Il Blog di Luca C.

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Un piccolo grande film che fa riflettere sulla nostra esistenza è Momenti di trascurabile felicità di Daniele Lucchetti tratto dal libro Momenti di trascurabile infelicità di Francesco Piccolo. Non ho letto il libro, quindi non so dirvi se il film è meglio o peggio, però posso assicurarvi che ci tocca dentro nell’anima. La storia è semplice: il protagonista Paolo, interpretato da Pif, sposato e padre di due figli, muore in un incidente stradale. Giunto nell’aldilà Paolo avrà la possibilità di ritornare alla vita terrena a causa di un piccolo errore “burocratico”, ma solo per un’ora e mezza. In questo lasso di tempo il protagonista, potrà capire quali sono le cose che più gli hanno dato felicità, ma che per i suoi comportamenti egocentrici e irresponsabili ha sempre trascurato rendendogli la vita grigia. Insomma, un film che ci fa riflettere su quanto, spesso, tendiamo a dare più attenzione a cose superflue, mentre la felicità è quasi sempre sotto il naso e non sappiamo coglierla. Allo scoccare del termine del tempo concessogli, Paolo dovrà essere accompagnato nell’aldilà imboccando la strada in cui ha avuto l’incidente ripetendolo per la seconda volta, ma egli rifiuta la sua morte prematura.

Per info: https://www.einaudi.it/autori/francesco-piccolo/

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Per la serie “i film che almeno una volta bisogna vedere, ma non se li fila nessuno anche perché surclassati dalle major” oggi mi dedicherò a parlarvi di un altro grazioso film del 2018 ben diretto da Simone Spada ed interpretato da Claudio Amendola, Luca Argentero, Silvia D’amico, Barbora Bobul’ova e… Giuseppe Battiston. La storia è molto semplice e oserei dire “all’italiana”: un parlamentare europeo italiano dà la possibilità ad un amico pieno di debiti di improvvisarsi produttore cinematografico intascando il finanziamento per la realizzazione di un film. Il piano è il seguente: una volta approvata la sceneggiatura scritta dal professore di storia amante di cinema Nicola (Battiston) bisogna convincere e coinvolgere altre persone tra cui una produttrice, un direttore della fotografia, un elettricista e un’attrice. In realtà non si tratta di professionisti, ma di persone bisognose di un riscatto dalla vita e quindi tra le più adatte ad essere raggirate e abbandonate a sé stesse in Armenia, luogo in cui verrà girato il lungometraggio. Una volta raggiunta la destinazione presso l’Hotel Gagarin, dopo pochi giorni scoppia una guerra che aiuta il truffatore a disfarsi più facilmente dei cinque malcapitati che nonostante le difficoltà e gli attriti creatisi decidono infine di dedicarsi non più alla propria realizzazione, ma ai semplici sogni degli abitanti del luogo. Questa esperienza migliorerà la vita di tutti e cinque protagonisti. Rimane solo un quesito: chi è il saggio uomo della stanza 401?

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Anche quest’anno cercherò di segnalarvi i film che a mio parere meritano di essere visti almeno una volta. 7 Uomini a mollo (titolo originale Le grand bain) è un bel lungometraggio francese che è stato presentato fuori concorso all’ultimo Festival di Cannes. La storia, che a molti potrebbe ricordare Full Monty, vede protagonista Bertrand che soffre di depressione a causa della perdita del lavoro. A parte la moglie che capisce la situazione, si vede contro i due figli e il resto della famiglia che lo considerano un fannullone: potrete intuire che la situazione non è assolutamente serena. La svolta arriva quando Bertrand decide di iscriversi ad un corso di nuoto sincronizzato maschile. Gli allenamenti in piscina favoriranno la nascita dell’amicizia con i compagni di corso con i quali confidarsi e scoprire pian piano che tutti stanno attraversando un periodo buio della loro esistenza comprese le due allenatrici. La decisione di partecipare ai campionati mondiali di nuoto sincronizzato maschile darà alla squadra la possibilità di svoltare pagina e riscattarsi. Riusciranno a raggiungere il primo posto, ma soprattutto la propria dignità, l’autostima e la stima di chi gli sta vicino? Il messaggio del regista Gilles Lellouche è molto chiaro: anche di fronte alle difficoltà bisogna imporsi un obiettivo da raggiungere assolutamente (anche se per gli altri potrebbe essere  astruso) e non importa se il risultato non sarà quello che ci aspettiamo, ma basta crederci e continuare a perseguire il proprio sogno. Lo dobbiamo a noi, all’amor proprio.

