Il Blog di Luca C.

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Questa volta la rubrica dedicata al disco consigliato si raddoppia perché vi presento due dischi molto interessanti che hanno in comune il pianoforte e la casualità in quanto ho conosciuto questi due fantastici artisti per puro caso: Remo Anzovino (classe 1976) l’ho scoperto circa otto anni fa e Yiruma (classe 1978) qualche mese fa. Il primo, di origini venete, è un musicista poliedrico, mentre il secondo, coreano, ha uno stile più classico. Entrambi usano melodie di grande impatto e immediate, ma il primo ha sonorità tendenti al jazz (diciamo così) e il secondo potrebbe rientrare nel filone new age (ridiciamo così). Remo Anzovino, come ho scritto poc’anzi, spazia da un genere all’altro. La sua musica è molto espressiva e mai banale. Nell’ultimo lavoro Nocturne ha voluto creare dei brani, appunto, notturni e intimisti. Prendendo spunto dalla struttura dei notturni di Chopin, Remo Anzovino ha realizzato i suoi notturni immaginando un uomo qualsiasi nel mondo e la sua vita. Un lavoro, forse, un pochino più cupo dei precedenti, ma non per questo tedioso e triste. Anzi, un capolavoro di dolcezza per le orecchie! Nocturne non è un lavoro per piano solo, ma sono presenti molti altri strumenti. Yiruma, invece, l’ho scoperto per caso cercando musiche rilassanti su Youtube. Le melodie del pianista coreano sono dolci, immediate e veramente distensive. Viene accompagnato anche dagli archi. Per questo lo ritengo più classicheggiante. Dei lavori di Yiruma conosco ancora molto poco. Per questo ho ritenuto importante ascoltare la raccolta The Best – Reminiscent 10Th Anniversary che racchiude i suoi brani più importanti in dieci anni di attività. Tra i brani che apprezzo di più ricordo River Flows In You di cui ho lo spartito e che prima o poi imparerò a suonare. Ma questa è un’altra storia…

La musica ha senso solo se c’è qualcuno che la ascolta, se c’è qualcuno a cui “darla”, come diceva Eduardo De Filippo. Nel mio piccolo quello che cerco di fare nei dischi, nei concerti e nelle collaborazioni con altri musicisti è offrire agli altri non ciò che si aspettano, ma ciò che penso faccia loro bene: qualcosa che parli di loro stessi. 

(Remo Anzovino)

Per info:

http://www.remoanzovino.it/

http://yiruma.manifo.com/

 

 

 

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House Music Vintage Megamix - frontCorreva l’anno 1990, più precisamente era l’estate del 1990. Avevo 14 anni, avevo appena terminato le scuole medie inferiori ed ero in attesa di intraprendere il percorso scolastico che mi avrebbe portato alla maturità. Fu anche il primo anno in cui seguii con passione i mondiali di calcio Italia ’90 con gli occhi strabuzzanti di Salvatore Schillaci, le parate di Zenga e Tacconi, gli attacchi di Baggio e la prima volta in campo della Germania unita. Mi trovavo esattamente in quel di Campomarino (CB) allegro luogo di villeggiatura dal quale fummo assenti per quattro anni. Insomma, vi trascorsi molte estati felici di cui porto dentro di me molti bei ricordi. Quella del 1990 fu l’ultima estate a Campomarino. Come ho scritto, avevo 14 anni e stavo passando dall’età infantile a quella adolescenziale con tutti i cambiamenti che ne derivano. Tra questi cambiamenti ovviamente c’erano i gusti musicali. Lasciai da parte le canzonette per bambini per passare a musica più adatta alla mia età. Erano gli anni del primo Jovanotti con la sua moto, di Francesco Salvi con la sua macchina da spostare, di molta altra musica demenziale, ma anche di tanta altra ottima musica. Era in corso un cambiamento nelle sonorità che caratterizzarono in seguito gli anni ’90. Nell’ ambito dance questo cambiamento avvenne grazie ai Technotronic che allietarono le mie orecchie (un po’ meno quelle dei miei genitori) per tutta l’estate con Pump up the jam. Grazie a mio cugino che mi registrava le musicassette (con un audio penoso e senza titoli) venni a conoscenza del genere dance house music tanto in voga in quegli anni. Ora, a distanza di ben ventisette anni, sono riuscito a recuperare alcuni titoli presenti in una delle tante musicassette, ovvero quella dell’estate 1990 che intitolai semplicemente Megamix Estate 1990, la quale iniziava con la Primavera di Vivaldi. Dopo non poche difficoltà (nemmeno il riconoscimento musicale dello smartphone è servito) sono riuscito a trovare i titoli che più mi esaltavano in quella calda estate e ne ho fatto un mix intitolato House Music Vintage Megamix cercando di rispettare il più possibile la sequenza originale delle tracce. Potete ascoltare il mix sulla mia pagina Mixcloud. Sperando di aver fatto cosa gradita anche voi, vi auguro un buon ritorno al passato e un buon ascolto!

Potete ascoltare House Music Vintage Megamix nella sezione My DJ Set di questo blog.

