestore non si è presentato al check-in e non era rintracciabile al telefono. Per fortuna un simpatico ragazzo in bici intuendo la nostra preoccupazione si è fermato è ci ha consigliato un altro B&B: “Cercate da dormire? Mo vé che ci penso io a voi due!”. In quelle parole ho percepito qualcosa di non buono oltre all’alito di lambrusco del ciclista… Intanto la serata si svolge al positivo con una bella cena a base di tagliatelle al culatello e Lambrusco presso l’ottima Trattoria La Bottega molto frequentata dai turisti (italiani e non), dai brescellesi e, a giudicare dalle numerose fotografie, anche dal cantante emiliano Zucchero Fornaciari.

GIORNO 2: dopo una notte quasi insonne nel nuovo B&B consigliatoci, cioè nella nostra stanza posta sopra l’enorme sala di una risto-pizzeria in cui si è fatto karaoke e si è ballato sulle note del reaggeton fino alle ore piccole ed, in seguito, con la risistemazione delle tavolate per il giorno seguente (strisciando i tavoli e le sedie sul pavimento), ci siamo svegliati pronti per visitare Brescello. E per fortuna che si trattava di un B&B con colazione in camera: merendine da discount, ovetti al cioccolato sciolto e macchinetta da caffè con acqua ristagnante da chissà quanto tempo! Meglio brioche e cappuccino al bar Don Camillo nella piazza del paese. Al Punto Informazioni (è consigliabile arrivare di buon’ora per evitare la bolgia di turisti) si può acquistare con la modica cifra di 5 euro il biglietto cumulativo per la visitata guidata al paese soffermandosi nei punti in cui sono state girate le scene più famose dei film di Don Camillo, per il Museo Peppone e Don Camillo, per il Museo Guareschi e per il Museo Archeologico (gli ultimi due li abbiamo saltati). Insomma, tutto il paese fu per anni il set cinematografico di Don Camillo e tutti i paesani volenti o nolenti furono stati coinvolti. Dalla visita a Brescello si viene a conoscenza di molti aneddoti sui film, sugli attori, sull’autore di Don Camillo e su problemi tecnici, burocratici e soprattutto politici, ma che non sto qui a raccontarvi perché mi dovrei dilungare molto. Lascio a voi il piacere della scoperta. Intanto, il tempo a nostra disposizione volgeva al termine e quello meteorologico al brutto. Prima di riprendere il viaggio di ritorno abbiamo pranzato presso la gastronomia La Botte Golosa in cui abbiamo gustato ottimi tortelli di zucca e strozzapreti al culatello ovviamente sempre accompagnati da un buon bicchiere di lambrusco. Sperando di avervi messo un po’ di curiosità vi invito a fare visita in questi meravigliosi luoghi, B&B permettendo!

Per info:

https://visitbrescello.it/ oppure cliccare sui link nel testo sopra.

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Dopo essermi commosso per lo splendido e coloratissimo Coco della Disney Pixar è giunto il momento di vedere un altro film commovente che ho aspettato per ben sette anni, cioè da quando lessi nella lontana estate del 2011 il libro Viaggiando contromano di Michael Zaadorian. Dopo la lettura mi sono sempre chiesto se qualcuno avesse mai pensato di produrne un film. Alla fine mi hanno accontentato: sto chiaramente parlando dell’ultimo lavoro di Paolo Virzì Ella & John – The Leisure Seeker. Il riassunto della vicenda è il seguente:

Ella e John (interpretati dai bravissimi Helen Mirren e Donald Sutherland) sono due coniugi anziani che, nonostante la loro età avanzata e con le conseguenze che ne derivano, decidono di salire a bordo del loro camper (Leisure Seeker per l’appunto) e partire per una lunga vacanza convinti di evitare così di dare troppi fastidi ai figli. Durante il viaggio possiamo conoscere meglio i due protagonisti e le loro storie attraverso momenti a volte esilaranti, a volte drammatici, ma soprattutto scopriamo quanto sia grande il loro amore. Presto veniamo a conoscenza che Ella e John non sono più in grado di sostenere il viaggio, ma decidono comunque di raggiungere a tutti i costi la meta insieme l’uno accanto all’altro, Per sempre, fino alla fine.