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Il riassunto: Ove è un uomo che si “è fatto da solo” partendo da un adolescenza travagliata. E’ cresciuto imparando duri mestieri e sviluppando un carattere a dir poco scontroso ed è molto ligio all’ordine. Cova un odio verso i “burocrati”. Nonostante ciò, riesce a conoscere l’amore della vita che lo rispetta per quello che è perché in fondo Ove non è quello che sembra, a detta di tutti “un vecchio inacidito”. La Vita sarà molto dura con Ove: prima gli mette la moglie su una sedia a rotelle a causa di un incidente e poi le fa venire il cancro. Questa situazione accresce in Ove l’odio verso i “burocrati” che gli vogliono portar via, in una casa di cura, l’unico motivo della sua esistenza. Finché la moglie resterà in vita Ove combatterà. In seguito inizierà a pensare al suicidio, ma ogni volta che prova ad escogitare un modo per morire in santa pace c’è sempre qualcosa o qualcuno che lo blocca: i vicini di casa rompiscatole e un gatto randagio. Lentamente Ove si accorgerà che ha ancora dei motivi per cui vale la pena di vivere.

Il mio giudizio personale: nonostante la vicenda appaia tragica, il libro si legge velocemente perché la storia affascina e il protagonista diventerà il nostro eroe. Ove è il classico burbero dal cuore grande! Non mancano i momenti in cui si sorride, si ride e ci si commuove. Chissà che non ci sia un bravo regista che decida di farne un film, magari da presentare nel periodo natalizio. Secondo me sarebbe un successo! Anzi, ora che sto consultando Wikipedia scopro che il film (del regista Hannes Holm) è uscito nel 2015, guarda caso il 25 dicembre. Sarà presentato in Italia nel 2017 distribuito da Academy Two, almeno così dicono, ed è candidato a due premi Oscar.

La citazione: La morte è una cosa curiosa. Viviamo tutta la vita come se non esistesse, ma il più delle volte è una delle ragioni in assoluto più importanti per vivere. Alcuni di noi ne diventano consapevoli così in fretta che vivono più intensamente, più ostinatamente, e in maniera più furiosa. Altri necessitano della sua costante presenza per sentirsi vivi. Altri ancora finiscono per accomodarsi nella sua sala d’attesa molto tempo prima che lei abbia annunciato il suo arrivo. La temiamo, eppure la gran parte di noi teme soprattutto l’eventualità che colpisca qualcun altro, qualcuno a cui vogliamo bene. Perché la più grande paura legata alla morte è che ci passi accanto. Che si prenda chi amiamo. E che ci lasci soli.

Info:

http://www.mondadoristore.it/uomo-che-metteva-ordine-mondo-Fredrik-Backman/eai978880465943/

http://www.fredrikbackman.com/

Trailer ufficiale del film:

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Continua la serie “i film che almeno una volta bisogna vedere, ma non se li fila nessuno anche perché surclassati dalle major” (o quasi). Oggi vi propongo Sing Street di John Carney. Consiglio la visione a tutte le persone che hanno vissuto pienamente gli anni ’80 con le sue mode e le sue canzoni o a chi, perlomeno, ha sempre sognato di creare una propria band con i compagni di scuola, scrivendo canzoni e musiche inedite dando sfogo ai propri sentimenti. Le vicende si svolgono nell’Irlanda degli anni ’80, in piena crisi economica che colpì numerose famiglie. Viene raccontata la storia di una famiglia oramai sul lastrico ed in crisi di affetti. I problemi economici portano alla decisione di iscrivere il figlio più giovane, Conor, in un liceo religioso, purtroppo frequentato da molti ragazzi disadattati. Il ragazzo conoscerà il bullismo, ma non per questo ne uscirà perdente: l’incontro fortuito con una ragazza, Raphina, lo porterà a creare una band con alcuni suoi compagni, a scrivere canzoni e musiche e creare video musicali, pur di conquistare la fanciulla, seguendo le mode di quel decennio. Il sostegno morale e i consigli del fratello maggiore sproneranno Conor a seguire e coltivare le proprie passioni e i propri sogni. Fin dove si spingerà Conor pur di migliorare la propria vita e conquistare Raphina?

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