Per info:

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Non esisterà più il disco che ti consumi all’infinito nella tua cameretta, ci sarà solo una lunghissima playlist in continuo aggiornamento. Oggi sono le stesse piattaforme di streaming a dettare le regole per scrivere le canzoni: da tempo Spotify manda mail dove invita noi produttori a seguire indicazioni precise – a partire dalla durata dell’intro, fino a quando far entrare la voce in un pezzo – al fine che i brani funzionino meglio. Ogni singolo secondo della canzone viene smembrato per capire esattamente quando l’utente ha premuto stop ed è passato ad altro. Può essere una cosa brutta o, al contrario, molto stimolante, non mi interessa esprimere un giudizio, ma ti immagini se ai Pink Floyd avessero consigliato di modificare la stesura di Time, su The Dark Side of the Moon, perché prevedevano che dopo il trentesimo secondo l’utente si sarebbe annoiato, secondo te come avrebbero reagito?

(RollingStone, Intervista a Michele Canova)

Sarà per questo che riscopriamo il passato e là ci rifugiamo per ovviare alla mediocrità di oggi? Sarà per questo che mi rifugio nel buon vecchio jazz o rhythm’n’blues o classical o rock’n’roll? Ed io che pensavo invece di stare invecchiando precocemente…

Per leggere l’intervista completa: http://www.rollingstone.it/musica/news-musica/nel-pop-di-oggi-ce-tutto-tranne-che-la-speranza-michele-canova-ci-spiega-come-si-scrivono-le-hit-in-usa/2017-11-11/

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Questa volta lascio che sia il testo di Stringimi forte a presentare Sconfinando ovvero il nuovo splendido lavoro di Giorgio Conte (un’antologia di suoi successi e inediti in versione orchestrale) e con la copertina a cura di Ugo Nespolo.

Stringimi forte, abbracciami
prima che si alzi il vento
Stringimi forte e abbracciami
prima che scada il tempo
Tienimi stretto ancora
Alla faccia di questo tempo
che ci vuole portare via
e che si insegue con il suo cucù

Stringimi forte, abbracciami
Stringimi un po’ di più
Stringimi forte, abbracciami
prima che si alzi il vento
Stringimi forte e abbracciami
prima che scada il tempo
Tienimi stretto ancora
Si sta fermando il tempo
Ci lascia qualche attimo
forse qualcosa in più

Stringimi forte, abbracciami
Stringimi un po’ di più
Stringimi forte, abbracciami
prima che si alzi il vento
Stringimi forte e abbracciami
prima che scada il tempo
Tienimi stretto ancora
Si sta placando il vento
sì, però, però che spavento
ci siamo presi noi

Stringimi forte, abbracciami
Stringimi un po’ di più
Stringimi forte, abbracciami
prima che si alzi il vento
Stringimi forte e abbracciami
prima che scada il tempo
Tienimi stretto ancora
Si sta placando il vento
sì, però, però che spavento
ci siamo presi noi
Stringimi forte, abbracciami
Stringimi più che puoi

(Giorgio Conte, Stringimi forteSconfinando, 2017)

Info: http://www.giorgioconte.com/

 

Remixland 2K17 - front

Avendo molto tempo, ahimè, a disposizione mi diletto a fare qualcosa di creativo (perché ne ho bisogno e lo consiglio pure a voi come metodo anti stress). Tra i miei molteplici hobbies c’è spazio anche per la musica dance. Mi diverto a cercare e ascoltare gli ultimi successi sul sito https://www.danceitalia.it/classifica-dance/ per poi selezionarli e inserirli nelle mie compilation mixate con il mio, ormai, fedele mixerino Hercules. Vi voglio raccontare come svolgo questo simpatico passatempo: una volta selezionate le tracce che mi piacciono di più le aggiungo nella lista dei brani da mixare con il software DJuced 18. Di solito ho l’abitudine di metterle in ordine di BPM (battiti per minuti) dal più basso al più alto. A quel punto basta avviare le prime due canzoni e cercare di capire che cosa hanno in comune per effettuare al meglio il mixaggio. Quando ho deciso a che punto staccare il primo brano per inserire il secondo, il tipo di effetto e la durata della miscelazione, se sono soddisfatto, mi scrivo tutto su un foglio in modo da ripetere gli stessi mixaggi in fase di registrazione. Alcune volte, anche se mi sono segnato tutto, mi capita di sbagliare. Allora i casi sono due: registrare tutto da capo oppure continuare da dove ho sbagliato ed effettuare in seguito un montaggio audio (cosa non sempre semplice). Quando nessuno mi mette fretta, non ho impegni di nessun tipo, non suonano al citofono, non squilla il telefono, non ho urgenze fisiologiche, eccetera eccetera, spesso riesco a creare la compilation in un colpo solo. La tempistica, normalmente, è di circa due o tre giorni compresa l’ideazione della copertina che nasce dalle sensazioni che mi creano i brani che ascolto. In quest’ultima esperienza ho scelto di inserire molti remix. Subito il pensiero è andato ai mixer da cucina, da lì ai frullati di frutta e verdura che solitamente sono rinvigorenti ed energizzanti. L’ultima copertina è nata così, con una semplice ricerca di immagini su Google e un facile fotomontaggio. Il titolo forse non è proprio originale (Remixland era una compilation pubblicata agli inizi del 1994 – di seguito la copertina ),  ma rende molto bene l’idea così come l’immagine.

Remixland 2K17 è nata così e potete ascoltarla (rispettando i diritti d’autore) andando subito nella sezione My DJ Set di questo blog.

Per info:

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Remixland Compilation 1994

 


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