La storia del film non si discosta troppo da quella raccontata nel libro anche se alcuni dettagli sono stati modificati: ad esempio la strada percorsa non è la Route 1, bensì la mitica Route 66; la metà del viaggio non è la casa dello scrittore Hemingway, ma Disneyland; la partenza non è Boston, ma Detroit. Per il resto il film ha soddisfatto le mie aspettative: quello che ho immaginato io leggendo il libro me lo sono ritrovato sullo schermo di un cinema. Vi invito comunque a leggere il libro di Michael Zaadorian oltre a vedere il film di Paolo Virzì. La storia tocca le corde profonde dell’anima e ci fa meditare su come eravamo, come siamo e cosa sarà di noi.

Un inno alla Strada, un caleidoscopio di paesaggi strepitosi e cittadine fantasma, ansie sogni paure; quello che è stato, che si è amato, quel che è qui e ora e più non sarà… perché la vita è profondamente nostra, teneramente, drammaticamente grande, fino all’ultimo chilometro.

(http://www.marcosymarcos.com/libri/in-viaggio-contromano)

Altri film consigliati:

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Tra le innumerevoli reunions che si stanno ri-progettando in questo periodo mi va di citare un duo della musica da film che con le loro canzoni hanno reso indimenticabili molti lungometraggi di un altro duo famoso del cinema degli anni ’70 e ’80 del secolo scorso: Bud Spencer e Terence Hill. Sto parlando ovviamente degli Oliver Onions alias Guido e Maurizio De Angelis i quali si esibirono nel novembre 2016 (qualche mese dopo la morte di Bud Spencer) a Budapest. Da questo evento ne sono stati tratti due CD audio, un DVD e un libricino come tributo all’attore scomparso. Seppur con una voce forse poco allenata (il duo non si esibiva insieme da anni), ma tanta grinta gli Oliver Onions si sono presentati sul palco accompagnati da un’orchestra formata da numerosi elementi e uno splendido coro eseguendo le loro famosissime canzoni che hanno fatto da colonna sonora a film e serie TV diventati cult in tutta Europa (se non nel mondo intero) e in particolar modo nei paesi dell’est. A Budapest, vi ricordo, hanno addirittura eretto una statua in memoria di Bud Spencer forse esagerando, ma qua in Italia i film e gli attori sono stati snobbati. Anche se non eccelsi capolavori non vi hanno mai strappato una risata con i loro cazzotti e abbuffate? Agli Oliver Onions invece va il merito di averci impresso nei nostri ricordi sia i film che le musiche (a proposito esistono partiture per tastiera?). Inizialmente ero dubbioso se acquistare il cofanetto, ma alla fine ho ceduto alla tentazione: anche se ho già molti loro brani in versione originale perché non ascoltarli live? E ho fatto bene: vorreste mica perdervi il Coro dei pompieri finalmente intero, senza dialogo tra i protagonisti di Altrimenti ci arrabbiamo e, soprattutto, con la voce di Bud Spencer? Intanto si rimane in attesa di una data italiana, magari torinese!

Per info:

http://www.oliveronions.it/#tourdates

https://www.facebook.com/guidoemauriziodeangelis/

Il riassunto: Ove è un uomo che si “è fatto da solo” partendo da un adolescenza travagliata. E’ cresciuto imparando duri mestieri e sviluppando un carattere a dir poco scontroso ed è molto ligio all’ordine. Cova un odio verso i “burocrati”. Nonostante ciò, riesce a conoscere l’amore della vita che lo rispetta per quello che è perché in fondo Ove non è quello che sembra, a detta di tutti “un vecchio inacidito”. La Vita sarà molto dura con Ove: prima gli mette la moglie su una sedia a rotelle a causa di un incidente e poi le fa venire il cancro. Questa situazione accresce in Ove l’odio verso i “burocrati” che gli vogliono portar via, in una casa di cura, l’unico motivo della sua esistenza. Finché la moglie resterà in vita Ove combatterà. In seguito inizierà a pensare al suicidio, ma ogni volta che prova ad escogitare un modo per morire in santa pace c’è sempre qualcosa o qualcuno che lo blocca: i vicini di casa rompiscatole e un gatto randagio. Lentamente Ove si accorgerà che ha ancora dei motivi per cui vale la pena di vivere.

Il mio giudizio personale: nonostante la vicenda appaia tragica, il libro si legge velocemente perché la storia affascina e il protagonista diventerà il nostro eroe. Ove è il classico burbero dal cuore grande! Non mancano i momenti in cui si sorride, si ride e ci si commuove. Chissà che non ci sia un bravo regista che decida di farne un film, magari da presentare nel periodo natalizio. Secondo me sarebbe un successo! Anzi, ora che sto consultando Wikipedia scopro che il film (del regista Hannes Holm) è uscito nel 2015, guarda caso il 25 dicembre. Sarà presentato in Italia nel 2017 distribuito da Academy Two, almeno così dicono, ed è candidato a due premi Oscar.

La citazione: La morte è una cosa curiosa. Viviamo tutta la vita come se non esistesse, ma il più delle volte è una delle ragioni in assoluto più importanti per vivere. Alcuni di noi ne diventano consapevoli così in fretta che vivono più intensamente, più ostinatamente, e in maniera più furiosa. Altri necessitano della sua costante presenza per sentirsi vivi. Altri ancora finiscono per accomodarsi nella sua sala d’attesa molto tempo prima che lei abbia annunciato il suo arrivo. La temiamo, eppure la gran parte di noi teme soprattutto l’eventualità che colpisca qualcun altro, qualcuno a cui vogliamo bene. Perché la più grande paura legata alla morte è che ci passi accanto. Che si prenda chi amiamo. E che ci lasci soli.

Info:

http://www.mondadoristore.it/uomo-che-metteva-ordine-mondo-Fredrik-Backman/eai978880465943/

http://www.fredrikbackman.com/

Trailer ufficiale del film:

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Con tutte le numerosissime produzioni e con il rapidissimo ricambio delle programmazioni nei cinema a cui ci hanno abituato in questi anni le case cinematografiche è impossibile accorgerci che a parte i film da botteghino e/o super pubblicizzati esistono dei piccoli grandi film. Uno di questi è Eddie the eagle diretto da Dexter Fletcher. Si tratta della biografia di Eddie Edwards che fin da bambino aspira a partecipare alle olimpiadi. Il suo ginocchio difettoso, la sua goffaggine nei movimenti e un padre non proprio “dalla sua parte” non fermano la determinazione di questo giovanotto che dopo aver sognato di approdare alle olimpiadi estive cambia rotta verso quelle invernali con uno sport difficilissimo, ovvero il salto dal trampolino. Eddie non si ferma davanti a nulla, né davanti allo scetticismo dei burocratici olimpici, né di fronte alle angherie dei suoi compagni e degli avversari. Affronta lunghi viaggi per imparare da autodidatta e, con un po’ di fortuna, grazie all’aiuto dell’ex campione Bronson Peary. Tutto è pronto per andare a Calgary in Canada (1988). Riuscirà Eddie l’aquila a raggiungere e superare il suo obbiettivo? Essendo una storia vera molti di voi, forse quelli meno giovani, conosceranno la risposta. Se invece non la sapete vi invito a vedere questo bel film. Film come questo ci vogliono perché trasmettono un po’ di sano ottimismo e fiducia in se stessi, che al giorno d’oggi sembrano mancare. Tutti noi sappiamo in fondo in fondo cosa vogliamo, cosa ci fa stare bene, e solo la determinazione a seguire il nostro sogno, nonostante mille peripezie, fa sì che questo diventi realtà e ci permetta di essere veramente noi stessi non più sognando, ma volando come aquile e sentendoci liberi dalle costrizioni inflitte dalla realtà.

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